Matteo Filippelli è nato nel 1993 a Bologna, dove vive e studia. Questo è il suo primo libro. E' una biografia speciale, il racconto lucido e maturo della sua vita e della malattia che lo accompagna fin dall'età più tenera: la distrofia muscolare. Matteo è un ragazzo che ha una sensibilità e un'intelligenza innate ed acute, dimostra fervida fantasia ed immaginazione che gli consentono di vedere in ogni aspetto e forma di vita, anche naturali, un segno di un Qualcosa di più grande che accompagna la nostra esistenza, di un significato che va oltre le cose e gli avvenimenti e al quale vita e avvenimenti e persone rimandano ogni giorno. Matteo si pone domande profonde sul significato della vita e di quello che gli sta accadendo. Riporto un breve brano: “Ognuno di noi,fin dall'infanzia,possiede sogni. Piccole particelle di noi stessi che ci caratterizzano. Sogni che ti permettono di vivere un po' più felici la vita, con la speranza di poterli realizzare e di farli divenire finalmente tuoi... Un obiettivo? Uno scopo? Sì, molte volte un sogno è qualcosa di sfumato, di poco nitido, di lontano, ma non per questo bisogna rinunciarvi.....E per noi la magica forza di un sogno...è nascosta proprio lì, dietro una porta, la porta del nostro cuore. Solo in pochi hanno la chiave per aprire quello che fino a quel momento era rimasto chiuso. All'interno si nasconde il nostro vero io”.
Il sogno di Matteo è quello di correre e di giocare a calcio, come del resto quello di molti ragazzi della sua età: capisce da solo, col tempo, e poi gli viene confermato dalla madre, che lui non può farlo. Un limite che non credeva di avere. Ecco un limite certo ai confini dell'anima e delle aspirazioni di questo giovane uomo che ama con coraggio la vita, nonostante la sofferenza che lo accompagna ogni giorno.
La vita interiore per Matteo ha un'importanza fondamentale che gli permette di trasfigurare e di vagliare secondo le esigenze della ragione e del cuore tutte le vicende materiali quotidiane.
“Con occhi diversi” Matteo guarda il mondo. Non sono diversi per via della malattia fisica, diversa è la loro direzione e la loro profondità. Matteo vede ciò che altri confusi dalle apparenze e dalla esteriorità non vedono, e pensa che tutti dovrebbero guardare il mondo “con occhi diversi”. “Paolo,Pietro e Filippo mi avevano guardato con occhi diversi. Con occhi che, forse,ancora oggi la gente deve imparare a usare. Occhi che ti permettono di andare oltre l'ostacolo visibile,occhi che vedono anche l'invisibile. Occhi che sono collegati direttamente al cuore, che percepiscono le emozioni,le sensazioni provate da chiunque ti stia davanti”. E che quindi riescono a vedere, oltre l'aspetto e l'apparenza, l'essenza vera delle persone e delle cose.
Matteo ha questi occhi, diversi. Così riesce a vivere con coraggio e con l'aiuto delle persone care che lo circondano il dramma quotidiano della malattia e del dolore, senza perdersi d'animo, con la gioia di vivere e di esserci.Bella l'epigrafe iniziale di Goethe: “Ho imparato dalla malattia molto di ciò che la vita non sarebbe stata in grado di insegnarmi in nessun altro modo”; bello e significativo il finale : “Ero ancora al mondo,dove tutti mi circondavano. Dove vivevo. Dove la felicità mi era sempre rimasta accanto. Dove Io ero contento. Ma, soprattutto, dove io c'ero”.
Non si dovrebbe svelare il finale di un racconto prima che altri lo leggano, ma questo finale aiuta anche noi a vivere con coraggio ogni giorno e con amore la vita. E' il finale di tutti,così come le riflessioni di Matteo sulla vita assumono nel contesto del racconto biografico una dimensione di universalità, che fa di questo ragazzo di soli diciassette anni, a mio parere, uno scrittore a pieno titolo. “Con occhi diversi” non è pura autobiografia,non ha carattere di diario,ma è un romanzo biografico complesso, in cui l'esperienza si assomma al ragionamento,alla riflessione quasi filosofica, a un senso religioso della vita e ad una capacità di usare l'immaginazione come veicolo per andare oltre la pura materialità delle cose. Il tutto narrato con uno stile semplice ed incisivo,senza ombra alcuna di autocommiserazione, senza personalismi e sbavature sentimentali, ma con estrema lucidità e quasi con il distacco del narratore che guarda se stesso da fuori. Matteo ci colpisce, ci fa ragionare e al tempo stesso ci commuove, cosa non facile per un narratore.
Concludo con un augurio e una speranza certa: che tu possa continuare a guardare la vita con occhi diversi che oltrepassano le apparenze per giungere al Cuore, e che la tua scrittura possa continuare ad essere veicolo delle emozioni che vivrai diventando più adulto. Che il dono di questa tua parola profonda ti accompagni sempre e possa continuare a trasmettere agli altri i valori umani e veri della vita,come adesso hai fatto con questo tuo bel libro.
Buon proseguimento, Matteo. E aspettiamo i nuovi frutti del tuo lavoro.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Matteo Filippelli è nato il 27 marzo 1993 a Bologna. Frequenta il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno(BO). Vive a Zola Predosa in provincia di Bologna. Questo è il suo primo libro.
MATTEO FILIPPELLI, “Con occhi diversi”, Liux Edizioni, Roma, 2010
APPROFONDIMENTI SU INTERNET:
http://www.matteofilippelli.altervista.org/home.html
Sandra Evangelisti 13 luglio 2010
Commenti
[filippelli] nuovo articolo
[filippelli] nuovo articolo di Sandra Evangelisti!
Grazie di cuore a Gianfranco
Grazie di cuore a Gianfranco e a tutta LANKELOT per l'accoglienza.
Matteo ne sarà felice.
[sandra] il minimo,
[sandra] il minimo, davvero. E un gigantesco in bocca al lupo a Matteo.