Duve Karen

La più pallida idea

Autore: 
Duve Karen

Nove racconti, nove brevi squarci sulle storie in bilico di altrettante donne. Donne apatiche, logore, estranee al circuito sociale in cui si trovano inserite di malavoglia.

Le protagoniste di Karen Duve sono impermeabili al dolore, addirittura assuefatte ad un pigro sopravviversi che le rende assenti dai propri gesti, meccanicamente intente a lasciarsi scivolare il tempo addosso. E allora soffrono, fanno esperienze al limite del surreale, eppure nulla arriva a scuoterle dal torpore emotivo in cui paiono immerse.

C’è come “un vetro tra loro e le cose” e non fanno mistero di ritenere rassicurante questa distanza perché “sono diverse, ma proprio diverse”. Non credono al principe azzurro, non si avviliscono se la propria casa va in fiamme, preferiscono non possedere nulla per non doversene preoccupare e non sperano. Non si aspettano niente. Vedono il presente come “una circostanza molesta e invadente” e il futuro come l’ennesimo avversario che ce l’ha con loro”. Così accade che leggiamo di stupri; di una vecchia piovra pronta a soffocare la nostra malcapitata col suo amore patologico, ossessivo ed egoista. Leggiamo di cani parlanti che smascherano appuntamenti deludenti; di notti impasticcate; di fughe da casa in rocamboleschi autostop; di spogliarellisti patetici e di brucianti ricordi bambini. E non è scrittura liberatoria, non è ricerca di catarsi. È cronaca random e poco partecipata, a restituire l’abisso in cui annegano «le indifferenti» della Duve. O forse la Duve stessa, giacché – scrive Buttazzi nella postfazione – ogni testo che porta la sua firma, anche quello più fantasioso e improbabile, scaturisce da frammenti di vita vissuta”. E allora la prima persona di questa raccolta di racconti, delinea il perimetro di un vuoto che brucia dentro, però senza fiamme. La prosa è scarna, asciutta al pari di un paio d’occhi miopi, incapaci di lacrime cui “il mondo intero si para davanti come uno scarabocchio dai contorni imprecisi” e non c’è nessuna voglia di capirlo o interpretarlo. Non se ne ha “La più pallida idea” recita il titolo stesso, ma l’autrice non sembra farsene un cruccio e si trastulla con quelli che, nel corso della lettura, scopriremo essere i punti focali del suo scrivere: il fisco, la famiglia assente, Amburgo, il taxi, gli animali e la tendenza allo zoomorfismo per effetto della quale abbiamo prima la donna coi tentacoli, poi quella baccalà, poi l’uomo criceto e infine lo strip-man primate.

Le sue protagoniste si raccontano in una sorta di anestesia sentimentale, senza alcun coinvolgimento quasi come se si osservassero dall’esterno. Sono tremendamente stanche, “sempre più stanche”, non sanno coniugare i verbi al futuro, non hanno la forza di proiettarvisi: “per loro è già troppo essere, non vogliono addirittura diventare”.

Tuttavia in quel sarcasmo che le fa ridere nei momenti meno consoni e dal quale scaturisce la spietata sintesi delle loro vicissitudini, spiattellate con scioltezza, senza che nessun episodio arrivi a sfiorare toni intimisti acquisendo spessore, ma in totale assenza di peso: come parentesi leggere, messe lì en passant, sembra esserci qualcosa di innaturale. Di forzato. In queste strane fiabe moderne, prive dell’alone romantico e volutamente orfane dello zuccheroso happy ending, il disincanto è intossicante. Paralizza. Somiglia ad uno scudo divenuto ormai maschera e corazza di chi s’incolpa d’aver sbagliato a credere. Nelle storie, nella gente, nella vita. Un errore di calcolo, perché il mondo non funziona come vorremmo, “non vieni amata solo perché sei tu ad amare tanto, e non ti pubblicano solo perché per tre anni non hai fatto altro che scrivere questo libro”. Karen Duve ora lo sa e ne parla a modo suo, con quell’eccessivo distacco che non può non destare almeno qualche dubbio, inducendo a sospettare che ancora una volta dietro il cinico si nasconda l’idealista sconfitto. 

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Karen Duve è nata ad Amburgo nel 1961 e vive in campagna con un bulldog, due polli e un mulo. I suoi libri sono tradotti in 14 lingue.

Karen Duve, “La più pallida idea”, Comma 22 Editore, Bologna, luglio 2009.
Titolo originale: Keine Ahnung. Erzählungen
Traduzione e postfazione di Simone Buttazzi
Pp. 160

 

ISBN/EAN: 
9788888960685

Commenti

Insomma il distacco viene da un contatto deluso? Interessante, ma forse troppo distaccato per i miei gusti. O forse no. Devo capirlo. Ummm. Bella pagina, Angela!

dopo leggo, me lo voglio procurare anch'io perché è tradotto da Simone, promette bene. L'hai preso via Ibs?

"racamboleschi autostop": sarà rocamboleschi?

"inducendo a sospettare che ancora una volta dietro il cinico si nasconda l?idealista sconfitto."
è possibile, appena leggerò il libro ti dirò la mia impressione.
Ottima scheda, in verità mi aspettavo che qualche lankelottiano presentasse questo libro a breve. :)

"Vedono il presente come ?una circostanza molesta e invadente? e ?il futuro come l?ennesimo avversario che ce l?ha con loro?. "

e ancora

?il mondo intero si para davanti come uno scarabocchio dai contorni imprecisi?

qualcosa su cui riflettere, alla fine di questa tua bella pagina.

Scrittrice sconosciuta in Italia, o sbaglio? Prima traduzione in italiano?

1> Il distacco credo sia filosofia di vita, ma mi sono presa la briga di immaginare sia stata una sorta di reazione alle storture. O almeno, in qualche pagina ho avuto l'impressione di cogliere questo, specie per il disincanto con cui l'autrice spiega il suo rapporto con le favole parlando quasi di risveglio dall'illusione.

Grazie per la lettura attenta e per i complimenti, fan sempre piacere!

2-4> No, Marina, ho avuto il privilegio dell'anteprima :)
Su Simone io scommetterei sempre. Il libro non era nelle mie corde, ma ciò non ne sminuisce il valore, ovviamente.
La mia impressione è stata quella di un'ironia caustica a scudo del dolore, l'ho voluta interpretare così. Magari mi sbaglio, eh.
Aspetto le letture degli altri lankelottiani con curiosità.

3> Grazie per la segnalazione e grazie a chi ha provveduto a correggere il refuso :)

l'uomo criceto però suona bene :D

5> Sì, per questo mi è piaciuto chiamarle "le indifferenti".

Per la bibliografia riporto dalla postfazione:

L?esordio risale al 1995, con la pubblicazione di Im tiefen
Schnee ein stilles Heim (Un rifugio tranquillo sotto una
coltre di neve). Prima di arrivare alla presente raccolta Keine
Ahnung (1999), l?autrice dà alle stampe alcuni libri per
ragazzi: Bruno Orso fliegt ins Weltall (1997), Lexikon
berühmter Tiere (1999, per i tipi di quello che diventerà il
suo editore di riferimento, Eichborn) e Lexikon berühmter
Pflanzen (1999), entrambi in collaborazione con Thies
Völker. I titoli successivi sono i best seller Dies ist kein
Liebeslied (2002), Die entführte Prinzessin (2005), Taxi
(2008) e i romanzi per ragazzi Weihnachten mit Thomas
Müller (2003) e Thomas Müller und der Zirkusbär (2006).

Non vorrei sbagliarmi, ma credo sia di Simone il merito di averla portata in Italia. Dice che il suo miglior romanzo è "Questa non è una canzone d'amore". Non mi pare sia stato tradotto, deduco lo abbia letto in lingua originale, noi aspettiamo magari un suo bis sulla Duve.

8> :)

8 e 10 mi piacerebbe approfondire :)))

5-9> Mi sbagliavo: Simone segnala che il primo libro della Duve tradotto in italiano è "Romanzo della pioggia", Bompiani, 2003.
Ma pare non abbia avuto grande successo.

(alla Delfini c'è...)

"Karen Duve ora lo sa e ne parla a modo suo, con quell?eccessivo distacco che non può non destare almeno qualche dubbio, inducendo a sospettare che ancora una volta dietro il cinico si nasconda l?idealista sconfitto".

> A pelle - un libro tradotto e postfato dal Buttazzi è un must comunque, in qualsiasi caso; la tua recensione mi aiuta ad orientarmi tra queste pagine che a breve addenterò;).

Ottima scheda. Prossimamente proviamo a fare un quadro dei giovani narratori tedeschi - narratrici, direi, più che narratori - studiati negli ultimi due anni, inclusa una sfortunata meridianozero e via dicendo

danke semper
gf

Notizie su questo Helleriano editore "comma 22"?

13> Sì, Simome è un grande!
14> Non ne so nulla, chiederò lumi al traduttore appena lo incrocio.

intanto ho il libro! è molto carino anche come aspetto. :)

16> Bene!! Poi son curiosa di sapere cosa ne pensi.