La casa editrice più elegante e intelligente della piccola editoria italiana, quella che pubblica da anni libri degni degli scaffali di Battiato e Sgalambro, ha deciso di stupirci ancora. La Duepunti di Palermo ha lanciato, nell'autunno 2010, una nuova collana di narrativa italiana. Sin qua, si potrebbe obbiettare: e allora, quid novi? Ecce novitas: si chiama “Zoo-Scritture Animali” ed è nata, secondo uno dei direttori di collana, l'isolano Giorgio Vasta, già editor Einaudi e Bur, per “costruire una specie di bestiario, una cartografia 'animale' della narrativa italiana contemporanea” (fonte: WUZ). Vasta, classe 1970, fresco d'esordio narrativo con “Il tempo materiale” (Minimum Fax), ha raccontato a Sandra Bardotti che la collana si chiama così “da un lato, perché la circostanza nella quale è nato il progetto riguardava un racconto 'animale'; dall’altro perché in effetti gli animali sono a volte, nelle narrazioni, sintesi e veicolo di qualcosa che riguarda direttamente l’umano. Nel raccontare gli animali – dalla balena bianca di Melville al cane Bendicò di Tomasi di Lampedusa – c’è spesso la nostalgia di una selvatichezza indispensabile e perduta. Molti scrittori, nelle pagine che hanno dedicato alla messinscena degli animali, hanno saputo sprigionare una visionarietà straordinaria. Far esistere narrativamente un animale, quindi, può essere un modo per osservare l’umano, una feritoia attraverso la quale spiarci”.
E uno, a questo punto, potrebbe obbiettare: ma allora i Duepunti hanno deciso di speculare sull'ecologia o sull'animalismo d'accatto, trasformandosi in curiose creature radical chic, modaiole ma con la giusta patina alternativa. Terribile. Stucchevole. Ma c'è poco da fare, i nostri amici Carbone, Speziale e Schifani sono campioni di coerenza e non hanno nessun interesse per le mode, figuriamoci per le mode alternative. Sono intellettuali veri.
Prendete in mano una qualunque delle prime tre uscite della collana, ad esempio il libretto di Giorgi o questo dell'ottimo Davide Enia (“Mio padre non ha mai avuto un cane”). Cosa scoprirete? Sì, va bene, il formato è più palmare che tascabile. Carino. Sì, gli interni sono molto ben impaginati, c'è parecchio spazio per prendere appunti, more umanista. Non basta. Andiamo nel colophon. Aggrottare le ciglia. Concentrarsi.
Leggiamo. “Questo libro è stato stampato nel rispetto della natura con inchiostri ecologici Colorgraph Eureka a base di oli vegetali e materie prime naturali rinnovabili su carta 100% riciclata Fedrigoni Freelife Cento certificata da Forest Stewarship Council (FSC Mixed Sources) e da Ecolabel”.
Fermi. Interiorizzato? No? Tornare indietro. Memorizzare. Inchiostri ecologici a base di oli vegetali e materie prime naturali rinnovabili su carta 100% riciclata. Compreso il significato? Fatto subito i debiti paragoni con il resto dell'editoria, in primis – naturalmente – con i tanti marchi dei quattro grandi gruppi egemoni? Bene. Non è finita. Torniamo nel colophon. Concentrarsi.
Leggiamo. “La copertina è stata stampata su Ecomaximus Elephant Dung Paper (Premio World Challenge 2006), carta 100% riciclata e fatta a mano da escrementi di elefante, che contribuisce a finanziare il progetto della Millennium Elephant Foundation – World Society for Protection of Animals (WSPA) per la tutela degli elefanti dello Sri Lanka”.
Momento. Sì. Sì, sì. Avete letto bene. La copertina è stampata su carta riciclata fatta a mano con merda d'elefante. La merda d'elefante può servire anche a questo. No, non è rimasto nessuno strano retrogusto. Giuro. E comprare quella carta finanzia un progetto che tutela gli elefanti dello Sri Lanka. E quella carta è stata comprata direttamente, senza mediatori (cfr. intervista al redivivo e minimal ma sempre pretenzioso “Stilos”). Che significa? Schifani, uno dei tre duepunti, spiega con semplicità: è “la forma più immediata del commercio equo”. E se uno non ha idea di cosa sia il commercio equo, allora... allora dovrebbe sapere, in sintesi, che il commercio equo bada sia al profitto che alla lotta allo sfruttamento nei paesi in via di sviluppo. Qualche notizia, qui.
Ecco, ho raccontato un sacco di cose. Adesso questa collana “Zoo-Scritture Animali” ha assunto sfumature e significati ben diversi. L'idea su cui si poggia è un'idea interessante, non particolarmente rivoluzionaria ma insomma – è un'idea. È l'operazione in toto che è straordinariamente interessante. È questa idea di abbracciare l'impegno a 180°, mostrando concretamente a tutti (editori, autori, lettori, addetti ai lavori) cosa si può fare per rispettare il pianeta, rispettare le future generazioni, glissare sulle marchette ai partiti e ai movimenti di vario genere e portare a casa un risultato, che ci piace. E il risultato che portiamo a casa sono i primi tre libri della collana “Zoo-Scritture Animali”. Una collana che mostra d'essere avanguardia assoluta dal punto di vista della sensibilità etica ed estetica, e della coerenza. Coerenza. Punto e basta. Questa parola qui, “coerenza”, a me piace da morire e so che questo Paese ne ha un gran bisogno. Punto.
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Enia. Artista siciliano, classe 1974, drammaturgo laureato in Lettere Moderne alla Cattolica di Milano, famoso per un monologo teatrale, "Italia-Brasile 3 a 2", fresco di edizione Sellerio. Sin qua – succede – non avevo ancora avuto la fortuna di incontrarlo, nei miei studi letterari. Succede adesso. È un buon incontro. Il suo “Mio padre non ha mai avuto un cane” è il secondo libro della collana Zoo-Scritture Animali, diretta da Giorgio Vasta e Dario Voltolini.
Incipit. Enia descrive un'immagine. “La prima immagine è quella di un cane che guarda. Il cane sono io. Sto guardando mio padre che è una pietra che piange”. Quindi, Enia descrive un suono. “Il primo suono è in dialetto. È ripetuto da mio padre in continuazione, in un'ossessione circolare. Il dialetto è il palermitano. Il primo suono è 's'asciucò'”. Quindi, Enia descrive un tempo. “È Palermo, è il 1992 e questo è tutto”. E suo padre è il mondo in frantumi. E la ragione per cui quel mondo vada in frantumi, nel 1992, possiamo ricordarla tutti quanti. Il racconto di Enia è una indovinata traduzione allegorica di quel che tutti allora sospettammo e tememmo – e che a Palermo vissero con più intensa drammaticità, e con inconsolata disperazione.
E intanto Enia ci racconta una storia. È la storia di un gran lavoratore, suo padre, che credeva fosse giusto difendere i diritti dei lavoratori, fino in fondo. E lavorava per far vivere la sua famiglia. Niente vizi. Niente lussi. Niente privilegi. Ed era uno che manifestando per i diritti dei lavoratori poteva finire in galera. “Era il 1981 e la disoccupazione a Palermo era pari ad oggi, la differenza stava nell'aria che si respirava: allora era intrisa di rabbia, oggi è satura di rassegnazione” (p. 10). Suo padre è uno che parla pochissimo. Quando parla, uno se lo ricorda. Mani ruvide, poco rassicuranti. Si chiama Pietro, “ha il sasso già nel nome”. Ma Enia sa che le pietre nascondono una verità scomoda. “Anche le pietre si rompono, anche le più dure. Il tempo della crepa arriverà per tutti. Il destino di ogni sasso è quello di frantumarsi” (p. 19). Mi fermo.
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“Mio padre non ha mai avuto un cane” è un appassionato esercizio di stile, intriso d'una profonda coscienza civile e di grande umanità. Siamo dalle parti d'un buon canovaccio per un cortometraggio, non ci piove. Buono e giusto che il racconto sia così profondamente didascalico. La materia trattata pretende memoria rispetto rabbia. Memoria, su tutto.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Davide Enia (Palermo, 1974), drammaturgo e scrittore siciliano, laureato in Lettere Moderne alla Cattolica di Milano.
Davide Enia, “Mio padre non ha mai avuto un cane”, Duepunti, Palermo, 2010. Collana Zoo-Scritture Animali, 002.
Prima pubblicazione cartacea: Secolo d'Italia, 13 novembre 2010, pagina 9. L'articolo appare su Lankelot in versione più estesa. Tutti i diritti appartengono al Secolo.
Commenti
[zoo-scritture animali] la
[zoo-scritture animali] la nuova collana di DUEPUNTI!
duepunti in lanke: http://www.lankelot.eu/Duepunti
[zoo-] Con la merda
[zoo-] Con la merda d'elefante si fanno tante cose. Anche ottimi quaderni, e altro. Basta andare in un negozio che venda oggetti equo-solidali. Riguardo ai 4 grandi gruppi, purtroppo loro ancora non hanno capito. Molte cose. Solo alcuni autori "forti" pubblicano su carta riciclata. Va beh. Ricordiamo le edizioni Hacca e Gaffi, e le specialistiche Edizioni Ambiente, che pubblicano tutti i loro titoli su carta riciclata. (-: (altre non ne conosco, ma sono ovviamente benvenute)
[zoo-scritture animali]
[zoo-scritture animali] http://www.ecoblog.it/post/1922/carta-dalla-cacca-di-elefante
http://www.ecomaximus.com/
Mi chiedo semmai se non sia il caso di lavarsi le mani dopo la lettura.
Tutto molto bello, pure equosolidale, ma l'idea mi lascia leggermente perplesso....
[zoo] eh, ti dico, è soltanto
[zoo] eh, ti dico, è soltanto l'idea iniziale - una volta presi in considerazione e in mano quei libri cambia tutto. Non c'è niente di anomalo, nemmeno dal punto di vista olfattivo:)))
[zoo-] ottime integrazioni,
[zoo-] ottime integrazioni, and:). Grazie ancora.
[zoo-brancolini] aggiungiamo
[zoo-brancolini] aggiungiamo all'elenco dei valorosi (duepunti, hacca, gaffi, edizioni ambiente) i ragazzi del Piano B, tuoi compatrioti toscani;). Guarda un po' nella colonna sx del loro sito... http://www.pianobedizioni.com/
[zoo] lo compro e lo leggo,
[zoo] lo compro e lo leggo, mi hai fatto venire voglia di farlo, addirittura oggi, forse ( conosco una libreria aperta di domenica ), mi piace la trama in sè e anche quel fatto degli elefanti...
[zoo-dianella] alè, sono
[zoo-dianella] alè, sono contento:). Mi saprai dire. Curioso di vedere in quanto tempo arriva copia in libreria, anche. Duepunti ha ottima distribuzione, il libro potrebbe già esserci. Chissà?
[enia, duepunti] Dovevo
[enia, duepunti] Dovevo andare in città passando proprio davanti alla libreria Ulisse che è sempre aperta, anche il giorno di Natale (www.libreriaulisse.com/ ), la cito perché se lo merita. Comunque il libro c'era ben visibile accanto alla cassa con altri della stessa casa editrice. Anzi il libraio mi ha detto che la prossima settimana gli arrivano quelli che ha esaurito. Il libro l'ho cominciato, siccome è piccolo e mi piace lo centellinerò; per ora dalle prime pagine direi che lo stile è commovente, come una canzone triste; efficace perchè pur nella sua semplicità mentre si legge "si vede", si vede il tavolino con le birre, il cane Nerone e il cane Andrea e le vene della ragazza che dimostrano che "la vita è qualcosa che scorre", frase che adoro e cito spesso anche io.
Siccome non mi piacciono così tante cose di quelle che mi capita di leggere, a parte le cose che mi appassionano e che leggo e rileggo, sono contenta del mio acquisto.
[enia, duepunti] ammazza,
[enia, duepunti] ammazza, complimenti alla Libreria Ulisse, per scelte editoriali e orari d'apertura. E felice di sapere che il libro ti stia piacendo (hai visto, la trama non l'ho bruciata:))) )
Enia ha uno stile ben
Enia ha uno stile ben riconoscibile, ma se questo libro, che pure è assai godibile, è come dici tu un esercizio di stile talvolta un po' didascalico (e forse un po' ammiccante: e proprio perché la materia è scottante bisognerebbe starci 5 volte più attenti) (ma comunque è questione di gusti, e devo dire che enia non è mai sgradevole in questo racconto né cerca sensazionalismi, è molto misurato), devi vedere invece cosa sono riusciti a combinare i cammelli e il fagiano! I cammelli polari di Genna sono lontanissimi dall'esercizio di stile e inventano un mondo (in)credibile (certo, uno deve essere disposto a stare alla scrittura di Genna, che si può amare alla follia o detestare intensamente), mentre che un fagiano potesse raggiungere queste profondità psicologiche, onestamente, Mario Giorgi, non ce l'aspettavamo, ed è per questo che dei tre Zoo per ora è quello che abbiamo goduto di più. E siamo non fiduciosi per il futuro: de più.
[enia-zoo] buongiorno,
[enia-zoo] buongiorno, viarigattieri, ben ritrovato [ritrovati]. Devo ancora leggere Genna, mentre stamattina mi sono concentrato (leggendo il racconto due volte di fila) proprio sul Fagiano. E ho raggiunto la conclusione che non ne scriverò. Perché? Perché non sono entrato in sintonia con la vicenda dell'alter ego di Giorgi, m'è sembrata capziosetta e cerebralotta, ben scritta ma fredda. E allora sai che ti dico? Ti dico di scriverne tu, qui sul sito. Conosci il format, conosci lankelot. Vai!
http://www.lankelot.eu/format-letteratura.html
[duepunti edizioni] Ti dirò,
[duepunti edizioni] Ti dirò, piacciono molto anche a me. Credo rappresentino davvero un esempio di coerenza e professionalità. Il fatto che siano siciliani, poi, mi lascia ben sperare... :)
Vasta è pure simpaticamente pelato..!
[duepunti - zoo - vasta]
[duepunti - zoo - vasta] Vasta visto e sentito a pistoia che presentava il suo Spaesamento (insieme, ovvio, a Francesca Matteoni). Interessante. Ora sto leggendo appunto Spaesamento. Però. Ummm. Si vedrà.
[zoo-pistoia-vasta] e chissà
[zoo-pistoia-vasta] e chissà che non sia questa la prossima pagina di andrea, un anno dopo?;)
[zoo - vasta] sto abbastanza
[zoo - vasta] sto abbastanza male per rimettermi seriamente a scrivere, guarda.
[zoo, andrea b] ricevuto, and
[zoo, andrea b] ricevuto, and - ti scrivo subito.
[duepunti] sono d'accordo con
[duepunti] sono d'accordo con te, Paul:). Credo i duepunti siano una delle ragioni d'orgoglio culturale dell'isola.
[hai mai letto l'esordio di Vasta?]
[enia, radio capodistria]
[enia, radio capodistria] domenica 14 novembre...
Amices! Come ogni 2a e 4a domenica del mese, all’interno dell’AGENDA IN ORBITA su RADIO CAPODISTRIA, ON AIR DALLE H 14 ALLE 14.30 ( www.radiocapodistria.net/ ) sarò ospite di Ricky Russo, living legend, ex calciatore del Chiarbola, speaker e spirito rock triestino, per parlare di libri.
Questa volta, ho scelto ENIA e GENNA
ENIA: Mio padre non ha mai avuto un cane (Duepunti, 2010) http://www.lankelot.eu/letteratura/enia-davide-mio-padre-non-ha-mai-avuto-un-cane.html
GENNA: Discorso fatto agli uomini dalla specie impermanente dei cammelli polari (Duepunti, 2010) http://www.lankelot.eu/letteratura/genna-giuseppe-discorso-fatto-agli-uomini-dalla-specie-impermanente-dei-cammelli-polari.
BUON ASCOLTO! A DOMENICA!
E per recuperare la registrazione... http://official.fm/users/inorbita
[enia su econote] grazie a
[enia su econote] grazie a Marianna, grazie ad Antonio: http://www.econote.it/2011/01/24/libri-lankelot-e-econote-it/
[econote, enia] Grazie a te e
[econote, enia] Grazie a te e Lankelot.
[econote] benvenuta! aspetto
[econote] benvenuta! aspetto con grande curiosità l'intervista dedicata al tuo progetto. Stracontento che esista una webzine fondata su una visione del genere.
[zoo-scritture animali] a
[zoo-scritture animali] a futura memoria, oggi...
LIBRI COME / FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTERATURA | INCONTRO
sabato 09 aprile 2011 – h. 12.00 | Auditorium, Garage Officina 1, Roma
Come si fa un libro di cacca. L’esperienza di zoo|||scritture animali. Con Gianfranco Franchi, critico letterario (Lankelot.eu), Roberto Iacobelli, tipografo e editore (Graffiti/Iacobelli) e Roberto Speziale, editore (:duepunti).
Come e perché si fa un libro di (con) la cacca di elefante e una collana “ecologica” di narrativa italiana. Zoo|||scritture animali è diretta da Giorgio Vasta e Dario Voltolini.
http://www.duepuntiedizioni.it/come-si-fa-un-libro-di-cacca/