Ennio Flaiano non è stato uno scrittore satirico e nemmeno un battutista. Il citazionismo giornalistico e la vulgata intellettuale non sono riusciti ad andare oltre queste semplicistiche definizioni. A cento anni dalla nascita è arrivato il momento di accostarsi all’irriverenza intelligente di Flaiano in altro modo. L’autore di "Tempo di uccidere" può considerarsi un pensatore moralista. Il suo stile essenziale, breve e incisivo, ricorda molto la tradizione inaugurata dai moralisti della seconda metà del XVII secolo: La Rochefoucauld, Pascal, Montaigne. Il moralista si caratterizza non come artefice di un sistema o portavoce di una dottrina generale, bensì come anatomista dell’interiorità e osservatore dei costumi. Spesso è tramite gli spostamenti del punto di vista della scrittura, più che in virtù di una cultura etica soggiacente, che il moralista interviene nell’analisi lasciandovi la sua inconfondibile impronta stilistica. Il moralista non è un teologo, né un metafisico. Egli si occupa semplicemente della natura umana.
Ennio Flaiano appartiene senza dubbio alla famiglia dei moralisti contemporanei (Cioran, René Char, Jean Cocteau, Anatole France). Questi ultimi fanno il cammino inverso rispetto ai moralisti classici: si considerano come poeti e includono nell’esercizio poetico l’interrogazione morale.
Flaiano usava la forma breve per ferire con le parole, ma anche per polemizzare. Nei suoi libri non si è mai risparmiato. Ha sempre colpito senza lasciare spazio ad alcuna ambiguità.
Adesso che il basso impero sta mostrando il peggio di sé, forse sarebbe doveroso rileggere le stilettate di Ennio Flaiano.
Opere scelte (a cura di Anna Longoni, Adelphi, pagine 1516, euro 70) è l’occasione per ripercorrere attraverso i suoi libri migliori il disincanto, l’amarezza, l’ironia e la solitudine di uno dei più grandi scrittori moralisti del Novecento. Flaiano inforca gli occhiali irreverenti dell’anticonformismo e scrive per mostrare la sua indignazione nei confronti delle convenzioni del proprio tempo. Quando intinge la penna nel veleno delle sue considerazioni, Flaiano è consapevole che la scrittura sarà una compagna scomoda di solitudine. La sua frequentazione non gli servirà a cercare alcuna forma di compromesso con la società in cui vive.
Ogni suo aforisma andrà a comporre quel frasario essenziale per passare inosservati in un’organizzazione sociale frequentata da persone che parlano di tutto per non parlare di nulla.
Flaiano scrive con le armi della satira e dell’ironia, questo è l’unico modo per non essere trascinato nell’accettazione vile di una realtà che gli fa orrore.
La malinconia di Flaiano aveva trovato nell’esercizio della scrittura il baluardo per resistere al degrado che lo assediava. Come ogni moralista contemporaneo che si rispetti, vedeva nella parola che ferisce, convince e placa il modo migliore per fare i conti con se stesso.
“Chi vive nel nostro tempo è vittima di nevrosi. Per vivere bene non bisogna essere contemporanei”; “Singolarità di un paese dove si diventa mendicanti per vocazione, dittatori per scrivere e scrittori per farsi coraggio”; “Italia, paese di porci e mascalzoni. Il paese delle mistificazioni alimentari, della fede utilitaria (l’attesa del miracolo a tutti i livelli) della mancanza del senso civico (le città distrutte, la speculazione edilizia portata al limite) della protesta teppistica, un paese di ladri e di bagnini (che aspettano l’estate) un paese che vive per le lotterie e il giuoco del calcio, per le canzoni e le ferie pagate. Un paese che conserva tutti i suoi escrementi”.
I grandi polemisti come Flaiano cominciano con l’essere poeti e finiscono per diventare moralisti, che sanno portare alla luce l’assurdo, la miseria intellettuale e gli errori della loro e soprattutto della nostra epoca.
Edizione esaminata e brevi note
Ennio Flaiano (Pescara, 5 marzo 1910 – Roma, 20 novembre 1972) scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano. Specializzato in elzeviri, polemista ,critico teatrale e cinematografico. Scrisse per Oggi, Il Mondo, il Corriere della Sera e altre testate.
Ennio Flaiano, Opere scelte, Adelphi, Milano 2010. L'edizione contiene: Tempo di uccidere, 1947; Diario notturno, 1956; Una e una notte, 1959; Un marziano a Roma; Il gioco e il massacro, 1970; Le ombre bianche, 1972; La valigia delle indie; Diario degli errori; una scelta di articoli. Nicola Vacca, per Lankelot, Giugno 2010
Per approfondire: ENNIO FLAIANO in LANKELOT.
Commenti
[flaiano] Nicola presenta...
[flaiano] Nicola presenta... Opere scelte (a cura di Anna Longoni, Adelphi, pagine 1516, euro 70). "L’occasione per ripercorrere attraverso i suoi libri migliori il disincanto, l’amarezza, l’ironia e la solitudine di uno dei più grandi scrittori moralisti del Novecento".
buona lettura! In calce, archivio FLAIANO.
[flaiano] tutte le tracce del
[flaiano] tutte le tracce del vecchio speciale (è rimasto scoperto solo un titolo!) sono sempre disponibili nel forum, qui: http://www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=2944.0
[opere scelte] ho aggiunto,
[opere scelte] ho aggiunto, in calce, l'elenco delle opere contenute nell'edizione adelphi. Segnalo, a latere, l'articolo del SOLE 24 ORE:
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2010-06-11/adelphi-pubblica-opere...