Everett Percival

Cancellazione

Autore: 
Everett Percival

Geniale. Libro di libri intelligente come pochi, Cancellazione è diario, è voce di minoranza, è parodia, è romanzo e al contempo sarcastica critica della letteratura contemporanea e del suo “stato patoloGgico”.

Everett costruisce un piccolo capolavoro capace di sintetizzare nonsense e verismo in una satira corrosiva che sa farsi denuncia, puntando sulla dissacrante forza dell’ironia. E allora pur non rinunciando alla trama e ribadendo la propria avversità al nouveau roman, si tratta di scrittura che va oltre il raccontare, tesa ad una verità svincolata dal gesto narrativo e tuttavia nucleo attorno al quale la storia si sviluppa.

La cronaca in prima persona di Thelonious Ellison, la sua quotidianità fatta di conferenze svogliate, di frustrazione per la condanna all’inedito e di vicissitudini familiari, costituisce semplicemente un primo piano di lettura. L’essenza è nei particolari: nei dialoghi tra artisti del passato inseriti a spezzare il plot; nelle citazioni nascoste, oppure evidenti; nel nome stesso del protagonista, omaggio a Ralph W. Ellison autore di quell’Uomo invisibile, tanto diverso eppure affine al Monk di Everett, il cui pseudonimo, invece, riconduce al pianista jazz Thelonious Monk.

Al di là della routine sconvolta dall’uccisione della sorella medico da parte dei fanatici antiabortisti, nonché dalla malattia della madre affetta da Alzheimer e dal difficile rapporto col fratello omosessuale, l’autore focalizza la propria attenzione su quella che viene presentata come la vera colpa del letterato intento a raccontarsi attraverso le pagine di Cancellazione: Thelonious Ellison non è abbastanza nero. Da qui, il suo mancato feeling con editoria e lettori.

Ne deriva un indice puntato contro la moderna società yankee, schiava di assurdi stereotipi che ingabbiano gli afroamericani in ghetti suburbani e slang da strada, così che li si possa trovare sempre perfettamene rispondenti a quel genere di etichetta tanto cara a certo cinema di massa e a quella letteratura trash che Everett si diverte a smantellare, attraverso un profondo atto d’accusa lontano dal livore polemico del pamphlet e tuttavia non meno feroce. Perché il disprezzo che passa per la satira, porta con sé la condanna del ridicolo.

È in quest’ottica, quindi, che assistiamo alla trasformazione di Monk in Stagg Leigh. Lo scrittore amante di Eschilo, con i suoi romanzi ambientati nell’antichità a richiamare in causa il classicismo, mediante l’eleganza di uno stile avverso al mercato delle vendite, deride il bestseller della debuttante Juanita Mae Jenkins, facendone il calco in accezione umoristica. Ellison crea Stagg Leigh a immagine e somiglianza dei luoghi comuni sui neri che infarciscono il libro della giovane esordiente, salutato come il caso letterario dell’anno dai pulpiti mediatici dell’America che conta.

Gioca al loro gioco, scardinandone le regole dall’interno. Stagg scriverà “Stato patologgico”, pubblicato “Cazzo”. E sarà il successo. Seducente e offensivo. Di critica e di pubblico. Purtroppo e prevedibilmente. Un successo che passa per un processo di cancellazione ambivalente. Leigh cancella Ellison, la sua identità di uomo e di scrittore, e al contempo la parodia di “Vita nel ghetto” ne cancella la natura di capolavoro, evidenziandone il ridicolo. Nessuno, però, leggerà “Cazzo” in chiave satirica, nessuno capirà la dicotomia di Ellison e pioveranno consensi. Perché il critico ufficiale, così come pure la gran parte dei lettori salottieri, cercano nei libri una conferma a ciò che già sanno, con l’unico intento di trovare eco al proprio pensare per categorie predefinite.

Everett ci consegna un romanzo graffiante, sottile, cattivo come sa essere solo l’ironia cinica di un’ottima penna, forte di uno stile eclettico capace di passare dal linguaggio gergale ai richiami colti, dalla cronaca al tratto intimista in una prosa frammentata e densa di una semplicità complessa in grado di sperimentare più generi senza perdere carattere, ma anzi mettendo in rilievo il talento dell’autore stesso che tiene bene i fili della narrazione senza cedere a nessuna sbavatura, all’interno di un’architettura perfetta in cui ogni riferimento trova la sua giusta collocazione nel quadro d’insieme, amplificando il valore dell’opera. Nulla è lasciato al caso, tutto poggia su una ricerca costante di simmetria ed equilibrio che rafforzino il messaggio del romanzo nella sua crociata contro i cliché, volta a smascherare il marcio del sistema editoriale.
Così i dialoghi tra
Klee, Kollowitz, Barlach, Krichner, Klinger, Eckart, Rothko, Motherwell, Wittgenstein, Derrida, Griffith, Wright, Pollock, Moore, Wilde e Joyce non sono parentesi estranee al contesto, ma frammenti in cui Everett dà le coordinate riguardo la sua personale idea dell’arte. Poche righe, uno scambio di battute amare tra artisti ostracizzati dalla dittatura o comunque a confronto sul valore del proprio ruolo e della propria opera, martiri dell’incomprensione, come a voler suffragare la denuncia di Ellison con la solidarietà della loro testimonianza.

Tutto torna, tutto concorre alla quadratura del cerchio.

E lascia il segno il “sofferente e vuoto” in chiusura, citazione dall’Uomo invisibile, quale risposta tacita alla medesima domanda del libro fonte: quel “come ci si sente liberi dalle illusioni?” che ad Ellison nessuno chiede, perché nessuno sa. Nessuno è al corrente della lacerazione che lo consuma. Nessuno tranne la propria coscienza, giacché “Il linguaggio non cancella mai del tutto la propria presenza, ma dà l’impressione di farlo nei casi in cui il significato presume una priorità.”

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Percival Everett (Fort Gordon, Georgia, USA 1956), scrittore americano. Laureato in Filosofia e Biochimica, ex musicista jazz, bracciante e insegnante di Liceo. Professore di Letteratura alla Southern California, vive in un ranch con la moglie Danzy Senna. Ha pubblicato romanzi (esordio: “Suder”, 1983), raccolte di racconti, favole e poesie.  

Percival Everett, “Cancellazione”,
Instar Libri, Torino, 2007.
Collana I Dirigibili, 19
Titolo originale: “Erasure”
Traduzione di Marco Bosonetto.
Pp. 312

 

ISBN/EAN: 
9788846100849

Commenti

Geniale. Assolutamente da leggere.

" Cancellazione è diario, è voce di minoranza, è parodia, è romanzo e al contempo sarcastica critica della letteratura contemporanea e del suo ?stato patologgico?.

> Suona magnifico:)

"Ne deriva un indice puntato contro la moderna società yankee, schiava di assurdi stereotipi che ingabbiano gli afroamericani in ghetti suburbani e slang da strada, così che li si possa trovare sempre perfettamene rispondenti a quel genere di etichetta tanto cara a certo cinema di massa e a quella letteratura trash che Everett si diverte a smantellare, attraverso un profondo atto d?accusa lontano dal livore polemico del pamphlet e tuttavia non meno feroce. Perché il disprezzo che passa per la satira, porta con sé la condanna del ridicolo."

> Applausi:).

" forte di uno stile eclettico capace di passare dal linguaggio gergale ai richiami colti, dalla cronaca al tratto intimista in una prosa frammentata e densa di una semplicità complessa in grado di sperimentare più generi senza perdere carattere,"

> Ecco la cifra stilistica di Percival Everett. Ci siamo;).

"scambio di battute amare tra artisti ostracizzati dalla dittatura o comunque a confronto sul valore del prorpio ruolo e della propria opera, martiri dell?incomprensione, come a voler suffragare la denuncia di Ellison con la solidarietà della loro testimonianza."

> Bene. Direi "da leggere". Ma lasciami fare tanti complimenti per questo grandissimo articolo. Comincia a pensare a proporre i tuoi pezzi anche alla carta stampata, ci siamo. A voja.

Era il consiglio giusto. Il libro mi ha entusiasmata, scriverne un po' meno. Faccio una gran fatica, ma se il risultato ti è piaciuto così tanto, allora n'è valsa la pena.

assolutamente. Stile e contenuti e personalità sono sempre più nitidi e forti, hai fatto giganteschi passi avanti, in questi anni, partendo da una già buona base. Tra poco dovrai prendere coraggio e farti avanti da qualche parte, è ora;). Noi aspettiamo con fiducia di leggerti anche altrove. Sarà una gioia per tutti.

daje!
gf

Io in verità non ci ho mai pensato. Scrivo qui perchè so chi mi legge e l'effetto positivo che avete su di me è straordinario.

Straordinario sarà quello che avrai su tutti i cittadini che amano la letteratura e il bello stile. E' nelle cose ;).
C'è un gran bisogno di letterati onesti e pieni di sensibilità.

:)

"Everett costruisce un piccolo capolavoro capace di sintetizzare nonsense e verismo in una satira corrosiva che sa farsi denuncia, puntando sulla dissacrante forza dell?ironia. E allora pur non rinunciando alla trama e ribadendo la propria avversità al nouveau roman, si tratta di scrittura che va oltre il raccontare, tesa ad una verità svincolata dal gesto narrativo e tuttavia nucleo attorno al quale la storia si sviluppa."

Queste righe denotano una capacità di discernimento e di approccio critico al testo di assoluto rilievo.
Complimenti davvero Angela.

E' il libro che merita, io ho solo cercato di scriverne al meglio delle mie capacità.
Comunque i complimenti fanno sempre piacere. Grazie!

Direi che a questo punto abbiamo a disposizione schede di tutti i libri di Everett tradotti in Italia. Non perderemo sicuramente i successivi;)

Mi sa che appena posso, recupero i due che non ho letto. Tempo permettendo, ovviamente.

L'estate si avvicina...

(e forse si avvicina un nuovo Everett...)

Ringrazio chi ha provveduto a correggere "stato patoloGgico", ma non si trattava di refuso. E' citazione voluta del titolo originario del romanzo di Leigh. :)

mea culpa:)