Una farfalla non ha peso, è un volo di luce bianca. Rimanda a qualcosa di altro. La farfalla di questo racconto di Erri De Luca è un simbolo di regalità, come lui stesso ci dice in un'intervista rilasciata per la casa editrice Feltrinelli a spiegazione di questo libro [qua]. Una farfalla bianca si posa sul corno del re dei camosci dopo la prima vittoria contro il maschio che dominava il branco prima di lui, e lì resta durante i venti anni del suo dominio. Una farfalla si posa anche sulla canna del fucile del bracconiere più bravo e veloce di quelle montagne, detto anche lui “re dei camosci” per soprannome, ma il cacciatore la scaccia. Con una mossa lenta: “Una farfalla sopra un fucile lo prende in giro.” Protagonisti di questo racconto sono il re dei camosci e il bracconiere. Sono entrambi arrivati alla fine della loro esperienza di vita e di dominio sugli altri e sulle vicende delle loro esistenze. Entrambi sono a loro modo “re”. Questa è l'ultima stagione del regno. Tutti e due hanno fondato la loro esistenza sulla forza, su una particolare abilità di sopravvivenza ed un istinto naturale superiore che li porta a conoscere e a rispettare il mondo naturale della montagna. L'uomo e la bestia si riconoscono e si rispettano, a loro modo. Riconoscono l'uno l'odore dell'altro, si scrutano a distanza. Il cacciatore ha una forma di ammirazione tutta sua per il re dei camosci. Sono due ruoli opposti ma bilanciati, hanno un loro equilibrio. Due figure inchiodate al destino e al ritmo della montagna. “Il re dei camosci seppe improvvisamente che era quello il giorno”: “Anche per l'uomo il tempo della caccia era da smettere”. Si sfidano in un ultimo duello. Il camoscio risparmia il cacciatore:gli salta addosso con un volo sfiorandolo,senza calpestarlo ed ucciderlo.Il cacciatore d'istinto invece spara, e lo colpisce diritto al cuore. Nello sforzo di trascinarlo a valle l'uomo però crolla sfinito e muore. “Li trovò un boscaiolo in primavera, uno sull'altro”. Il racconto ha come vera protagonista la montagna e la sua natura selvaggia, con i ritmi, le stagioni, i suoni, i colori e i segreti che solo chi ha esperienza di montagna conosce. La narrazione scorre in modo poetico evocando suoni, colori, immagini e soprattutto l'odore della natura,degli animali e del bosco. Chi conosce bene la montagna è un osservatore silenzioso e solitario: “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove... Dietro di loro la traccia aperta si richiude”.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
in Lankelot: 25 schede su De Luca, qui: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?D/De+Luca+Erri
Commenti
[de luca] nuovo articolo
[de luca] nuovo articolo di Sandra. In calce, link alle schede già dedicate a EDL: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?D/De+Luca+Erri incluse le 3 dedicate a questo libro