Dove comincia il West? Per Percival Everett, molto lontano dai luoghi comuni. Nutrimenti (che ha pubblicato, sin qui, quasi tutti i romanzi dell’autore americano in Italia, con l'eccezione di un titolo apparso per Instar) propone la traduzione del romanzo parodistico del 1994 "God's Country", "Il paese di Dio".
Un vero western che vede protagonista Curt Mader, antieroe per eccellenza, con tutti i difetti che i bianchi dell’epoca (solo dell’epoca?) potevano avere: codardia, xenofobia, ingenuità bifolca, sessualità pronunciata e tante balle pronte ad essere servite alla prima occasione.
Tutto comincia molto semplicemente. Il protagonista si ritrova ad assistere alla distruzione del suo ranch, al rapimento della moglie Sadie e all’uccisione del suo cane. Spettatore di questa devastazione da dietro una collina fuori dalla portata delle pistole ovviamente.
Cosa fare dunque? Andare in città a chiedere aiuto e a cercare anime compassionevoli, con la sola amara constatazione che a tutti dispiace per il cane e se ne sbattono del resto, a tutti piange il cuore per quel cane ammazzato da un freccia indiana fatta con piume di gallina. Bianchi che assalgono altri bianchi. Senza pensarci troppo si imbarca alla ricerca dell’unico uomo che, a detta di tutti, può aiutarlo: il braccatore Bubba. Un bravo braccatore, peccato che sia negro, peccato che sia negro nel west, peccato e basta.
Sulla strada incontra il piccolo Jake, orfano a causa dello stesso gruppo di scellerati visi pallidi che giocano a fare i pellerossa e da lì la compagnia sembra essere pronta al viaggio. La vicenda prende una piega assolutamente funambolica, tra venditori di bibbie, pozioni miracolose, accampamenti indiani, fughe da bordelli, deserto, deserto e poi deserto Americano. Tutto per Sadie. Questa Sadie che sembra essere il primo e l’ultimo pensiero di Curt.
A farla da padrone dialoghi che sembrano usciti da Coccobill e Lucky Luke, ambientazioni cine fumettistiche e il tema della segregazione razziale nella terra delle grandi opportunità, dove il sogno americano è basato sul morire con le mani nelle tasche altrui, anziché morire con le mani in mano. Romanzo come sempre trasversale e satirico, "Il paese di Dio" non sembra soffrire degli anni passati dalla prima pubblicazione grazie anche alla sempre attenta traduzione.
Naturalmente non mancano i colpi di scena e gli incontri “storici”, come il Generale Custer in gonnella… quante ne capitano nel paese di Dio!
Edizione esaminata e brevi note
Percival Everett (Fort Gordon, Georgia, USA 1956), scrittore americano. Laureato in Filosofia e Biochimica, ex musicista jazz, bracciante e insegnante di Liceo. Professore di Letteratura alla Southern California, vive in un ranch con la moglie Danzy Senna. Ha pubblicato romanzi (esordio: “Suder”, 1983), raccolte di racconti, favole e poesie.
Percival Everett, "Il paese di Dio", Nutrimenti, Collana Greenwich, 2011 (Traduzione di Marco Rossari; Art Director: Ada Carpi).
Per approfondire: EVERETT in Lankelot.
Alex Pietrogiacomi 28-03-2011
pubblicato su Mucchio Selvaggio 681 (aprile 2011)
Commenti
[everett] neo alex! "Dove
[everett] neo alex! "Dove comincia il West? Per Percival Everett molto lontano dai luoghi comuni. Nutrimenti (che ha pubblicato, sin qui, quasi tutti i romanzi dell’autore americano in Italia, con l'eccezione di un titolo apparso per Instar) regala la traduzione del romanzo parodistico del 1994 "God's Country", "Il paese di Dio"."
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[percival everett] Per
[percival everett] Per approfondire: EVERETT in Lankelot.
[alè alex, stammi di lusso. saluto la famiglia tutta. viva voi!]
[Everett] Era un romanzo di
[Everett] Era un romanzo di cui aspettavo la traduzione da tempo. Chissà, spero di leggerlo presto.
[everett] "A farla da
[everett] "A farla da padrone dialoghi che sembrano usciti da Coccobill e Lucky Luke, ambientazioni cinefumettistiche e il tema della segregazione razziale nella terra delle grandi opportunità, dove il sogno americano è basato sul morire con le mani nelle tasche altrui, anziché morire con le mani in mano."
> coccobill e lucky luke forse percival everett non ha potuto apprezzarli mai, Jacovitti non credo almeno:). Ma ho capito benissimo da che parti stiamo. Divertente. Merci, Alex!
[Everett - Il paese di Dio]
[Everett - Il paese di Dio] L'ho recuperato e ho cominciato a sfogliarlo. In questi giorni si è parlato di western e in questo libro ho trovato questo ne "Biografia del libro": "Il mito del West sgretolato da un antieroe falso e bugiardo. "Ho scritto Il paese di Dio" nel 1991 quando vivevo nella Wind River Indian Reservation, Wyoming", non troppo distante dai luoghi che faranno da sfondo alle vicende narrate in Ferito. "Non sono mai stato un grande appassionato dei western americani", spiega Everett, "sebbene riconosca che facciano parte del grande mito del mio paese. E così un giorno ho pensato di sfruttare questa forma per indagare il mito alla radice. Mi interessava capire in che modo gli americani vogliono vedere se stessi, mi interessava esplorare il racconto di frontiera". "Tutti i western sono artificiali, autentiche falsificazioni, nessun western è una rappresentazione storica autentica, nemmeno quando trattano di avvenimenti realmente accaduti". Everett ha agito così: "Ho dissezionato oltre un centinaio di film e altrettanti romanzi western in modo tale da poter fare mio quel tipico modo di parlare, soprattutto quei cliché. Volevo che venisse fuori una lingua familiare, qualcosa che suonasse reale e irreale allo stesso tempo, proprio come nei film western". "Ero consapevole che stavo scrivendo una parodia di quel genere, una demistificazione che parte da un'unica certezza: nelle nostre menti c'è e sempre ci sarà un mitico vecchio West".
[everett, far west] bella
[everett, far west] bella integrazione, andrea, grazie.
[Everett] Libro finito col
[Everett] Libro finito col sole che splende. Molto bello e tragico e il finale è angosciante e dimostra che Everett è un signor scrittore che osa parecchio. Per quanto riguarda la lingua, chissà leggerlo in originale com'è, però già in italiano è una bell'esperienza. E aggiungo, è vero, ogni tanto m'ha ricordato Jacovitti.
[everett, jacovitti] immagino
[everett, jacovitti] immagino sia più per merito o per idea di Marco Rossari che per idea o per merito di Everett, no?
[Everett-Jacovitti] Penso
[Everett-Jacovitti] Penso proprio di sì anche io. Nel prossimo fine settimane proverò a cercarlo a Milano in lingua originale per un paio di curiosità. Ovvero come suona tutta una parte che in italiano è tradotta con "Essì" ""Enno"...insomma i dialoghi...Speriamo di trovarlo. Proprio per curiosità personale. Talvolta lo faccio di spulciare i libri che leggo nella versione originale per fare dei mini-confronti abbozzatti.