Bradbury Ray Douglas

Fahrenheit 451

Autore: 
Bradbury Ray Douglas

Come farfalle nere, scure falene notturne, le pagine dei libri prendono fuoco, incendiate dalla fiamma selvaggia di Guy Montag. Un fumo nero si alza tetro da quelle carcasse rilegate che un tempo contenevano informazioni, cultura, scienza e storie pensate dagli uomini, messe per iscritto, tramandate ai posteri per accrescere la memoria collettiva dell’umanità.
Guy brucia libri. Non per hobby, né per necessità, né tanto meno per divertirsi. Guy brucia i libri per lavoro. Li brucia perché nella società in cui vive non c’è più posto per i vecchi e sovversivi volumi. Non c’è più bisogno delle parole scritte, delle poesie, della lettura, perché la tecnologia ha provveduto a tutto: ci sono le quattro pareti-televisione, che permettono all’utente il massimo dell’interattività, ci sono le auto velocissime, che sfrecciano ovunque per le strade della città: c’è, soprattutto, una popolazione da tenere a bada, da rendere massa amorfa e passiva, da conquistare, svuotare e omologare grazie ad un’informazione guidata dal potere, unidirezionale e “addolcita”, per evitare rischiose rivolte o prese di coscienza. In un possibile futuro, Guy Montag vive la sua esistenza, simile a quella di tante altre persone, in un mondo che ha ormai dimenticato la lettura dei libri e nel quale i pompieri, invece di domare gli incendi, li appiccano, armati di lanciafiamme a bordo di camionette, poiché scrivere e leggere libri è proibito e chiunque ne possegga uno è considerato un sovversivo.
Proprio così, siccome ormai da moltissimi anni le case sono costruite con materiali ignifughi e non corrono alcun pericolo d’incendio, i pompieri danno fuoco a tutto ciò che può essere un pericolo per le menti degli umani. Bruciano i libri, i testi filosofici e scientifici, pieni di parole, di strane fantasie, di “perché” a cui dare risposte, rendendo la vita degli uomini piena di problemi insolubili, quindi infelice e rovinosa. Un lavoro difficile, ma indispensabile per mantenere l’ordine sociale e per garantire benessere all’umanità del futuro, almeno secondo l’invisibile governo, che è in procinto di condurre una nuova guerra lampo, per espandere il proprio dominio ovunque nel mondo.
La vita di Guy scorre tranquilla e senza particolari scossoni: un lavoro stabile, una bella casa, già tre pareti-televisione nelle quali immergersi quotidianamente per essere avvolti dal flusso di stupide trasmissioni televisive, una moglie tranquilla e fedele, che non dà quasi mai problemi. Certo, ogni tanto rischia di morire per overdose di tranquillanti e antidepressivi, e deve essere riportata in vita grazie a mostruose apparecchiature meccaniche e all’immissione di sangue nuovo nelle vene, ma questo è il prezzo da pagare per vivere una vita simile ad una pubblicità.

 

Ma cosa scatta, improvvisamente, nella testa di Guy Montag? Cosa succede, inaspettatamente, a quel rigido pompiere tutto casa e lavoro? Quali crepe cominciano a distruggere quella sua corazza di tranquillità, incrinando la sua vita fintamente felice?
Di ritorno verso casa, una sera, dopo aver dato fuoco ad un’altra montagnola di volumi, incrocia la vicina di casa, Clarisse. Strano personaggio, la ragazza. Parla e comunica come se non fosse di quella terra, come se appartenesse ad un lontano passato ormai sconosciuto. Racconta di libri, di letture, di un mondo nel quale i pompieri spegnevano gli incendi e i libri venivano stampati per essere letti, da tutti, e servivano per incrementare il sapere, socializzare, scambiare pareri ed opinioni, lasciare ai posteri un pensiero, creare storie da far leggere agli uomini.
Strani discorsi. Strana famiglia, quella di Clarisse. Ma quella ragazzina dallo sguardo vispo e dai modi vitali conquista l’animo di Guy, che, a poco a poco, comincia a interrogarsi sulla reale condizione in cui si trova il proprio mondo, sulla possibilità di leggere i libri, e non bruciarli, sul perché di tanta paura verso quelle parole stampate all’interno dei volumi e sulla effettiva necessità di uccidere i proprietari di quei testi.

Una serie di circostanze illuminano la sua mente – Clarisse scompare in circostanze misteriose, probabilmente uccisa dagli stessi pompieri; la famiglia della ragazza trasloca, lasciando perdere le tracce; Guy assiste ed è costretto a partecipare all’ennesimo falò di cultura, dopo aver bruciato una serie di libri a casa di un’anziana signora, insieme alla casa e alla stessa proprietaria – eliminando quella nebbia che fino a quel momento gli aveva impedito di guardare, senza pregiudizi, la propria società.
Ne deriverà una progressiva presa di coscienza, che lo porterà a percorrere al contrario il tunnel dell’omologazione culturale e rinascere, riscoprendo l’antica e ormai dimenticata magia dei libri. Un mondo nuovo, ma ormai non più possibile, senza dover diventare un fuorilegge. La vita di Guy, infatti, muterà completamente, e l’uomo si troverà a dover affrontare alcune dure e insostenibili situazioni, fino al sorprendente epilogo carico di speranza, alla periferia della città.

 

Fahrenheit 451”, il romanzo più celebre di Ray Bradbury, autore di celebri racconti di fantascienza, è riconosciuto in tutto il mondo come un caposaldo della letteratura fantascientifica.
Scritto più di cinquant’anni fa, in periodo di guerra fredda, di minaccia atomica e di terrore per tutti i popoli appena usciti dalla guerra, questo libro è un manifesto apocalittico e fantascientifico, che mette in scena l’appiattimento culturale di un’umanità in balia delle decisioni dei grandi governi, risentendo, certamente, delle posizioni radicali della “Scuola di Francoforte” e delle teorie di
Horkheimer, Adorno e Marcuse sull’eccessiva presenza e sugli effetti negativi dei mezzi di comunicazione sull’individuo.

Uno stile incisivo, efficace, diretto e molto angosciante permette di calarci immediatamente nella claustrofobica e bollente situazione descritta dall’autore, che non illustra i personaggi, se non nei particolari più generali, ma allo stesso tempo ci offre una dettagliata visione globale di questa possibile società del futuro.
Non può non suscitare preoccupanti riflessioni in ogni lettore, questo libro che, se pur con toni fin troppo apocalittici, non sembra descrivere situazioni totalmente lontane dalla nostra realtà, dove sono sempre di meno i libri letti e dove la tecnologia e l’invasione dei media ci avvicinano, riducendo le distanze, ma allo stesso tempo ci allontanano, rendendoci prigionieri di realtà alternative e barriere artificiali invalicabili; un universo frenetico e velocissimo dove sembra essere solo il presente, ciò che conta, dove il passato, la letteratura greca e latina, i grandi classici sono condannati al dimenticatoio.
Un mondo che sembra essere lontano, ma è forse molto più vicino di quanto possiamo immaginare.
Il futuro, la tecnologia e il progresso possono essere delle pericolose armi a doppio taglio: è obbligo degli uomini, dei governi, del nostro spirito critico, soprattutto, saper scegliere, selezionare, accogliere con intelligenza le informazioni ed è fondamentale che le macchine e i computer non prendano mai il sopravvento, nella nostra vita. Essere sempre pronti ad interrogarci, ininterrottamente, tenendo sempre in allenamento la nostra mente, è la parola d’ordine per sperare in un futuro migliore, senza più paure né timori.
Una lettura facile e accessibile a tutti, ma che offre molteplici spunti di riflessione.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Ray Bradbury (Waukegan, Illinois, 1920), scrittore americano.

Ray Bradbury, “Fahrenheit 451”, Mondadori, Milano, 2000.
Traduzione di Giorgio Monicelli.

Prima edizione: “The Fireman”, febbraio 1951, nella rivista “Galaxy Science Fiction”. In volume: “Fahrenheit 451”, Ballantine, New York 1953.

Approfondimento in rete: Ray Bradbury.com / Ray Bradbury Online / Antenati / biografia.

Al Cinema: “Fahrenheit 451”, di François Truffaut, 1966.

Antonio Benforte, 12 marzo 2005.

Recensione già apparsa su ciao.it e lankelot.com

ISBN/EAN: 
9788804487715

Commenti

1953. "(...) ci sono le quattro pareti-televisione, che permettono all?utente il massimo dell?interattività, ci sono le auto velocissime, che sfrecciano ovunque per le strade della città: c?è, soprattutto, una popolazione da tenere a bada, da rendere massa amorfa e passiva, da conquistare, svuotare e omologare grazie ad un?informazione guidata dal potere, unidirezionale e ?addolcita?, per evitare rischiose rivolte o prese di coscienza" > apocalittico e tuttavia non eccessivamente distante da quel che vediamo cinquanta anni abbondanti dopo. Dubito che s'arriverà mai a quei vigili del fuoco, almeno: mi sembra che il controllo via tubo catodico sia più che sufficiente, per le coscienze (e le intelligenze). Basta sapersi riconoscere...

Molto condivisibili le tue conclusioni,amice Rapace.

E' un libro che anno dopo anno diventa sempre più doloroso. Induce a riflettere su ciò che potremmo avere alle porte (vigili del fuoco a parte, concordo), un prossimo salto interno alla civiltà: un mondo senza libri perché, prima, senza più lettura. Scrittura ridotta a intercambio di simboli, un nuovo linguaggio ideogrammatico. Televisioni ovunque: in macchina, in gabinetto, dietro le lenti degli occhiali.

Sia in questa recensione che in quella di Gianfranco non si parla di 2 elementi che spuntano nel finale: si scopre che la guerra è alle porte e il governo non ne parlava, gli intellettuali che Montag incontra sono decisamente 'inadeguati'.
Il primo è evidentemente di scottante attualità, il voler negare come le missioni di pace siano comunque atti di guerra ha portato molti a lamentarsi quando i nostri soldati si difendono o comunque operano in zone calde come forze di pace (io sono dell'opinione che senza la possibilità di intervenire le situazioni non si risolvono, le parole vanno bene per i forum non per disarmare terroristi o eserciti nemici).
Il secondo... è un po' tornare sui propri passi: ci si lamenta che i libri vengano bruciati ma poi chi li scrive, chi li dovrebbe custodire è isolato dalla vita, è inadeguato ad agire e permette alla fine che esistano quei pompieri.

"si scopre che la guerra è alle porte e il governo non ne parlava, gli intellettuali che Montag incontra sono decisamente ?inadeguati?". > questo è un rilievo estremamente interessante. Altro pensiero che mi accompagnerà al sonno. Grazie.

[bradbury] Gli occhiali 3D

[bradbury] Gli occhiali 3D casalinghi. Però credo ad un mondo con ancora i libri, perché l'illusione va curata. L'illusione che si sia liberi di dire che 2+2=4, anche quando è 5.