Nessuna recensione ha senso senza una replica, una confutazione delle interpretazioni e delle congetture, una dichiarazione autoriale. Possiamo – nel web, e in particolare qui su Lankelot – assicurare diritto di replica con il medesimo rilievo e la medesima visibilità che teoricamente garantirebbero la prassi e l'etica giornalistica. Quell’informazione meno incompleta, e comunque mai univoca e mai faziosa, che altrove abbiamo dimenticato di poter leggere, credendo fosse lettera morta, qui vive e si manifesta quotidianamente. Nella comunicazione e critica letteraria è possibile, almeno nel web: almeno in Lankelot. Ne siamo la dimostrazione. Vogliamo essere integralisti, da questo punto di vista: perché siamo curiosi, perché crediamo nel confronto e nella dialettica, perché siamo convinti che solo dalla dialettica possa derivare giustizia e libertà d’espressione. Quella autentica, quella che nasce dal confronto.
Vogliamo essere completi e vogliamo assicurare all’autore un confronto paritetico con il lettore: è un’urgenza democratica, una questione d’onestà. Una questione letteraria, lasciatemelo dire.
Questo confronto è un sogno che ho sempre avuto. È parte della storia di questo sito, ribadisco. E non da ieri.
1 – Opera prima: un esordio in due atti. Qual è la differenza tra le due edizioni del suo “Segno zodiacale Delfino”? Cosa è cambiato nel libro?
Rispondo alla prima domanda.
Primo atto: pessimo lavoro editoriale. Alcuni dati: numerazione pagine mancante, righe sfalsate (cucitura di legatoria di bassa qualità), troppe le pagine bianche di chiusura, rientri sopraversi troppo lunghi, 2000 copie mai stampate, indisponibilità, a più riprese, all’acquisto a causa (così spiegò il fatto l’Editore) degli stampatori, capitoli mischiati fra loro in fase di stampa. Avrei altri buoni motivi ma, quelli elencati, credo che bastino.
Secondo atto: non tutto il male viene per nuocere. Un coraggioso Editore umbro (certo Prof. Osvaldo Panfili – Edizioni Thyrus) coadiuvato dalla talentuosa letterata Paola Biribanti trovano il mio lavoro interessante, seppur con tutte le pecche di un autore esordiente. In primis, tanto prosimetro che, ahimè, prosimetro non è. Non sono ironico. Condivido
Rispondo alla seconda domanda
La seconda edizione riflette la caratteristica principale della casa editrice Edizioni Thyrus: la passione per il lavoro svolto e la letteratura. È decisamente un testo di qualità superiore. Adesso, rimossi i personalismi, è un testo intenso e scorrevole.
2 – Riconosce giusta la definizione “romanzo di formazione fondato su una visione del mondo integralista cattolica”? Se sì, perché ha scelto questa strada?
Don Bevilacqua, che Lei ha citato nei commenti che sono apparsi in coda alla Sua recensione, ad esempio, osserva, con meno diffidenza, che ho caratteristiche da protestante (anche se ci tiene a precisare che queste mie “tendenze” derivano da incontri occasionali). Nella Sua stessa recensione, si parla, inoltre, di “innesti” di altre culture orientaleggianti. Già questo, esclude, a mio modo di vedere, “l’integralismo” della mia opera. No. Non mi riconosco.
3 – Quali sono stati gli autori o i libri fondamentali nella sua vita? Ritiene di potersi collocare sulla scia di un movimento o di un filone letterario in particolare? Perché?
Rispondo alla prima domanda
Prima dei sedici anni, ricordo i classici di Walt Disney (tutti), quelli di Salgari, i Gialli per ragazzi, L’anello di Re Salomone di Korand Lorenz. Dopo i sedici: Hesse, Castaneda, Bach, Yogananda, Wilde, Fida M. Hassnain, M. Corradini, C. Knight/R. Lomas, J. Redfield e i più classici romanzieri: W. Smith, K. Follet, C. Cusler, l’italiano V. Manfredi ecc. Ho speso del tempo a leggere anche testi o, più correttamente, parti di essi, di varie religioni (ramificazioni incluse) e/o filosofie (mussulmane, ebraiche, tibetane, induiste, celtiche, cristiane ecc) controbilanciate da molta lettura di natura esoterica. Tutti, devo dire indistintamente, per un motivo o per l’altro, fondamentali.
Rispondo alla seconda domanda.
Non ho abbastanza competenza in materia per poterLe rispondere “tecnicamente”. Se vorrà guidarmi nel ragionamento letterario potremmo cercare di definirlo insieme. Mi sorprende, piacevolmente, l’associazione ad autori (naturalmente di ben più alto livello), fatte verbalmente o per iscritto. Fra gli altri, mi vengono in mente R. Steiner, Bernanos, C.S. Lewis, P. Coelho.
4 – Letteratura Italiana Contemporanea: cinque libri da leggere e cinque da evitare – e perché.
Ad ognuno il suo mestiere. A Lei quello di critico letterario, a me quello di professionista di project management nel settore oil & gas e raffinazione. Se mi avesse chiesto cinque ragioni per cui stipulare un contratto Lump Sum Turn Key e cinque per non farlo avrei risposto.
Non mi sento, ancora una volta, competente abbastanza da poter criticare, in un senso e nell’altro, gli autori italiani contemporanei.
5 – Che senso aveva nominare Atlantide nelle prime pagine del suo libro? Qual è il suo legame con il continente perduto? Esiste un legame tra il delfino e Atlantide? Perché Atlantide scompare del tutto dal testo, dopo la
prima apparizione?
Rispondo alla prima domanda:
Atlantide, così come Thule, anch’essa nominata una sola volta, rappresentano l’apice dell’Età dell’Oro. L’apice è rappresentato da due rette che si incontrano: la grandiosità dell’uomo e la forza della natura messe a confronto. Mondi, apparentemente perfetti, scomparsi in un batter d’occhio nel nulla. Che ci sia qualcosa da imparare da questo passato?
Rispondo alla seconda domanda:
Il mio “legame” certo è la forte attrazione che questi due mondi scomparsi esercitano su di me da sempre.
Rispondo alla terza domanda:
Che io sappia no, se non il mare e la spiritualità associata ad entrambi a partire da epoche remote sino alle più attuali (es. http://www.stazioneceleste.it/saintgermain/s.germain_delfini.htm )
Rispondo alla quarta domanda:
Il continente fisico Atlantide scompare perché non è lo scenario del romanzo. Ciò che è in grado di evocare, certamente non a tutti ma a molti, invece, a mio avviso, si insinua silente e permane lungo tutto il racconto accompagnando il lettore nel “viaggio” da me raccontato in “Segno zodiacale Delfino”.
6 – Dio e Lucifero sembrano intervenire, nel suo libro, come le antiche divinità greche nell’epica omerica. Le sembra una scelta plausibile? Perché?
Dio e Lucifero, decreto del bene e del male, Yin e Yang, Ahura Mazda e Angra Manyu e via discorrendo. Anche altre culture primitive e religioni asiatiche hanno questa tendenza dualistica come ad esempio il taoismo, il buddismo e l’induismo. Nel loro caso il mondo materiale rappresenta l’illusione e la decomposizione (male) mentre la contemplazione interiore l’inizio della ascesa spirituale (bene).
Le principali religioni monoteistiche attribuiscono, invece, l’origine del male all’uomo in quanto veramente libero di scegliere tra il bene e il male.
Si. Penso sia plausibile la scelta che ho fatto in quanto credo. La coscienza ci parla, noi siamo liberi di ascoltarla o meno. Una cosa è certa: tutti, credenti e no, quando abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, abbiamo sentito la “voce” del grillo parlante. Ciò per me rappresenta una consapevolezza.
7 – Nomini gli scrittori cattolici di riferimento, nella sua formazione: siamo curiosi di appurare la portata della loro influenza nella sua scrittura.
Mi dispiace deludere la Vs curiosa attesa se non per A. Manzoni (Promessi Sposi). Letto per necessità scolastiche e riletto diversi anni dopo durante un periodo in cui la mia curiosità letteraria è stata rivolta alla letteratura italiana.
Non mi sono mai chiesto a che religione appartenesse l’autore del testo che stavo leggendo, se non, a volte, per valutarne l’oggettività dei contenuti.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Aurelio Di Fresco (Gela, 1966), scrittore italiano.
È vissuto fondamentalmente tra Sicilia, Africa e Friuli. Spiega Biribanti: “Con la passionalità tutta siciliana, l’infaticabilità produttiva dei friulani, la sana incoscienza dei giovani, l’ambizione dei professionisti e il desiderio di conoscere quanto più mondo possibile, il mondo l’ha girato per davvero” (p. 7).
Aurelio Di Fresco, “Segno zodiacale Delfino”, Edizioni Thyrus, Terni, 2007. 171 pp.
Prefazione di Paola Biribanti.
Prima edizione: Edizioni Seneca, Torino 2006. 336 pp.
Qui la recensione: http://www.lankelot.eu/?p=1921
Gianfranco Franchi, maggio 2007
Commenti
Ualà. A voi...
crediamo nel confronto e nella dialettica, perché siamo convinti che solo dalla dialettica possa derivare giustizia e libertà d?espressione. Quella autentica, quella che nasce dal confronto.
Approvo e sottoscrivo.
Grande;). (sono cose che mi hai insegnato tu, negli anni....)
Pensa che roba! Io credevo che me l'avessi insegnato tu... ;)