Ricordo una piacevolissima conversazione sostenuta l'anno scorso tra le pagine (virtuali) di Lankelot. Si discuteva circa uno dei più clamorosi casi editoriali italiani degli ultimi anni, ovvero Con le peggiori intenzioni di Alessandro Piperno. L'eco del successo del romanzo edito da Mondadori riecheggia ancora adesso: in pratica Piperno è considerato il salvatore della letteratura italiana di qualità, grazie tra l'altro anche alle tonnellate di parole spese da illustri critici come Antonio d'Orrico, un po' il re Mida della critica "seria".
Ricordo la conversazione, quindi. Il libro m'era piaciuto parecchio, era scritto con una buona dose di mestiere e di talento, la prosa un po' logorroica di Piperno si sposava alla grande con le vicende della decadente famiglia ebraica. Senza considerare poi che il romanzo borghese in Italia sembra essere bello che morto, al contrario della materia da esso trattata. Avevo dunque apprezzato il voluminoso romanzo. Non avevo condiviso tuttavia certi accostamenti a mio avviso azzardati: erano stati tirati in ballo nomi come Roth, Bellow, forse per ragioni culturali più che letterarie. La cosa non era sfuggita ai prodi lankelottiani. Puntualmente.
L'interrogativo, a questo punto, è questo: cosa diranno i critici de Il ministero dei casi speciali? Che parole usare per parlare di questo stupefacente romanzo ed elevarlo ad una posizione senza dubbio di maggior rilievo rispetto all'esordio di Piperno? Che s'inventeranno d'Orrico e Ferrara? La domanda sorge spontanea e non è sfuggita alla sempre ottima redazione di Pulp. Entrambi usciti per i volponi della Mondadori, entrambi raccontano delle vicende di una famiglia ebrea. Tuttavia, accanto a questo primo accostamento, sorgono anche le prime differenze, fondamentali, direi, per comprendere due sviluppi completamente antitetici.
Kaddish Poznan si autobattezza hijo de puta di professione e di vocazione. Siamo nella Buenos Aires degli ultimi anni '70, un periodo il cui ricordo ancora oggi fa drizzare i peli della nuca a tutto il mondo. Più precisamente è il 1978. Il colpo di stato è pratica comune in Argentina, a tal punto che la gente non si stupisce più di tanto ad essere sorpassata nel traffico da un cingolato. Non per questo comunque ha meno paura. Kaddish si guadagna da vivere cancellando il passato più oscuro della sua gente. Il mio lavoro, dice, è cancellare in una notte interi alberi genealogici. Ogni notte si reca al cimitero ebraico, scavalca un muro, penetra nella zona chiusa del camposanto, cancella nomi e cognomi dalle lapidi. E' un servizio sociale, dice Kaddish, e i servizi delicati come questo si pagano. Cancella i nomi delle prostitute, dei papponi, dei magnaccia, dei protettori e delle maitresse, di tutti i fondatori di quella comunità ebrea rinnegata con gli anni dai suoi stessi simili, la Società dell'Impulso Generoso. Ovviamente nessun rispettabile ebreo di Buenos Aires vuole o può permettersi di avere un ruffiano in famiglia.
La fulminante idea di partenza ci presenta un personaggio complesso, finemente delineato, che poco ricorda i "borghesi" piperniani. L'incipit però lascia presto il posto alla bufera, la tragedia vissuta dai Poznan e da migliaia di altre famiglie non solo di Buenos Aires, ma anche cilene e argentine purtroppo. Sotto la guida del generalissimo Jorge Rafael Videla, autonominatosi presidente a vita nel 1976, l'esercito insorge e subentra nel comando a Isabela Peròn. Nel '81 Videla, uno dei veri mostri della nostra epoca, viene deposto; tuttavia il terrore non sarebbe finito se non nel 1983.
Questa però è storia. Englander dimostra una sensibilità rara, un perfetto dosaggio tra intimità familiare e confronto storico-sociale. E - cosa molto più che rara, saggia - lo fa senza schierarsi su alcun fronte fronte a parte l'unico realmente sostenibile, quello umano. Pato Poznan, unico figlio di Kaddish e Lillian, viene sequestrato dagli uomini della junta: il lettore ha appena il tempo di affezionarsi, di cominciare ad amare questo diciannovenne così... diciannovenne, ribelle, nel costante tentativo di emanciparsi con la speranza di tutti i figli, di non finire come il padre, che la polizia segreta ce lo porta via e di lui non si hanno più tracce. Inizia quindi una sequela di visite al Ministero dei casi speciali, omaggio ai non-luoghi di Borges ma anche a Kafka. La trappola della burocrazia più bigotta e fasulla si restringe attorno alle gole dei due genitori disperati ma pieni di dignità. Il punto forte del romanzo - e della scrittura di Englander - sta proprio qui: lo scrittore riesce a descrivere il dolore, ad interpretarlo con invenzioni a dir poco mirabolanti, una su tutte lo spassoso episodio della chirurgia plastica, nel quale un rinomato chirurgo offre di pagare i servigi di Kaddish rifacendo il naso a lui e a Lillian. Le conseguenze tragicomiche vengono narrata senza una virgola di troppo.
Il Ministero dei casi speciali è probabilmente una delle migliori uscite (Mondadori) degli ultimi tempi, un libro che farà urlare di gioia tanta gente ma soprattutto i critici. L'umorismo yiddish di Englander - già ampiamente sfoggiato nella bella raccolta di racconti Per alleviare insopportabili impulsi, edita da Einaudi - non toglie nulla del rispetto e la serietà di uno dei momenti più bui e vergognosi della storia contemporanea.
Paolo Castronovo - Giugno 2008
Nathan Englander, scrittore newyorchese classe 1970.
http://en.wikipedia.org/wiki/Nathan_Englander
Approfondimenti in rete
http://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Rafael_Videla - Wiki su Jorge Rafael Videla
http://www.nuncamas.it/ - Lista dei desaparecidos in Argentina dal 1976 al 1983
http://it.wikipedia.org/wiki/Madri_di_Plaza_de_Mayo - Le madri di Plaza de Mayo è un'associazione di Buenos Aires che ancora oggi aiuta i parenti dei desaparecidos ai quali non resta neanche un corpo da seppellire.
Englander in Lankelot
Commenti
Signori scusate la mia assenza in queste settimane. Lo scherzo dell'università mi fa perdere tempo.
Ecco un libro veramente bello.
E' sempre un onore poter leggere i tuoi pezzi, Paul.
E spacca tutto all'Università. A proposito - ancora buon compleanno.
L'ho letto sul forum!!!!!
Grazie mille, ragazzi, mi fate sentire sempre a casa!
Solo che...il mio compleanno è stato il 26! AHHAHAA myspace avrà combinato qualcosa di strano...
ahahah:)))..
Va be'. Intanto, inserito ean del libro, copertina e un paio di link (tuo pezzo su Piperno; wiki en su Englander)
"Il Ministero dei casi speciali è probabilmente una delle migliori uscite (Mondadori) degli ultimi tempi, un libro che farà urlare di gioia tanta gente ma soprattutto i critici. L?umorismo yiddish di Englander - già ampiamente sfoggiato nella bella raccolta di racconti Per alleviare insopportabili impulsi, edita da Einaudi - non toglie nulla del rispetto e la serietà di uno dei momenti più bui e vergognosi della storia contemporanea."
> Tre copie già idealmente destinate a chi di dovere, dopo queste righe. Ne riparliamo tra due mesi;)
"Che parole usare per parlare di questo stupefacente romanzo ed elevarlo ad una posizione senza dubbio di maggior rilievo rispetto all?esordio di Piperno? Che s?inventeranno d?Orrico e Ferrara?"
beh, prima di tutto Piperno è italiano e Englander no.
Il che vuol dire anche che Engalnder è tradotto: lo so, il traduttore non merita grandi considerazioni, ma non è giusto: Gf ha intervistato recentemente uno che lo fa di mestiere e credo che dobbiamo motlo a chi restituisce in bell'italiano un'opera straniera! Per la cronaca, il traduttore di Englander è Silvia Pareschi, che tra i molti ha tradotto anche Don DeLillo, la Munro e Cormac McCarthy....
Da quel che dici sembra un autore da leggere, quindi grazie per la puntuale segnalazione.
Quoto pieno Ilde;).
http://www.lankelot.eu/index.php/2009/02/13/auslander-shalom-il-lamento-...
Angela su AUSLANDER