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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial;\">Libro davvero consigliabile <i>Musica per l’abisso</i>, scritto a quattro mani da Leonardo Distaso e Ruggero Taradel.</span></span><span style=\"font-size:14.0pt;font-family:<br />\nArial\"><o:p></o:p></span></p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;text-justify:inter-ideograph;<br />\nmso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial;\">Il volume ricostruisce</span><span style=\"font-family: Arial;\"> i presupposti storici nonché i fattori ideologici ed estetici che permisero l’istituzione di un ghetto e di un campo di concentramento tutto particolare, quello di Terezín (nome tedesco &nbsp;Theresienstadt). E cerca con prudenza ma acutissima capacità di analisi di avvicinare il significato di quella storia. Nella grande fortezza di Terezín, la Gestapo concepì dapprima un campo per ebrei “prominenten” - “qualificati”: ex combattenti, anziani e personaggi di peso – poi con la morte di Heydrich il progetto virò in direzione di una tappa per il transito e lo smistamento verso </span></span><span style=\"font-size:14.0pt;font-family:Arial\"><a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Auschwitz\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none;\">Auschwitz</span></span></a><span style=\"font-size: small;\"> e altri campi. </span><o:p></o:p></span></p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;text-justify:inter-ideograph;<br />\nmso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial;\">Vi passarono più di centomila persone. Una parte non esigua vi morì, un’altra più consistente da lì fu deportata altrove. Fin qui niente di particolarmente singolare rispetto alla tragica industria dello sterminio. Ma la presenza di molti intellettuali, artisti e musicisti cechi cambiò il destino di Theresienstadt. I nazisti pensarono di utilizzare il campo per confondere l’opinione pubblica mondiale e dare un’immagine di liberalità. Lasciarono che gli internati, fra cui alcuni musicisti di primo piano, organizzassero attività musicali. Tutto il ghetto vi fu coinvolto. Formazioni quartettistiche suonavano Schubert come Smetana, Beethoven o Dvoràk.</span></span><span style=\"font-size:14.0pt;font-family:Arial\"><o:p></o:p></span></p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;text-justify:inter-ideograph\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial;\">Ma v’era un di più, per così dire, di strutturale a complicare il quadro. Non si trattava solo di eseguire un repertorio più o meno classico. Senza entrare nei dettagli, fra i musicisti più importanti, dal giovane pianista Gideon Kelin a Franz Schreker, da Pavel Hasa a Viktor Ullmann,&nbsp;&nbsp;ve n’erano che negli anni in cui un artefice della “musica degenerata” come Arnold Schoenberg chiariva una volta per tutte che la tonalità era “un prodotto dell’arte e non della natura”, si muovevano in un territorio esteticamente per nulla pacificato – alcune opere tematizzavano esplicitamente, nel contenuto letterario oltre che in quello meramente musicale, una visione tragica strutturalmente aliena al dominio totalitario di un’ideologia fantasiosa non meno che sanguinaria come quella nazista.</span></span><span style=\"font-size:14.0pt;font-family:Arial\"><o:p></o:p></span></p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;text-justify:inter-ideograph\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial;\">Su tutto questo </span><span style=\"font-family: Arial;\">è stato scritto&nbsp; un libro fondamentale, <i>La musica a Terezín</i>, di Joza Karas, da cui gli autori attingono doviziosamente ma per approfondire filosoficamente il senso di quella singolare esperienza. E si tratta di domande che sfondano la cornice, l’orizzonte che il pensiero estetico e lo stesso umanismo hanno potuto contemplare nella sua storia. Come considerare l’<i>affaire </i>Terezin? Si trattava di un’attività, quella musicale, consolatoria a uso e consumo di pochi privilegiati (era per esempio la tesi di Hannah Arendt)? Era collaborazionismo? O basterebbe ad assolvere quegli ebrei dall’accusa terribile della filosofa la considerazione che la loro fosse un’estetica non condivisa con quella dei carnefici (per i secondi “la musica atonale era un attacco portato contro il sangue e l’anima del popolo tedesco”)? &nbsp;&nbsp;Si trattava di “resistenza” o intrattenimento acquiescente alle ragioni del dominio? Come sottovalutare il portato delle considerazioni hitleriane sulla centralità nella pur farlocca mitologia ariana del fatto creativo? E anche convenendo che la zona grigia di Primo Levi meriterebbe un approfondimento meno facilmente proclive al “nero”, non aveva ragione – si chiedono gli autori – George Steiner a dire che “la casa della civiltà non si è rivelata un riparo”? Domande capitali, come si vede. Ma del resto, ben prima che si sapesse di Terezin, il grandissimo Rossellini piazzava lo stanzino della tortura del povero Manfredi accanto al salotto in cui gerarchi estatici sprofondavano nelle delizie del pianismo romantico. </span></span></p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;text-justify:inter-ideograph\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Arial;\">Libro per conoscere a fondo i legami intrinseci e storici fra (certa) ideologia ed estetica ma anche per farsi attraversare da domande le cui riposte possibili investono la vita profonda di tutti noi.</span></span></p>\n<p>&nbsp;</p>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong>Edizione esaminata e brevi note </strong><br /><strong><br />Leonardo V. Distaso</strong>&nbsp;è docente e ricercatore di Estetica presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Napoli Federico II. Le sue ricerche si sono concentrate sull’estetica dell’idealismo tedesco, sulla fenomenologia francese e sul pensiero estetico di Wittgenstein. Già docente di Estetica musicale negli ultimi anni i suoi lavori hanno avuto per oggetto la relazione tra filosofia e musica con particolare riferimento alla filosofia ebraica. Tra i suoi libri e saggi in varie lingue:&nbsp;Estetica e differenza in Wittgenstein&nbsp;(1999);&nbsp;Lo sguardo dell’essere&nbsp;(2002),&nbsp;The Paradox of Existence&nbsp;(2004);&nbsp;Da Dioniso al Sinai&nbsp;(2011). Ha curato l’ultima edizione italiana de&nbsp;Il bello musicale(2002) di Eduard Hanslick.<br /><strong><br />Ruggero Taradel</strong>&nbsp;è docente presso la Division of French and Italian Studies e il Dipartimento di Comparative History of Ideas della University of Washington. I suoi campi di studio e di ricerca sono i rapporti ebraico-cristiani, la storia dell’antisemitismo e il razzismo e la xenofobia moderni e contemporanei. Tra i suoi libri e saggi più importanti:&nbsp;L’accusa del sangue. Storia politica di un mito antisemita(2002);&nbsp;Antisemitismo, islamofobia e razzismo di guerra&nbsp;(2004);Jacques Maritain e il mistero d’Israele&nbsp;(2006);&nbsp;Il Vaticano e le leggi razziali in Italia e in Europa&nbsp;(2013). Con Barbara Raggi è autore del libro:&nbsp;La segregazione amichevole. La questione ebraica e la Civiltà Cattolica 1850-1945&nbsp;(2000).<br /><br /><strong>Distaso L., Taradel R.</strong>, <em>Musica per l\'abisso – La via di Terezin. Un\'indagine storica ed estetica 1933-1945</em>, Milano, Mimesis 2014 , pag 140, Euro 13,60</p>\n<p><!--EndFragment--><!--EndFragment--></p><p>Michele Lupo, maggio 2014</p>\n', created = 1487385310, expire = 1487471710, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:cdab36708f086164d147d90b25e60a2b' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>[musica per l\'abisso] sempre a Theresien-stadt/Terezin era ambientato il notevole \"L\'officina del diavolo\", che approfitto per risegnalare: grande letteratura ceka... <a href=\"http://www.lankelot.eu/letteratura/topol-j%C3%A1chym-lofficina-del-diavolo.html\" title=\"www.lankelot.eu/letteratura/topol-j%C3%A1chym-lofficina-del-diavolo.html\">www.lankelot.eu/letteratura/topol-j%C3%A1chym-lofficina-del-diavolo.html</a></p>\n', created = 1487385310, expire = 1487471710, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:27a6cb8e6ddb77f7e296a2c97c412627' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">C’è un certo consenso di critica attorno a Daniele Timpano e alla sua “Storia cadaverica d’Italia”, trilogia di testi teatrali (“Dux in scatola”, “Risorgimento pop” e “Aldo morto”) in cui l’autore-attore romano mette in scena un tris di cadaveri-monumento (quelli di Mazzini, Mussolini e Moro) a simboleggiare la nostra identità nazionale nata morta.</span></p>\n', created = 1487385310, expire = 1487471710, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:c70ca3b11c7653d20a27fa81e9cb105c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">C’è stato un tempo in cui la letteratura era ambiziosa, contigua alla filosofia, metafisica almeno nelle domande che si poneva, anche se non nelle risposte che si dava. Figlia di Dostoevskij e di Nietzsche, s’interrogava sul male, sull’aldilà del Bene e del Male, sui limiti della sconfinata libertà dell’uomo. Dio era morto già, ma sepolto da poco, tanto la filosofia quanto la letteratura ancora ne elaboravano il lutto e perciò ancora gli dedicavano pagine di appassionata negazione, anziché l’indifferenza della secolarizzazione compiuta e definitiva. Era il tempo dei filosofi scrittori, come Sartre, o degli scrittori-filosofi, come Camus, e dei filosofi impliciti, seguaci di Nietzsche, come Gide.</p>\n', created = 1487385310, expire = 1487471710, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0f84be7f620014cb132bc4fb2c11a402' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Qualche anno fa, nel quartiere Testaccio a Roma, il nuovo spazio “Macro Future” venne inaugurato con una collettiva, “Into me, out of me”, proveniente dal PS1 di New York: centoquaranta artisti tra i più rinomati nel panorama internazionale (da Marina Abramovic ad Andrès Serrano, da Valie Export a Chris Burden, dagli azionisti viennesi a Nan Goldin) chiamati a illustrare, con foto, installazioni e videoarte, il tema del corpo e della fisicità, attraverso temi come la sessualità e la riproduzione, l’aggressione e la violenza, i processi metabolici e organici. <br /></span></p>\n', created = 1487385310, expire = 1487471710, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p><span style=\"mso-bidi-font-family:Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin\">I vampiri <i style=\"mso-bidi-font-style:normal\">indie rock </i>di Jim Jarmusch, ultima incarnazione dei suoi personaggi marginali e alienati, sono creature fieramente snob. Leggono Shakespeare, Beckett e D. F. Wallace, collezionano dischi in vinile e chitarre elettriche vintage, e possiedono una cultura raffinata che spazia dalla botanica all’astronomia. Amano circondarsi di multiforme bellezza, per questo odiano il ventunesimo secolo, Los Angeles e l’intera stirpe degli uomini, che devastano la terra e ne perseguitano le menti migliori.</span></p>\n', created = 1487385311, expire = 1487471711, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:142523104ec8db0215a272c44cebea61' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">La zia «Lali non aveva mai lavorato, distesa sull’amaca in giardino d’estate amava dire, Il tempo che ti abbonda tra le mani può divorarti. Ti abbonda del tempo tra le mani, zia?».</p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti abbonda del tempo tra le mani, zia. Leggo e rileggo questa improbabile frase, così grassa, così farcita di superfluo e mi domando come ha potuto Ornela Vorpsi disimparare a scrivere. Ripenso al suo primo libro, \"Il paese dove non si muore mai\", che lei, albanese, aveva scritto in un italiano gustoso e con una prosa vispa e spontanea, ripenso alla sua capacità di giocare col macabro e di intrattenere col drammatico dei ricordi della sua infanzia comunista a Tirana, e mi chiedo cosa rimane di quella leggerezza in questo “Fuorimondo”.</p>\n', created = 1487385311, expire = 1487471711, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:1373d8b1fa131fda903a3f7d7b92f220' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Cari soci attuali e futuri, collaboratori, collaboratrici, lettrici e lettori, l\'ultimo editoriale pubblicato su lankelot risale al febbraio 2014. Scrivevo che \"il passaggio da lankelot a lankenauta è slittato a data da destinarsi\". Poi il silenzio, proprio per evitare di ripetersi e così diventare stucchevoli. Non è il caso adesso di ripercorrere le tante vicissitudini di un progetto che, salvo qualche piccolo dettaglio da completare, è ormai giunto a destinazione. Questo vorrà dire che i prossimi editoriali, finalmente pubblicabili ogni trimestre, non appariranno più su lankelot.eu.</p>\n', created = 1487385311, expire = 1487471711, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e328c0d16660956a3c55572358931f3' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p align=\"justify\"><b>liquidàre</b> <br /><i>v. 1ª tr.</i> (Ind. pres. <i>lìquido</i>) calcolare, determinare una ragione di credito, un conto e sim. e provvedere al relativo pagamento; est.: <i>liquidare un impiegato</i>, corrispondergli, alla cessazione del rapporto di lavoro, ciò che gli spetta come buonuscita; <i>liquidare una merce</i>, venderla a prezzo di realizzo; svenderla&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />com. pagare&nbsp; <br />fig.: <i>liquidare un affare</i>, concluderlo; <i>liquidare una questione</i>, risolverla, deciderla; <i>liquidare qu.</i>, levarselo d’attorno o, anche, ucciderlo.</p>\n', created = 1487385311, expire = 1487471711, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:4bb2cdf450742ca8dc28b0461f1b6927' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>“Una volta in scena come capisce se lo spettacolo funziona, se interessa il pubblico?</p>\n', created = 1487385311, expire = 1487471711, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e4e974edd736fca45384584a201a30c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Parlare ancora di <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini\">Pasolini</a> nel 2016 può essere molto rischioso. Prima di tutto perché ci si può imbattere nello spettro dell’agiografia, una trappola che inghiotte con disarmante facilità a causa della personalità così ingombrante di Pasolini, col suo piglio rivoluzionario oggi in via di beatificazione. Ma questo è un fenomeno che generalmente resta in superficie, tra le penne dei gazzettieri che delirano di settima arte. Un altro rischio è quello di non avere niente di nuovo da dire e – cosa ancor peggiore – essere incapaci di nasconderlo.</p>\n', created = 1487385311, expire = 1487471711, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a755862d8e84aa6b01df96b93707bd48' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:a4bf67b75a71c87b3a71ece6018ada55' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Durante la lettura di <i>Gli ultimi ragazzi del secolo</i> ho provato interesse, rabbia, divertimento, curiosità, fastidio, disillusione, partecipazione, mi sono trovato a volte in accordo e altre in disaccordo, e non sono poi molti i libri capaci di farmi qualcosa del genere, al di là del piacere o meno che possa aver avuto leggendo. È un romanzo, autobiografico, che invita al confronto, se non proprio al conflitto, fin dalla copertina, con l\'immagine di un ragazzino che guarda fuori campo, chissà cosa, con aria di sfida. Ragazzino che, scopre chi è interessato alle immagini che sono sui/nei libri, è proprio l\'autore, Alessandro Bertante, che sembra cercare di replicare, da adulto, lo stesso sguardo all\'interno della quarta di copertina. Un\'altra fotografia mostra il ponte di Mostar.</p>\n', created = 1487385311, expire = 1487471711, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a4bf67b75a71c87b3a71ece6018ada55' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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Distaso Leonardo, Taradel Ruggero

MUSICA PER L'ABISSO LA VIA DI TEREZIN. UN’INDAGINE STORICA ED ESTETICA 1933-1945

Autore: 
Distaso Leonardo, Taradel Ruggero

Libro davvero consigliabile Musica per l’abisso, scritto a quattro mani da Leonardo Distaso e Ruggero Taradel.

Il volume ricostruisce i presupposti storici nonché i fattori ideologici ed estetici che permisero l’istituzione di un ghetto e di un campo di concentramento tutto particolare, quello di Terezín (nome tedesco  Theresienstadt). E cerca con prudenza ma acutissima capacità di analisi di avvicinare il significato di quella storia. Nella grande fortezza di Terezín, la Gestapo concepì dapprima un campo per ebrei “prominenten” - “qualificati”: ex combattenti, anziani e personaggi di peso – poi con la morte di Heydrich il progetto virò in direzione di una tappa per il transito e lo smistamento verso Auschwitz e altri campi.

Vi passarono più di centomila persone. Una parte non esigua vi morì, un’altra più consistente da lì fu deportata altrove. Fin qui niente di particolarmente singolare rispetto alla tragica industria dello sterminio. Ma la presenza di molti intellettuali, artisti e musicisti cechi cambiò il destino di Theresienstadt. I nazisti pensarono di utilizzare il campo per confondere l’opinione pubblica mondiale e dare un’immagine di liberalità. Lasciarono che gli internati, fra cui alcuni musicisti di primo piano, organizzassero attività musicali. Tutto il ghetto vi fu coinvolto. Formazioni quartettistiche suonavano Schubert come Smetana, Beethoven o Dvoràk.

Ma v’era un di più, per così dire, di strutturale a complicare il quadro. Non si trattava solo di eseguire un repertorio più o meno classico. Senza entrare nei dettagli, fra i musicisti più importanti, dal giovane pianista Gideon Kelin a Franz Schreker, da Pavel Hasa a Viktor Ullmann,  ve n’erano che negli anni in cui un artefice della “musica degenerata” come Arnold Schoenberg chiariva una volta per tutte che la tonalità era “un prodotto dell’arte e non della natura”, si muovevano in un territorio esteticamente per nulla pacificato – alcune opere tematizzavano esplicitamente, nel contenuto letterario oltre che in quello meramente musicale, una visione tragica strutturalmente aliena al dominio totalitario di un’ideologia fantasiosa non meno che sanguinaria come quella nazista.

Su tutto questo è stato scritto  un libro fondamentale, La musica a Terezín, di Joza Karas, da cui gli autori attingono doviziosamente ma per approfondire filosoficamente il senso di quella singolare esperienza. E si tratta di domande che sfondano la cornice, l’orizzonte che il pensiero estetico e lo stesso umanismo hanno potuto contemplare nella sua storia. Come considerare l’affaire Terezin? Si trattava di un’attività, quella musicale, consolatoria a uso e consumo di pochi privilegiati (era per esempio la tesi di Hannah Arendt)? Era collaborazionismo? O basterebbe ad assolvere quegli ebrei dall’accusa terribile della filosofa la considerazione che la loro fosse un’estetica non condivisa con quella dei carnefici (per i secondi “la musica atonale era un attacco portato contro il sangue e l’anima del popolo tedesco”)?   Si trattava di “resistenza” o intrattenimento acquiescente alle ragioni del dominio? Come sottovalutare il portato delle considerazioni hitleriane sulla centralità nella pur farlocca mitologia ariana del fatto creativo? E anche convenendo che la zona grigia di Primo Levi meriterebbe un approfondimento meno facilmente proclive al “nero”, non aveva ragione – si chiedono gli autori – George Steiner a dire che “la casa della civiltà non si è rivelata un riparo”? Domande capitali, come si vede. Ma del resto, ben prima che si sapesse di Terezin, il grandissimo Rossellini piazzava lo stanzino della tortura del povero Manfredi accanto al salotto in cui gerarchi estatici sprofondavano nelle delizie del pianismo romantico.

Libro per conoscere a fondo i legami intrinseci e storici fra (certa) ideologia ed estetica ma anche per farsi attraversare da domande le cui riposte possibili investono la vita profonda di tutti noi.

 

Edizione esaminata e brevi note

Leonardo V. Distaso
 è docente e ricercatore di Estetica presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Napoli Federico II. Le sue ricerche si sono concentrate sull’estetica dell’idealismo tedesco, sulla fenomenologia francese e sul pensiero estetico di Wittgenstein. Già docente di Estetica musicale negli ultimi anni i suoi lavori hanno avuto per oggetto la relazione tra filosofia e musica con particolare riferimento alla filosofia ebraica. Tra i suoi libri e saggi in varie lingue: Estetica e differenza in Wittgenstein (1999); Lo sguardo dell’essere (2002), The Paradox of Existence (2004); Da Dioniso al Sinai (2011). Ha curato l’ultima edizione italiana de Il bello musicale(2002) di Eduard Hanslick.

Ruggero Taradel
 è docente presso la Division of French and Italian Studies e il Dipartimento di Comparative History of Ideas della University of Washington. I suoi campi di studio e di ricerca sono i rapporti ebraico-cristiani, la storia dell’antisemitismo e il razzismo e la xenofobia moderni e contemporanei. Tra i suoi libri e saggi più importanti: L’accusa del sangue. Storia politica di un mito antisemita(2002); Antisemitismo, islamofobia e razzismo di guerra (2004);Jacques Maritain e il mistero d’Israele (2006); Il Vaticano e le leggi razziali in Italia e in Europa (2013). Con Barbara Raggi è autore del libro: La segregazione amichevole. La questione ebraica e la Civiltà Cattolica 1850-1945 (2000).

Distaso L., Taradel R., Musica per l'abisso – La via di Terezin. Un'indagine storica ed estetica 1933-1945, Milano, Mimesis 2014 , pag 140, Euro 13,60

Michele Lupo, maggio 2014

ISBN/EAN: 
978-88-5752-024-7

Commenti

(Terezin) Quando leggo di

(Terezin) Quando leggo di Terezin impossibile non pensare a quel capolavoro che è "Austerlitz" di Sebald.

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 [Terezin] vero Andrea

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[musica per l'abisso] sempre a Theresien-stadt/Terezin era ambientato il notevole "L'officina del diavolo", che approfitto per risegnalare: grande letteratura ceka... www.lankelot.eu/letteratura/topol-j%C3%A1chym-lofficina-del-diavolo.html