Un io che cerca di costruirsi; una professoressa di liceo, D., scomparsa troppo presto; e una scrittrice, Lalla Romano, che oggi avrebbe cent’anni e che nelle pagine di Come un’isola diventa punto di partenza di un viaggio a ritroso nel tempo e nei libri fra pagine, cappelli, castelli e magnolie.
Paolo Di Paolo, giovane critico letterario e scrittore, pubblica Come un’isola per la Giulio Perrone Editore, una narrazione tesa alla ricostruzione di una memoria letteraria e di un percorso di crescita emotiva, verso la passione salvifica per la lettura, scoperta attraverso Lalla Romano durante il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
Come un’isola rappresenta un omaggio reso a Lalla Romano in occasione del centenario dalla nascita, opera che ha meritato il riconoscimento dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario dalla nascita di Lalla Romano sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
La Storia. È un pomeriggio di fine inverno, mosso dal vento. Un viaggio su un treno che corre tra le colline del Piemonte si tramuta in una incalzante riflessione sul tempo, sui sentimenti, sulla perdita. A quei luoghi si legano due figure misteriose: una scrittrice che oggi compirebbe cent’anni e un’insegnante scomparsa improvvisamente un’estate. Chi è protagonista di questa storia? Lalla Romano, con la sua scrittura “spietata” che rincorre la vita mentre se ne va? O D., la professoressa di liceo, con il suo entusiasmo, la sua severità estrema, il suo segreto? Forse Lalla Romano, la scrittrice, è un po’ come lo stargate che conduce in una dimensione parallela. La porta stellare che D. fa oltrepassare al suo alunno per renderlo adulto.
Paolo Di Paolo s’interroga in questo libro sull’importanza dei luoghi e dei viaggi. Il non detto diventa immagine retorica; le inquietudini, le incertezze di sessi addormentati in corpi adolescenti, i primi palpiti e la testa, ossessiva, che fa dubitare di tutto, macina parole: parole pesanti, parole leggere. Cos’è un’isola, infine? Isole sono i libri che diventano arcipelaghi esperienziali, emotivi, appigli salvifici in una vita incerta, da scoprire. Isola è Lalla Romano, che come quelle terre inghiottite dal mare, attira il ricordo di chi le ha conosciute, attraversate, esplorate. Isola è il corpo che cresce e cambia, la testa che ruggisce. Come un’isola è un cammino fremente attraverso spazi e ricordi che si rincorrono, che cambiano e si spostano, come isole in balia del tempo. Con una prosa “consapevole, rarefatta, pignolamente tesa verso i moti interiori” – come l’ha definita Dacia Maraini –, Paolo Di Paolo ci regala un libro inconsueto e sincero che emoziona e invita a riflettere.
BREVI NOTE
Paolo Di Paolo (1983), a dispetto della sua età, non è più un ragazzo da molti anni. Sta correndo a velocità folle verso una maturità intellettuale che mal si addice ad un viso così giovane. A quindici anni aveva una corrispondenza con Indro Montanelli. A diciotto era su un palcoscenico con Franca Valeri. Due anni dopo arriva finalista al Campiello Giovani. Esordisce con Nuovi Cieli, Nuove Carte (Empirìa, 2004, Finalista al Premio Calvino), scrive con Antonio Debenedetti per Manni (Un piccolo grande Novecento, 2005) e con Dacia Maraini per Laterza (Ho sognato una stazione. Gli affetti, i valori, le passioni, 2005). Massimo Onofri lo ha definito “freschissimo, eppure già letterato sino alle midolla”.
SL
Commenti
Benvenuta, Stefania Leo.
Ho adattato il titolo al format del sito:
COGNOME AUTORE - NOME OPERA.
Ho quindi inserito i tags in calce (NOME OPERA; COGNOME AUTORE; CATEGORIA RIFERIMENTO; PAROLE CHIAVE).
Rinnovo il benvenuto e ti segnalo che in questa sezione pubblichiamo SOLTANTO articoli, recensioni, interviste. Comunicati Stampa e Inviti alle Presentazioni vanno pubblicati nel forum. Pubblicazioni accidentali in sedi non opportune saranno trasferite nelle sezioni ad hoc.
Ciò detto, non dimenticare di impostare la tua pagina personale:
http://www.lankelot.eu/?biografia=193
sempre via "amministra sito".
Saluti e buona permanenza.
(grazie intanto per la prima segnalazione).
gf
(Nota per lo STAFF > è tutto ok;) )
sapevo...lo so vi sorprendo. Segnato... non è una minaccia sia chiaro :-)
ok
(baol, ho misteriosamente trovato i tuoi commenti in approvazione. Bizza di wordpress o hai cambiato firma?)
ehm Gianfranco, a volte sbaglio tenore e anche sito, se mi cancelli è meglio. Nel senso che sono inutili. Chiedo scusa, devo crescere :-). Prometto di migliorare :-D
:). Ma perché erano in approvazione?
(stai facendo un lavoro spettacolare!)
perché...te lo dirò. Dai su, fammi presentare :-)
oddio ho scritto presentare. Il solito Baol. Dicevo presentarmi con i commenti. :-D
(impaginazione uniformata)
Speriamo che questo Di Paolo cambi il mondo. E' nato quando la Roma ha vinto il secondo scudetto, Stefania Leo: qualcosa vorrà dire. Quanto alla citazione della Maraini - io non la considero una figura intellettualmente adatta a essere rappresentativa di niente. Ogni speranza, invece, per il futuro della casa editrice di Perrone. In bocca al lupo.
"Isole sono i libri che diventano arcipelaghi esperienziali, emotivi, appigli salvifici in una vita incerta, da scoprire." Gran bel passaggio.
Massimo Onofri, il critico che ha massacrato De Luca?
Onofri ha osato fare cosa e argomentando come?
Eh. Il libro si chiama "Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda". Onofri, Ferroni e un altro paio di critici scardinano la presunta fama immeritata di alcuni tra i più noti scrittori contemporanei.
Letta qualche recensione al libro, aspetto che ibs me lo consegni.
Poi magari ne scriverò.
Massimo Onofri massacra Niffoi, Santacroce e De Luca parlando di ?retorica del sublime basso? e di ?dannunzianesimo? come caratteristiche che uniscono questi tre autori impercettibilmente ma molto chiaramente.
?Nella storia della cultura italiana, generazione dopo generazione, non s?è mai finito di fare i conti con D?Annunzio [...]. Il fatto è che, con l?avvento della civiltà dei consumi, D?Annunzio è diventato sempre meno l?indice problematico d?una certa storia d?Italia per mutarsi, piuttosto, nella cifra di un particolare estetismo degradato di massa? (p.52).
Ancora su De Luca scrive: "affronta il pubblico con quei toni non si sa se più da antico testamento o da actor?s studio? (p.48)
Ora io posso esprimermi su Niffoi, perchè non ho letto nulla di suo. Ma Santacroce e De Luca posso dire di conoscerli un tantino. Ovviamente la mia voce non conta nulla, tuttavia mi permetto di dissentire da Onofri.
Non solo trovo punti di conatto tra Santacroce e De Luca, ma trovo assurdo che si possano scrivere righe del genere: "Erri De Luca è reo di aver conquistato il vasto pubblico con il suo "estetismo degradato di massa", il suo essere controcorrente pur seguendo la corrente, le sue spericolate metafore prive di senso, la sua grammatica vuota e retorica ed "enfatizzando il banale".
Mi si è mangiato un NON
NON SOLO NON TROVO PUNTI DI CONTATTO TRA SANTACROCE E DE LUCA
Mi spiace aver usato questo spazio per dei commenti fuori tema, ma ho letto il nome e mi è scattata l'associazione.
Non riesco a digerire che qualcuno definisca kitsch i testi di De Luca.
Per il momento mi fermo qui, conto di argomentare meglio e in una pagina a sè stante, non appena leggerò interamente il libro.
Chiedo scusa.
In effetti è assurdo. Tra De Luca e Santacroce passano diversi anni luce. La Santacroce è immondizia editoriale di primo livello, artefatta da cima a fondo, utero scrivente pornografia di bassa lega. Non capisco. Si vede che Onofri è una penna da marchetta o da rappresaglia. Uno che giudica De Luca kitsch si è qualificato da solo. Poveraccio.
"Cos?è un?isola, infine? Isole sono i libri che diventano arcipelaghi esperienziali, emotivi, appigli salvifici in una vita incerta, da scoprire"
Belli questi passaggi sull'isola, se è così bravo, speriamo che abbia fortuna questo giovane letterato.
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Quanto al discorso su De Luca: concordo con te, Angela, non so dove Onofri lo trovi kitsch. Poi, quando non sanno più cosa tirar fuori, vanno sempre a finire su D'Annunzio che, se ha avuto parecchia influenza in passato, adesso mi sembra sia stato superato da un bel pezzo.
mi preme sottolinerae che a mia memoria D'annunzio sai morto come esmepio, faro, luce (dal punto di vista di, e come) attorno al 1945. Quando è morta la critica crociana. Per il resto vabbè, sono costretto al silenzio stampa. Tranne che condivido tutti i commenti seri tranne il mio (che non era commento) e dico che il 12. é delizioso.
quanto al 16. Angela, ti dico che in Niffoi ho trovato tanto, troppo, tranne che il Vate. Ma anche questa come la aggiusto la pubblico qui, così chiarisco.
scusate, ho una tastiera infame, la compro nuova per il prossimo commento :-). Troppi refusi spero il senso sia chiaro.
Son contenta di non essere l'unica a diffidare dei giudizi del signor Onofri. Ho sorriso di gusto quando ho letto i vostri commenti, specie quando Franco scrive: "Uno che giudica De Luca kitsch si è qualificato da solo. Poveraccio".
Hai ragione, Marina, molti tirano in ballo D'Annunzio, quando non hanno nulla da dire.
Paolo, da buona attendista impaziente, aspetto di leggerti su Niffoi.
Nominando Niffoi, del quale ho letto qualcosa ma poco, penso sia preventivo precisare che gioca molto, e non abbastanza bene, su ingredienti meravigliosamente potenti e propellenti, sulla Sardegna e la sua selvatichezza che ha avuto ben altri interpreti. La Deledda e Satta fra i pochi che ci sono riusciti bene. Ma il materiale di base è davvero forte, credeteci; Niffoi è uno sprecone.
lo faccio Angela, tra l'altro è una di quelle ultime che ho pubblicato altrove che sono già "formate". De Luca lo conosco meno,ma tutto mi diede a suo tempo tranne che il Kitsch, a suo tempo. Tanto tempo, sigh :-).
D'Annunzio, a sentire la critica revisionsta recente, era un professionale imbroglione. Io penso che abbia avuto molto sovracredito ai suoi tempi, ma che come imbastitore di bluff ha saputo essere un ottimo e geniale giocoliere.
24. Beh, son d'accordo in parte, però dirò la mia argomentata e poi ne riparliamo, ok?
26. qui non argomento, è esattamente come. La penso
27. Aspetto, e lo farò da sardo che sa abbastanza sulle ossa quello che viene raccontato in certi suoi libri.
29. appunto, io lo leggo da continentale senza timori. E' letteratura. Ovvero comunicazione. Ci sarà d adire, meraviglioso :-). Nel senso che potrai darmi correzioni e specificazioni, beninteso
Correggere è improprio. Diciamo che potrò meglio smascherare stereotipo e strumentalizzazione magari per superficialità o ruffianeria (certe volte alla buon selvaggio alla Rousseau) del Niffoi. E poi forse sai della grande stagione della letteratura sarda, in corso. In Europa si è sentito dire "nouvelle vogue sarda", e la concentrazione di eccellenti nomi è davvero inusuale e rara. Qui si inizia a respirare arie molto interessanti, vedrai fra qualche decennio come se ne parlerà.
(quando diranno di Martello, Pala, Satta).
(prefazione sempre di Franchi)
31. adoro imparare, sono qui per questo :-). Per problemi che non sto a dirti sarà per fine mese, ma non è la regionalità che mi ha impressionato, tutt'altro. E' un aspetto importante ma secondo me non caratterizzante tout court. E' l'innesto, l'incrocio, la commistione. Il postmoderno. Difficile che un romanzo che vinca premi (La vedova scalza, dico) mi impressioni così. Furberie? ok, mi hanno fregato :-)Vabbè, appuntamento alla prossima
Ahahahaha, me la sono cercata. Il solito adulatore folle. Prefazione di Franchi sarebbe il risultato migliore, ora come ora ;)
Sono anni che credo in voi. Metterei le palle sul fuoco, Arpa.
La vedova scalza l'ho semisepolto nella mobilia e devo ancora leggerlo. Sembrerebbe il suo migliore, ma un poco diffidente lo sono, visti alcuni precedenti. Per esempio "La sesta ora" non è un buon libro. Il talento disomogeneo e per disperazione costruzione adulterata.
Sul postmoderno ci galleggia la produzione mia regionale recente. Appunto è rilevante questo panorama quanto per la tradizione tanto per i contrasti. Ma entro la tua recensione leggerò la vedova.
E quando accadrà che sarete voi a spaccare il mondo? Dio mi dia una collana da editor di un editore onesto. Ho autori della madonna e carne tanta da mettere a un fuoco che niente estingue.
Gianfranco, a me basta tenere fra le mani il tuo Libro. Questa è la soddisfazione più grande che ho potuto pretendere e che mi aspetto da questi anni di ricerca e studio, e grandi incontri, s'intende ;)
Ti darò molto di meglio, qualcosa che rimane nel tempo. Ma attendo lo stesso da voi tre, e nel caso di Luca sia nel cinema che nella letteratura.
36.appunto parlerò di chi conosci bene o hai sepolto. Vedrai,magari lo renderò interssante. Oppure te lo farò odiare definitivamente. Dammi tempo. Famma dire la. Mia. T'aspetto (fine mese eh, niente scherzi)
Che splendore, vi state ritrovando.
39. Luca è troppo pigro e inappetente, anche monotematico, magari migliorerà. Io non ho metodo né so essere autentico quando vorrei né grande interesse o credo per la Creazione. Elio ha paura di esprimere l'essenziale, il suo essenziale, e dovrebbe finirla di nascondersi.
Parliamo degli autori veri, orgogliosamente miei corregionali, che davvero hanno meritato disposizione di editoria e pubblico. A questo proposito segnalo l'encomiabile casa editrice Il Maestrale di Nuoro, che è una ribollente officina tutta da scoprire (anche da me, in primis).
Scrivine ancora, e di voi parleremo per tempo.