Il mito della grecità nel mondo contemporaneo
Ben consapevole della disgregazione dell’essere, protagonista dell’esistenzialismo del Novecento, Salvatore Fiume tenta il recupero delle forme e dell’esistere nel classicismo greco e raggiunge, nella compattezza del colore e nella ricerca, di “significare” un infinito nel quale le forme coesistano nella superba grandezza che offrono il quotidiano, le esperienze di vita e i luoghi che si amano fondendosi in un unicum di spiritualità e desiderio di eternità.

Parlare delle sue ricerche, dei suoi molteplici e diversi capolavori, non è da me che non sono un critico d’arte, ma evidente è che l’autore parla e scrive e colora chiamando con il nome IPOTESI DI RICERCA tutto il suo multiforme lavoro e dichiara così come la continua costruzione di un percorso altro non sia che aspirazione al sublime e impetuoso tentativo di comporre e non scomporre.

LE TRE GRAZIE, per fare un solo esempio, rappresentano tre donne, tre epoche, tre modi di essere e rimanere nel tempo, incredibilmente coese in quel miracolo che è l’arte pittorica di Salvatore Fiume, mai settoriale, mai inquadrabile o definibile nell’assunto di una precisa corrente...

Solo. / Davanti al mare di Puntasecca / perdo la cognizione dei millenni, / mi sembrano, / quelle, / orme lasciate poco fa / dal calpestio dei Greci / nella sabbia / e che siano, quelle, / orme di lucertole / scappate dai canneti/ al loro arrivo. Ho qui l’impressione/d’essere l’ultimo Greco /che i suoi compagni / partendo / hanno dimenticato / in Sicilia.
Ad un mondo dimentico di stesso e dell’arte, pur nella coscienza della solitudine, Salvatore Fiume resta a difendere l’eternità di una classicità che in modo caleidoscopico (sperimentò con successo anche quadri a quattro mani) possa, nell’ipotesi di un lavoro “scavante l’anima”mantenere l’equilibrio e la compostezza dei contenuti e delle forme, lui, Greco abbandonato, ma vate di una poesia dell’arte che tende all’infinito nelle suggestioni in qualsiasi soggetto componga e plasmi, Ulisse solitario, “rotola”i colori, li rimbalza, li scurisce e accende, li affida alla voce del mare della sua terra, di tutte le terre, di ogni angolo e di ogni tempo che sempre nell’autore è altare di memoria e quindi sacro.
Ricordo un paese, Fiumefreddo, pieno di colori, gente, fascinazione, avevo già letto la poesia che ho citato. Il mare era luminoso dei colori con cui il tramonto lo dipingeva.
Era un mare Greco.
Bio di Fiume: http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Fiume
Sito ufficiale: http://www.fiume.org/homepage.htm
Patrizia Garofalo
Commenti
Ben consapevole della disgregazione dell?essere, protagonista dell?esistenzialismo del Novecento, Salvatore Fiume tenta il recupero delle forme e dell?esistere nel classicismo greco e raggiunge, nella compattezza del colore e nella ricerca, di ?significare? un infinito nel quale le forme coesistano nella superba grandezza che offrono il quotidiano, le esperienze di vita e i luoghi che si amano fondendosi in un unicum di spiritualità e desiderio di eternità...
Mi ricorda molto "Le muse inquietanti". Buonasera dott. Franchi. Stasera, niente lavori impegnativi, ma una "postilla" linguistica a una parola tanto usata quanto forse ignota nelle sue scaturigini. Mi dirai poi se ti sembra un qualcosa da continuare nel tempo.
Le Tre Grazie è stranissimo, come se volesse rivisitare differenti momenti della storia dell'arte su questo soggetto. Si potrebbe ripensare alla visione della donna in diverse fasi storiche.
A me ricorda ancora le atmosfere surreali di de Chirico. La tecnica mi sembra la atessa. E la composizione delle figure ricorda effettivamente le "Grazie". Sì. i riferimenti classici ci sono; il "moderno" c'è anch'esso. Sintesi riuscita? Adesso ci pensiamo un po'...
A proposito di De Chirico...
da queste parti manca sempre Savinio!
io non posso essere obiettiva forse, l'ho conosciuto e molto amato per la sua gentilezza e generosità per cui la sintesi a mio avviso è riuscitissima .
La storia dell'arte lo ignora quasi, mi sono sempre chiesta il perchè. Quello che di più apprezzo della sua arte è proprio questa consapevolezza di disfacimento che lo porta ad assemblare stili diversi, pur rimanendo il mito greco nella sua perfezione ed equilibrio quello a cui più tende ( questo è molto evidente nei libri bellissimi di poesie).
Parlavo della sua generosità; aveva a Fiumefreddo una bottega dove accoglieva tutti, a tutti offriva di partecipare , di vedere, di chiedere, alcune opere sono state fatte a più mani, era sorridente anche quando lo vidi per l'ultima volta nel 97 ( morì l'anno dopo ) fece in tempo a dipingere quasi tutto il suo paese, molte case e la piazza centrale.
Molto quello questo tuo ricordo dell'artista, Patrizia.
Sentito e necessario. Mi piace molto. Grazie.
Savinio? Ma lo sai che mi leggi nel pensiero? Credo proprio che Savinio sia un ottimo autore da rivisitare, magari con un occhio anche alla sua attività di critico teatrale.
Sarebbe splendido, professore!
Credo proprio che il prossimo appuntamento sara dato da SAVINIO+una "postilletta" linguistica. E hai ragione, deve diventare una cosa fissa: ti assicuro che di materiale curioso e raro ce n'è parecchio in giro. Solo che è sepolto ormai dalla polvere. Ma gli interventi che si facevano, io sono abbastanza vecchiotto per saperlo, negli anni '50-'60 dai nostri migliori linguisti erano veramente dei gioielli. Secondo me bisogna imtare i maestri: e i miei maestri erano Migliorini, Nencioni, la Corti, e ne dimentico ora un sacco.
Via la polvere: è argilla da plasmare, quella, non polvere.
Quegli ottimi maestri restituiremo alla luce.
Forza!
Maria Corti ?
mi diede in storia della critica 30 e lode.
Mi fa piacere conoscerla professore.
patrizia garofalo lo saluta e spera di leggerla presto
Ci puoi scommettere, giovanotto. E credo che alla fine ne verrà fuori qualcosa di molto buono.
Stupendo!
Ah! La poetessa Patrizia Garofalo, tua collega, ti saluta nel commento 13.
Qui:
www.lankelot.eu/index.php/staff/102/patrizia+garofalo
l'elenco completo dei suoi scritti critici.
Patrizia, qui:
www.lankelot.eu/index.php/staff/826/sard
l'elenco completo dei pezzi del professore.
Qua, invece:
http://www.lankelot.eu/index.php/2006/09/23/garofalo-poesie/
la mia guida ai versi di Patrizia Garofalo, nata come artista sotto gli auspici del maestro Caproni:
http://www.lankelot.eu/index.php/2006/09/23/garofalo-poesie/
Signora/signorina Garofalo, Maria Corti è stata una saggista a dir poco straordinaria; ma effettivamente si trattava di una scuola "antiqua", perché non solo erano filologi intelligentissimi, coltissimi; ma soprattutto quello che affascinava era la loro straordinaria capacità di penetrare gli scrittori nel profondo, proprio attraverso la sonda della lingua.
ho di maria corti un ricordo splendido, professore come stasera sono in assoluta empatia tra salvatore Fiume e le poesie di Gianfranco.
E' una giornata fortunata.
ho perso il filo ieri sera, le opere di Salvatore Fiume sono in mostra permanente nei luoghi più importanti d'Europa e mi sono chiesta e chiedevo anche a voi cosa pensate del fatto che i testi di storia dell'arte lo accennino solo.
Questo anche sui dimenticati ed importanti artisti potrebbe a mio avviso essere spunto di confronto e dialogo.
buona giornata a tutti