La stanza s’è sospesa nel vuoto. Finalmente la scintilla ha incendiato la terra: solcando un viso ha impresso un segno. Quel segno è appartenenza, significa ritorno e incarnazione. Il tempo dell’idolatria dell’immagine singhiozza adesso e non potrà che arrestarsi: terminando rinuncerà alla dignità e rovescerà il sole.
C’è una bilancia che non dipende dal peso: oscilla, soltanto, e risuona; riflette i pensieri dell’uomo. Responsabilità: potremo incendiare d’altra luce il cielo, essere nuvole e musica. Rinnegare Eidos è attendere rivelazione. Pretesa: rinascenza, rigenerazione, dominio del Verbo.
Guarda la carne che t’abbandona: non è sangue, e non è vita. È soltanto la zavorra che t’ancorava alla terra. Abbandonati all’arte e non dimenticare di sorridere della scarnificazione. “It will make a weak man mighty / it will make a mighty man fall / it will fill your heart and hands / or leave you with nothing at all / it's the eyes for the blind / and legs for the lame / it is love for hate / and pride for shame”.
Nel vuoto, tra un palazzo e l’altro, la stanza già sospesa adesso fluttua, e plana: asseconda il vento, si lascia accompagnare. Il vento gentile incide in una fronda il disegno d’un porto: la stanza approda e dolcemente s’accuccia nell’ombra. Discendono dalla stanza nove bambini. Ogni bambino è luce: la loro voce discende da una voce sola, s’articola in un canto ed è musica nuova e perfetta: lo spartito diventa un’equazione e nulla più è incompleto, la folgorazione ha colmato ogni aporia e s’è generato il linguaggio totale; non più incomprensione, non più menzogna, non più isolamento e fraintendimento; non più alterazione, e non più dolore; non più morte, non più violenza. Adesso i frammenti tornano a fondersi e il disegno splende, domina e infiamma. “Please believe me when I say / this is how it has to end / this is easy on us all / well easier than other ways / sleep is all I ask of you / sleep and not to wake again / see this through and leave my friend / tears will come and I will end”
Celebreremo il congedo della tenebra del materialismo; nessun volontario per incidere altro epitaffio che non sia satira, officianti neorealisti d’ogni popolo, campioni della menzogna e padri incoscienti del niente: testimoni del loro abisso, saranno pietre e rimarranno tra fango e ortica; a ripetersi che pure il dogma pareva giusto e vero. Senza dubbio, perché dubbi non ne potevano avere, essi percepivano e dunque era. Fragorosamente le pietre precipiteranno, per paludi e deserti e ghiacciai. “Your head will collapse if there's nothing in it / And you’ll ask yourself / Where is my mind? Where is my mind? Where is my mind?”
Stop. Conosceva il sentiero per il non luogo l’artista che moriva nel silenzio e nella miseria, rifiutato e incompreso: è la che t’attende, e già sorride perché quel che sentiva s’è avverato, e la fede ha riservato la vita nel giardino, non più all’ombra della fontana ma nell’acqua, e come acqua della fontana; zampilleranno sentimenti e colori e versi, là – dove Origine è, noi siamo Uno.
Il sentiero della Totale per rinnovare l’umanità e accelerare l’evoluzione dell’intelligenza: per restituire conoscenza e rigenerare memoria.
“If you want me / Then you’ve found me / With time out of mind / Lately I’ve wondered how many I’s there are in mine / If this ain't real then what’s the point in trying”.
Infine: stanza sorvola i cieli e sprofonda nei sogni d’un bambino. Stringimi, signora, ho molto peccato: d’immaginazione e fantasia, d’innocenza e gioco. Nell’attesa della perfezione e del trionfo del Verbo, Voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida.
(perché carne m’abbandona, da tempo, eppure non divento leggero come Perelà: eppure credevo d’esser già nuvola. Intanto rinuncio all’Eidos. Ascolta
“a maledire certe domande che forse era meglio non farsi mai /
a salvarmi vieni a salvarmi, salvami, bacia il colpevole…se dice la verità…”
DISCOGRAFIA
“Power of the Gospel”, tratto da: BEN HARPER, “Fight for Your Mind”, 1995.
“Murder Song”, tratto da: COOPER TEMPLE CLAUSE, “See This Through and Leave”, 2002
“Where is my mind?”, tratto da: THE PIXIES, “Surfer Rosa”, 1988.
“The Nowhere man”, tratto da: THE VEILS, “Runaway Found”, 2004.
“Voglio una pelle splendida”, tratto da: AFTERHOURS, “Hai paura del buio?”, 1997.
Lankelot, giugno 2004. Prima pubb: Lankelot.com
Commenti
segno è appartenenza, significa ritorno e incarnazione.
Il sentiero della Totale per rinnovare l?umanità e accelerare l?evoluzione dell?intelligenza: per restituire conoscenza e rigenerare memoria
Pelle:
è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo,
momento è la tua pelle ciò che sento,
nuotando
nell'aria.
Odori dell'amore nella mente
dolente, tremante, ardente,
il cuore domanda: cos'è che manca?
perché si sente male, molto male,
amando, amando amandoti ancora.
Nel letto aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso
e non mi basta
nuotare nell'aria per immaginarti:
se tu sapessi
che pena.
Intanto
l'aria intorno è più nebbia che altro
l'aria è più nebbia che altro.
E' certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile dovresti credermi
sentirti qui con me perché tu non ci sei
mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi
mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi.
MARLENE KUNTZ. Nuotando nell'aria