«Divorziate». Eva, una giornalista giovane e piacente s’innamora di Guillaume, marito della cara amica Madeleine, spingendolo alla separazione. Dopo essere stata a sua volta abbandonata, scoprirà quanto il profondo senso di colpa avvertito nei confronti dell’amica l’abbia tormenta invano. «L’indossatrice». Mariette Wattin, un’indossatrice nel fiore della bellezza, si innamora perdutamente di Philippe, giovane rampollo di una famiglia borghese, sedotto dalla sua carriera di giornalista e poco incline a dare una sistemazione definitiva alla propria vita. Lo sfiorire dell’iniziale bellezza ed il tradimento di lui, provocano in Marietti un delirio di gelosia che spingerà entrambi sull’orlo della distruzione. «Il trucco meschino». La relazione tra Maud, una bella donna, e Fournier un uomo sgradevole e brutto, nasconde un segreto. Un accordo meschino lega i due unicamente per convenzione, mentre le rispettive vite sentimentali percorrono strade indipendenti. «I capricci della gelosia». Le ombre del passato di Marguerite Péniel alimentano morbosamente la gelosia del marito Betrand Banier. Fino a quando queste si concretizzano, e la delusione prodotta nel suo animo cesserà di alimentare l’amore che credeva di provare per lei.
Da molti anni i pochi, pochissimi ammiratori di uno degli scrittori più colpevolmente dimenticati del primo Novecento, Pierre Drieu La Rochelle, attendono una riedizione completa delle sue opere, che ovvi in qualche maniera ad un disinteresse critico sotto alcuni aspetti comprensibile ma non per questo meno irritante ed ingiusto. Finalmente oggi possiamo dire che la lacuna si sta parzialmente colmando grazie anche a questo prezioso volume, edito dalla Sellerio Editore di Palermo nel 1992, che raccoglie quattro racconti dispersi dell’autore francese. Il che costituirebbe di per sé un titolo di merito, sufficiente per poter affermare che il ghiaccio si è rotto nel migliore dei modi, ma a cui va sommata l’ottima traduzione sul piano stilistico di Anna Zanetello. Abbiamo accennato nell’incipit a dei motivi di disinteresse in certo senso inspiegabili, come lo sono purtroppo la mancata volontà di promuovere a livello editoriale testi senza tenere conto di gusti, richieste e mode, nonché l’ostracismo ideologico verso un uomo che si macchiò di collaborazionismo durante il periodo dell’occupazione nazista.
Doveva essere, Drieu La Rochelle , un uomo difficile, di pensieri cupi, confitti senza scampo nella sua mente. E i suoi racconti, come i suoi romanzi, recano il sigillo di una visione pessimistica dei sentimenti che reggono i legami tra gli uomini. Rapporti, nella loro pur varia natura, sempre accomunati da un irrimediabile destino di sconfitta, di una sconfitta migliore e mortale, migliore perché mortale. Nel suo animo alberga la convinzione di voler sottrarre la vita all’ansia del massimalismo etico, persuaso che questa non sia in fondo che una cancellatura continua, casuale e tragica.
I quattro racconti qui racchiusi rivelano una cifra comune legata al tema dell’amore e della gelosia. Sulla palude desolata della vita sentimentale incombe ovunque l’ombra del tradimento, assumendo talvolta i colori di un oscuro presagio, altre quelli di una scelta tanto miserabile quanto necessaria. Da sempre il tradimento è considerato un’azione abominevole ed infame. Non c’è etica o fede religiosa che possa tollerarlo, teoria politica che possa legittimarlo. Senza tuttavia tenere nel dovuto conto che il giudizio, sia esso etico o politico, è sempre di parte. Questa forma di tradimento, che prende corpo nel corso di questa narrazione, sfugge tuttavia alla logica del giudizio comune, poiché non risponde alla ricerca di un vantaggio personale, né alla sete di vendetta. Essa nasce piuttosto dalla necessità di venire meno alla vacuità dei vincoli civili e sociali all’interno dei quali abbiamo imprigionato l’espressione della nostra libertà.
Tutte e quattro le vicende risultano attraversate da un’irrequietudine senza limiti, da un desiderio di altro che travalica le pagine stesse. Ci troviamo dinanzi ad un’opera seria, austera, di un’emozione discreta ma che penetra nel fondo dell’anima. E al termine della lettura non restano dubbi né sul valore di questo grande scrittore, né sulla perfezione della sua scrittura, che non giunge alla lucentezza verbale solo perché non vi aspira.
Gian Paolo Grattarola
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Pierre Drieu La Rochelle - Diario di un uomo tradito - Sellerio Editore Palermo, 1992
Pierre-Eugène Drieu La Rochelle (Parigi, 3 gennaio 1893 – Parigi, 16 marzo 1945), romanziere e saggista francese. Esordì nel 1917 con “Interrogation”.
Partecipò ventenne alla prima guerra mondiale, fu collaborazionista nella seconda. Direttore, in quegli infelici anni, della Nouvelle Revue française, morì suicida, rifiutando (o evitando) d’essere processato per la sua adesione al nazismo.
Approfondimento in rete: La Frusta / Wiki / Centro Studi La Runa
DRIEU in LANKELOT
Commenti
Amices, nuovo contributo di GPG.
L'archivio Drieu è ormai considerevole;).
E' un autore che adoro e questo libro lo conservo da tempo sul comodino.
Felice di condividere con Te e con gli altri amici la passione per questo autore.
Gian Paolo Grattarola
"Da molti anni i pochi, pochissimi ammiratori di uno degli scrittori più colpevolmente dimenticati del primo Novecento, Pierre Drieu La Rochelle, attendono una riedizione completa delle sue opere, che ovvi in qualche maniera ad un disinteresse critico sotto alcuni aspetti comprensibile ma non per questo meno irritante ed ingiusto".
Sotto alcuni aspetti comprensibile? Quali? Nel senso, che di motivi se ne possono immaginare facilmente ma nessuno comprensibile.
"Doveva essere, Drieu La Rochelle , un uomo difficile, di pensieri cupi, confitti senza scampo nella sua mente. E i suoi racconti, come i suoi romanzi, recano il sigillo di una visione pessimistica dei sentimenti che reggono i legami tra gli uomini. Rapporti, nella loro pur varia natura, sempre accomunati da un irrimediabile destino di sconfitta, di una sconfitta migliore e mortale, migliore perché mortale. Nel suo animo alberga la convinzione di voler sottrarre la vita all?ansia del massimalismo etico, persuaso che questa non sia in fondo che una cancellatura continua, casuale e tragica".
Questa è una lettura dell uomo/artista La Rochelle bella e condivisibile. Sottrarre la vita all'ansia del massimalismo etico è un'immagine calzante.
"..al termine della lettura non restano dubbi né sul valore di questo grande scrittore, né sulla perfezione della sua scrittura, che non giunge alla lucentezza verbale solo perché non vi aspira".
Anche qui hai centrato in pieno, a mio parere. Si capisce che ami e conosci Drieu.
3. La scelta del vocabolo utilizzato non a caso è "comprensibile" e non giustificabile. Comprensibile perché troppo spesso le politiche editoriali tendono unicamente a fare mercato, orientando le proprie pubblicazioni là dove il cattivo gusto, il clima politico-culturale le spinge. Ma qui il discorso sarebbe troppo lungo. Io non faccio altro che polemizzare con gli editori perché essi pubblicano tanta immondezza, avvalendosi del pretesto che devono pur vendere. Ma un editore di libri o di riviste non dovrebbe educare il lettore anziché assecondarne i cattivi gusti là dove ovviamente essi si manifestano ? E la scuola ? Viviamo in un paese che ha prodotto poeti tra i più significativi della storia della letteratura, e ciò nondimeno siamo tra coloro che annoverano il minor numero di lettori di questo settore....
Nel caso di Drieu a quando una riabilitazione di questo grande autore del secolo scorso ?
4. E' quello che ho letto in Drieu ed io, mutatis mutandis, lo condivido e lo sostengo.
5. Sì lo amo e lo conosco.
Grazie davvero.
Gian Paolo Grattarola
copertina di fortuna +
copertina di fortuna + archivio aggiornato!