De Luca Erri, Matino Gennaro

Sottosopra

Autore: 
De Luca Erri, Matino Gennaro

"Sottosopra", annuncia il titolo dell’ultimo libro scritto a quattro mani da Erri De Luca e Gennaro Matino, rivelando il tema principe di questo saggio, prima ancora di poter poggiare gli occhi sulla riga più in basso che chiama in causa le alture dell’antico e del nuovo Testamento.
Ancora una volta lo scrittore napoletano sceglie di condividere le proprie riflessioni di lettore, manifestando familiarità con quella scrittura sacra che ama, pur da non credente, “perché è estremista, più di qualunque altra”.
Ritornano due grandi passioni: le vette ed il confronto con la Bibbia, entrambe argomento di pagine intense lette nei racconti, nelle raccolte di poesie e nei romanzi degli anni precedenti. De Luca “va alle montagne per approfondire il sentimento di essere un intruso del pianeta” e si dedica a quelle cime, note per essere state teatro della rivelazione divina. Quelle cime di cui è impossibile trovare riscontro nella cartografia, perché “in scrittura sacra neanche la geografia sta quieta”.  
L’Ararat a cui Noè si aggrappa con l’arca, aspettando la fine del diluvio. L’Hor sul quale Aronne conosce la fine dei suoi giorni. Il Sinai introvabile su cui Mosè sale scalzo per ricevere i comandamenti e il Nebo sul quale muore dopo che Dio, alle sue spalle, gli mostra la terra promessa, con gesto da destra a sinistra, seguendo la stessa andatura dell’ebraico scritto, quindi quasi leggendogliela.

La vetta celebra l’incontro: il punto di congiunzione tra due solitudini, “quella di un Dio unico e totale e quella di un popolo non eletto, ma staccato da tutti gli altri”. La discesa divina e la salita dell’uomo: un sottosopra che scandisce l’intera vicenda di Elohìm e di Israele tra separazioni e riavvicinamenti, perché “la storia sacra è geografia di tradimenti” e passa per la torre di Babele prima di salire sul Golgota, per poi declinare in pianura e spostarsi verso l’Occidente. Tappa intermedia: il famoso discorso delle beatitudini, che De Luca commenta mettendo in evidenza quelle preziose sfumature semantiche spesso sacrificate dalle traduzioni.

“Più concreta dell’aerea beatitudine è, infatti, la parola Ashrè, che è più fisicamente una letizia”. Così come di maggiore impatto è l’espressione “shfal rùah” erroneamente resa con “poveri di spirito” e in realtà atta ad indicare gli “abbassati di vento”, cioè gli “oppressi al punto di avere il collo piegato, il fiato rivolto a terra, trascinato al suolo”. Due esempi particolarmente efficaci, mediante i quali appare evidente la distanza dell’italiano dall’ebraico, “matrice e madrelingua della rivelazione monoteista”.

E allora diventa oltremodo interessante la traduzione interlineare proposta dallo stesso De Luca, che affianca le due lingue, una a cavallo dell’altra, in un paio di fogli che capovolgono la lettura, per portarci fin dentro quel codice antico, fatto di “radici a tre lettere, senza nemmeno l’aria delle vocali intorno, che ha saputo reggere l’inaudita pressione della rivelazione”.  

Erri legge e spiega come leggere quella lingua che ha scelto di studiare da autodidatta e che non può non considerare speciale, come traspare dalle righe che aprono la sua nota: “Un Dio unico e uno si costipava in un alfabeto, una grammatica, e parlava. Qualunque altra lingua sarebbe stata bruciata dall’impatto dell’incandescenza. L’ebraico riarso, scritto con le sole consonanti, l’ebraico parente del silicio dei deserti ha resistito alla temperatura di fusione”.

Coerentemente con le riflessioni sul potere della parola, già protagoniste in “Nocciolo d’oliva”*, De Luca si dedica ora a quelle cime che “poggiano sopra un suolo di parole ardenti”, dando continuità al proprio percorso di lettore e al contempo arricchendo la sua bibliografia dedicata alle sacre scritture, di un nuovo titolo che lo vede collaborare per la seconda volta con il teologo Gennaro Matino. "Sottosopra" è, infatti, libro a due voci: due toni differenti che riflettono due diversi approcci alla Bibbia.

Lo stile di Matino perde quell’intensità caratteristica della scrittura scarna e fertile di De Luca e in alcuni punti sembra addirittura smagliarsi divenendo insistentemente didattico, nonché cedendo al desiderio di predicare più che commentare. Il sacerdote, infatti, non racconta, spiega la figura di Cristo, spesso postulando la fede del lettore. Tuttavia non mancano acute considerazioni in grado di esortare alla rilettura meditata di testi noti, eppure sconosciuti nel loro senso più profondo, rimarcando ancora una volta l’invito che De Luca aveva già lanciato nel 1991 dalla quarta di copertina di “Una nuvola come tappeto”: “Ognuno s’affretti a leggere la Bibbia a modo suo, con fervore e freddezza, in buona o cattiva sorte. Perché quel libro è bello, valore che ha contribuito a conservare quel sacro fino a oggi. Il sacro dura nel cuore dei millenni quando si fissa in libri grandiosi. La Bibbia ne è piena”.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Erri De Luca (Napoli, 1950), giornalista e scrittore. Ex attivista di Lotta Continua, ex operaio edile. Già collaboratore de “L’Avvenire”, oggi è opinionista de “Il Manifesto” e de “Il Corriere della Sera”. Traduttore dall’ebraico (da autodidatta). Il suo primo romanzo, “Non ora, non qui” è stato pubblicato da Feltrinelli nel 1989.


Gennaro Matino è nato a Napoli nel 1956. È parroco, docente di teologia pastorale e insegna Storia del Cristianesimo presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Editorialista de “Il Mattino”, scrive anche per varie riviste pastorali.


Erri De Luca e Gennaro Matino, “Sottosopra”, Mondadori, Milano, 2007

 

*E quando Elohìm dice "Iei or", "sia luce", (...) insegna che è quel suo dire a far avvenire la luce e via via tutto il resto. La sua sola volontà muta non basta, ci vuole la sua parola a dare impulso alla creazione. Non c’è altro esempio equivalente di una così immensa importanza data alla parola. (pag. 44)

 

Approfondimento in rete: RaiLibro / OrlandoErri De Luca  / intervista su ItaliaLibri  /  intervista video

De Luca in Lankelot:
De Luca Erri - Aceto, arcobaleno - AngelaMigliore
De Luca Erri - Il cielo in una stalla - AngelaMigliore
De Luca Erri - Il contrario di uno - AngelaMigliore
De Luca Erri - Il contrario di uno - acherusa
De Luca Erri - Il giorno prima della felicità - AngelaMigliore
De Luca Erri - Il peso della farfalla - AngelaMigliore
De Luca Erri - In nome della madre - monnalisa
De Luca Erri - In nome della madre - AngelaMigliore
De Luca Erri - L'ospite incallito - AngelaMigliore
De Luca Erri - Montedidio - franchi
De Luca Erri - Morso di luna nuova - AngelaMigliore
De Luca Erri - Napòlide - rapace
De Luca Erri - Nocciolo d'oliva - marina monego
De Luca Erri - Non ora, non qui - AngelaMigliore
De Luca Erri - Opera sull'acqua - AngelaMigliore
De Luca Erri - Opera sull'acqua - Grattarola
De Luca Erri - Pianoterra - AngelaMigliore
De Luca Erri - Solo andata - AngelaMigliore
De Luca Erri - Sulla traccia di Nives - AngelaMigliore
De Luca Erri - Tentativi di scoraggiamento (a darsi alla scrittura) - AngelaMigliore
De Luca Erri - Tre cavalli - AngelaMigliore
De Luca Erri - Tu, mio - franchi
De Luca Erri - Una nuvola come tappeto - marina monego
De Luca Erri, Matino Gennaro - Sottosopra - AngelaMigliore
De Luca Erri, Bolaffi Angelo - Come noi coi fantasmi - AngelaMigliore
De Luca Erri, Mirabassi Gabriele, Testa Gianmaria - Chisciotte e gli invincibili - AngelaMigliore
De Luca Erri, Mirabassi Gabriele, Testa Gianmaria - Chisciotte e gli invincibili - Grattarola
De Luca Erri, Sarajlic Izet - Lettere fraterne - AngelaMigliore

 

Angela Migliore, luglio 2007

 

ISBN/EAN: 
9788804576907

Commenti

Non poteva mancare l'ultimo De Luca.

Alè! Intanto aggiungo i tag "letteratura" e "saggistica trattatistica", e sistemo tutti i titoli dei pezzi di De Luca nell'archivione. Vengo subito a leggerti!

"E allora diventa oltremodo interessante la traduzione interlineare proposta dallo stesso De Luca, che affianca le due lingue, una a cavallo dell?altra, in un paio di fogli che capovolgono la lettura, per portarci fin dentro quel codice antico, fatto di ?radici a tre lettere, senza nemmeno l?aria delle vocali intorno, che ha saputo reggere l?inaudita pressione della rivelazione?.

> tra un paio d'anni torno su De Luca e recupero tutto il periodo 2003-2010, Chisciotte a parte;). Ho l'impressione, rafforzata regolarmente dai tuoi scritti, che mi regalerà altre ore di piacevoli riflessioni.

"De Luca ?va alle montagne per approfondire il sentimento di essere un intruso del pianeta? e si dedica a quelle cime, note per essere state teatro della rivelazione divina. Quelle cime di cui è impossibile trovare riscontro nella cartografia, perché ?in scrittura sacra neanche la geografia sta quieta?.

> e con questo passo in memoria vado a dormire, vediamo cosa sogno:).
Ave Angela, grazie per questo nuovo momento della tua ricca monografia su EDL.

non sapevo di questa novità ghiotta editoriale!
Di Matino ho letto "la tenerezza di un Dio diverso", un libro da riflessione,che certamente riflette la sua esperienza sacerdotale.
De Luca è sempre è sempre notevole, ammiro la sua passione biblica e la sua pazienza nello studiarsi l'ebraico.

"De Luca ?va alle montagne per approfondire il sentimento di essere un intruso del pianeta? e si dedica a quelle cime, note per essere state teatro della rivelazione divina."
> bello qui.

"?Ognuno s?affretti a leggere la Bibbia a modo suo, con fervore e freddezza, in buona o cattiva sorte. Perché quel libro è bello, valore che ha contribuito a conservare quel sacro fino a oggi. Il sacro dura nel cuore dei millenni quando si fissa in libri grandiosi. La Bibbia ne è piena?."
> da notare fervore e freddezza: ma non sono termini un poco contrastanti? O forse vuole esortare a leggerla a prescindere da un discorso fideistico, cioé come fa lui?
E ancora: A modo suo, cioé con la propria testa.
Sta di fatto che a volte la Bibbia non è per niente facile, soprattutto contestualizzarla storicamente è un bel lavorone.

grazie per questo validissimo aggiornamento si De Luca, Angela!

3> Ad eccezione di Napolide, tra 2006 e 2007 De Luca ha pubblicato esclusivamente testi legati ad argomenti di carattere biblico che, per quanto densi e profondi, non affascinano come i romanzi, i racconti e le poesie. Spero che per il 2010 torni a regalarcene, perchè è lì che il suo scrivere conquista.
Nel percorso a ritroso che ti vedrà recuperare le letture perse, son sicura non potrai non apprezzare "Solo andata".
Poi mi saprai dire.

4> Punto all'opera omnia, lo sai. Ma spero De Luca scriva ancora tanto, costringendomi a rincorrerlo :)
(sognato vette e roveti ardenti?)
Grazie per aver aggiunto i tags mancanti e per la lettura partecipe.

5> Sottosopra è uscito a febbraio, io l'ho ricevuto in dono a fine aprile. Ho impiegato un po' di tempo a scriverne, chè non ero dell'umore adatto. Ma la promessa andava onorata.

L'ebraico, per quel minimo che ho potuto leggere, sembra assai affascinante. Mi da' l'idea di essere una lingua meticolosa e densa di suggestioni.

7> Con quelle parole, credo De Luca volesse fare eco alla formula matrimoniale. Almeno è l'impressione che ho avuto io leggendo. Fervore/freddezza, buona e cattiva sorte: pare intenda mettere in evidenza come le contraddizioni rientrino in un rapporto di scambio reciproco, appunto quello di coppia, nonchè quello tra libro e lettore.

8> Grazie a te, Marina.
(La Bibbia è un testo non facile, personalmente per leggerla come si deve, bisognerebbe che prima cancellassi le reminiscenze frammentarie dei lunghi anni passati ad ascoltar prediche da pulpiti troppo in bilico.)

Solita pagina di grande bellezza e architettura perfino in recensione. Posso immaginare che scrivere di una cosa del genere non sia stato facile. Mi piace questo affrontare la Bibbia da parte di De Luca, sono molto vere alcune riflessioni, come questa che hai riportato:

?Un Dio unico e uno si costipava in un alfabeto, una grammatica, e parlava. Qualunque altra lingua sarebbe stata bruciata dall?impatto dell?incandescenza. L?ebraico riarso, scritto con le sole consonanti, l?ebraico parente del silicio dei deserti ha resistito alla temperatura di fusione?.

Però la lettura della Bibbia non può prescindere da qualcosa che deve essere nel nostro cuore. Chiamala fede, chiamalo incontro. Deve essere avvenuto, in un momento o nell'altro. Tutto è tranne che letteratura (perfino i racconti non lo sono mai fino in fondo).
Io che ho acquisito un approccio più vicino ai Protestanti che ai cattolici - obbligati a mediazioni continue (le prediche di cui parli) e tenuti di fatto volentieri lontani dalle Scritture (siete imbarazzanti, mi disse un sacerdote una volta, voi cattolici che pretendente di leggere - e avete l'arroganza di capire - la Bibbia...) - bene, ho imparato a vedere la fonte della Parola e ogni volta la stessa riga mi parla in modo diverso, ed è qualcosa di vivo e presente nel momento in cui leggo. Emozionante e difficile da spiegare.
Ma anche De Luca, nonostante si definisca non credente, a quel che dici, secondo me ha trovato più di un semplice "libro famoso" nelle Scritture...

***

Recupererò anch'io questo autore, prima o poi ci sarà anche questo incontro.
Grazie Angela!

13.>...obbligati a mediazioni continue (le prediche di cui parli) e tenuti di fatto volentieri lontani dalle Scritture"
verissimo, e questo è un grosso problema secondo me, bisognerebbe tornare alla fonti e reimpossessarsene.
M'interessa il tuo approccio vicino ai Protestanti: senza mediazioni dunque? Ma non ti sembra di perderti dentro al testo ogni tanto? (almeno io a volte ho quest'impressione).

13.>"ogni volta la stessa riga mi parla in modo diverso, ed è qualcosa di vivo e presente nel momento in cui leggo"
questo penso di capirlo.....
però letterariamente, ci sono dei testi biblici di alta poesia, penso al Cantico dei Cantici o a certe parti di Isaia. O a certi salmi, che però parlano anche in altro modo.

comunque il discorso di esser tenuti lontani dalle fonti valeva più che altro una volta, adesso c'è stata una forte apertura, le scuole bibliche ci sono, i seminari aprono i loro corsi ai laici...

14 e 15 e un pochino OT: L'approccio di cui parlo non esclude la lettura di commentatori (anche cattolici, ma anche protestanti e per non essere fraintesi specifico: evangelici pentecostali, metodisti, anglicani), anzi, direi che sui commentatori mi sono anche fatta le ossa, ma non certo sulla teologia difficile e alta ... Io non leggo più la "paginetta" cone esercizio spirituale, diciamo così. Posso anche farlo, posso riflettere ore sulle letture della domenica. Ma quel giorno magari ho bisogno di altro, ecco, tutto qui e mi rendo conto che non è poco. Insomma, qui non siamo davanti a un libro e basta, a belle cose ispirate e ad alte riflessioni...
La Parola dice quello che fa e fa quello che dice, non torna a Dio senza aver operato ciò per cui è stata mandata, si legge in Isaia. In questa prospettiva non esistono "letture", ma la Voce, il Verbo. Dio parla a me e a me sola nel momento in cui apro la Scrittura (in un punto prestabilito oppure a caso, è lo stesso, stiamo parlando di Dio non delle nostre limitate categorie mentali) e nel momento in cui faccio mia quella Parola, essa opera in me e nella mia vita, viva e vera.
Cavolo, valle a dire a un prete 'ste cose e poi dimmi che ti risponde.
Ci sarà anche il momento dello studio, intendiamoci. Ma continuo a non riuscire a usare la parola "leggere". Per me la Bibbia è Dio che parla, pur nel limite della "mano umana" che l'ha redatta. Scusate tutti l'OT, questi argomenti andrebbero approfonditi in altra sede, forse, ma mi premeva spiegare il commento.

Ribadisco che De Luca non è lontanissimo dall'aver capito queste cose, mentre la maggior parte dei cattolici, purtroppo, lo è anni luce.

13> Ti ringrazio, Ilde, e per l'apprezzamento e per i bei commenti. Personalmente, come credente, ho dei grossi limiti. Non riesco a sentire vicinanza con Dio nè con i testi sacri. Non riesco a sentire quel coinvolgimento per cui tu arrivi a dire che Dio parla a te e a te sola nel momento in cui apri la Scrittura. Ed è motivo di profonda sofferenza, è il motivo per cui non so pregare.

Marina, Ilde.
Leggo con interesse il vostro scambio in materia di fede. E' bello che una recensione sia punto di partenza per un più ampio confronto.

sai che nei miei numerosi recenti accessi silenziosi (causa forza maggiore) mi son detto, ok, Paolo, non hai mai letto De Luca. Tuttavia (e non solo in questa) trovo spunti e cose che. Insomma mi manca. E, elegante, mi hai detto non fartelo mancare. Questo. O altro, magari.

Devi rimediare, Paolo. E son contenta questa pagina sia servita a ricordartelo :)