Gianfranco Fini vuole essere a tutti i costi l’uomo politico del momento. In questi anni ha consumato tanti di quegli strappi che nessuno lo riconosce più come uomo di destra. In compenso è diventato presidente della Camera e paladino della sinistra radical chic. A sinistra tutti lo applaudono. Intellettuali e non. Persino Fiorella Mannoia gli ha scritto una lettera aperta, tempestivamente pubblicata sul “Secolo d’Italia”, in cui la cantautrice lo elogia come uomo nuovo del cambiamento. Adesso l’ex numero uno di An si scopre saggista colto e dà alle stampe un libro. Gianfranco Fini pensa alla grande e decide di scrivere una lunga lettera ai ragazzi nati nel 1989, per spiegare come sia cambiato il mondo dopo la caduta del Muro.
Il futuro della libertà (Rizzoli, pagine 165, euro 16) per il presidente vuole essere un libro ambizioso. Gianfranco ce la mette tutta per spiegare con saggezza le tematiche attuali del dibattito politico attraverso i suoi cambiamenti politici repentini. Con un linguaggio da guru e da moralista, con pacatezza veltroniana, inizia a dissertare con i suoi interlocutori ventenni sulle questioni calde che bollono nella pentola della politica globale.
Fini si sente un po’ Tiziano Terzani, un po’ Seneca e un po’ Montaigne e si rivolge candidamente alla prima generazione di italiani e di europei che può dire di avere vissuto integralmente nell’epoca della libertà. Si cuce addosso l’abito del precettore per rivolgersi alla Generazione F e auspicare un sano recupero di speranza e ottimismo. L’autore vuol farci sapere subito che è preparato e per disegnare il suo nuovo manifesto politico inizia a esibire una cultura spaventosa, lasciandoci tutti a bocca aperta. Chi l’avrebbe mai detto che Fini fosse innamorato del pensiero di Hannah Arendt? Chi avrebbe mai pensato che egli conoscesse a fondo il pensiero antitotalitario di Robert Conquest? C’è proprio tutto in questo libro, persino la società aperta di Karl Popper, Thomas Mann, Primo Levi e il fior fiore della sociologia internazionale.
Fini ha scomodato lo scibile umano per educare una generazione a una politica sempre più laica e lanciare le sfide epocali del cambiamento che passano sempre più per il concetto di libertà cosmopolita. Qui la cosa si fa seria. Se Berlusconi tempo addietro firmò un contratto con gli italiani, Gianfranco Fini propone un patto generazionale tra padri e figli per la riconquista del futuro. Qui il Fini pensiero raggiunge vette commoventi. Da convinto assertore della società libera e aperta, di citazione in citazione, il presidente è ecumenico, e più buonista del suo amico Veltroni, quando sfodera le sagge parole tipo “riconquista del futuro”, “opportunità di vita e di lavoro”. Poi, spiazza tutti con frasi a effetto: “Tante cose cambieranno nella vostra vita.E sono certo che potrete vivere meglio, perché potrete disporre di maggiori opportunità di crescita umana e professionale, perché avrete meno barriere, meno confini, meno burocrazie che limiteranno le vostre aspirazioni frusteranno i vostri progetti; perché potrete usufruire delle maggiori possibilità che verranno offerte dal progresso scientifico, medico e tecnologico”.
Il Fini post-ideologico è una bella scoperta, così farcito di luoghi comuni e di pensiero politicamente corretto ben confezionato, Il futuro della libertà è il manifesto politico del nuovo Gianfranco Fini. Il saggio è la costruzione di una nuova sinistra che viene da destra. Il volume incassa una recensione favorevole da Repubblica, che applaude il presidente della Camera e lo ringrazia di essere impegnato in un lungo cammino per dotare il nostro sistema di una destra che non sia la proiezione degli interessi e della vicenda di un solo uomo. L’autore della recensione elogia le argomentazioni culturali di cui Fini si è avvalso per darci conto di questa presunta destra nuova. Nel libro sono citati John Stuart Mill, Furet e molti altri pensatori. Leggendo il libro, si apprende che Fini abbia studiato persino Scruton e Hayek per elaborare i suoi consigli non richiesti ai nati nel 1989.
Dai su non ci prendiamo in giro, a quei tempi il camerata Fini non sapeva nemmeno chi fossero questi giganti del pensiero. Al massimo avrà letto Tex, Alan Ford già era troppo difficile. Non ha mai letto nemmeno Prezzolini. Adesso che sta mutando pelle, con molta umiltà gli consigliamo di leggere "Intervista sulla destra". “La Destra deve elaborare un principio nuovo, una soluzione visibile dei problemi di oggi e di quelli di domani, che possa essere presentata come alternativa a quella della Sinistra”. Così uno dei più autorevoli protagonisti del Novecento concepisce una destra intelligente al passo coi tempi. Repubblica ringrazia Fini, che con questo libro costruisce una destra personale organica alla sinistra. Fini crede di essere davvero Seneca e di avere il carisma di un guru. Alla fine del libro saluta affettuosamente i suoi giovani interlocutori sottolineando che “con questo libro, ho inteso fornirvi un viatico di consigli, orientamenti e incitamenti”. Non c’è che dire, il suo ghostwriter ha fatto un ottimo lavoro.
BREVI NOTE
Gianfranco Fini (Bologna, 1952), uomo politico italiano.
Gianfranco Fini, “Il futuro della libertà”, Rizzoli, Milano 2009. Pagine 165, euro 16.
Nicola Vacca
Commenti
Nicola presenta il nuovo libro di G. Fini.
Buona lettura!
1 - Non ci credo, ha avuto il coraggio di leggerlo e recensirlo, il temerario Nicola;)
"Fini si sente un po? Tiziano Terzani, un po? Seneca e un po? Montaigne..."
ah ah ah ah ah. che essere insulso.
Caro Federico,
ebbene sì. E anche di stroncarlo come merita.
fammi sapere
E' sempre stato una figura politica molto complessa. Io ho letto il suo primo libro, dieci anni fa, quello pubblicato con Staglieno; ricordo che mi sembrava una promettente e interessante visione della destra democratica. Quel che rende tutto grottesco è che ha fiancheggiato Berlusconi per quindici anni, e ancora oggi è là. Quale credibilità per chi ha avallato l'esistenza di forza italia e dei governi di un uomo come SB?
Triste a dirsi, ma per la mia generazione - nati dieci anni prima del Muro - Fini era davvero una speranza di cambiamento. E' cambiato tutto, ma in peggio. Spariti i partiti, sparite le idee, spariti i militanti, spariti i soldi. Sparito il lavoro, e sparita la giustizia nei tribunali.
Che altro vuole cambiare, adesso? La residenza degli italiani?
Fini purtroppo verrà giudicato dalla storia come un uomo di berlusconi. Può dire quello che vuole, ma è sua la responsabilità di questi quindici anni. Senza AN, niente peronismo all'italiana. Io le colpe le vedo molto chiaramente.
Che scriva quel che vuole. La verginità non si riconquista così.
"Il Fini post-ideologico è una bella scoperta, così farcito di luoghi comuni e di pensiero politicamente corretto ben confezionato, Il futuro della libertà è il manifesto politico del nuovo Gianfranco Fini".
Che vada all'inferno, lui e tutti quelli che ancora gli stanno intorno. é stato e resta la rovina della destra italiana. Per me il politico peggiore in assoluto.
diciamo che non esiste più la destra, da quando ha vagito forza italia. E le responsabilità sono molto semplici e chiare - sono addirittura rivendicate.
Qualcuno l'ha fatto re, al Berlusca. Beh. Tutti sanno chi.
5 - Ma fossero idee sue, guarda, avrebbero pure una vaghissima dignità. Il fatto è che lui non ha pensiero, da sempre, è un contenitore e basta.
dici? io ne conservo il ricordo di un uomo molto intelligente, e con una forte personalità. Poi, per carità. Posso sbagliare. Sono ricordi di un unico incontro di un'oretta, tanti anni fa, e proprio per parlare di berlusconi, del vaticano e di quale fosse l'identità della destra. Era - è - un politico aperto al dialogo, e sensibile alle opinioni dei cittadini. Io ero molto più sconosciuto di oggi, ma mi ascoltò. Non è da tutti.
7 - Lui e il suo partito potevano essere altro. Nei fatti non lo sono mai stato. E la cosa clamorosa è che lui, volendosi smarcare da berlusconi senza riuscirci, perchè altrimenti andrebbe al 2 per cento, guarda a sinistra e non a destra. Del resto, uno che si iscrisse al M.S.I dopo aver visto "Berretti verdi" si commenta da solo già dal tempo che fu.
ormai sinistra e destra sono tornati al valore originario, quello di come ci si disponeva in parlamento. Guardare a sinistra è saggio e strategico. Il problema, secondo me, è la storia recente e presente. Come fai a dare credito a chi è diventato il delfino di berlusca? Riesci a immaginarti di passare 16 anni di vita fianco a fianco con berlusca? Come sopravvivere a 16 minuti di vita fianco a fianco con berlusca senza sentirsi ridicoli?
9 - Io so quel che è stato, da quando era adolescente. Conosco l'ambiente, è sempre stato così come lo vedi: un opportunista, bravo solo nella dialettica. Ma facci caso, contenuti zero. Ora che vuol fare lo statista, infatti, i contenuti li prende in prestito da altri. E da chi, poi...
11 - Si si, infatti destra e sinistra sono termini obsoleti. Io parlo di valori di riferimento, che non stanno certo dove Fini ha guardato in questo libro. O almeno non dovrebbero. E poi va be, io lo detesto. Lo detesto più di chiunque altro. Preferisco un comunista, ma che sia tale, giuro.
molto dialettico, accidenti, era ed è un grande dialettico. Idee ne aveva. Carta canta, libro di Staglieno. Mi sembra non le abbia poi rispettate.
Più che opportunista mi sembra un favoloso trasformista. C'è qualcosa di artistico nelle sue parabole politiche. E' diventato come un clown ricco di dialettica. Non so come dire. E' credibile come è credibile un sofista.
Quanto alla sua preparazione, non sono così convinto che sia mediocre. Non sottovalutarlo. E se ha saputo scegliersi intelligenze adatte a fiancheggiarlo, è un merito. Ripeto: che ci fa - dal 1993 o 1994, manco mi ricordo più - vicino a uno come Berlusconi?
Poteva fare politica futurista:). Poteva essere un vero rivoluzionario. E invece guardalo. Lacché di silvio. E ora lacché con pretese di sovranità. Boh.
naa, meglio lui di qualsiasi vero comunista, scherzi?:))). E' un democratico. Non è più quel che era, è qualcosa di diverso. Se trovasse il coraggio di sparecchiare la baracca, ah. ci sarebbe da divertirsi. Io sono 10 anni che spero. Ma non lo fa. Chiacchiera...
14 - Oggi è trasformista, ma è stato sempre un grande opportunista, fidati. Le idee che trovi nei libri non sono sue, gliele scrivono. é credibile come un sofista, hai detto bene. Ma che Fini è cosi - certo è peggiorato in relazione al potere che ha avuto - lo si sapeva dagli anni Settanta, nell'ambiente. I suoi servi sono anche peggio di quelli di Silvio, lui ha saputo rigirarseli come pochi. E al contrario di Berlusconi ha voluto accanto a sé i mediocri, i peggiori dentro A.N., proprio per non avere rogne (un esempio su tutti è Ronchi, servo fedele ed incapace)
peccato, ti dico.
Personalmente, per una lontana speranza adolescenziale e giovanile, rimango qui ad aspettare che ci liberi dal forzismo. Ma sto invecchiando e non succede. Anzi, le cose peggiorano. Mi spiace, poteva essere lui l'uomo del cambiamento. E' stato l'uomo dell'autodistruzione. Beh, da Ronchi alla Arendt ce ne passa d'acqua sotto i ponti:)))).
va be'
torniamo alle cose serie, meglio
torno su Junger e sui suoi "Ludi africani".
15 - Franco, io non lo posso proprio vedere;) Per me è stato la più grande delusione in politica. Non posso perdonargli quello che ha fatto. Essendo schierato da una parte, naturalmente. Io un comunista coerente non lo odio, lo compatisco. Certo parlo di un comunista attuale italiano, che è ridicolo solo per il fatto di definirsi comunista.
17 - Buoino "Ludi", è un bel libro;)
(sacrosanto:) ).
Ecco, questo sì: è stato, per tantissimi aspetti, la massima delusione politica italiana, sin qua. Laddove è riuscito a cambiare cose sbagliate, denunciando il male del razzismo, dell'omofobia, etc, è andato a cancellare cose giuste (un'identità intera... in blocco) e a sostenere il principio della fine della politica. Berlusca.
Boh. Ma con questa strana forza potrà forse liberarci da lui, prima di ritirarsi in campagna a coltivare qualcosa di buono. Io prego Dio...
prego Dio tutti i giorni che questa farsa tremenda finisca. Per i figli che forse avremo, e per la dignità che dobbimo mantenere agli occhi del mondo. Ecco, tutto qui.
vi abbraccio
20 - In democrazia il potere è dato dal consenso. E lui non lo ha. Se si stacca da Berlusconi prende il 3-4 per cento, non di più. Come al solito sono più realista del re, quando si parla di politica italiana;)
ma tornasse al 3 percento, al 4, al 2. Almeno finirebbe il teatrino... è fantapolitica, ma immagina che scenario nuovo, imprevedibile, democratico, vivace. Ma magari:)
4 - Si si, ho letto Nicola. Bella stroncatura. Non credo lo leggerò, nemmeno per curiosità, ma i contenuti che riporti sono molto chiari. Bene hai fatto a recensirlo.
Haiku:
vacca parla dfi fino
di fini
muuuuuuuuu :)
23 - Magari;) Non credo che lo farà, sono pronto a scommetterci (a meno che non gli fa terra bruciata intorno il Berlusca). E comunque su queste basi non lo voterei mai.
e chissà. Magari nascono partiti nuovi. Idee nuove, facce nuove. E lui fa il dirigente. Perché no? E' bravo a fare e scrivere discorsi. E' presentabile, è elegante. Chiaro che un capo non è, di niente. Ma come quadro io lo ingaggerei per qualsiasi partito.
27 - ah ah ah. Be considerando come funziona la politica oggi, non hai tutti i torti. Tanto a rifarsi una verginità politica ci riescono più o meno tutti, al giorno d'oggi.
28. per dire. Pensa a Fini che rappresenta i metalmeccanici. Altro che Bertinotti. Farebbe sfracelli. Oppure, Fini che va nei campi Rom per insegnarci la coesistenza con gli zingari, spiegando tutte le etnie, e raccontando che il nomadismo è grande perché Chatwin era un grande scrittore di viaggio. Pensa a Fini che rappresenta i neo-comunisti: convinti di stare a fianco dei lavoratori, dimentichi di un secolo di sangue, pronti a difendere la repubblica e la democrazia senza nemmeno l'URSS a dare i fondi. Dove lo metti sta. Dà credibilità. E' presentabile. E' elegante. Accoglie il Dalai Lama, ma è diplomatico con la grande potenza cinese. Questo è genio puro.
Fini è un artista e nessuno l'ha capito.
E' antiberlusconiano, ma sta con lui dal primo giorno in cui berlusca ha lasciato il PSI. Io vedo del genio in tutto questo.
Sicuramente serve a guadagnare i consensi che perde berlusca... ecco perché non mi piace 'sto giochetto.
Fuori tutti, pdl, fini, berlusca. E si riparte da zero. Fini però lo voglio romanziere, alla Veltroni, alla Franceschini. E' uno di noi, fa letteratura. Vieni caro.
29 - ah ah ah. é una visione quasi accettabile;)
io ci credo.
gianfranco fini autore einaudi. Stile Libero.
Se po' fa'
(ah i vecchi missini che litigano fra di loro. ah ah ah)
sono and.
ma ho perso i dati.
http://www.lankelot.eu/index.php/ho-perso-la-password-non-ho-ricevuto-la...
finalmente tornato.
grazie ai vecchi funzionari di partito orfani di tutto.
:-)