Ferrari Paolo

Le stanze di Rita - o dei mancanti universali

Autore: 
Ferrari Paolo

Rita, dagli occhi incompiuti, è una “non nata al mondo” e a cui manca la vita davanti a sé. Così viene presentata e così la si vive nel difficile cammino attraverso il percorso della sua mente. Rita ha circa 50 anni, ma non è l’età ciò che interessa al lettore perché è il suo pensiero che si sviluppa e cresce intensificandosi a portare in luce la sua identità nell’assenza dal mondo. Rita non ha avuto un percorso esistenziale su cui sviluppare un racconto della sua superficie terrena. Rita si apre al lettore attraverso un monologo arricchito da spazi interlocutori. Monologo ed anche dialogo, dunque, con personaggi di cui non è chiara la provenienza, se effettivamente esistiti di cui ha conservato traccia nell’inconscio oppure del tutto immaginari.

Il pensiero di Rita non è lineare e la sua comunicazione al mondo si sviluppa in stanze mentale, da cui il titolo “Le stanze di Rita”.

Ed il lettore parte da una sintomatologia inequivocabile, in cui individua, infine, nella disorganicità dello schema psichico, la schizofrenia.

Rita afferma di avere una famiglia, con tanti componenti che ogni tanto spuntano da un luogo non ben precisato e con cui s’intrattiene e subito dopo, invece, riesce ad ammettere di essere sola, di non ricordare di avere una famiglia, o di averla mai avuta. Soffre l’idea di esser sola, si avverte come unica al mondo. Sente di poter riuscire a restare da sola ed allo stesso tempo, nel giro di poche parole, si legge in profondità la sua solitudine: la pelle, involucro esterno che contiene il suo silenzio.

È complesso per chi si avventura nel suo universo fatto di spazi limitati che si aprono, si collegano, si incastrano liberandosi, infine, dalle costrizioni dell’esposizione ragionata su di un determinato argomento. La difficoltà iniziale lambisce lo spazio di un attimo perché Rita si fa conquistare con i capitoli della sua “assenza” che partono dalle semplicità infantili, curiose, ironiche fino ad arrivare ad un’evoluzione creativa ed autentica del suo pensiero.

Esistono o non esistono gli altri?

Questo è il problema.

Esiste o non esiste il mondo là fuori?

Questo è il problema.

Esiste o non esiste il mondo a me interno?

Questo è il problema.

Penso che forse, tra esistere e non esistere, se gli altri ci sono e non ci sono, e che sulla terra si possa star bene - avere una faccia giusta, bei trucchi, un vestito che vada bene, star bene insomma – allora tra l’esistere e il non esistere c’è una differenza: così gli altri esistono. E io ci sono, ma non solo io: io ci sono, gli altri ci sono, anche.

Se uno non esistesse nella sua persona – nello star bene, nell’aver gli ori che brillano, le scarpe eleganti, i pensieri che scorrono – come potrebbe star bene? Se non esistesse? Allora io dico: esisto; così va bene. Si va avanti e non si torna indietro” (pag.136). 

“Le stanze di Rita” nascono come opera per il teatro e la lettura, o meglio “il silenzio della mente”, inserendosi in un discorso di più ampio respiro del suo poliedrico autore, Paolo Ferrari, dedito all’approfondimento ed alla sperimentazione dell’ “Assenza”.

Il testo già notevole di suo, viene arricchito dalle fotografie che s’intersecano tra i pensieri di Rita.

Quattro episodi del monologo sono andate in scena a Milano, nel 2004, 2005 e 2007 (Isolacasateatro) con progetto musicale dello stesso Paolo Ferrari che cura anche la parte artistica della copertina.

Come precisa Marco Dotti, autore dell’interessante saggio compreso nell’opera, nel richiamare Samuel Beckett, “è come se l’autore, di ogni autore, risiedesse, nella traccia della sua assenza” (pag. 145).

Rita, dunque, è un espediente. Il suo esser rimasta, in fondo, ad uno stadio infantile, che riesce, a tratti, ad aprirsi ad un’evoluzione della percezione di sé, è un simbolo della complessità dell’uomo. Come scrive la psichiatra Susanna Verri, nell’approfondimento sul versante clinico, Rita è “portatrice di un disagio psichico”, metafora di una delle malattie dell’uomo che per secoli è stata considerata incurabile, la schizofrenia. 

“Il muro della morte – oggetto-cosale che tutto assoggetta e niente lascia trasparire – è ciò che separa la schizofrenia dalla condizione in-assenza. Nella condizione di schizofrenia nulla è pensabile al di fuori di una realtà fatta oggetto concreto e carico di morte; nella condizione d’assenza la morte cosale s’è fatta da parte, ovvero s’è tolta di mezzo - s’è astratta -, rilasciando il mondo del suo sterile e angoscioso procedere. Per esistere l’oggetto mondo ha ora perso la necessità di ripetersi e riprendersi allo specchio, copia d’oggetto cui è negato il mancare vitale. Nella schizofrenia la realtà è oggetto cui nulla manca e tutto è mancante: è mancante la fessurazione, la crisi di cui la cosa concreta ha necessità assoluta onde esistere mutata in quell’oggetto pronto ad essere oggetto accolto dall’atto pensante” (Aforismi In-assenza, Paolo Ferrari).

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Paolo Ferrari, Scienziato studioso delle attività nervose superiori, artista e musicista, dopo i lavori teorici e sperimentali, ha pubblicato negli anni ’70 il romanzo Paolo e il suo compagno senza morte, negli anni ’90 il poema “Europa o l’Assenza” e il saggio teorico “Le lezioni dell’Assenza”. È autore di teatro con “Astratta Commedia”, vincitrice del Premio Navarro, e con “Nel Cuore di Astratta Commedia” entrambe andate in scena a Milano. Ha pubblicato il romanzo filosofico “In-morte assente”.   

Marco Dotti. Critico letterario, specializzato sul tema della sovversione estetica nella letteratura francese del Novecento. Si è occupato in particolare di Antonin Artaud (CsO: il corpo senz'organi, 2003) e di Carmelo Bene. Collabora con le pagine culturali de Il manifesto.
Susanna Verri.  Psichiatra e psicoterepeuta, dal 1979 svolge attività clinica come psicoterapeuta e analista in-Assenza. Si è occupata del rapporto tra psicopatologia e creatività nella schizofrenia. 


Paolo Ferrari “Le stanze di Rita – o dei mancanti universali”, O barra O Edizioni, Milano, 2006, pag. 174.

Precedute da “istruzioni e precauzioni” a cura di Paolo Ferrari e seguito dagli scritti di Marco Dotti e Susanna Verri. 

In rete: In- assenza di Susanna Verri, in cui si può leggere anche il saggio contenuto ne “Le stanze di Rita” e gli aforismi di Paolo Ferrari.

Movida,  21 giugno 2009.

 

ISBN/EAN: 
9788887510324

Commenti

Testo complesso ma notevole.

(intanto, passo per ringraziarti per la preziosa segnalazione;) )