Des Barres Pamela

Sto con la band

Des Barres Pamela

I musicisti rock hanno avuto una benedizione. Non sto parlando del successo, né della ricchezza, né della naturalezza di tutti quei vizi – di tutte quelle abitudini – che altrove sono oggetto di scandalo. Non sto parlando della sfida all’eternità, né della capacità di stabilire confini nuovi alla categoria “sperimentazione” in musica. Parlo di quelle muse, libertine e solari, che andavano accompagnando le band passo dopo passo nella loro carriera, a partire dagli anni Sessanta: quando il rock muoveva i primi passi. Fino a quando aveva ragione di essere chiamato rock. Leader carismatica dell’intero movimento – essere groupie non era soltanto un ruolo, era uno stato mentale: dedizione e vocazione – era Pamela Ann Miller, sposata Des Barres (glitter Silverhead hero): oggi scrittrice e giornalista, già attrice e leader delle GTO (Girls Together Outrageously: un’invenzione di Zappa), Pamela racconta di Captain Beefheart, Jeff Beck, Jimi Hendrix, Jim Morrison; Paul McCartney, e la Beatlemania; di Mick Jagger, Jimmy Page, Keith Moon degli Who e via dicendo. Questo libro è l’amarcord necessario d’un momento – musicale e culturale – in cui sembrava tutto fosse possibile; la rivoluzione definitiva, il cambiamento tanto atteso, il break on through to the other side che cantava lo sciamano di Melbourne, Florida. Quel ragazzo che “stringeva forte il microfono quasi fosse una parte vitale del suo corpo e gemeva in modo davvero credibile. Si muoveva con la grazia innaturale di qualcuno che non ha più controllo, tenuto a terra soltanto perché per caso i piedi si trovavano sul pavimento. E soprattutto assomigliava a un dio greco che aveva preso una cattiva strada, con montagne di riccioli scuri e una di quelle facce che rendono i sogni agitati. E cantava con una potente voce da baritono, costellata di ringhi, dolcezza e desiderio indecente. Persi conoscenza.
Da quella notte in poi diventai parte del pubblico dei Doors” (p. 63)

Memoir di Pamela, completo di estratti dei suoi diari dell’epoca, “I’m with the band”, originariamente edito nel 1987, è stato proposto al pubblico nostrano da Castelvecchi nel 2007, nella buona traduzione di Tiziana Lo Porto: non era semplice mantenere la notevole quantità di richiami, reminiscenze e omaggi rock che caratterizzano il dna della scrittura della Des Barres. L’opera, completa di inserti fotografici in bianco e nero – protagonista, manco a dirlo, non è esclusivamente la nostra groupie: ma l’intera scena, e le sue grandi anime –   prende l’avvio, quasi fosse un romanzo di formazione, dai suoi giorni della High School, dal suo totalizzante amore – idolatria pura – per il mancino dei Beatles, dalle sue prime esperienze sentimentali e dalla sua (eroicamente) mantenuta verginità, per passare poi a raccontare di tutta quella grande musica che gli States e l’Inghilterra hanno donato al mondo occidentale tra gli anni Sessanta e i primi Ottanta, terminando nel racconto del matrimonio. Naturlich si concentra su backstage e retroscena, soprannomi e ricordi, morti – purtroppo – e amori: non è altro che il diario di una figura laterale ma essenziale, divertita e divertente coprotagonista del romanzo del rock. La droga serviva a cercare qualcosa di diverso dall’evasione della realtà: serviva a socializzare, serviva a conoscere l’estasi, serviva a condividere l’utopia. Il sesso libero era naturale, Pamela giocava a regalare felicità e ispirazione ai suoi idoli. Quel che aveva senso erano i concerti, il pre e il post concerto in primis, e la presenza nel momento: del sogno. Il sogno di tante ragazze che infine viveva una ragazza soltanto. Totalmente e splendidamente libera. Tutto qui. E finalmente ci racconta come andavano le cose. 

Lei scrive così: “Arrivai a casa con venti album, preoccupata e tormentata. Gail mi disse che non s’era lasciata sfuggire con Donnie che ero andata alla festa degli Who, ma visto che passarono ore senza che lui mi chiamasse, iniziai a rimproverarmi per il mio incorreggibile comportamento da groupie. Ogni volta che ero in compagnia di qualche idolo rock mi succedeva sempre qualcosa, qualcosa di vile e deprecabile, qualcosa di meraviglioso e sacro. Non riuscivo a controllarmi. Non riuscivo a evitarlo” (p. 259) – e racconta tanto, in questo passo, di quel che era, e molto di quel che probabilmente – almeno, a me piace immaginare che sia così – è rimasta.

Dovremo aspettare il suo quarto libro – “Let’s Spend The Night Together” per assistere alla sua difesa d’ufficio di tutte le groupie. Vuole redimere ed elevare quella parola, così equivocata e fraintesa. Chi ha già letto il libro in traduzione potrà raccontarvi com’è andata; per quanto mi riguarda, è questione di giorni o di ore.

Per anime rock e non solo.
Eterna vita alle groupie.
 

 

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Pamela Des Barres (Reseda, California 1948), scrittrice, attrice e giornalista americana, groupie. Ha esordito pubblicando questo libro nel 1987.

Pamela Des Barres, “Sto con la band. Confessioni di una groupie”, Castelvecchi, Roma 2006.  Prefazione di Dave Navarro.
Traduzione di Tiziana Lo Porto. Revisione: Oblique Studio.
Collana “Le Navi”, 38.

Prima edizione: “I’m with the band. Confessions of a groupie”, 1987. 

Approfondimento in rete: Sito ufficiale dell’artista / Coolmag (intervista) / Wiki en /

Gianfranco Franchi, Lankelot. Luglio/Agosto 2008.

ISBN/EAN: 
9788876151385

Commenti

Pamela!

Oh I've just come
From the land of the sun
From a war that must be won
In the name of truth
With our soldiers so brave
your freedom we will save
With our rifles and grenades
And some help from God
I want to see my family
My wife and child waiting for me
I've got to go home
I've been so alone, you see

You just can't believe
The joy I did recieve
When I finally got my leave
And I was going home
Oh I flew through the sky
my convictions could not lie
For my country I would die
And I will see it soon
I want to see my family
My wife and child waiting for me
I've got to go home
I've been so alone, you see

When I walked through the door
My wife she lay upon the floor
And with tears her eyes were sore
I did not know why
Then I looked into her hand
And I saw the telegram
That said that I was a brave, brave man
But that I was dead
I want to see my family
My wife and child waiting for me
I've got to go home
I've been so alone, you see

NEW ORDER. Love Vigilantes.

fortunate queste star del rock: fama, denaro, sesso con queste splendide fanciulle.
Pioveva sul bagnato, come si suol dire. Forse meglio si dovrebbe dire pioveva sulla bagnata, ma questa ora non ve la spiego.
Sicuramente lettura interessante anche per me, nonostante magari non sia anima rock.
Cia'

Dico di sì. Le ragioni le sai già.
Pizzica.

http://www.youtube.com/watch?v=1-gpTJALpMw

Wild child full of grace
Savior of the human race
Your cool face

Natural child, terrible child
Not your mother's or your father's child
Your our child, screamin' wild

An ancient rulage of grains
And the trees of the night
Ha, ha, ha, ha

With hunger at her heels
Freedom in her eyes
She dances on her knees
Pirate prince at her side
Stirrin' into a hollow idols eyes

Wild child full of grace
Savior of the human race
Your cool face
Your cool face
Your cool face

DOORS. Wild Child
http://www.youtube.com/watch?v=1-gpTJALpMw

Almeno le notizie essenziali sul secondo libro tradotto in Italia:

Pamela Des Barres, ?Let?s Spend The Night Together?, Castelvecchi, Roma 2007. Prefazione di Alessandra Izzo.
Traduzione di Tiziana Lo Porto.
Collana ?Le Grandi Navi?, 10.

Prima edizione: ?Let?s Spend the Night Together. Backstage Secrets of Rock Muses and Supergroupies?, 2007.

curiosità sulla copertina: http://3.bp.blogspot.com/_lbqR7h71iKI/Sa2BqMy3nJI/AAAAAAAAAG8/WJUhU6jxGh...
questa è censurata, o quella che è in Castelvecchi ritoccata?

non ho idea, compare:). In quegli anni non lavoravo per loro.
Potrei informarmi, però.

cambio percorso da musica a

cambio percorso da musica a letteratura; aggiungo tags

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