De Turris Gianfranco

Cronache del fantastico

Autore: 
De Turris Gianfranco

Tra le “magie” della politica perduta

Dal 1982 la rivista L’Eternauta è stata il punto di riferimento per tutti gli appassionati di letteratura e fumetti fantasy, horror e science fiction. Firme prestigiose hanno contribuito al successo di questa rivista che ha avuto il merito di anticipare nel nostro Paese questioni culturali di cui oggi si sta discutendo. Tra i collaboratori storici spicca il nome di Gianfranco De Turris, giornalista e scrittore, ma soprattutto il massimo esperto di letteratura fantascientifica e dell’immaginario.

De Turris torna alla meravigliosa stagione de L’Eternauta e dà alle stampe Cronache del fantastico (Coniglio editore, pagine 363, euro 16,50). L’autore raccoglie in questo volume i suoi articoli pubblicati dal 1988 al 1995. Sfogliando il libro, si capisce subito che De Turris va oltre il suo interesse per il genere fantastico, e dedica la sua attenzione a sottili questioni letterarie e politiche eretiche che impreziosiscono il volume, e per alcuni versi lo rendono incendiario. L’autore riapre polemicamente, in un articolo del novembre 1993, il caso Guido Morselli, uno dei più grandi scrittori italiani del secondo Novecento combattuto in vita dal conformismo. De Turris ricostruisce la solitudine di Morselli, scrittore osteggiato dalle avanguardie che non sopportò il peso di questo assurdo ostracismo. Uno scrittore controcorrente, anticonformista che nelle sue opere mosse una critica severa all’ideologia e alla prassi marxista. Un grande romanziere morto suicida per l’impossibilità di essere compreso dai letterati della sua generazione, che invece avevano scelto le strade comode degli apparati.

Ma sono due articoli, scritti da Turris nel maggio 1993 e nel febbraio 1994, a rendere questo libro profetico e a suggerire al critico una lettura diversa dell’opera dello scrittore che si spinge oltre il fantastico di cui egli è perdutamente innamorato. “Apocalissi italiche” e “L’Italia prossima ventura” anticipano un dibattito sul nichilismo della politica e della cultura che oggi stiamo attraversando. De Turris , con largo anticipo,è entrato nel caos del nuovo millennio di transizione che sta spazzando vie le ultime certezze in cui confidavamo. Nel primo dei due articoli scrive: “Mille e non più mille, mancano sette anni al duemila, un’inezia: chissà quale Italia taglierà il traguardo del 31 dicembre 1999, con i tempi che corrono….Si dice che gli artisti siano, sono, dovrebbero essere i più sensibili all’aria che tira. Se è effettivamente così, non dovremmo sentirci troppo tranquilli dato che da almeno un paio di anni i nostri scrittori danno alle stampe opere catastrofiche, pessimistiche, in tutto o in parte, addirittura apocalittiche. Visionarie anche, ma di una visionarietà tutto sommato negativa. Che vuol dire? Forse solo che l’ottimismo se n’è andato, la fiducia nel progresso pure, l’affidarsi allo Stellone d’Italia idem. Finito il boom economico da un pezzo, tramontate le ideologie da un po’,in piena crisi esistenziale da sempre,che prospettive ci attendono? In cosa dobbiamo credere? Dove rifugiarci?”.

Domande che oggi, giunti nel duemila, trovano la loro ragion d’essere. Interrogativi ai quali è impossibile dare una risposta, ma che ci accompagnano inquietanti se guardiamo alla situazione socio- politica italiana interessata da un immobilismo della classe dirigente dalla quale il paese che soffre non si spetta nulla di buono.

Le cronache del fantastico di Gianfranco De Turris non affondano le radici soltanto nell’immaginario e nel fantascientifico di cui egli è maestro. Il suo interventismo polemico fa di questo libro un sillabario profetico sul diluvio sotto il quale siamo finiti. Attraverso il rapporto tra politica e il magico, De Turris racconta con largo anticipo i laidi avvenimenti della vita del Palazzo , la salvezza compromessa dalla scomparsa del primato della politica. Dalle utopie alle antiutopie di fine secolo, l’autore passa in rassegna il caos di una società che ha sostituito il bene comune alla felicità, in cui sono state sostituite concretamente parole come fantasia, sogno,avventura, ma anche amore, responsabilità, sentimento, umanità ,onestà, perdono e colpa.

Gli scritti polemici e occasionali, che De Turris ci regala in questo libro, hanno la straordinaria importanza di una testimonianza pensata prima che alcuni avvenimenti mostrassero il loro aspetto di catastrofe. L’autore ha scritto in tempi non sospetti della nuova utopia del duemila (quella dell’ottimismo imposto a ogni costo). Nei suoi scritti ha elaborato, accanto a una teoria generale dell’immaginario, l’incertezza globale dei tempi che corrono con le sue luci offuscate dalle ombre di una civiltà che decade, e che non fa nulla per rifare l’Eden con i mezzi della caduta.

 

BREVI NOTE

Gianfranco De Turris (Roma, 1944), giornalista, critico letterario e narratore italiano.

Gianfranco De Turris, “Cronache del fantastico. Science Fiction, fantasy horror su ‘L’eternauta’ (1988-1995)”, Coniglio, Roma 2009. Prefazione di Antonio Faeti. Postfazione di Ernesto Vegetti. Collana Maxima Amoralia.

Approfondimento in rete: WIKI it / Centro Studi La Runa / Fantascienza / Julius Evola /
In Lankelot:

 Nicola Vacca

(articolo pubblicato il 23 ottobre su Linea quotidiano)

ISBN/EAN: 
9788860631671

Commenti

Nicola ripropone le "Cronache del fantastico" di GDT.
In calce, archivio DE TURRIS in Lankelot.
buona lettura!
gf