Exley Frederick Earl

Appunti di un tifoso

Autore: 
Exley Frederick Earl

Così successe che i giorni della mia gioventù si dispersero come coriandoli volanti spazzati con violenza in tutte le direzioni, e i pallidi brandelli della vita che credevo di vivere si opponevano alle vivide tonalità multicolori di quella che avrebbe potuto essere.”

Un libro, una vita. Frederick Exley ha scritto un libro che non parla della sua vita, è la sua vita. Scopo, coronamento e dannazione insieme. Sogna la Fama, prima sportiva (svanita), poi letteraria, ma rifiuta il successo, in una sottile distinzione di intenti.
Nell'America vincente degli anni '50 sceglie di essere un reietto, un misfit, senza alcuna logica beatnik, per la semplice e consapevole impossibilità di adattarsi all'obbligo prescritto di riuscire nella vita, di non dover mai dubitare di sé.
Persegue con zelo il suo disfacimento fisico e mentale, fa del fallimento il suo unico stile di vita.
A soli ventissette anni, tre dei quali trascorsi ad esplorare il soffitto della sua stanza e discutere col cane dell'ambiguità di Henry James, si ritrova in manicomio, a scontare “la cocente umiliazione di aver sperato troppo”.
Nell'abisso, due sole ossessioni salvifiche: i New York Giants, squadra di football oggetto di una passione assillante, baluardo di genuinità in un mondo troppo schematico e la letteratura, divorata, idolatrata (Bellow e Nabokov i suoi numi tutelari), inseguita compulsivamente nei tasti della macchina da scrivere.
Scrittura avvolgente, attenta, a tratti ricercata, annaffiata qua e là di riferimenti letterari, non leziosa, incredibilmente misurata se rapportata alla devastazione psichica dell'autore, eppure dolorosa, talora straziante, spesso sarcastica, mai compiaciuta.
Il ragazzo che non sognava altro che intengere le sue “sporche dita nella posterità” raggiunge lo scopo, scrivendo nel 1968, alle soglie dei quarant'anni, il suo capolavoro, acclamato negli Stati Uniti, purtroppo tradotto da noi solo nel 2005.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

 

Frederick Earl Exley (Watertown, New York, 1929-1992), romanziere americano, ha scritto, dopo A fan's Notes, Pages from a Cold Island (1975) e Last Notes from Home (1988).

Frederick Earl Exley, “Appunti di un tifoso”, Alet edizioni, Padova, 2005.
Traduzione di Maria Baiocchi. Prefazione di Flavio Santi.
 Prima edizione: “A fan's notes”, Harper & Row., New York, 1968

Adattamento cinematografico: “A fan's notes”, diretto da Eric Till, 1972, protagonista Jerry Orbach nei panni di Exley.

ISBN/EAN: 
9788875200084

Commenti

ce provo ;-)

curioso, interessante. football americano poi, eh. ah, steve young. ah le notti passate ad aspettare il superbowl. i washington redskins e quel loro quarterback...non ricordo il nome, sigh. i dallas mavs. uhuhuh. che grandi partite. thanks a lot.

Goccia! Non vedevo l'ora che esordissi.
L'hai fatto con un libro che sogno di leggere da anni, cioè da quando ho sentito dire che si trattava di un Hornby più letterario.
Arrivo subito:)

"Nell?America vincente degli anni ?50 sceglie di essere un reietto, un misfit, senza alcuna logica beatnik, per la semplice e consapevole impossibilità di adattarsi all?obbligo prescritto di riuscire nella vita, di non dover mai dubitare di sé."

> molto interessante. Ti dico subito cosa manca all'articolo:
non aver paura di distendere il respiro della tua scrittura. Qui siamo nel web e non disboschiamo gli alberi, e quel che scriviamo non significa marchetta. Quindi avanti:
- contestualizzare l'opera (possibilmente, ma in questo caso era difficile, nella produzione dell'autore)
- portare esempi della sua scrittura, campionando paragrafi qua e là
- accennare a ipotizzati antecedenti, a capacità di rappresentazione del presente (di x società in x tempo) e di miglioramento d'un genere, qualora esista (la chiave è: evoluzione)

"Scrittura avvolgente, attenta, a tratti ricercata, annaffiata qua e là di riferimenti letterari, non leziosa, incredibilmente misurata se rapportata alla devastazione psichica dell?autore, eppure dolorosa, talora straziante, spesso sarcastica, mai compiaciuta."

> ok. Prendo queste frasi ad esempi:
Dopo aver scritto "avvolgente e attento" potresti campionare qualche passo. Soprattutto: dopo aver parlato di "riferimenti letterari" è fondamentale esemplificare e ragionarci su.
Bella invece la lettura emotiva della scrittura di Exley.

"Il ragazzo che non sognava altro che intengere le sue ?sporche dita nella posterità? raggiunge lo scopo, scrivendo nel 1968, alle soglie dei quarant?anni, il suo capolavoro, acclamato negli Stati Uniti, purtroppo tradotto da noi solo nel 2005"

> e qui urgerebbero varie e molteplici notizie sull'autore:).
Prendi ad esempio, per lunghezza e approfondimento nell'articolo, quel che scriviamo qui e non quel che appare altrove nel web o sulla carta stampata. Qui c'è un altro dna, e va rivendicato:).
Ottima la scelta di non concentrarti sulla trama. 9 su 10, quando in un pezzo trovi 3/4 dell'attenzione sulla trama, chi scrive non sa scrivere o non ti dice niente. Amplia l'articolo, le premesse sono ottime! Puoi modificarlo quando vuoi...

4. sì, sono stringata, di più non mi veniva questa volta, ci lavorerò!! :-)
capacità di rappresentazione del presente, sì, sinceramente non sapevo bene come renderla, il libro contiene una critica a tratti radicale della società americana, applicabile in molti aspetti anche al presente, ma non mi veniva proprio la chiave giusta...così mi son detta: provaci e via.
grazie dei suggerimenti, ne farò tesoro.
leggilo, merita davvero.

molto volentieri. Mi sono sempre chiesto cosa volesse raccontare del tifoso un americano: so che da quelle parti il rapporto non è così carnale, irrimediabile, totale.
Grazie per lo stimolo:).

(tags: ho aggiunto "letteratura", di default per i libri; "letteratura americana", poi titolo e titolo originale dell'opera e cognome dell'autore).

Daje Goccia!

comunque il libro parla in maniera tutto sommato secondaria del football americano, cioè per l'aspetto per così dire "simbolico" del tifo, fissazione e momentanea salvezza insieme. tocca pochissimo il lato sportivo vero e proprio (se non nella figura di Frank Gifford, il suo giocatore-mito). la chiave di "quel tifoso" in buona sostanza è: io sto sugli spalti della vita, e solo lì posso stare, non nel campo, dove si svolge la partita.

potente intuizione...

5-6 thanks again. proverò a metterci dell'altro, se mi riesce.

http://www.lankelot.eu/?biografia=214

ok:). Ma certo che ci riuscirai, e di lusso anche.
Intanto ecco la tua pagina a imperitura memoria, nello staff.
A breve apparirà anche nell'indice degli utenti più attivi negli ultimi quindici gg. (ha un limite di 20, ho scoperto)

uau, onoratissima :-))

So già che darai un grande contributo, è nelle tue corde.
Aspetto:)

Brava Goccia, il tuo scritto mi è piaciuto. Parlando in termini sprotivi, sei una bella promessa :)

Ora aspettiamo il libro di Franco sul tifoso daa maggica!

15 grazie dell'incoraggiamento, che vedo arrivare dall'autore di "Postnovecento", che ho il piacere di avere nella mia libreria :-)

Recupero solo ora l'esordio di goccia. Pagina sintetica, ma non priva di fascino. La speranza è quella di rileggerti presto.

18 grazie anche a te. sto leggendo e lavorando (per ora solo di testa) al miglioramento.

Dai che aspettiamo!

copertina+archivio FE! (ciao

copertina+archivio FE! (ciao Goccia!)