Del Noce Augusto

Verità e ragione nella storia. Antologia di scritti

Autore: 
Del Noce Augusto

E la storia gli diede il posto che meritava

 

Il tempo è galantuomo: Augusto Del Noce, che durante la vita non ebbe grande affermazione né sul piano accademico né su quello genericamente culturale, ci appare ora come grande filosofo, forse il più grande filosofo cattolico italiano della seconda metà del Novecento”. A vent’anni dalla morte, sottoscriviamo queste parole di Giuseppe Riconda che aprono l’ampia prefazione a Verità e ragione nella storia, una bellissima e utile antologia degli scritti più importanti di Del Noce usciti per Rizzoli nel 2007.

Siamo fermamente convinti che anche in questa occasione saranno in pochi a ricordare la centralità del pensiero di Del Noce nella nostra cultura. Il fascino della sua filosofia è scomodo perché dà un’interpretazione profonda del tempo che stiamo vivendo. Nei suoi scritti il filosofo aveva anticipato la dissoluzione della società opulenta (quella che oggi chiamiamo crisi economica e morale), la crisi delle istituzioni e della democrazia. Con acuta intelligenza il suo pensiero attento ha studiato con largo anticipo le ragioni culturali dei nuovi totalitarismi dovuti all’elusione delle questioni fondamentali della verità e della libertà. Ma cosa più importante che oggi è difficile da smentire, Del Noce ha mostrato come il nichilismo è l’esito inevitabile del declino della ragione.

Il pensiero critico del filosofo piemontese sta tutto nelle difficoltà di questo tempo caduto nei deliri della Storia. Il viaggio intellettuale di Augusto Del Noce si compie nel Novecento. Egli è stato tra i primi a capire cosa si nasconde tra le pieghe della decadenza della modernità. Studioso del razionalismo cartesiano e del pensiero moderno (Hegel, Marx), analizzò le radici filosofiche e teologiche della crisi della modernità, ricostruendo quelle che egli riteneva le contraddizioni interne dell'immanentismo. Sostenne l'incompatibilità con il cristianesimo dell’umanesimo, del marxismo e di tutti i sistemi di pensiero che sostengono su basi razionali la possibilità della liberazione secolare dell'uomo. Avversò tenacemente, per tali motivi, le correnti cattoliche italiane a lui contemporanee che auspicavano un dialogo tra credenti e marxisti.

Una filosofia che non contenga risposte agli interrogativi che il proprio tempo presenta si annulla come tale”. Del Noce parte da questa premessa imprescindibile per articolare il suo pensiero che guarda ai punti deboli e alle minacce della nostra società insidiata dalla secolarizzazione e dal materialismo. Se si leggono con attenzione le speculazioni che Del Noce ha dedicato a questi aspetti importanti dell’involuzione del pensiero, si capisce come egli abbia visto lontano e individuato nella post- rivoluzione e nella tecnocrazia gli elementi di disgregazione di una società.

Adesso che siamo caduti dentro questa decadenza, dove gli ideali umani sono stati sviliti e svuotati, le prospettive del nichilismo e del materialismo denunciate da Del Noce possono sembrare per molti cose scontate.

Del Noce, come ha giustamente scritto qualcuno, ebbe a caratterizzare il ventesimo secolo come il secolo dell’eterogenesi dei fini. Il suo pensiero è stato grande perché l vedeva nella scomparsa dei valori tradizionali un imminente disastro. Il suo giudizio critico era temuto dagli intellettuali più ascoltati del pensiero dominante che elaboravano un progetto rivoluzionario utopico (che in seguito si sarebbe chiamato pensiero debole), idea senza verità, pura affermazione di potenza che avrebbe aperto la strada al nichilismo contemporaneo. Del Noce scrive che il nichilismo è esattamente la riduzione di ogni valore a valore di scambio, e il peggiore annebbiamento che il nichilismo genera è la perdita del senso. Quando ne Il problema dell’ateismo il filosofo definisce "irreligione naturale" il grande limite del razionalismo, inteso come negazione senza prove del soprannaturale, ha già in mente un ritratto perfetto della crisi della società attuale . "E neppure la società opulenta può venire presentata come sviluppo della società liberale perché se è essenzialmente democratica, lo è di una democraticità che è fondata sul valore del sostantivo, invece che su quello dell’aggettivo che l’accompagna, mentre nella democrazia liberale era il valore del liberalismo a dare alle istituzioni democratiche". Augusto del Noce aveva previsto il crollo del comunismo, la crisi del materialismo e la scalata antivalorista del nichilismo. Ma la sua lezione più importante, che lo rende filosofo strettamente attuale del presente, è l’appello all’eterno della tradizione che può salvare l’uomo dalla deriva della modernità verso il determinismo della società tecnocratica.

Del Noce è stato soprattutto il filosofo che ha spiegato il suicidio ideologico della rivoluzione. Il “tragico successo” del pensiero debole, che ha annichilito il modo di pensare di una società opulenta che ha smesso di proporre modelli alternativi, ha in Augusto Del Noce il suo critico più severo. In tempi non sospetti , e lo testimoniano tutti i momenti del suo pensiero, il filosofo della politica, non curandosi dell’ambiente culturale dell’epoca che gli era ostile, aveva ravvisato l’urgenza di non smarrire il legame fondamentale tra modernità e tradizione, senza il quale vengono a mancare gli elementi indubbi di verità che permettono a una società di esistere. Nella "irreligione naturale contemporanea", Del Noce aveva intravisto anzitempo, come ha giustamente osservato Giano Accame, quel “nichilismo gaio” che oggi chiamiamo volgarmente decadenza.

BREVI NOTE

Augusto Del Noce (Pistoia, 11 agosto 1910 – Roma, 30 dicembre 1989) filosofo e politico italiano di ispirazione cattolica.

Del Noce, "Verità e ragione nella storia. Antologia di scritti" - Rizzoli, Milano 2007

Per approfondire: Wiki it / Centro Culturale Augusto Del Noce

Nicola Vacca

("Speciale Augusto Del Noce" pubblicato su Linea quotidiano il 20 ottobre)

 

ISBN/EAN: 
9788817015059

Commenti

Nicola Vacca commemora gli scritti di Augusto Del Noce: buona lettura!