Torna il funambolico Percival Everett, uno dei pochi scrittori capaci di mettersi alla prova con qualsiasi genere narrativo senza lasciare mai il lettore inappagato. Dopo il grottesco Deserto Americano, arriva Non Sono Sidney Poitier (sempre edito da Nutrimenti), un romanzo surreale, parossistico eppure così lineare nel suo allucinato sviluppo.
Non Sono Sidney Poitier, nasce con questo nome e questo cognome, dopo due anni di gravidanza isterica in un quartiere nero e povero degli Stati Uniti. La morte della mamma, pazza ma in fin dei conti saggia, lo porta a conoscenza, a soli 11 anni, di essere ricco sfondato, miliardario, grazie a un investimento fatto dalla genitrice nel mondo della tv. A questo punto a tirarlo fuori dallo stato di orfano entra in scena il magnate-logorroico-stralunato Ted Turner, proprietario della Turner Broadcasting System, che prende in custodia il piccolo e lo porta ad Atlanta.
Comincia così la vita di Non Sono Sidney, che crescendo diventa sempre più somigliante all’attore, che deve imparare a difendersi dai bulli che non capiscono il suo nome “E tu chi sei?” “Non Sono Sidney” “Ok, ma allora chi sei?” “Te l’ho detto, non sono Sidney” “ E giù botte. A difendersi dalla propria ricchezza e dalla coscienza di questa. Ma soprattutto comincia un percorso iniziatico verso il sé, l’identità personale e collettiva. Non Sono, infatti, avrà a che fare con la dura legge razziale di Bifolkia appena uscito di casa e imbarcato nel primo viaggio fuori dallo stato, il sistema universitario con le sue maglie sgranate e l’incontro del professore Percival Everett al corso “Filosofia dell’Assurdo” (capitoli esilaranti delle vicende del protagonista sono legate ai colloqui con il docente, un fanfarone fuori di testa incapace di smettere di parlare) e vivrà sulla pelle un personalissimo remake di Indovina chi viene a cena? in una famiglia nera ma con tante sfumature a fare la differenza, dove capirà bene chi si nasconde dietro la sua ragazza e dietro la facciata borghese del sogno americano.
Senza acredine o voglia di denuncia entrano in campo la società americana, l’accettazione del diverso e un ritorno alle radici della propria essenza, con il punto di forza, il nodo gordiano che gira proprio sull’accusa al mondo occidentale di voler definire qualcuno per quello che non è. Un Everett altamente ispirato nelle sue corde ironicamente più taglienti, che trasporta, grazie a dialoghi e monologhi esilaranti, il lettore verso strade sempre più apparentemente assurde, ma che nascondono invece le possibili risposte alla domanda che ogni giorno ci facciamo: “Chi sono io?”.
Edizione esaminata e brevi note:
Percival Everett (Fort Gordon, Georgia, USA 1956), scrittore americano. Laureato in Filosofia e Biochimica, ex musicista jazz, bracciante e insegnante di Liceo. Professore di Letteratura alla Southern California, vive in un ranch con la moglie Danzy Senna. Ha pubblicato romanzi (esordio: “Suder”, 1983), raccolte di racconti, favole e poesie.
Percival Everett, "Non Sono Sidney Poitier", Nutrimenti, Collana Greenwich, 2010 (Traduzione di Marco Rossari; Art Director: Ada Carpi; Prima Edizione Settembre 2010)
Per approfondire: EVERETT in Lankelot.
Alex Pietrogiacomi 17-10-2010
Pubblicato su http://ilbicchierediverso.menstyle.it/146/non-sono-sidney-poitier e sul Paradiso degli Orchi
Commenti
[non sono sidney poitier] neo
[non sono sidney poitier] neo everett! Ne scrive Alex. buona lettura!
[alex] domani metto a norma
[alex] domani metto a norma gli altri 2 pezzi che hai caricato, e li ritrovi on line. Grazie ancora:). daje, gf
@Franchi e Angela: Everett, è
@Franchi e Angela: Everett, è una persona solare, intelligentissima e spiritosa pur se molto riservata, durante le nostre conversazioni e i nostri incontri si è dimostrato sempre una sorpresa
@Franchi: é un onore e un piacere scrivere per te! e così Lankelot ha tutto su Everett!!!
[alex, everett] enorme
[alex, everett] enorme alex:). Onore e piacere averti con noi qui su Lanke, e poterti leggere a dovere. Grazie per aver dato colore e completezza all'archivio Everett. Ottimo lavoro davvero. E soprattutto per averci raccontato com'è l'autore dal vivo, io ricordo solo qualche scambio di battute. Hai fatto un lavorone. Va agli annali!
[Everett] Eh, sì. Traspare
[Everett] Eh, sì. Traspare anche dai libri la sua bella personalità. Soprattutto è la mente brillante a porsi in evidenza. Everett è sarcastico, ma mai pedante e può permettersi di fare dell'ironia pungente la cifra stilistica del suo scrivere. Che dire poi dei dialoghi? Sono così realistici da sembrare, leggendo, di ascoltarli in viva voce ed essere presenti al botta e risposta...
[everett-non sono sidney
[everett-non sono sidney poitier] Sarà merito di chi traduce, eh, oltre che suo! (-:
[everett-traduttore]
[everett-traduttore] giusto, Andrea. Ecco qui qualche notizia su Marco Rossari: http://www.oblique.it/docenti_rossari.html