Autore:
Ferrari Marco Albino, Parmiani Valentino
“Dolomiti, rocce e fantasmi”, librettino delizioso, magnificamente illustrato da Valentino Parmiani, è l'elegia d'un microcosmo, quello dell'antica società montanara, che sta rischiando di svanire: la letteratura va a eternare un paradigma scalfito dal tempo. Eppure, “In nessun altro luogo d'Europa come su queste montagne, esiste una tale concentrazione di leggende, favole, saghe. Il mondo germanico, la cultura tirolese, il gotico del Nord e il barocco delle influenze venete si mescolano con l'antica civiltà dei Ladini. Sono state un crocevia di culture e, nel contempo, terre isolate. Convergenza e isolamento, come una grande isola al centro del mare” (p. 34).
Fiabesco, umanissimo, il libro di Marco Albino Ferrari è la storia del Vissinèl, il vento delle streghe, il vento che non perdona, e del folletto Salvanèl; della Valle di Braies (dal celtico *Bracu, “palude”), e del gigante Sassolungo, e delle sue Cinque Dita; dell'incantevole Massiccio di Fanes e del Giardino delle Rose, sui Monti Pallidi; del Custode del Brenta Bruno Detassis, morto nel 2008 a quasi novantotto anni, cieco, a Madonna di Campiglio, e dei combattenti della Prima Guerra Mondiale. Infine, non mancano gli orsi del Parco Naturale Adamello Brenta: lontanissimi eredi del leggendario Orso Speleo.
“Dolomiti, rocce e fantasmi” sembra cesellato, non scritto; la struttura è esilissima, l'argomentare tenue e fragile, a un passo dalla fiaba, a un passo dalla poesia. Si direbbe un omaggio, sensato, sentito, condivisibile, a un popolo e a una terra che negli ultimi anni ha ritrovato due cantori, in narrativa: due cantori autoctoni. Uno è
Mauro Corona, l'altro lo jobrero
Mario Martinelli. In entrambi i casi, il taglio delle narrazioni è antropologico in prima battuta, quindi storico-documentaristico, infine lirico. Il milanese Ferrari, giornalista e scrittore innamorato della natura, poggia un fiore sulle loro terre e sulle loro storie con questi suoi appunti – con questo suo moleskine scivolato nella elegante confezione Excelsior 1881, chicca per montanari e appassionati della montagna, viatico a un turismo culturale sereno, rispettoso e consapevole.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Marco Albino Ferrari (Milano, 1965), direttore del periodico «Meridiani Montagne». Ha realizzato programmi radiofonici, documentari e spettacoli teatrali. Tra i suoi libri “Freney 1961” (Vivalda), “Il vuoto alle spalle. Storia di Ettore Castiglioni” (Corbaccio), “Terraferma” (Corbaccio), e “Viaggio sulle Alpi” (Einaudi).
Valentino Parmiani (Ravenna 1944) è professore di architettura all'Università di
Bologna. Ha esposto al MOMA di New York, al Poldi Pezzoli e alla Triennale di Milano.
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“Dolomiti, rocce e fantasmi”,
“Dolomiti, rocce e fantasmi”, librettino delizioso, magnificamente illustrato da Valentino Parmiani, è l'elegia d'un microcosmo, quello dell'antica società montanara, che sta rischiando di svanire: la letteratura va a eternare un paradigma scalfito dal tempo.
[Dolomiti] carinissimo! Bruno
[Dolomiti] carinissimo! Bruno Detassis era un grande mito. ho avuto modo di vederlo nel suo Rifugio, il Brentei sulle Dolomiti di Brenta, Una figura bellissima, anche da vecchio.Guarda che Martinelli e Corona sono però in altre zone dolomitiche rispetto a quelle citate nel libretto, ci sono belle differenze tra Erto (in Friuli) terra di Corona e la Vallarsa di Martinelli (Piccole Dolomiti, sono tra Rovereto e Schio-Vicenza). Quelle citate sono le Dolomiti grandi, famose, tra le più belle (il Rosengarten o Catinaccio :)Uao!; Braies è in val Pusteria, dove sono mezzi austriaci) insomma prova a guardare una cartina e vedrai la distanza e i confini. Anche esteticamente e per altezza ci sono differenze.Le Dolomiti di Brenta (quelle di Detassis) sono a ovest di Trento, tra il Tonale e Trento, sono spostate rispetto alle altre Dolomiti e quindi ancora diverse. Sono bellissime, tra l'altro, come tutte le vette più note e più alte.
[dolomiti] allora ti
[dolomiti] allora ti straconsiglio questo libro...:). Io pensavo ai due montanari-scrittori per una questione di spirito, stile e dedizione alle dolomiti. E poi perché, a un tratto, parlando di montagne, qui Ferrari insegna che quelle difficili da scalare sono quelle piccole. Vedrai:). Servirebbero articoli a parte per raccontare le emozioni di quelle illustrazioni...