Fitzgerald Francis Scott

Vivere con 36.000 dollari all'anno

Autore: 
Fitzgerald Francis Scott

Torniamo a Fitzgerald quando ci accorgiamo che quel che aveva scritto novant'anni fa rimane vivo e vero, non soltanto pieno di stile e sentimento. Torniamo a Fitzgerald quando ci riconosciamo nella società che rappresenta, ferita da una profonda crisi economica e sconquassata da una sconcertante crisi di ideali e di principi. E torniamo a Fitzgerald per ricordarci che è possibile cadere e decadere con stile. Questa è la sua grande lezione. È in libreria da pochi giorni una piccola, intelligente e complementare antologia dei suoi scritti: Vivere con 36.000 dollari all'anno (Mattioli, euro 10, pagine 92) include quattro articoli scelti e tradotti da Cecilia Mutti.

Il primo, “Come vivere con trentaseimila dollari all'anno”, è originariamente apparso sul “Saturday Evening Post” del 5 aprile 1924. Si tratta d'una satira autobiografica. Sposato a New York nel 1920, nei giorni dei prezzi alle stelle, Fitz guadagnava parecchio: parte per il cinema, parte per le buone vendite dei suoi libri. Spendeva e spandeva, naturalmente, perché fare economia sembrava una sincera e stupida perdita di tempo. E così, tre mesi dopo, si ritrovò senza una lira: più stupito che triste, a dirla tutta, perché «essere poveri significa sentirsi tristi e abbacchiati, e vivere in una topaia sperduta, e mangiare nella rosticceria all'angolo», mentre lui abitava nel migliore albergo di NY ed era famoso. Ci volle qualche anno per imparare a risparmiare: meglio, diciamo a contenere le spese. Lui e Zelda, infine, si trasferirono in una casa in affitto a quindici miglia da New York. Ventisettenne, poco portato per l'economia domestica, l'artista padre di “Belli e dannati” scoprì man mano che «l'ampiezza di scelta è direttamente proporzionale alla liquidità», e che risparmiare era un lusso per gente ricca. Lui aveva al limite la possibilità di finanziarsi pubblicando romanzi e racconti – ma in ogni caso doveva imparare a moderare le spese relative ai domestici, al vitto, al teatro, al gioco d'azzardo. E agli alcolici. Tutte spese fondamentali, come si può vedere. Infine, non poteva che farne letteratura. L'esito è sicuramente piacevole.
 
Il secondo pezzo, “Come vivere praticamente con niente”, è stato pubblicato per la prima volta sul “Saturday Evening Post” del 20 settembre 1924. Zelda e Fitz sembravano sempre ispirati (e condizionati) dalla questione degli assurdi costi della vita: andavano cercando una soluzione. Quella più seducente sembrava essere una: espatriare. In Europa avrebbero potuto campare bene spendendo poco. Almeno in teoria, ecco. Scelsero la Riviera francese, fuori stagione, pensando di non essere soli: «Da Charles Dickens a Caterina de' Medici, dal principe Edoardo di Galles nel culmine della popolarità a Oscard Wilde caduto in disgrazia, tutto il mondo ha scelto questi luoghi per dimenticare o divertirsi, nascondersi o tentare la sorte, costruire palazzi sulle rovine dell'oppressione o scrivere libri per demolire quegli stessi palazzi». Si ritrovarono, come osserva la curatrice, a dover prendere atto che non si trattava d'un gioco, tantomeno d'un gioco letterario: quando la loro bambina domandò loro quando si tornava a bordo della grande nave, in altre parole stava domandando quando si tornava alla normalità. A casa. Ne aveva bisogno.
 
Il terzo articolo, “Who is Who”, è un breve testo autobiografico originariamente apparso sul “Saturday Evening Post” del 18 settembre 1920. Fitzgerald, non senza ingenuità, si ritrova a raccontare tutte le sue peripezie passate prima di incontrare il successo, con la suprema e scostante sintesi che si riserva a un passato che si giudica incredibile. È un artista di ventiquattro anni che ha sfondato senza neanche accorgersene: ha sfondato da giovane ma sente d'aver dovuto fronteggiare una severa gavetta fatta di qualche rifiuto editoriale, qualche problema a lavorare coi quotidiani e un po' di noia nelle agenzie pubblicitarie. Ai grandi si perdona tutto – ma “Who is Who” rimane una parentesi di dubbio interesse.
 
L'ultimo articolo ha invece una discreta ragione di fascino letterario: si tratta di una digressione sui nuovi scrittori dell'epoca. Fitzgerald spende giudizi estremamente positivi per l'emergente Hemingway, deprecando assieme l'enorme ripetitività della narrativa americana della sua generazione, la furbizia di certe pubblicazioni e la scarsa longevità della maggioranza assoluta di esse. “Come sprecare il materiale: una nota sulla mia generazione”, apparso sul “The Bookman” nel maggio 1926, è quindi un'indovinata incursione da critico letterario, adattabile senza particolari difficoltà ai giorni nostri. Fitz ripete un vecchio segreto: un segreto che sembriamo dimenticare generazione dopo generazione. Questo: «Il materiale letterario, per quanto sviscerato con cura, resta elusivo come nell'attimo della creazione se non è purificato da uno stile impeccabile e dalla catarsi di una forte emozione». E questi sono e rimangono gli ingredienti insostituibili della creazione artistica. Punto a capo.


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Francis Scott Key Fitzgerald (St. Paul, 1896 – Hollywood, 1940), scrittore americano, vissuto tra New York e Parigi.
 
Francis Scott Fitzgerald, “Vivere con 36.000 dollari all'anno”, Mattioli 1885, Fidenza, 2010. A cura di Cecilia Mutti. Collana “Experience Light”.
 
 
Gianfranco Franchi, “Lankelot”, dicembre 2010.

Prima pubblicazione cartacea dell'articolo: Secolo d'Italia, 5 gennaio 2011, pagine 8 e 9. Tutti i diritti appartengono al Secolo d'Italia.

ISBN/EAN: 
9788862611329

Commenti

[fitz] Torniamo a Fitzgerald

[fitz] Torniamo a Fitzgerald quando ci accorgiamo che quel che aveva scritto novant'anni fa rimane vivo e vero, non soltanto pieno di stile e sentimento. Torniamo a Fitzgerald quando ci riconosciamo nella società che rappresenta, ferita da una profonda crisi economica e sconquassata da una sconcertante crisi di ideali e di principi. E torniamo a Fitzgerald per ricordarci che è possibile cadere e decadere con stile. Questa è la sua grande lezione. È in libreria da pochi giorni una piccola, intelligente e complementare antologia dei suoi scritti: Vivere con 36.000 dollari all'anno (Mattioli, euro 10, pagine 92) include quattro articoli scelti e tradotti da Cecilia Mutti.

[vivere con 36mila

[vivere con 36mila dollari...] e a partire da qui, ecco qualche sentiero in Lankelot.

Sentiero EDITORIALE. MATTIOLI 1885 in Lanke: http://www.lankelot.eu/mattioli-1885

Sentiero AUTORIALE. FITZGERALD in Lanke: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?F/Fitzgerald+Francis+Scott

Sentiero SPECIALE. Qui per il vecchio (2009) speciale FITZ in Lankelot. Se qualcuno fosse disponibile, abbiamo due lacune da colmare. "Di qua dal paradiso", e una certa raccolta di racconti...

http://www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=2947.0

[radio capodistria, fitz]

[radio capodistria, fitz] Amices! Come ogni 2a e 4a domenica del mese, all’interno dell’AGENDA IN ORBITA su RADIO CAPODISTRIA, ON AIR DALLE H 14 ALLE 14.30 ( www.radiocapodistria.net/ ), domenica 9 gennaio sarò ospite di Ricky Russo, living legend, ex calciatore del Chiarbola, speaker e spirito rock triestino, per parlare di libri. Questa volta, ho scelto LONDON e FITZGERALD

BUON ASCOLTO! A DOMENICA!
E per recuperare la registrazione... http://official.fm/users/inorbita

Fitzgerald: Vivere con 36mila dollari all'anno (Mattioli, 2010)
http://www.lankelot.eu/letteratura/fitzgerald-francis-scott-vivere-con-36000-dollari-allanno.html

London: John Barleycorn (Mattioli, 2010)
http://www.lankelot.eu/letteratura/london-jack-john-barleycorn.html

[fitzgerald - minimum fax -

[fitzgerald - minimum fax - nuove traduzioni] nell'editoriale di inizio anno, Cassini annuncia nuove traduzioni di Fitzgerald (-:http://www.minimumfax.com/libri/magazine/312/0

[fitzgerald-minimum fax] ho

[fitzgerald-minimum fax] ho come la vaga impressione che non ci fosse bisogno della nuova traduzione di Belli e dannati firmata da Francesco Pacifico:)))). Quella della Pivano dovrebbe essere abbastanza fondamentale.

Pincio tutto ciò che fa ha senso e peso. Altro mondo. Culicchia è un autore. Va bene...

[Fitzgerald minimumfax]

[Fitzgerald minimumfax] minimum fax per i la collana classics ha sempre utilizzato le vecchie traduzioni, aggiornandole, se non sbaglio. Ora non ho sotto mano L'uomo che cadde sulla terra, ma c'è scritto qualcosa del genere, se non ricordo male. Mi chiedo se non sia anche una questione di diritti sulla traduzione. Potrebbe essere? Boh.

[m-fax] potrebbe essere,

[m-fax] potrebbe essere, sì. Buona interpretazione...

[fitz, vivere con 36mila

[fitz, vivere con 36mila dollari...] una versione completamente diversa dell'articolo è stata pubblicata sul nuovo BlowUp, numero 153, in edicola in questi giorni: pagina 29, rubrica "Champ Libre". Naturalmente a firma gf.

[Fitz] Grande Gianfranco, sei

[Fitz] Grande Gianfranco, sei passato a scrivere su Blow Up. Da quando? 

[fitz] merci:). Da un

[fitz] merci:). Da un annetto... Ho scritto dei libri di Paolo Di Orazio ("Che hanno da strillare i maiali"), Huxley ("Dopo molte estati muore il cigno"), Thoreau ("Se tremi sull'orlo"), Vaneigem ("Avviso agli studenti"), Barillari ("Il re che ride") e via dicendo:).

Il tutto un po' sottotraccia, lo ammetto.