Lo dico subito, anche se l’affermazione potrebbe sorprendere i, far cadere le braccia ai, creare infinite polemiche coi palati più fini di lankelot.eu: questo è un libro Harmony.
Un volumino senza troppe pretese che si compra in edicola a un prezzo più che modico (poco più di “Chi”, poco meno di “Marieclaire”) e di cui si riescono a immaginare personaggi, trama e finale anche senza il dono della preveggenza.
Personalmente ho sempre preferito il conoscere al non conoscere, con tutti i rischi che può comportare; e forse un po’ per questo motivo, un po’ per edulcorare le amare pillole della vita, alcuni giorni fa ho compiuto il grande passo: sono andata in edicola in cerca di consigli di lettura. La lettura di Harmony.
Si è sempre pronti a etichettare come “roba da Harmony” libri romanticoni e sentimental-popolari, ma quanti/e – a parte le affezionatissime e forse (azzardo) non giovanissime signore – ne hanno davvero letto uno? E poi, quando in circolazione ci sono cataste di libri “alla Harmony”, vuoi mettere la soddisfazione di avere a che fare con l’originale!?
A lettura effettuata posso dire questo: non si tratta certo di un tipo di libro che ti cambia la vita, ma questo si sa già prima di comprare un Harmony. Non sono concetti nuovi quelli che ci si trovano dentro, anche questo è notorio. È pure vero che è tutto un grondare di miele, uno sbattere di ciglia e un placare turbamenti, come è pure vero che sul come vanno a finire le storie non c’è da scervellarsi troppo, ma il bello sta proprio lì: nel fattore prevedibilità.
Quando tutto intorno a te (te compreso) è più precario dei Soldati di Ungaretti si può arrivare a cercare l’ebrezza dell’ordinario, dell’ovvio e del banale. E del prevedibile, appunto. Perché di fronte alla certezza che tutti vivranno felici e contenti si legge a cuor leggero anche di vedove venticinquenni (“La vita è troppo breve per rimandare i sogni, Ben. Me lo ha insegnato la morte di Sean, mio marito”, p. 43), di madri dializzate (“«Elly, sono Becky Thomas. Mi hanno appena telefonato dall’ospedale per dirmi che hanno trovato un donatore compatibile»”,p. 145) e di gaffe irrimediabili col proprio datore di lavoro (“Era sicura di non averlo ucciso; sentiva sotto la mano il battito regolare del suo cuore. Tuttavia, poteva avergli causato dei danni piombandogli addosso con tutto il suo peso. «Dottor Faulkner?»” pp. 15,16).
Nel libro Harmony c’è tutto, ma proprio tutto quello che ci si aspetta (quale gioia!), che poi sarebbero due cose: i protagonisti che si baciano, immancabile; i protagonisti che si accoppiano, mancabile. Mancabile nel senso che “può” mancare; dipende dalla collana Harmony che si sceglie. In quella di cui fa parte Sai tenere un segreto? (Jolly Romance) manca (accidenti!). Andrà la meglio la prossima volta, col prossimo Harmony.
Degli Harmony, infatti, si rischia di diventare dipendenti da subito: costano poco, li trovi in ogni edicola (che è come dire a ogni angolo di strada), fanno fantasticare e allo stesso tempo tengono col fiato sospeso (A che pagina si baceranno? Quando ...anno?) e sono tanti quanti i sentimenti, gli imprevisti, le casualità, le macchinazioni e i calcoli della vita che portano le persone a baciarsi e a ...are).
Quanto allo stile, è tutt’uno con la trama: malandrino. E non mi dilungo oltre, che tanto è prevedibile anche lui. Comunque una cosa va detta: gli autori/autrici di Harmony (in questo caso Liz Fielding) sono consapevoli di scrivere cose Harmony per un pubblico Harmony e dunque non si sforzano di voler essere quello che non sono. E, tanto per dimostrare che non si prendono sul serio, fanno pure dell’ironia sulle lettrici dei romanzi rosa. Il risultato è uno humour che non ha niente da invidiare a quello dei carabinieri che raccontano le barzellette sui carabinieri: “Se fosse stata l’eroina di uno dei romanzi su quello scaffale – o di uno dei suoi manoscritti mai pubblicati – sarebbe finita tra le braccia dello sconosciuto che, solo guardandola negli occhi si sarebbe innamorato follemente di lei. Ma, visto che gli uomini sono piuttosto ottusi quando si tratta di storie d’amore, ci sarebbero volute un centinaio di pagine di malintesi e incomprensioni prima che lui arrivasse ad ammetterlo, sia con se stesso che con lei” (p. 13).
Logicamente per la protagonista di Sai tenere un segreto? (Elly) le cose vanno in un modo completamente diverso: mentre spolvera arrampicata su una scala si sbilancia e cade addosso a uno sconosciuto, che solo guardandola negli occhi si innamora di lei. Ma visto che gli uomini sono piuttosto ottusi quando si tratta di storie d’amore, ci vorranno un centinaio di pagine di malintesi e incomprensioni prima che lui arrivi ad ammetterlo, sia con se stesso che con lei.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Liz Fielding, Sai tenere un segreto?, Harlequin Mondadori Spa Milano, pp. 155
Prima edizione: Harmony Serie Jolly, settembre 2007
Traduzione di Anna Sibilia
Titolo originale: The secret life of Lady Gabriella
BIOGRAFIA DELL’AUTRICE
Liz Fielding vive a Merlin’s Fort, nel Galles, una terra leggendaria e disseminata di castelli. Sposata da quasi trent’anni con John, l’uomo che ha conosciuto quando lavorava in Africa, ha due figli e un gattone bianco e nero chiamato Rocky. Liz ama profondamente la cittadina in cui vive, tanto che non è solita spostarsi spesso. Quest’anno ha fatto un’eccezione, però, ed è partita per Washington, poiché è stata candidata al premio RITA come miglior scrittrice di romanzi d’amore (tratto da www.eharmony.it).
Il sito ufficiale di Liz Fielding: www.lizfielding.com.
Paola Biribanti, Settembre 2007
Commenti
"A volte basta un attimo per scoprirsi innamorati."
(dalla quarta di copertina)
Bene, una recensione molto onesta che potrebbe far nascere un dibattito intelligente.
Per esempio: perché anziché l'edicola non si sceglie la biblioteca per cercare qualche "consiglio di lettura" anche di svago? Perché si pensa che le autrici di romanzi rosa siano pubblicate solo da Harmony?
La signora Fielding è inglese. Cosa non da poco: il mercato del libro "femminile per donne" (alias, rosa confetto, rosa fucsia e rosa con tutte le sfumature, poi c'è anche qualche autore uomo, tipo Sparks) è perloppiù in mano ad autrici statunitensi. Ben venga qualche eccezione, ha garanzia perlomeno di un retroterra culturale un pochettino più ricco. Forse.
Magari qualche autrice ha cominciato con gli Harmony ed è finita altrove? sarebbe bello saperlo :)
Quando lavoravo in biblioteca pubblica di solito gli Harmony non venivano mai catalogati. Stavano su uno scaffale, o in un grande cesto. Si poteva prenderli e non restituirli mai più. Si poteva portare quelli di casa e prendere quelli di altri, in un perpetuo scambio. Quasi nessuno li conservava, tutti te li regalavano quando facevano trasloco.
Noi la chiamavamo la letteratura di consumo.
Fast-food del libro.
Non so, il genere rosa non mi ha mai attirato neppure da ragazzina. Chissà perché ho l'idea che le vere storie d'amore per trovare posto in un libro non debbano avere un lieto fine, altrimenti sono troppo ordinarie. E la tragedia, si sa, fa più nero che rosa :))
"Personalmente ho sempre preferito il conoscere al non conoscere, con tutti i rischi che può comportare; e forse un po? per questo motivo, un po? per edulcorare le amare pillole della vita, alcuni giorni fa ho compiuto il grande passo: sono andata in edicola in cerca di consigli di lettura. La lettura di Harmony."
> Sono ammirato. E' un'impresa straordinaria. E muoio dalla voglia di leggere cosa ne è derivato:). Intanto: siamo qui e parliamo, e ne parliamo. Buon segno:)
"(?Era sicura di non averlo ucciso; sentiva sotto la mano il battito regolare del suo cuore. Tuttavia, poteva avergli causato dei danni piombandogli addosso con tutto il suo peso. «Dottor Faulkner?»? pp. 15,16)."
> ahahaahhahahahaha
"Quanto allo stile, è tutt?uno con la trama: malandrino. E non mi dilungo oltre, che tanto è prevedibile anche lui. Comunque una cosa va detta: gli autori/autrici di Harmony (in questo caso Liz Fielding) sono consapevoli di scrivere cose Harmony per un pubblico Harmony e dunque non si sforzano di voler essere quello che non sono. E, tanto per dimostrare che non si prendono sul serio, fanno pure dell?ironia sulle lettrici dei romanzi rosa."
> Volo a segnalare questo scritto a Simone. E' per lui, mesi fa parlavamo proprio di cosa significa essere autori Harmony. Momento:)
(pezzo davvero originale. Davvero)
Tra l'altro mi spiace non avere sotto mano gli studi sui romanzi rosa compiuti dai sociologi nel secondo Novecento; durante gli anni di Roma III, ricordo splendide lezioni della professoressa Pagliano sul significato di voler leggere quel che già si conosce e si prevede, senza stupore e senza meraviglia: col piacere del riconoscimento di qualcosa di già noto. Andrebbe integrata un po' di bibliografia scientifica. Ricordamelo, vado a sfogliare volentieri i libri che mi hanno formato come lettore:).
Gran bel lavoro.
Dato l'entusiasmo ti sfido a singolar tenzone. Essendo donna mi permetto di scegliere l'arma: un Harmony.
Sarà un duello all'ultimo post!
ahah:)))
non ho coraggio ahahahaha :)))
comunque davvero, favolosa l'iniziativa:))).
grande.
guarda, decisamente non è il mio genere, li ho sempre detestati! :-)
In ogni caso è interessante l'osservazione sul conoscere, sul voler ritrovare qualcosa di noto per avere una sicurezza: è vera.
La lettura di libri del genere io la chiamo "cazzeggio letterario", personalmente la pratico spesso d'estate e con altri libri, quelli di MOntalbano ad esempio, dove so di ritrovare sempre gli stessi personaggi.
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