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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">“Niente era recuperabile, ormai. Pensava che la loro storia, quella della sua famiglia, cominciata con loro dopo generazioni dimenticate, recessi oscuri di una genealogia, fosse destinata a ripetersi costantemente, senza che nessuno mai riuscisse a porvi fine, ad arrestare la macchina, bloccare gli ingranaggi, deviarne la rotta. Albin pensò che la storia della sua famiglia, comune e così particolare, potesse essere, in definitiva, la storia di tutti.”(pag.102 – fine parte prima)<i>&nbsp;</i></p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><i>Il sale</i> (scritto da Jean-Baptiste Del Amo, in Italia edito da Neo edizioni) rientra in quella tipologia di gestione narrativa e linguistica per cui, dalle prime pagine, l’autore afferra il lettore e gli mette sotto il naso indizi, dettagli visivi o espressioni che lo indirizzano verso quella che sarà la strada da seguire per tutta la storia.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel caso de <i>Il sale</i> ci si trova davanti al racconto di una famiglia: Armand, il padre, è già morto nel presente narrativo (e lo si capisce con gradualità, dalle espressioni e i racconti degli altri personaggi) mentre Louise e i suoi tre figli s’apprestano a riunirsi per una cena ‘di famiglia’.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il romanzo inizia la mattina, con Louise che si alza dal letto. E le tappe della giornata sono poi scandite da un continuo entrare ed uscire dal presente dei singoli personaggi, protagonisti delle parti in cui il narratore li segue portando gradualente avanti la giornata.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Impossibile non avvertire il richiamo di Virginia Woolf, de <i>La signora Dalloway</i> e della sua giornata (La Woolf è anche nella citazione iniziale).</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\"La signora Dalloway disse che i fiori sarebbe andata a comprarli lei.\"</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">(Il noto incipit di <i>Mrs Dalloway</i>)</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\"Si svegliò con la certezza che i bambini dormissero ancora.\"</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">(L’incipit de <i>Il sale</i>)</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Jean-Baptiste Del Amo sceglie dunque di narrare con un preciso schema, dove ogni personaggio ha il suo periodico ‘momento d’aria’ e soprattutto nella prima parte il giro-giro tondo s’avverte con gran forza, intitolando ogni frammento narrativo al nome del personaggio di riferimento che ne diventa il centro, specialmente per quei ricordi ed emozioni che dal passato prendono vita davanti al lettore, tracciando tappe ed evoluzioni nel microcosmo familiare.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">È indubbiamente la storia di una famiglia dove ogni membro rappresenta qualcosa, e dove sin dalle prime pagine nulla è come (forse) ci si auspicherebbe.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Frasi come “la casa aveva il silenzio e la fissità di una stela funeraria”, e “immaginò il dedalo delle stanze con la sensazione di abitare una carcassa, un relitto decisamente troppo grande” (entrambe a pagina 11) portano il lettore dentro una realtà denudata da orpelli, glitter e patinature.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe però, all’inizio del romanzo, supporre che sia il presente ad essere duro e difficile. Invece no. Anche dal passato, proposto dal punto di vista di ogni personaggio-protagonista, emergono in fretta stonature, fratture e profondi solchi nelle carni. Con termini come ‘strappare’, Del Amo impone al lettore contestualizzazioni e, forse, visualizzazioni a delineare contorni difficili, già dolorosi ancor prima di essere chiariti (“Louise rivide Armand strappare uno a uno i bambini fuori dal loro letto”, pagina 13).</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">È una storia immobile e allo stesso tempo piena di frame che riportano continuamente a galla scene, azioni e fatti. Innegabilmente la giornata raccontata non è costellata da eventi memorabili, il presente non è in movimento se non in quei micro spostamenti del quotidiano.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ma lo è il passato dove Del Amo concentra tutte le energie mobili attraverso i personaggi che ne evocano in continuazione schegge. È un passato fatto di scorci, scene e singoli episodi.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Un romanzo incentrato su una giornata che racchiude in sé tutte le altre, quelle che ci sono state prima, a comporre la storia di una famiglia lacerata da egoismi, lontananze insanabili, individualità e incomprensioni. E che si ripercuote nella storia dei nuovi nuclei familiari tra silenzi, accomodamenti, infelicità consapevoli, attese.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Un ‘family drama’ in effetti, in questo mi ha evocato echi non solo narrativi, ad esempio ci ho trovato dinamiche affini all’omonimo genere nelle serie tv, mi è tornato in mente <a href=\"http://www.imdb.com/title/tt1416765/\">Parenthood</a> (2010, tratto dal film diretto da Ron Howard nel 1989, tutt’ora trasmesso in prima visione americana dalla <a href=\"http://www.nbc.com/parenthood/about/\">NBC</a>): c’è un primo nucleo – i genitori – da cui prendono forma le storie e le memorie degli altri nuclei generati dai figli.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ne <i>Il sale</i> sebbene Armand sia già morto quando s’avvia la giornata nel presente della narrazione, ne è comunque parte, in quel passato che rivive costantemente – ossessivamente - nei ricordi dei personaggi. Mentre in ciò che sono gli altri personaggi (la madre e i figli ma anche le famiglie dei figli) si rintracciano sviluppi e tematiche di impatto più generale: l’omosessualità (la negazione delle scelte sessuali di un figlio, il figlio che tradisce i valori e gli insegnamenti del padre) ma anche un amore perso e mai dimenticato; c’è il bisogno di diventare ‘come’ il padre, di seguirne valori quanto di raggiungere una certa vicinanza anche fisica; c’è la morte di una figlia che segna le relazioni (scatenando isolamenti, silenzio, indifferenza, nelle stesse mura domestiche) e ci sono i sensi di colpa di una madre che avverte nei figli grandi lontananze. Senza svelare troppo, si può dire che ci sono diverse ‘macro tematiche’ in queste storie che si dipanano e s’intrecciano partendo dai legami di sangue. Tante storie nella storia. E un passato che viene ricostruito frame per frame, a volte anche riavvolgendo più d’una volta una memoria per coglierne più umori.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Una scrittura che punta tutto su un ritmo lento, che si prende il tempo per dire e recuperare, dettagliare e chiarire proponendo i diversi punti di vista, lavorando con pazienza e cura nelle parole, nella scelta di frasi, scene, dettagli e ritorni al presente. È questo forse l’aspetto più fragile e potente allo stesso tempo, che in un qualche modo mi ha dato l’impressione possa determinare ‘odio’ o ‘amore’ leggendolo: la lentezza placida, ponderata e a mio avviso consapevole che poggia spesso su una certa ‘liricità’ nel narrare, nell’usare espressioni, nel determinare cadenze.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il ritmo della narrazione evoca quello delle onde che s’infrangono sulla spiaggia. E, d’altra parte, risulterebbe difficile immaginare diversamente avendo come ambientazione il comune francese di Sète, considerato il secondo porto per importanza (primato che spetta a Marsiglia) e che trova spazio nella narrazione tra atmosfere, e memorie, più d’una semplice cornice, il suono d’un respiro in sottofondo.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">“Per la prima volta, trova Sète piacevole, bagnata da questa fanghiglia gialla, con i marciapiedi e i muri splendenti come quarzo. Si riempie i polmoni dell’odore del porto, e quell’odore la riporta alla città che ha conosciuto da bambina. Un profumo di cordami a lungo immersi nella baia, coperti di cozze, che seccano al sole, con indolenza e fissità di serpenti. L’odore delle reti in cui resiste il fiato degli abissi, in cui s’incastrano le alghe verdi e le alghe nere. A Fanny pare di sentire anche l’odore dei corpi sfiniti dei marinai quando risalgono il porto con gli occhi piantati nel sole del largo, poi quello dei ponti sui quali scivola il pesce. La puzza delle stive e dei catini di plastica in cui luccicano le rane pescatrici, i ricci di mare e tonni in una miriade di bagliori fugaci, rossi o blu.”</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">(pag.236)</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Interessante la scelta di non narrare l’intera storia con lo stesso approccio: nella seconda e nella terza parte s’abbandonano i frammenti intestati ai singoli personaggi per un unico flusso a portare avanti la giornata nel presente incastrandoci dentro ricordi e rievocazioni. L’epilogo poi, merita una lettura a parte, la poetica raggiunge il suo culmine anche visivo.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il romanzo è stato tradotto da Sabrina Campolongo che sul <a href=\"http://sabrinacampolongo.wordpress.com/2013/10/02/il-sale-jean-baptiste-del-amo/\">suo blog</a> racconta la storia di come si è messo in moto il meccanismo che ha permesso a questo libro di entrare nel mercato italiano.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Segnalo che <a href=\"http://www.satisfiction.me/jean-baptiste-del-amo-anteprima-il-sale/\">su Satisfiction</a> sono stati pubblicati alcuni estratti ad anticipare l’uscita, a cura di Paolo Melissi.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Jean-Baptiste Del Amo</strong>&nbsp;(il cui vero nome è&nbsp;Jean-Baptiste Garcia, Tolosa 1981). Nel 2006 è stato premiato come miglior “Giovane scrittore” di Francia; nel 2008 è stato finalista del&nbsp;Premio Goncourt&nbsp;e del&nbsp;Prix Médicis. Fin ora i suoi libri in Francia sono pubblicati da Gallimard (<i>Une éducation</i>, 2008 e <i>Le Sel</i>, 2010).&nbsp;Il Sale&nbsp;è la sua prima opera tradotta in Italia.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Jean-Baptiste Del Amo, <em>Il sale</em>, Neo Edizioni, 2013, traduzione di Sabrina Campolongo, pag.269, Eur 16.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Edizione originale Jean-Baptiste Del Amo, <em>Le Sel, </em>Paris,<em> </em>Les Editions Gallimard, 2010</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Approfondimenti in rete</div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http://www.neoedizioni.it/neo/catalogo/il-sale/\">La scheda del libro</a> dal sito dell’editore con numerosi link a recensioni e segnalazioni.</div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L’autore <a href=\"http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Baptiste_Del_Amo\">su Wikipedia</a>.</div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Barbara Gozzi, Ottobre 2013.</p>\n', created = 1487604449, expire = 1487690849, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:6dc0abf7018a4842bcdda7b15bb78f47' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">C’è un certo consenso di critica attorno a Daniele Timpano e alla sua “Storia cadaverica d’Italia”, trilogia di testi teatrali (“Dux in scatola”, “Risorgimento pop” e “Aldo morto”) in cui l’autore-attore romano mette in scena un tris di cadaveri-monumento (quelli di Mazzini, Mussolini e Moro) a simboleggiare la nostra identità nazionale nata morta.</span></p>\n', created = 1487604450, expire = 1487690850, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:c70ca3b11c7653d20a27fa81e9cb105c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">C’è stato un tempo in cui la letteratura era ambiziosa, contigua alla filosofia, metafisica almeno nelle domande che si poneva, anche se non nelle risposte che si dava. Figlia di Dostoevskij e di Nietzsche, s’interrogava sul male, sull’aldilà del Bene e del Male, sui limiti della sconfinata libertà dell’uomo. Dio era morto già, ma sepolto da poco, tanto la filosofia quanto la letteratura ancora ne elaboravano il lutto e perciò ancora gli dedicavano pagine di appassionata negazione, anziché l’indifferenza della secolarizzazione compiuta e definitiva. Era il tempo dei filosofi scrittori, come Sartre, o degli scrittori-filosofi, come Camus, e dei filosofi impliciti, seguaci di Nietzsche, come Gide.</p>\n', created = 1487604450, expire = 1487690850, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0f84be7f620014cb132bc4fb2c11a402' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Qualche anno fa, nel quartiere Testaccio a Roma, il nuovo spazio “Macro Future” venne inaugurato con una collettiva, “Into me, out of me”, proveniente dal PS1 di New York: centoquaranta artisti tra i più rinomati nel panorama internazionale (da Marina Abramovic ad Andrès Serrano, da Valie Export a Chris Burden, dagli azionisti viennesi a Nan Goldin) chiamati a illustrare, con foto, installazioni e videoarte, il tema del corpo e della fisicità, attraverso temi come la sessualità e la riproduzione, l’aggressione e la violenza, i processi metabolici e organici. <br /></span></p>\n', created = 1487604450, expire = 1487690850, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p><span style=\"mso-bidi-font-family:Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin\">I vampiri <i style=\"mso-bidi-font-style:normal\">indie rock </i>di Jim Jarmusch, ultima incarnazione dei suoi personaggi marginali e alienati, sono creature fieramente snob. Leggono Shakespeare, Beckett e D. F. Wallace, collezionano dischi in vinile e chitarre elettriche vintage, e possiedono una cultura raffinata che spazia dalla botanica all’astronomia. Amano circondarsi di multiforme bellezza, per questo odiano il ventunesimo secolo, Los Angeles e l’intera stirpe degli uomini, che devastano la terra e ne perseguitano le menti migliori.</span></p>\n', created = 1487604450, expire = 1487690850, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:142523104ec8db0215a272c44cebea61' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">La zia «Lali non aveva mai lavorato, distesa sull’amaca in giardino d’estate amava dire, Il tempo che ti abbonda tra le mani può divorarti. Ti abbonda del tempo tra le mani, zia?».</p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti abbonda del tempo tra le mani, zia. Leggo e rileggo questa improbabile frase, così grassa, così farcita di superfluo e mi domando come ha potuto Ornela Vorpsi disimparare a scrivere. Ripenso al suo primo libro, \"Il paese dove non si muore mai\", che lei, albanese, aveva scritto in un italiano gustoso e con una prosa vispa e spontanea, ripenso alla sua capacità di giocare col macabro e di intrattenere col drammatico dei ricordi della sua infanzia comunista a Tirana, e mi chiedo cosa rimane di quella leggerezza in questo “Fuorimondo”.</p>\n', created = 1487604450, expire = 1487690850, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:1373d8b1fa131fda903a3f7d7b92f220' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Cari soci attuali e futuri, collaboratori, collaboratrici, lettrici e lettori, l\'ultimo editoriale pubblicato su lankelot risale al febbraio 2014. Scrivevo che \"il passaggio da lankelot a lankenauta è slittato a data da destinarsi\". Poi il silenzio, proprio per evitare di ripetersi e così diventare stucchevoli. Non è il caso adesso di ripercorrere le tante vicissitudini di un progetto che, salvo qualche piccolo dettaglio da completare, è ormai giunto a destinazione. Questo vorrà dire che i prossimi editoriali, finalmente pubblicabili ogni trimestre, non appariranno più su lankelot.eu.</p>\n', created = 1487604450, expire = 1487690850, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e328c0d16660956a3c55572358931f3' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p align=\"justify\"><b>liquidàre</b> <br /><i>v. 1ª tr.</i> (Ind. pres. <i>lìquido</i>) calcolare, determinare una ragione di credito, un conto e sim. e provvedere al relativo pagamento; est.: <i>liquidare un impiegato</i>, corrispondergli, alla cessazione del rapporto di lavoro, ciò che gli spetta come buonuscita; <i>liquidare una merce</i>, venderla a prezzo di realizzo; svenderla&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />com. pagare&nbsp; <br />fig.: <i>liquidare un affare</i>, concluderlo; <i>liquidare una questione</i>, risolverla, deciderla; <i>liquidare qu.</i>, levarselo d’attorno o, anche, ucciderlo.</p>\n', created = 1487604450, expire = 1487690850, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:4bb2cdf450742ca8dc28b0461f1b6927' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>“Una volta in scena come capisce se lo spettacolo funziona, se interessa il pubblico?</p>\n', created = 1487604450, expire = 1487690850, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e4e974edd736fca45384584a201a30c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Parlare ancora di <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini\">Pasolini</a> nel 2016 può essere molto rischioso. Prima di tutto perché ci si può imbattere nello spettro dell’agiografia, una trappola che inghiotte con disarmante facilità a causa della personalità così ingombrante di Pasolini, col suo piglio rivoluzionario oggi in via di beatificazione. Ma questo è un fenomeno che generalmente resta in superficie, tra le penne dei gazzettieri che delirano di settima arte. Un altro rischio è quello di non avere niente di nuovo da dire e – cosa ancor peggiore – essere incapaci di nasconderlo.</p>\n', created = 1487604450, expire = 1487690850, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a755862d8e84aa6b01df96b93707bd48' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Durante la lettura di <i>Gli ultimi ragazzi del secolo</i> ho provato interesse, rabbia, divertimento, curiosità, fastidio, disillusione, partecipazione, mi sono trovato a volte in accordo e altre in disaccordo, e non sono poi molti i libri capaci di farmi qualcosa del genere, al di là del piacere o meno che possa aver avuto leggendo. È un romanzo, autobiografico, che invita al confronto, se non proprio al conflitto, fin dalla copertina, con l\'immagine di un ragazzino che guarda fuori campo, chissà cosa, con aria di sfida. Ragazzino che, scopre chi è interessato alle immagini che sono sui/nei libri, è proprio l\'autore, Alessandro Bertante, che sembra cercare di replicare, da adulto, lo stesso sguardo all\'interno della quarta di copertina. Un\'altra fotografia mostra il ponte di Mostar.</p>\n', created = 1487604450, expire = 1487690850, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a4bf67b75a71c87b3a71ece6018ada55' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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Del Amo Jean-Baptiste

Il sale

Autore: 
Del Amo Jean-Baptiste

“Niente era recuperabile, ormai. Pensava che la loro storia, quella della sua famiglia, cominciata con loro dopo generazioni dimenticate, recessi oscuri di una genealogia, fosse destinata a ripetersi costantemente, senza che nessuno mai riuscisse a porvi fine, ad arrestare la macchina, bloccare gli ingranaggi, deviarne la rotta. Albin pensò che la storia della sua famiglia, comune e così particolare, potesse essere, in definitiva, la storia di tutti.”(pag.102 – fine parte prima) 

Il sale (scritto da Jean-Baptiste Del Amo, in Italia edito da Neo edizioni) rientra in quella tipologia di gestione narrativa e linguistica per cui, dalle prime pagine, l’autore afferra il lettore e gli mette sotto il naso indizi, dettagli visivi o espressioni che lo indirizzano verso quella che sarà la strada da seguire per tutta la storia.
 
Nel caso de Il sale ci si trova davanti al racconto di una famiglia: Armand, il padre, è già morto nel presente narrativo (e lo si capisce con gradualità, dalle espressioni e i racconti degli altri personaggi) mentre Louise e i suoi tre figli s’apprestano a riunirsi per una cena ‘di famiglia’.
 
Il romanzo inizia la mattina, con Louise che si alza dal letto. E le tappe della giornata sono poi scandite da un continuo entrare ed uscire dal presente dei singoli personaggi, protagonisti delle parti in cui il narratore li segue portando gradualente avanti la giornata.
 
Impossibile non avvertire il richiamo di Virginia Woolf, de La signora Dalloway e della sua giornata (La Woolf è anche nella citazione iniziale).
 
"La signora Dalloway disse che i fiori sarebbe andata a comprarli lei."
(Il noto incipit di Mrs Dalloway)
"Si svegliò con la certezza che i bambini dormissero ancora."
(L’incipit de Il sale)
 
Jean-Baptiste Del Amo sceglie dunque di narrare con un preciso schema, dove ogni personaggio ha il suo periodico ‘momento d’aria’ e soprattutto nella prima parte il giro-giro tondo s’avverte con gran forza, intitolando ogni frammento narrativo al nome del personaggio di riferimento che ne diventa il centro, specialmente per quei ricordi ed emozioni che dal passato prendono vita davanti al lettore, tracciando tappe ed evoluzioni nel microcosmo familiare.
 
È indubbiamente la storia di una famiglia dove ogni membro rappresenta qualcosa, e dove sin dalle prime pagine nulla è come (forse) ci si auspicherebbe.
 
Frasi come “la casa aveva il silenzio e la fissità di una stela funeraria”, e “immaginò il dedalo delle stanze con la sensazione di abitare una carcassa, un relitto decisamente troppo grande” (entrambe a pagina 11) portano il lettore dentro una realtà denudata da orpelli, glitter e patinature.
 
Si potrebbe però, all’inizio del romanzo, supporre che sia il presente ad essere duro e difficile. Invece no. Anche dal passato, proposto dal punto di vista di ogni personaggio-protagonista, emergono in fretta stonature, fratture e profondi solchi nelle carni. Con termini come ‘strappare’, Del Amo impone al lettore contestualizzazioni e, forse, visualizzazioni a delineare contorni difficili, già dolorosi ancor prima di essere chiariti (“Louise rivide Armand strappare uno a uno i bambini fuori dal loro letto”, pagina 13).
 
È una storia immobile e allo stesso tempo piena di frame che riportano continuamente a galla scene, azioni e fatti. Innegabilmente la giornata raccontata non è costellata da eventi memorabili, il presente non è in movimento se non in quei micro spostamenti del quotidiano.
Ma lo è il passato dove Del Amo concentra tutte le energie mobili attraverso i personaggi che ne evocano in continuazione schegge. È un passato fatto di scorci, scene e singoli episodi.
 
Un romanzo incentrato su una giornata che racchiude in sé tutte le altre, quelle che ci sono state prima, a comporre la storia di una famiglia lacerata da egoismi, lontananze insanabili, individualità e incomprensioni. E che si ripercuote nella storia dei nuovi nuclei familiari tra silenzi, accomodamenti, infelicità consapevoli, attese.
 
Un ‘family drama’ in effetti, in questo mi ha evocato echi non solo narrativi, ad esempio ci ho trovato dinamiche affini all’omonimo genere nelle serie tv, mi è tornato in mente Parenthood (2010, tratto dal film diretto da Ron Howard nel 1989, tutt’ora trasmesso in prima visione americana dalla NBC): c’è un primo nucleo – i genitori – da cui prendono forma le storie e le memorie degli altri nuclei generati dai figli.
 
Ne Il sale sebbene Armand sia già morto quando s’avvia la giornata nel presente della narrazione, ne è comunque parte, in quel passato che rivive costantemente – ossessivamente - nei ricordi dei personaggi. Mentre in ciò che sono gli altri personaggi (la madre e i figli ma anche le famiglie dei figli) si rintracciano sviluppi e tematiche di impatto più generale: l’omosessualità (la negazione delle scelte sessuali di un figlio, il figlio che tradisce i valori e gli insegnamenti del padre) ma anche un amore perso e mai dimenticato; c’è il bisogno di diventare ‘come’ il padre, di seguirne valori quanto di raggiungere una certa vicinanza anche fisica; c’è la morte di una figlia che segna le relazioni (scatenando isolamenti, silenzio, indifferenza, nelle stesse mura domestiche) e ci sono i sensi di colpa di una madre che avverte nei figli grandi lontananze. Senza svelare troppo, si può dire che ci sono diverse ‘macro tematiche’ in queste storie che si dipanano e s’intrecciano partendo dai legami di sangue. Tante storie nella storia. E un passato che viene ricostruito frame per frame, a volte anche riavvolgendo più d’una volta una memoria per coglierne più umori.
 
Una scrittura che punta tutto su un ritmo lento, che si prende il tempo per dire e recuperare, dettagliare e chiarire proponendo i diversi punti di vista, lavorando con pazienza e cura nelle parole, nella scelta di frasi, scene, dettagli e ritorni al presente. È questo forse l’aspetto più fragile e potente allo stesso tempo, che in un qualche modo mi ha dato l’impressione possa determinare ‘odio’ o ‘amore’ leggendolo: la lentezza placida, ponderata e a mio avviso consapevole che poggia spesso su una certa ‘liricità’ nel narrare, nell’usare espressioni, nel determinare cadenze.
Il ritmo della narrazione evoca quello delle onde che s’infrangono sulla spiaggia. E, d’altra parte, risulterebbe difficile immaginare diversamente avendo come ambientazione il comune francese di Sète, considerato il secondo porto per importanza (primato che spetta a Marsiglia) e che trova spazio nella narrazione tra atmosfere, e memorie, più d’una semplice cornice, il suono d’un respiro in sottofondo.
 
“Per la prima volta, trova Sète piacevole, bagnata da questa fanghiglia gialla, con i marciapiedi e i muri splendenti come quarzo. Si riempie i polmoni dell’odore del porto, e quell’odore la riporta alla città che ha conosciuto da bambina. Un profumo di cordami a lungo immersi nella baia, coperti di cozze, che seccano al sole, con indolenza e fissità di serpenti. L’odore delle reti in cui resiste il fiato degli abissi, in cui s’incastrano le alghe verdi e le alghe nere. A Fanny pare di sentire anche l’odore dei corpi sfiniti dei marinai quando risalgono il porto con gli occhi piantati nel sole del largo, poi quello dei ponti sui quali scivola il pesce. La puzza delle stive e dei catini di plastica in cui luccicano le rane pescatrici, i ricci di mare e tonni in una miriade di bagliori fugaci, rossi o blu.”
(pag.236)
 
Interessante la scelta di non narrare l’intera storia con lo stesso approccio: nella seconda e nella terza parte s’abbandonano i frammenti intestati ai singoli personaggi per un unico flusso a portare avanti la giornata nel presente incastrandoci dentro ricordi e rievocazioni. L’epilogo poi, merita una lettura a parte, la poetica raggiunge il suo culmine anche visivo.
 
Il romanzo è stato tradotto da Sabrina Campolongo che sul suo blog racconta la storia di come si è messo in moto il meccanismo che ha permesso a questo libro di entrare nel mercato italiano.
 
Segnalo che su Satisfiction sono stati pubblicati alcuni estratti ad anticipare l’uscita, a cura di Paolo Melissi.
 
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Jean-Baptiste Del Amo (il cui vero nome è Jean-Baptiste Garcia, Tolosa 1981). Nel 2006 è stato premiato come miglior “Giovane scrittore” di Francia; nel 2008 è stato finalista del Premio Goncourt e del Prix Médicis. Fin ora i suoi libri in Francia sono pubblicati da Gallimard (Une éducation, 2008 e Le Sel, 2010). Il Sale è la sua prima opera tradotta in Italia.
 
Jean-Baptiste Del Amo, Il sale, Neo Edizioni, 2013, traduzione di Sabrina Campolongo, pag.269, Eur 16.
 
Edizione originale Jean-Baptiste Del Amo, Le Sel, Paris, Les Editions Gallimard, 2010
 
Approfondimenti in rete
La scheda del libro dal sito dell’editore con numerosi link a recensioni e segnalazioni.
L’autore su Wikipedia.

Barbara Gozzi, Ottobre 2013.

ISBN/EAN: 
9788896176153

Commenti

[Del Amo - Il sale] Un

[Del Amo - Il sale] Un esordio che promette bene, questo. Neo sta lavorando bene sul versante francese, mi pare (anche su quello italiano...).

[Del Amo Il sale] Le saghe

[Del Amo Il sale] Le saghe famigliari di solito m'ispirano...

 

[Il sale - Neo] Le edizioni

[Il sale - Neo] Le edizioni Neo in lanke: http://www.lankelot.eu/neo