Ferrario Raffaele

Manicomio

Autore: 
Ferrario Raffaele

Già il titolo di questa raccolta è disorientante, come anche la copertina che raffigura un dipinto del Cinquecento opera del pittore fiammingo Hieronymus Bosch dal titolo “Il giardino delle delizie”. Le “delizie” sono in realtà dei particolari di figure anatomiche umane, tagliate e sventrate, quasi la rappresentazione di una realtà interiore grottescamente fatta a pezzi. Una visione onirica e inconscia. Questa immagine rappresenta molto bene la sofferenza che fuoriesce da questa raccolta, come la poetica di Raffaele Ferrario. Distante da una visione realistica della vita umana e della letteratura, Ferrario dà voce all'interiorità e dipinge il reale attraverso idee, immagini e visioni consce ed inconsce che danno vita a versi essenziali, diretti e taglienti, a volte in rima quasi per gioco o per ironia. Significativa la poesia con cui si conclude la raccolta: “Il prezzo”. “Voi pagate/il prezzo di copertina./Io pago/il prezzo della realtà./La trovo proprio/una crudeltà”.

C'è ironia, ma c'è intensa sofferenza che l'ironia non riesce a temperare (e nemmeno lo vuole). Sono tutte composizioni in seconda persona singolare. Rivolte ad un “tu” femminile che resta muto e da cui l'autore non ha risposta, e neppure sembra chiederla restando chiuso, appunto, in questo suo “manicomio”. “Il sogno”: “Incapace di mentire,/faziosa nella verità,/inadeguata per l'una/e per l'altra,/non ti è rimasto/che il sogno/per dare fastidio”.

Oppure, “La fortuna”: “La fortuna/di trovarti/al momento giusto/e poi lasciarti/al tempo propizio/è stata la fortuna/di sopravvivere/a quell'anno/bisestile”. Il titolo di ogni poesia è un sostantivo spesso dolorosamente femminile: l'innocenza, la passione, la delusione, la malattia... Sostantivi con cui Ferrario fa i conti risolvendoli con un epilogo che spesso ha l'aria più di un gioco linguistico che di un'esperienza autenticamente vissuta. Ma il suo è un modo di esprimere paradossalmente un'esperienza di vita probabilmente non del tutto rielaborata, rimasta irrisolta nella mente e nel cuore dell'autore e perciò dolorosa e dolorante. Un nodo di sofferenza in cui imbattersi. Un vissuto interiore non risolutivo, comunque. Non c'è mai un punto di arrivo, una parola ultima, una conclusione. E questo per la poesia di Ferrario, probabilmente non per la sua vita, è positivo e carico di promesse.

Perchè la ricerca letteraria e poetica in questo autore si fa stile di vita e rappresenta un cammino intrapreso da anni e che continuerà a percorrere. Forse variando i modi e le forme, forse disorientandoci ancora. E' passato da una prima raccolta, recentemente riedita per i tipi de “L'arcolaio”, Forlì 2011, “Crepuscolo degli affetti”, ricca di figure letterarie e retoriche, all'insegna dell'espressionismo e della poesia della scapigliatura di fine Ottocento (ricorda un po' Lorenzo Stecchetti in alcuni passi), a questi versi scarni e secchi, secondo me più incisivi e di dimensione più universale. Si avverte anche qui un pizzico di retorica, di finzione, con la quale Ferrario allontana quasi, e distacca volutamente i suoi versi da sé e dal mondo reale. E' un necessario distacco dall'eccesso dell'esperienza vissuta.

“La lingua”: “La lingua/ è l'arte combinatoria/di un ordine affettivo./Perchè la tua/nella mia/non lo siano stati/è senza parole”...

Oppure, “L'orgasmo”: “Una frivolezza/volle fare/della tua carezza/il mio alveare./Dall'overdose/dell'orgasmo/all'oltraggio/di uno spasmo./Infelici/fino a detestarci.”

Nell'autore la ricerca letteraria è esigenza spontanea e autentica, supportata da uno studio serio e profondo. Lo condurrà verso altri porti, mai definitivi, mai prevedibili. Come deve essere nella letteratura.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE:

Raffaele Ferrario, “MANICOMIO”, Edizioni del Leone, Venezia, 2011.

Raffaele Ferrario è nato nel 1971. Ha scritto quattro libri di poesie: "Crepuscolo degli affetti", "Embrioni", "Il battesimo dell'istante", "La casa dell'uccello"; due saggi su “Memorie dal sottosuolo” e “Delitto e castigo” di Dostoevskij, e un romanzo sperimentale. E' stato direttore editoriale del mensile “Cafè Matisse”.Si è occupato di critica d'arte con articoli usciti sul quotidiano locale “La Voce”.

APPROFONDIMENTI IN RETE: 

http://www.faraeditore.it/html/assaggio/ass_ferrario.html

http://farapoesia.blogspot.com/2007/02/mal-cantone-c-unallegria-nellaria-che.html

Sandra Evangelisti, maggio 2011

ISBN/EAN: 
9788873143000

Commenti

[ferrario, "manicomio"] nuova

[ferrario, "manicomio"] nuova scheda di Sandra. Buona lettura!