“Genio Bambino / Miele di crosta dura / Retard / Incensiere / Fulgori di senno / Contingente come orgasmo a solo. / Preferiscono essere estinti che soli / Come le donne a Corinto”
(“Un poeta”, p. 136).
Questo alternarsi continuo nell’elettrocardiogramma del cuore è substrato al necessario incedere nella vita che l’autrice coglie tra realtà e sogno, memoria e momento, sensi e nostalgia senza tracciarne un disegno poetico diacronico ma possibile da afferrare a qualsiasi punto si apra il testo, addirittura da qualsiasi riga si parta. Questa originalità fa di Adele Desideri una poetessa insieme folgorante e destabilizzante per il lettore al quale è sottratto, nell’incalzare delle immagini, il tempo nella sua spazialità di passato e presente. Anche la memoria vive di sovrapposizioni, di ricerca, di rientri, di tematiche differenti l’una dall’altra, di contorsioni dell’animo che bucano il foglio, che cercano matite e penne per segnare e appuntare la vita.
“Ingarbuglio / quando vivo / sgarbuglio / quando scrivo” (p. 112) ma leggiamo anche l’opposto: “come una chiesa / vuota / di fedeli / il mio rito solitario / di parole / non oltrepassi / mai/ il sagrato” (p. 113) e altrove la parola si fa prigioniera in occhiaie profonde di verità celate.
La poesia di Adele Desideri morde gli attimi, li spezza e li rigioca ogni volta per dare logica al non-senso e incalzante non smette: “ora sei / il me / e / il non me… tu vaso / io fiore” (p. 109); “tra i vicoli ciechi / del centro storico / è salotto / d’anime rotte / e cervelli tristi / e doppi turni / di vigilanza / per non perdersi”.
E sono vicoli senza uscita quelli che la poetessa attraversa, la cecità è anche e soprattutto vicina, attaccata, infida, ambigua, corrosiva “M’accosto umile/ invidia scompone / recide / massacra. / non ho difese, / donna”.
Il tentato e voluto cammino spirituale della poetessa subisce oscillazioni, ripensamenti e declini. Da una parte lo slancio a cogliere la divinità che la conforti, che le dia luce, coraggio, perdono, pazienza, saggezza e prudenza, dall’altro il verificare come l’uomo distrugga tutto in ritualità dove il festeggiamento non è “omissibile” dove si è più soli di sempre, più stranieri agli altri e a se stessi e con versi incisivi, l’autrice sigla la Natività come “Afasia/ del Sublime/… la tua nascita/ è diserzione” (p. 75) e il “grazie” per la vita conosce la tonalità mesta della consapevolezza di quanto essa “è un dono / non riciclabile / però” (p. 27). Il ritmo si spezza nuovamente in briciole di vita, intense, dolorose, foto in bianco e nero e la modalità eterogenea con la quale l’autrice si scrive nelle liriche è frastornante di andate e rientri, di cadute e ricerca di colore, di coscienza del mondo nel quale in fondo “Bastava prenderti per mano” (p. 164).
Nelle liriche, dove sembra complesso individuare il filo conduttore, esiste invece un elemento che opera da collante culturale e umano: la cultura greca, conosciuta e assorbita dall’autrice come suo argine a contenere l’emotività; lo stile ha infatti una consistenza che abbraccia il disperdersi delle sensazioni, l’irruenza della parola presenta sé stessa in una lirica composta, arginata, senza eccedenze, classica, rotonda, nostalgica nei confronti di un mondo dove l’equilibrio costituiva l’elemento base dell’arte e le modalità dell’autrice calano quell’armonia nello stile che non disperde le distonie del suo animo ma le ricompone in una forza nuova.
Calata nel mondo d’oggi, la grecità si fa respiro, ancora, conforto, protezione, invito a non peccare di tracotanza, a riconoscere la theta, elemento forte e vigoroso ma fragilità che non sfidi gli dei che hanno già configurato il destino umano senza protagonismi, senza sfide, senza supponenza a loro opposte.
Le ali di Adele Desideri, quasi a designare il suo cognome, tentano dolcemente le stelle: “ti vedo nella luna /madre mia / mi vedo nella luna / madre tua” (p. 92) e prima di scendere dal breve volo leggiamo “ma firmo / l’umor sottile / sul muso d’una stella” (p. 154).
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Adele Desideri (Torino, 19**), insegnante e poetessa italiana. Vive a Milano.
Adele Desideri, “Non tocco gli ippogrifi”, Campanotto, Udine 2006.
Postfazione di Ottavio Rossani. Collana Zeta Line.
Approfondimento in rete: Modulazioni
Patrizia Garofalo, maggio 2008
Commenti
Autrice che, tra un?esplosione incandescente di sensi, sentimenti, memorie, rimarca la consapevolezza che ?il mio poetar è sempre dolore? (p. 63)...
Cara Patrizia, una lettura di sicuro intensa, come tua abitudine
"la cultura greca, conosciuta e assorbita dall?autrice come suo argine a contenere l?emotività;"
ottima premessa, direi.
Ora qualcuno invece mi sveli l'arcano: Campanotto è un editore delle mie parti. Chisà come si sono incontrati? :))
spero che l'autrice alla quale ho mandato il sito stamane intervenga, io so solo che è un bellissimo libro , intenso e graffiante e come ho scritto, a mio avviso fortemente sorretto dalla " grecità". ogni poesia andrebbe esaminata a sè poi unita alle altre. E' un testo difficile, di grandi sentimenti, cultura e ricerca.
Accidenti Patrizia ma dove l'hai trovato un libro così bello ed una poetessa altrettanto interessante.
Perché non ce la fai conoscere ? Invitala ad entrare in contatto con noi.
Intanto grazie del contributo e complimenti come sempre per l'ottima recensione.
Gian Paolo
Adele Desideri è nota poetessa e il suo testo coniuga perfettamente passione e cultura.
Quando un testo lo sento, impiego molto ma lo aggredisco, mi ci immergo, lo leggo, sottolineo , rileggo, e dopo sono io ad essere più ricca.
questa raccolta è molto captante e sotto tanti punti di vista, di recensioni ne potrei scrivere molte e diverse sulle stesse liriche
della Desideri e questo è segno che come scrivo....buca la pelle.........Gian Paolo te l'ho presentata no? Adesso a voi la lettura del testo e dei sentimenti opposti che lo abitano.
Amices, perdonate. Sulla categoria "notorietà", pure aleatoria, spenderei due parole. Adottiamola con parsimonia. Noto è il poeta contemporaneo vivente - noto alla nicchia dei lettori di poesia, dico - che esce nella collana Einaudi, viene recensito su "Poesia" di Crocetti, etc. Io conosco la prima pubblicazione della Desideri, so bene in quale collana di quale editore era posizionata, e - senza scendere in particolari - inviterei alla cautela.
Sembra sia molto migliorata, ne sono felice.
ho capito la differenza che fai per la parola "nota"
Intendevo conosciuta anche perchè svolge attività giornalistica , era sicuramente forte come parola se indica necessariamente uscire con Einaudi, e su questo non sono d'accordo, ce ne sono di poeti noti che escono anche senza Einaudi.Ce ne sono eccome.
grazie della precisazione
eh, ma tra Einaudi - che nominavo per intenderci... - e quella casa editrice che vi prego di non nominare passa un discreto strapiombo. Non è Passigli, non è nemmeno Manni. Non è Crocetti, nè Marsilio, e via dicendo. Quindi, davvero: cautela...
allora chiarito che per me nota vuol dire conosciuta.
detto che non conosco Adele Desideri ma ne ho apprezzato il libro, detto anche che quanto c'è prima di questo libro non mi interessa, userò comunque cautela nel riscrivere questa parola.
Ciò non può impedirmi di esprimere il mio dispiacere per queste polemiche - precisazioni in sede di sito e senza l'autrice partecipe
del dialogo e francamente mi lascia perplessa.
Nessuna perplessità, guarda. Rispondi alla domanda di Gian Paolo dicendo "nota poetessa": io accidentalmente so cosa ha pubblicato in precedenza e resto basito. Lasciamo stare. Gian Paolo, in principio, aveva chiamato "noto" un altro autore che egualmente è tutt'altro che popolare. Sembrano cose diverse da quel che sono, voler far passare concetti non condivisi e non condivisibili per non so quale ragione. Semplicemente, è un'autrice di libri di poesia pubblicati, negli ultimi 5 anni, da editori quando decisamente sbagliati, quando minori come in questo caso. Non vedo la fama né la notorietà, né il bisogno di parlare di queste cose. Parliamo dell'opera, punto.
Io ho invitato Patrizia a parlare di questa poetessa, a presentarcela per il semplice fatto che non la conosco. L'ho troavata interessante per via della recensione e ho chiesto lumi. Anche perché credo sia corretto quando si parla di un autore non di primo piano presentare un minimo di curriculum vitae.
Tutto qui. Spero di non essere stato frainteso.
Gian Paolo
tutto a posto;).
io ho letto un bellissimo libro, gli spunti erano tanti dalla grecità , al mito rivisitato oggi, ad una particolare fisicità delle cose, l'ho recensito con piacere e studio.
se poi vogliamo ancora continuare sul noto..o emergente o conosciuto come lo è una giornalista.....mi sembra inutile.
IN TUTTE LE MIE RECENSIONI NON HO MAI CHIESTO IL CURRICULUM A NESSUNO, IL PASSATO NON MI INTERESSA, SE IL LIBRO A MIO AVVISO HA VALORE OGGI..QUANDO LO ACQUISTO E QUANDO LO GODO.
DI QUESTA RECENSIONE SI è SOLO POLEMIZZATO.....NON E' DA FARE.
leggo ora che Gian Paolo scrive .sarebbe corretto...............ma gian Paolo io non sono corretta?.ma che dici? e poi su un sito quando ci sentiamo quotidianamente?...................boh...............
Patrizia, non puoi permetterti di scrivere una cosa come "non è da fare". Ma proprio nella maniera più assoluta.
Questo posto ha delle regole e ha una linea editoriale: vanno rispettate. Se permetti, dopo 5 anni di mazzo totale, mi aspetto che certe cose minime siano rispettate. Una di queste è che:
1 - si accettino le critiche.
2 - si stia attenti ai contenuti.
3 - si rispetti la linea editoriale.
Questo non è un portale promozionale o pubblicitario: è un'agorà collettiva nata per il confronto e per la critica letteraria. Le polemiche sono nate perché hai definito "nota" un'autrice - ingiustamente, sicuro - sconosciuta.
La biobibliografia di un autore è importante: qui studiamo le opere e abbiamo bisogno di informarci. Punto, e adesso, per favore, basta.
della parola nota ho subito corretto in conosciuta o emergente.
e quando ho detto non è da fare non intendevo le critiche al testo che non è stato minimamente dibattutto.
Di questo non importa se non è stato letto.
ho parlato di modalità di accoglienza .
le critiche sono aperte a tutti ci mancherebbe.
Non conosco il curriculum della Desideri che è quello che hai scritto prima della recensione.
Se una persona scrive un primo libro e non so altro cosa devo fare?
Adele Desideri è un'ottima autrice. La parola nota è impegnativa. Quale scrittore contemporaneo che non pubblica per grandi editori può definirsi noto? Nessuno. Aggiungerei che persino un autore interessante come Aldo Nove non è così noto al grande pubblico. E la sua poesia la pubblica con Crocetti. Ha ragione Gianfranco. Basta dire che è brava.
Gordiano
Grazie, Gordiano.
Intervengo su sollecitazione di Patrizia Garofalo, che ringrazio per la recensione. Per quanto riguarda il contenuto della sua nota critica, vorrei precisare che ognuno è libero di interpretare il testo di una raccolta poetica o di un romanzo come meglio crede, a prescindere dalle reali intenzioni dell’autore. Né è questa la sede in cui motivare la mia poesia. Rimando, però, a proposito delle sue considerazioni sul mio rapporto con Dio, al componimento “Preghiera” (Non tocco gli ippogrifi, Campanotto, 2006), consultabile facilmente anche on line tramite google. Per quanto concerne invece l’editore Campanotto, non comprendo la domanda di ildelaura. Campanotto è un editore evidentemente conosciuto, chiunque può mandargli un libro e ottenere una risposta. Ricuso ogni insinuazione e sottolineo che non esiste alcun arcano. Ho semplicemente, a suo tempo, inviato il mio testo a Campanotto, che ha poi accettato di pubblicarlo. In relazione, inoltre, al fatto che io sia più o meno scrittrice nota, esibisco di seguito il mio curriculum sottolineando che non sono giornalista ma che semplicemente collaboro come critica letteraria con alcune riviste e quotidiani. D’altronde, mi si permetta, la notorietà non è determinata dall’importanza dell’editore ma dalla qualità della scrittura e dell’autore.
La storia della letteratura offre notevoli esempi al riguardo. Un saluto a Gordiano Lupi e a Patrizia Garofalo
Adele Desideri
Nota biografica Adele Desideri - poeta, saggista e critica letteraria, studiosa di fenomenologia delle religioni - vive e lavora a Milano. Ha pubblicato due libri di poesie: Salomè (Il Filo, 2003), con nota critica di Vito Riviello e Non tocco gli ippogrifi (Campanotto, 2006), con postfazione di Ottavio Rossani, e le plaquettes Aforismi e Hommage à Piero Manzoni (Pulcinoelefante, 2005). È inserita in diverse antologie, tra cui Milano in versi, una città e i suoi poeti (a cura di A. Gaccione, Viennepierre, 2006). Ha ottenuto premi e menzioni in diversi concorsi letterari. È stata finalista al Festival di poesia San Pellegrino Terme, 2006. Ha vinto il premio Giuseppe Longhi, Romano di Lombardia, 2007. La poesia Inganno (da Non tocco gli ippogrifi) è citata nella tesi di laurea di Carla di Quinzio, Dopo il figlicidio come dare spazio alla speranza, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Milano, 2006. È stata tradotta in inglese, francese, spagnolo e arabo. Nell’ambito didattico è responsabile di un laboratorio on line di scrittura creativa per i giovanissimi e realizza progetti indirizzati all’educazione alla cittadinanza con il carcere di San Vittore di Milano. Collabora con il Quotidiano della Calabria.
Grazie per l'intervento e per l'ospitalità,
gf
Gentile Signora, il mio non era un intento minimamente polemico (da cosa si dedurrebbe?!), ma proprio l'esternazione di una gradita sorpresa. Campanotto è noto in provincia di Udine, ma non credo al di fuori.
Pensavo ci fosse un legame tra Lei e la mia terra. Se è stata solo una coincidenza va bene lo stesso... Molti saluti.
Ringrazio anch'io la poetessa per il suo gradito intervento.
Ci faceva piacere avere notizie sulla sua biografia, poiché quesyo consente di avere un quandro più esauriente sull'autore preso in esame. Non sempre la vita degli autori sono iprescindibili dalla comprensione della loro poetica.
Grazie davvero
Gian Paolo Grattarola
Mi scuso, allora, con ildelaura.
In realtà Campanotto è editore ben conosciuto in Italia tra gli appassionati di poesia.
E lascio uno spunto, premettendo che non sono molto abituata a navigare su internet. Preferisco, infatti, se devo discutere, i metodi più "antichi" (telefono, posta, etc.)
Il rapporto tra lo scrittore e il recensore.
Apprezzo le note critiche sui miei libri anche - anzi, ancora di più - quando non le condivido pienamente.
E se scrivo di critica mi piace, quando capita, stupire l'autore. Ovvero trovare itinerari intepretativi inattesi, purchè palusibili.
La recensione di Patrizia Garofalo a "Non tocco gli ippogrfi" è in sintonia con quanto sopra.
Un saluto
Adele Desideri
Non a caso, è "Campanoto".
Chiudiamo con una battuta.
Gentile sig. Franchi
io non la conosco e, da quel che ho potuto dedurre, neppure lei conosce me.
Spero si concluda così, con la sua discutibile ironia, una polemica inutile, piuttosto sterile e, d'altronde, del tutto incomprensibile.
Mi creda, la poesia è ben altro.
E' pazienza, fatica e umiltà.
Soprattutto umiltà.
Saluti
Adele Desideri
Signora Adele,
non so cosa aggiungere. Non so nemmeno cosa voglia da me.
Conosco la sua opera prima e non intendevo parlarne: né allora, né oggi. L'articolo della Garofalo è stato editato e pubblicato. Le hanno chiesto notizie di lei: la Garofalo l'ha definita "nota". La Garofalo è stata invitata a spendere con equilibrio gli aggettivi.
Punto. Se la Garofalo avesse fatto professione di umiltà, ammettendo l'errore evidente, finiva lì.
La polemica è quindi inutile. Ma niente affatto sterile.
E mi creda - di poesia parlo con gli artisti da dodici anni, so chi può dare lezioni e chi non deve darne. Mi piace scegliermi i maestri. L'umiltà è una parola che va spesa da chi è umile, non da chi confonde la qualità con la notorietà, per esempio.
Infine, l'ironia me la permetto considerando il tempo che ho dovuto perdere, tra mail private in precedenza e pubblici commenti qui, con chi ha creato i presupposti per questa discussione, quindi non con lei, e con lei che vedo insiste.
Grazie.
Gentile sig. Franchi
non ho chiesto io che si parlasse della mia poesia su questo blog.
Non confondo la qualità di un autore con la notorietà.
E non ho scritto nulla su questo blog nulla che avesse anche il minimo accenno riguardo alla qualità della mia poetica.
Desidererei su questo blog non si parlasse più dei miei scritti.
Comunque sia, non lo visiterò più, dopo questo mio ultimo intervento.
Ritengo non ne valga la pena.
Saluti
Adele Deisderi
Signora Adele,
la cito: "D?altronde, mi si permetta, la notorietà non è determinata dall?importanza dell?editore ma dalla qualità della scrittura e dell?autore."
Veda lei.
Ciò detto, arrivederci.
A latere - nessuno ha domandato si scrivesse di uno dei suoi libri, mi sembra evidente. E' stata una scelta dell'articolista.
certo che è stata una mia scelta perchè ho trovato il libro molto bello e degno di nota come ho fatto con altri testi.
Ho corretto la parola nota ed è scritto, quindi non ho insistito, ho notato solo che si continuava a rimarcare la cosa e non ho veramente compreso perchè. Ognuno è libero di esprimere il proprio parere ma con garbo credo.
confermo che la scelta è stata mia come per tutti gli altri testi e che come tu affermi la casa editrice non è importante se l'autore non vale, non vale, altrimenti daremmo un premio a faletti no ?Io ho presentato un autore non un editore. Mi dispiace veramente e mi ha dato molta amarezza questa discussione con te a cui tango molto ed è giunta inaspettata. La mia umiltà la conosci da diversi anni.
Lo so, e non la metto in discussione.
Sul resto credo di aver spiegato a oltranza, scusate ma non ripeto.
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