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Pamphlet ma non solo, non&nbsp;fosse altro che dopo tante necessarie recriminazioni, leggiamo l’ultimo capitolo dedicato alla rappresentazione di una liturgia greco-ortodossa sulle pendici della Tessaglia, con la volontà di tornare a quella musica e a quella contemplazione che ormai pareva del tutto perduta nelle nostre chiese post-conciliari.</span></p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">“Musica maledetta” è opera postuma e forse anche per questo motivo le pagine procedono “senza la logica di un trattato”, come giustamente scrive Lorenzo Arruga nella sua bella prefazione: probabilmente un difetto, nemmeno l’unico, ma al di là dei limiti di questo pamphlet imperfetto, è chiarissimo l’intento di Mario Delli Ponti di replicare con veemenza alle “parrocchiali schitarrate di infimi cantautori”. Possiamo credere ad Arruga quando scrive che il nostro autore, pur coltissimo degustatore di Bach, Gesualdo da Venosa e Palestrina, “sa che la libertà di chi inventa è necessaria e preziosa: non gli verrebbe in mente mai di dare precetti a chi compone sul linguaggio in cui esprimersi. Non gli verrebbe naturale mai, nell’incontro con una nuova musica, perder tempo a rimpiangere il passato. Ma questa volta è sopraffatto dalla nostalgia amara di un bene perduto: la convinzione che il sacro debba coincidere col bello” (p. 2). Ammesso e non concesso che in Delli Ponti ci sia stata pure stata una dose di sussiego accademico, è comunque sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti come le funzioni religiose si siano da tempo piegate ad una sorta di consumismo sonoro, accettato, a volte favorito da sacerdoti, spesso poco colti o quanto meno disinteressati ad argomenti quali l’estetica musicale, l’arte, il bello, la sacralità nelle chiese. Forse nella speranza che il “piace ai giovani”, ovvero questa sorta di “ansiolitico ecologico”, possa rivelarsi uno strumento di utile propaganda, tanto importante da sacrificare la bellezza e il raccoglimento.</span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp;</span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">E Delli Ponti proprio non la manda a dire: “Il Concilio Vaticano II non ha responsabilità dirette per ciò, anche se, come si vedrà, si espresse in un modo piuttosto generico, senza tener conto delle molteplici e truffaldine possibili di interpretazioni deformanti da parte di analfabeti della musica […] Oggi si tende ad assecondare e blandire il cattivo gusto di massa, tentando di incorporarlo ai riti con un’operazione che ricorda il ricupero, sempre precario, di una maionese impazzita. Denunciare tutto questo non significa porsi in una prospettiva di chiusura nei confronti della storia&nbsp;[…] L’offerta a Dio del “peggio”, solo perché più noto, “facile” e propagandato, o magari perché piace ai giovani, non è solo profondamente irriverente, ma anche, e in modo irrimediabile, profondamente sciocco” (p. 23). Un pamphlet che non si limita all’analisi spietata dei riti religiosi funestati dalla sciatteria e dal dilettantismo di qualche volenteroso, ma si arricchisce di numerose citazioni, anche letterarie (Delli Ponti era noto per essere “lettore accanito”), e in qualche modo svela un percorso molto personale, nel tempo e nello spazio, dedicato all’estetica musicale nella storia de alla potenza divina della musica: da Sant’Agostino ad Adorno, da Maritain a Kierkegaard, da Romano Guardini a Ravasi, da Jubal (Genesi, IV, 21) a Rudolph Otto. Il linguaggio usato da Delli Ponti, forse anche in virtù di questa pubblicazione postuma, qua e là appare un po’ involuto, fin troppo ricco di aggettivi, ma certamente non tale da risultare incomprensibile. Ma che possa piacere o meno lo stile,&nbsp;il nostro musicista prestato alla letteratura ha saputo scegliere molto bene le citazioni, perfettamente coerente con un pamphlet che non vuole esprimere soltanto una rabbiosa contestazione.</span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp;</span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Qui leggiamo Maritain: “Il mondo moderno congela la bellezza al servizio dei lavori forzati. Il ripudio della bellezza è una cosa molto pericolosa, se non per l’arte che non può in realtà divorziare dalla bellezza, almeno per l’umanità. Uno degli orientamenti viziosi che avviliscono la nostra civiltà industriale è una sorta di ascetismo al servizio dell’utile, una sorta di empia mortificazione che non tende ad alcuna vita superiore. Gli uomini sono ancora capaci di eccitazione e distensione, ma quasi completamente privi di ogni piacere e riposo dell’anima. Questo fenomeno di disumanizzazione può essere superato. L’arte vi svolge una missione eccezionale” (pag. 60). In questo senso, secondo Delli Ponti, anche l’aprirsi al mistero del silenzio, musicale anch’esso, avrebbe una sua logica salvifica. Quel tanto per evitarci l’ascolto delle “schitarrate”, certamente non l’unico simbolo di cattivo gusto imperante nelle chiese allineate ad una logica consumistica, ma uno dei tanti concreti esempi che, nella nostra società, hanno significato la rinuncia all’arte e quindi al sacro.</span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp;</span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE:</b></span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>&nbsp;</b></span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Mario Delli Ponti</b>, pianista italiano (1931 - 2010). Ha studiato con Giovanni Anfossi, Alberto Mozzati, Marguerite Long e Ilonka Deckers. Diplomatosi nel 1947, due anni più tardi esordì nella propria città, Milano, con straordinario esito di pubblico e di critica. Nel 1956, venticinquenne, fu invitato da Arturo Toscanini a suonare nella propria residenza di Riverdale presso New York; vinse quindi a Londra nel \'57 la Bach Medal, importante premio internazionale; nel 1961 venne chiamato da Pablo Casals a suonare a Puerto Rico. In Italia ha suonato al Teatro alla Scala e alla Società del Quartetto di Milano, all\'Accademia di Santa Cecilia di Roma, al Maggio Musicale di Firenze e presso i maggiori Festival e istituzioni musicali. All\'estero, insieme alle frequentissime tournées in Nord America, ha suonato e suona in tutta Europa, Russia, Israele, Giappone, Cina e Sud America. Molto attivo nel campo della musica da camera in varie formazioni, ha inciso dischi con la RCA, l\'Angelicum, e CD per Foné, LoveLied, e Bongiovanni. Nell\'aprile del 2001 è stato negli Stati Uniti per un ennesimo giro artistico concluso a New York dove ha tenuto anche un ciclo di Master Classes alla Carnegie Hall. Ha inciso in CD il raro Concerto per pianoforte e orchestra di Lorenzo Perosi (1916). Nel maggio del 2003 gli è stata concessa dal Presidente della Repubblica la medaglia di benemerito della Cultura e delle Arti. Nel corso della stagione 2004-2005 eseguì diversi programmi a tema, tra cui uno dedicato ai 24 Preludi di Debussy.</span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp;</span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Mario Delli Ponti, “Musica maledetta. Il trionfo della non musica” (a cura di Liliana Garuti delli Ponti), Zecchini, Varese 2012, pag. 120</span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp;</span></div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Luca Menichetti. Lankelot, maggio 2013</span><span style=\"font-size: small;\"><br /></span></div>\n', created = 1487321482, expire = 1487407882, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:f5e29ad62829f398babe4a22172d445d' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">C’è un certo consenso di critica attorno a Daniele Timpano e alla sua “Storia cadaverica d’Italia”, trilogia di testi teatrali (“Dux in scatola”, “Risorgimento pop” e “Aldo morto”) in cui l’autore-attore romano mette in scena un tris di cadaveri-monumento (quelli di Mazzini, Mussolini e Moro) a simboleggiare la nostra identità nazionale nata morta.</span></p>\n', created = 1487321483, expire = 1487407883, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:c70ca3b11c7653d20a27fa81e9cb105c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">C’è stato un tempo in cui la letteratura era ambiziosa, contigua alla filosofia, metafisica almeno nelle domande che si poneva, anche se non nelle risposte che si dava. Figlia di Dostoevskij e di Nietzsche, s’interrogava sul male, sull’aldilà del Bene e del Male, sui limiti della sconfinata libertà dell’uomo. Dio era morto già, ma sepolto da poco, tanto la filosofia quanto la letteratura ancora ne elaboravano il lutto e perciò ancora gli dedicavano pagine di appassionata negazione, anziché l’indifferenza della secolarizzazione compiuta e definitiva. Era il tempo dei filosofi scrittori, come Sartre, o degli scrittori-filosofi, come Camus, e dei filosofi impliciti, seguaci di Nietzsche, come Gide.</p>\n', created = 1487321483, expire = 1487407883, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0f84be7f620014cb132bc4fb2c11a402' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Qualche anno fa, nel quartiere Testaccio a Roma, il nuovo spazio “Macro Future” venne inaugurato con una collettiva, “Into me, out of me”, proveniente dal PS1 di New York: centoquaranta artisti tra i più rinomati nel panorama internazionale (da Marina Abramovic ad Andrès Serrano, da Valie Export a Chris Burden, dagli azionisti viennesi a Nan Goldin) chiamati a illustrare, con foto, installazioni e videoarte, il tema del corpo e della fisicità, attraverso temi come la sessualità e la riproduzione, l’aggressione e la violenza, i processi metabolici e organici. <br /></span></p>\n', created = 1487321483, expire = 1487407883, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p><span style=\"mso-bidi-font-family:Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin\">I vampiri <i style=\"mso-bidi-font-style:normal\">indie rock </i>di Jim Jarmusch, ultima incarnazione dei suoi personaggi marginali e alienati, sono creature fieramente snob. Leggono Shakespeare, Beckett e D. F. Wallace, collezionano dischi in vinile e chitarre elettriche vintage, e possiedono una cultura raffinata che spazia dalla botanica all’astronomia. Amano circondarsi di multiforme bellezza, per questo odiano il ventunesimo secolo, Los Angeles e l’intera stirpe degli uomini, che devastano la terra e ne perseguitano le menti migliori.</span></p>\n', created = 1487321483, expire = 1487407883, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:142523104ec8db0215a272c44cebea61' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">La zia «Lali non aveva mai lavorato, distesa sull’amaca in giardino d’estate amava dire, Il tempo che ti abbonda tra le mani può divorarti. Ti abbonda del tempo tra le mani, zia?».</p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti abbonda del tempo tra le mani, zia. Leggo e rileggo questa improbabile frase, così grassa, così farcita di superfluo e mi domando come ha potuto Ornela Vorpsi disimparare a scrivere. Ripenso al suo primo libro, \"Il paese dove non si muore mai\", che lei, albanese, aveva scritto in un italiano gustoso e con una prosa vispa e spontanea, ripenso alla sua capacità di giocare col macabro e di intrattenere col drammatico dei ricordi della sua infanzia comunista a Tirana, e mi chiedo cosa rimane di quella leggerezza in questo “Fuorimondo”.</p>\n', created = 1487321483, expire = 1487407883, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:1373d8b1fa131fda903a3f7d7b92f220' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Cari soci attuali e futuri, collaboratori, collaboratrici, lettrici e lettori, l\'ultimo editoriale pubblicato su lankelot risale al febbraio 2014. Scrivevo che \"il passaggio da lankelot a lankenauta è slittato a data da destinarsi\". Poi il silenzio, proprio per evitare di ripetersi e così diventare stucchevoli. Non è il caso adesso di ripercorrere le tante vicissitudini di un progetto che, salvo qualche piccolo dettaglio da completare, è ormai giunto a destinazione. Questo vorrà dire che i prossimi editoriali, finalmente pubblicabili ogni trimestre, non appariranno più su lankelot.eu.</p>\n', created = 1487321483, expire = 1487407883, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e328c0d16660956a3c55572358931f3' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p align=\"justify\"><b>liquidàre</b> <br /><i>v. 1ª tr.</i> (Ind. pres. <i>lìquido</i>) calcolare, determinare una ragione di credito, un conto e sim. e provvedere al relativo pagamento; est.: <i>liquidare un impiegato</i>, corrispondergli, alla cessazione del rapporto di lavoro, ciò che gli spetta come buonuscita; <i>liquidare una merce</i>, venderla a prezzo di realizzo; svenderla&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />com. pagare&nbsp; <br />fig.: <i>liquidare un affare</i>, concluderlo; <i>liquidare una questione</i>, risolverla, deciderla; <i>liquidare qu.</i>, levarselo d’attorno o, anche, ucciderlo.</p>\n', created = 1487321483, expire = 1487407883, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:4bb2cdf450742ca8dc28b0461f1b6927' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>“Una volta in scena come capisce se lo spettacolo funziona, se interessa il pubblico?</p>\n', created = 1487321483, expire = 1487407883, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e4e974edd736fca45384584a201a30c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Parlare ancora di <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini\">Pasolini</a> nel 2016 può essere molto rischioso. Prima di tutto perché ci si può imbattere nello spettro dell’agiografia, una trappola che inghiotte con disarmante facilità a causa della personalità così ingombrante di Pasolini, col suo piglio rivoluzionario oggi in via di beatificazione. Ma questo è un fenomeno che generalmente resta in superficie, tra le penne dei gazzettieri che delirano di settima arte. Un altro rischio è quello di non avere niente di nuovo da dire e – cosa ancor peggiore – essere incapaci di nasconderlo.</p>\n', created = 1487321483, expire = 1487407883, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a755862d8e84aa6b01df96b93707bd48' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:a4bf67b75a71c87b3a71ece6018ada55' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Durante la lettura di <i>Gli ultimi ragazzi del secolo</i> ho provato interesse, rabbia, divertimento, curiosità, fastidio, disillusione, partecipazione, mi sono trovato a volte in accordo e altre in disaccordo, e non sono poi molti i libri capaci di farmi qualcosa del genere, al di là del piacere o meno che possa aver avuto leggendo. È un romanzo, autobiografico, che invita al confronto, se non proprio al conflitto, fin dalla copertina, con l\'immagine di un ragazzino che guarda fuori campo, chissà cosa, con aria di sfida. Ragazzino che, scopre chi è interessato alle immagini che sono sui/nei libri, è proprio l\'autore, Alessandro Bertante, che sembra cercare di replicare, da adulto, lo stesso sguardo all\'interno della quarta di copertina. Un\'altra fotografia mostra il ponte di Mostar.</p>\n', created = 1487321483, expire = 1487407883, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a4bf67b75a71c87b3a71ece6018ada55' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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Delli Ponti Mario

Musica maledetta. Il trionfo della non musica

Autore: 
Delli Ponti Mario

Il titolo, “Musica maledetta”, e le dimensioni (appena 116 pagine) rendono l’opera del maestro Mario Delli Ponti facilmente riconoscibile quale pamphlet, ovvero “libello di tono polemico” (cit. Zanichelli). Pamphlet ma non solo, non fosse altro che dopo tante necessarie recriminazioni, leggiamo l’ultimo capitolo dedicato alla rappresentazione di una liturgia greco-ortodossa sulle pendici della Tessaglia, con la volontà di tornare a quella musica e a quella contemplazione che ormai pareva del tutto perduta nelle nostre chiese post-conciliari.

“Musica maledetta” è opera postuma e forse anche per questo motivo le pagine procedono “senza la logica di un trattato”, come giustamente scrive Lorenzo Arruga nella sua bella prefazione: probabilmente un difetto, nemmeno l’unico, ma al di là dei limiti di questo pamphlet imperfetto, è chiarissimo l’intento di Mario Delli Ponti di replicare con veemenza alle “parrocchiali schitarrate di infimi cantautori”. Possiamo credere ad Arruga quando scrive che il nostro autore, pur coltissimo degustatore di Bach, Gesualdo da Venosa e Palestrina, “sa che la libertà di chi inventa è necessaria e preziosa: non gli verrebbe in mente mai di dare precetti a chi compone sul linguaggio in cui esprimersi. Non gli verrebbe naturale mai, nell’incontro con una nuova musica, perder tempo a rimpiangere il passato. Ma questa volta è sopraffatto dalla nostalgia amara di un bene perduto: la convinzione che il sacro debba coincidere col bello” (p. 2). Ammesso e non concesso che in Delli Ponti ci sia stata pure stata una dose di sussiego accademico, è comunque sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti come le funzioni religiose si siano da tempo piegate ad una sorta di consumismo sonoro, accettato, a volte favorito da sacerdoti, spesso poco colti o quanto meno disinteressati ad argomenti quali l’estetica musicale, l’arte, il bello, la sacralità nelle chiese. Forse nella speranza che il “piace ai giovani”, ovvero questa sorta di “ansiolitico ecologico”, possa rivelarsi uno strumento di utile propaganda, tanto importante da sacrificare la bellezza e il raccoglimento.
 
E Delli Ponti proprio non la manda a dire: “Il Concilio Vaticano II non ha responsabilità dirette per ciò, anche se, come si vedrà, si espresse in un modo piuttosto generico, senza tener conto delle molteplici e truffaldine possibili di interpretazioni deformanti da parte di analfabeti della musica […] Oggi si tende ad assecondare e blandire il cattivo gusto di massa, tentando di incorporarlo ai riti con un’operazione che ricorda il ricupero, sempre precario, di una maionese impazzita. Denunciare tutto questo non significa porsi in una prospettiva di chiusura nei confronti della storia […] L’offerta a Dio del “peggio”, solo perché più noto, “facile” e propagandato, o magari perché piace ai giovani, non è solo profondamente irriverente, ma anche, e in modo irrimediabile, profondamente sciocco” (p. 23). Un pamphlet che non si limita all’analisi spietata dei riti religiosi funestati dalla sciatteria e dal dilettantismo di qualche volenteroso, ma si arricchisce di numerose citazioni, anche letterarie (Delli Ponti era noto per essere “lettore accanito”), e in qualche modo svela un percorso molto personale, nel tempo e nello spazio, dedicato all’estetica musicale nella storia de alla potenza divina della musica: da Sant’Agostino ad Adorno, da Maritain a Kierkegaard, da Romano Guardini a Ravasi, da Jubal (Genesi, IV, 21) a Rudolph Otto. Il linguaggio usato da Delli Ponti, forse anche in virtù di questa pubblicazione postuma, qua e là appare un po’ involuto, fin troppo ricco di aggettivi, ma certamente non tale da risultare incomprensibile. Ma che possa piacere o meno lo stile, il nostro musicista prestato alla letteratura ha saputo scegliere molto bene le citazioni, perfettamente coerente con un pamphlet che non vuole esprimere soltanto una rabbiosa contestazione.
 
Qui leggiamo Maritain: “Il mondo moderno congela la bellezza al servizio dei lavori forzati. Il ripudio della bellezza è una cosa molto pericolosa, se non per l’arte che non può in realtà divorziare dalla bellezza, almeno per l’umanità. Uno degli orientamenti viziosi che avviliscono la nostra civiltà industriale è una sorta di ascetismo al servizio dell’utile, una sorta di empia mortificazione che non tende ad alcuna vita superiore. Gli uomini sono ancora capaci di eccitazione e distensione, ma quasi completamente privi di ogni piacere e riposo dell’anima. Questo fenomeno di disumanizzazione può essere superato. L’arte vi svolge una missione eccezionale” (pag. 60). In questo senso, secondo Delli Ponti, anche l’aprirsi al mistero del silenzio, musicale anch’esso, avrebbe una sua logica salvifica. Quel tanto per evitarci l’ascolto delle “schitarrate”, certamente non l’unico simbolo di cattivo gusto imperante nelle chiese allineate ad una logica consumistica, ma uno dei tanti concreti esempi che, nella nostra società, hanno significato la rinuncia all’arte e quindi al sacro.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE:
 
Mario Delli Ponti, pianista italiano (1931 - 2010). Ha studiato con Giovanni Anfossi, Alberto Mozzati, Marguerite Long e Ilonka Deckers. Diplomatosi nel 1947, due anni più tardi esordì nella propria città, Milano, con straordinario esito di pubblico e di critica. Nel 1956, venticinquenne, fu invitato da Arturo Toscanini a suonare nella propria residenza di Riverdale presso New York; vinse quindi a Londra nel '57 la Bach Medal, importante premio internazionale; nel 1961 venne chiamato da Pablo Casals a suonare a Puerto Rico. In Italia ha suonato al Teatro alla Scala e alla Società del Quartetto di Milano, all'Accademia di Santa Cecilia di Roma, al Maggio Musicale di Firenze e presso i maggiori Festival e istituzioni musicali. All'estero, insieme alle frequentissime tournées in Nord America, ha suonato e suona in tutta Europa, Russia, Israele, Giappone, Cina e Sud America. Molto attivo nel campo della musica da camera in varie formazioni, ha inciso dischi con la RCA, l'Angelicum, e CD per Foné, LoveLied, e Bongiovanni. Nell'aprile del 2001 è stato negli Stati Uniti per un ennesimo giro artistico concluso a New York dove ha tenuto anche un ciclo di Master Classes alla Carnegie Hall. Ha inciso in CD il raro Concerto per pianoforte e orchestra di Lorenzo Perosi (1916). Nel maggio del 2003 gli è stata concessa dal Presidente della Repubblica la medaglia di benemerito della Cultura e delle Arti. Nel corso della stagione 2004-2005 eseguì diversi programmi a tema, tra cui uno dedicato ai 24 Preludi di Debussy.
 
Mario Delli Ponti, “Musica maledetta. Il trionfo della non musica” (a cura di Liliana Garuti delli Ponti), Zecchini, Varese 2012, pag. 120
 
Luca Menichetti. Lankelot, maggio 2013
ISBN/EAN: 
9788865400180

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["musica maledetta"] scrive Luca: "Il titolo, “Musica maledetta”, e le dimensioni (appena 116 pagine) rendono l’opera del maestro Mario Delli Ponti facilmente riconoscibile quale pamphlet, ovvero “libello di tono polemico” (cit. Zanichelli). Pamphlet ma non solo, non fosse altro che dopo tante necessarie recriminazioni, leggiamo l’ultimo capitolo dedicato alla rappresentazione di una liturgia greco-ortodossa sulle pendici della Tessaglia, con la volontà di tornare a quella musica e a quella contemplazione che ormai pareva del tutto perduta nelle nostre chiese post-conciliari...."

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