Erri De Luca prende spunto dai versi della poeta russa Marina Cvetaeva, (poetessa gli piace poco), e scrive a modo suo di quella che lei definiva “legge dell'attrazione celeste”. Parla della spinta che contraddice la forza di gravità, innalzando il vapore acqueo, gli alberi, le preghiere, ma soprattutto le montagne. “Il peso della farfalla”, allora, torna a ribadire l'amore del napoletano per le alture, per quelle cime che gli uomini un tempo destinavano alle divinità e oggi, invece, sfidano dandosi all'alpinismo, ultimo paragrafo della geografia. Perché ha ragione Melville: Colombo ha esaurito il romanzo della Terra. A noi, quindi, restano solo le montagne: territori ostili dove costituiamo specie intrusa cui le forze di natura concedono un temporaneo lasciapassare, con i ghiacciai che hanno saputo mantenerci ospiti, scrollandosi di dosso il concetto di proprietà.
Le pagine di questo libro vengono, così, a sottolineare come in montagna sia più possibile sentirsi nella giusta proporzione nei confronti dell'universo. Raccontano la storia di due vite a margine e del loro nodo, perché i solitari incontrandosi possono sprigionare scintille, “sono una quota sperimentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si richiude”.
Leggendo partecipiamo dell'incontro di un cacciatore con la sua preda, secondo quell'istinto antico che vuole il duello e spinge a misurarsi con l'animale da abbattere per stabilire supremazia, diversamente da quanto invece accade per il pescatore “che non invidia nessuna abilità del pesce (...) ed è predatore che cattura in massa”. Il paragone non stupisce, anzi risulta legittimato dalle affermazioni di De Luca stesso che, in una conferenza, riferisce di aver vagamente pensato a “Il vecchio e il mare” di Hemingway durante la stesura del racconto e, tuttavia, ne rimarca in tal modo distanza. Il suo protagonista non ha nulla del 'santo pescatore' sopraffatto dai demoni del mare, è “un ladro di bestiame sotto gli occhi del padrone di tutto (…) cui piace dire di fronte al cielo che cala in terra per la sera, un grazie al capomastro”. È un uomo spigoloso e schivo, che sceglie l'esilio volontario dell'altitudine:“una sola stanza, fuoco e acqua”, in cima a un bosco, come contrappeso ad una “gioventù passata tra i rivoluzionari, fino allo sbando”. Nello scontro con il re dei camosci, è lui ad uscire perdente. Nonostante l'epilogo o forse proprio in virtù di quello, la cui intensità è tutta racchiusa nella poesia simmetrica del titolo che ne è anticipazione e sintesi.
Perché il vecchio bracconiere può anche dimostrarsi abile scalatore, ma “resta incapace dell'intesa dei camosci con l'altezza. Loro ci vivono dentro, lui è un ladro di passaggio”, costretto a riconoscere la superiorità della bestia e conseguentemente consapevole della bassezza insita nella caccia che è agguato da lontano, per tramite di una pallottola.
È un elogio ai camosci, allora, questo inchiostro. Ai loro zoccoli quali dimostrazione ennesima di quell'attrazione opposta, cara alla Cvetaeva. Giacché “gli zoccoli del camoscio sono le quattro dita del violinista. Vanno alla cieca e non sbagliano millimetro. Schizzano su strapiombi, giocolieri in salita, acrobati in discesa, sono artisti da circo per la platea delle montagne. Gli zoccoli del camoscio appigliano l'aria. Il callo a cuscinetto fa da silenziatore quando vuole, se no l'unghia divisa in due è nacchera di flamenco. Gli zoccoli del camoscio sono quattro assi in tasca a un baro. Con loro la gravità è una variante al tema, non una legge”.
Lo stile di De Luca è scarno, asciutto, ruvido più del solito. Racconta due solitudini che scorticano come il silenzio della neve, cui aggiunge, poi, quella del “cirmolo, parente dell'abete, ma più folto di rami e solitario, inadatto al servizio di Natale dei suoi simili decimati nei boschi dei pendii più facili”. Si siede al piede di quell'albero, “medaglia sopra il petto di strapiombi” e si lascia tenere compagnia dall'ombra della sua chioma, perché “gli alberi di montagna scrivono in aria storie che si leggono stando sdraiati sotto”.
Questo libretto ha dentro il vento che scuote gli aghi, ha dentro il fulmine che incendia metà del tronco biforcatosi in due braccia parallele, ha dentro la grandine che è abbraccio di terra e cielo e la semplicità stupenda di chi sa che “nelle imprese la grandezza sta nell'avere in mente tutt'altro”.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Erri De Luca(Napoli, 1950), giornalista e scrittore. Ex attivista di Lotta Continua, ex operaio edile. Già collaboratore de “L’Avvenire”, oggi è opinionista de “Il Manifesto”, “Vanity Fair” e de “Il Corriere della Sera”. Traduttore dall’ebraico (da autodidatta). Il suo primo romanzo, “Non ora, non qui” è stato pubblicato da Feltrinelli nel 1989.
Erri De Luca, “Il peso della farfalla”, Feltrinelli, Milano, novembre 2009
De Luca in Lankelot:
Commenti
Ho fatto un caos ed ho
Ho fatto un caos ed ho eliminato erroneamente l'articolo con i commenti che c'erano. Mi spiace.
[Erri De Luca] Carissima
[Erri De Luca] Carissima Angela, bentrovata!
Ho letto "Il peso della farfalla" dopo Natale, e ho trovato molto interessante l'approfondimento psicologico sulla figura del bracconiere. E' vivo, vero, molto ben lavorato: sta lì sull'orlo, ambiguo e umano, scavato come certe cortecce di vecchi alberi che hanno visto molte piogge e molti soli. Veramente molto buono.
Mi ha convinto un po' meno la parte sul camoscio. Forse perché l'attribuzione di pensieri e sentimenti umani agli animali mi appare sempre una presunzione di noi esseri razionali, che sovrapponiamo il nostro modo mentale, pieno di pesi e di misure, all'infinita interconnessa complessità del mondo; ma l'accento epico, eroico delle pagine sugli animali non mi ha convinto del tutto.
Ma senti, c'è questa voce che gira in rete sul fatto che alcune pagine sarebbero riprese (intendo, riprese senza giusto ringraziamento) da un libro della giornalista Mandrino sulla figura del bracconiere-alpinista Franco Miotto, uscito per Vivalda nel 2002. Sai che dice De Luca in merito?
Un abbraccio!
[De Luca] Fiorenza, anzitutto
[De Luca] Fiorenza, anzitutto grazie per il commento. E' sempre bello leggerti.
Dopo aver pubblicato la recensione, ho riportato nei commenti la notizia del presunto plagio, di De Luca che si "sarebbe ispirato" alla storia di Miotto raccotata dalla Mandrino in "La forza della natura", senza fornire alcuna citazione. Ho letto diversi articoli in merito, ma in nessuno si evince la posizione del napoletano al riguardo. Non saprei, davvero. Pare abbia scelto di replicare col silenzio. L'ho sentito in diverse conferenze successive all'ultima pubblicazione, ma non ha fatto alcun riferimento all'accusa. Onestamente non so se sia voglia di superare la polemica senza restarvi ulteriormente invischiato, o scelta di comodo nella speranza che la vicenda finisca nel dimenticatoio. I parallelismi ci sono, ma da qui a parlare di plagio ne corre un bel po'. Personalmente credo che De Luca non avrebbe avuto alcun problema a menzionare Miotto o la Mandrino, se realmente quel libro fosse stato la sua fonte d'ispirazione. Lo ha sempre fatto, in passato, con autori più o meno noti. Voglio pensare non conoscesse il libro.
http://ricerca.gelocal.it/corrierealpi/archivio/corrierealpi/2010/01/14/AT3PO_AT301.html
http://www.giornalettismo.com/archives/45214/quel-libro-luca-tanto-somiglia/
[De Luca] Grazie mille Angela
[De Luca] Grazie mille Angela carissima, e complimenti per il bell'articolo. A presto!
ora rivedo l'articolo di
ora rivedo l'articolo di Angela, ma mancano i commenti:)
ah ok:) c'era Marina che
ah ok:) c'era Marina che diceva che ora De Luca è più vicino al suo amico Corona...
inserisco l'archivio De Luca
inserisco l'archivio De Luca da qui o fai tu?
http://www.lankelot.eu/archivio-articoli
Sì credo di aver combinato io
Sì credo di aver combinato io il guaio. Ora per esempio ho dimenticato il tag "case editrici", ma non mi fa entrare nella pagina per modificare, non c'è proprio il tasto in alto.
Provo io, sperando mi
Provo io, sperando mi ricompaia la scritta per modificare
vai:)
vai:)
Niente.Mi dice che l'ultima
Niente.
Mi dice che l'ultima modifica l'hai fatta tu e non c'è più il tasto.
In alto ci sono tre tasti: VIEW CURRENT - EDIT CURRENT - REVISIONI
Boh!
"edit current" è quella per
"edit current" è quella per modificare:)
Ok, provo.
Ok, provo.
andata?
andata?
Ho inserito l'elenco e
Ho inserito l'elenco e aggiunto i tags mancanti. In homepage il pezzo c'è, ma se clicco sul titolo vedo solo IBS e Libreria Universitaria. E' un problema mio?
idem ora edito
idem
ora edito
ora va:)
ora va:)
Mi dispiace averti dato tutto
Mi dispiace averti dato tutto questo fastidio.
Ma non mi ci raccapezzo granchè.
dai che ora ci prendiamo la
dai che ora ci prendiamo la mano!
Sul libro c'è da dire che
Sul libro c'è da dire che qualcuno in rete accusa De Luca di essersi ispirato ad un altro testo dal titolo: "La forza della natura", di Luisa Mandrino. La storia del cacciatore di De Luca somiglierebbe molto a quella di Franco Miotto, lì raccontata.
http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807017933/Il_peso_della_farfalla/Erri_De_Luca.html
si è mangiato il mio
si è mangiato il mio commento.......
appunto dicevo che in questo libro DeLuca si avvicna al suo amico Mauro Corona. e apprezzavo recensione e tutto.
Scusa Marina, mi spiace.Non
Scusa Marina, mi spiace.
Non conosco Corona, alpinista-scrittore anche lui?
(Franco mi spiace, ma io
(Franco mi spiace, ma io l'articolo non lo vedo. Sono tornata sulla pagina, ho salvato il link a Mentelocale e non so cosa sia successo.)
ho capito io:) c'è un comando
ho capito io:) c'è un comando sulle revisioni per cui se io admin correggo un pezzo di te admin e tu a tua volta lo ricorreggi, io devo "approvarlo".
vedrò di farlo levare
Ahhh l'inghippo c'era!Scusami
Ahhh l'inghippo c'era!
Scusami ti ho fatto impazzire. Sempre gentilissimo.
affascinante, Angela. Avevo
affascinante, Angela. Avevo scorso le righe della bandella in libreria e mi ero chiesta cosa ne avresti scritto tu.
Sì, Corona è alpinista,
Sì, Corona è alpinista, scultore e arrampicatore, ne ho parlato parecchio qui da noi, anni fa. Con De Luca si conoscono e hanno pure arrampicato insieme.
De Luca. In genere eccellente
De Luca. In genere eccellente scrittura. Mi chiedo come mai sia caduto - resto in argomento alpinistico - sia caduto dicevo sull'insopportabile moda di chiamare ''poeta'' anche le donne. Poetessa. Poetessa, perdincibacco.
http://www.lankelot.eu/archiv
http://www.lankelot.eu/archivio-articoli/Corona%20Mauro eccolo!
copia con dedica. dono
copia con dedica. dono favoloso:)
pubblicamente ringrazio;)
Già arrivato? Wow!! :)
Già arrivato? Wow!! :)
Questo piccolo libro è un
Questo piccolo libro è un incanto e mi piace pensare che De Luca, in qualche modo, abbia voluto affrontare con lo splendido camoscio, possente e integro da una parte, e il cacciatore dall'altra, la sfida tra il bene e il male. E forse è proprio lui, De Luca, questo "uomo spigoloso e schivo..." questo predatore dalla "gioventù passata tra i rivoluzionari, fino allo sbando" che, per espiare errori giovanili "sceglie l'esilio volontario dell'altitudine". E, deliberatamente, si fa "perdente". Sono entrambi solitari i due protagonisti, con una sostanziale differenza: il cacciatore è infelice il camoscio appagato, tant'è che "il peso della farfalla finisce sopra il cuore del cacciatore, vuoto come un pugno chiuso".
"Questo libretto ha dentro il vento che scuote gli aghi, ha dentro il fulmine che incendia metà del tronco biforcatosi in due braccia parallele, ha dentro la grandine che è abbraccio tra terra e cielo...". E qui ti ritrovo, Angela, con la tua scrittura che è musica.
Raffaella
De Luca dice di essersi
De Luca dice di essersi ispirato alla storia di un amico, ma che sottolinei la "superiorità" del camoscio sul cacciatore è palese in più punti, sì.
Sono contenta di ritrovarti, Raffaella.
Quanto alla mia scrittura, è semplicemente grata allo scrittore che più di tutti sa toccarmi nel profondo.
[il peso della farfalla] "Gli
[il peso della farfalla] "Gli zoccoli del camoscio sono le quattro dita del violinista. Vanno alla cieca e non sbagliano millimetro. Schizzano su strapiombi, giocolieri in salita, acrobati in discesa, sono artisti da circo per la platea delle montagne. Gli zoccoli del camoscio appigliano l'aria. Il callo a cuscinetto fa da silenziatore quando vuole, se no l'unghia divisa in due è nacchera di flamenco. Gli zoccoli del camoscio sono quattro assi in tasca a un baro. Con loro la gravità è una variante al tema, non una legge"
DE LUCA, p. 13.
Magnifico questo passo...
[de luca] solito articolo
[de luca] solito articolo intenso e appassionato, piacevole e solare viatico alla lettura. Brava Angela, e grazie ancora per il dono. E' stato il mio dodicesimo (passa il tempo, eh?) De Luca - uno dei pochi, tra i dodici, ad avermi spiazzato, perché in questo caso m'è sembrato più vicino agli scrittori montanari come Corona (e Martinelli!) che al suo passato. Interessante questa cosa. Chi torna all'essenza e cerca le origini (nel linguaggio, nella fede) finisce sempre per fermarsi di fronte a un albero (è l'albero della vita quello che non abbiamo mai ritrovato, quello della conoscenza l'abbiamo violato).
Stilisticamente, la sua gentilezza e la sua semplicità sono intatte. E' un narratore grazioso, c'è poco da fare, un aristocratico proletario. Sempre amabile. Sempre facile, ma mai elementare.
[De Luca] Sì: facile, ma mai
[De Luca] Sì: facile, ma mai elementare. A me piace per questo.
Non so quanti De Luca abbia letto :) Ma ne ho ancora qualcuno da recuperare. Quanto alle recensioni, punto all'opera omnia, ma non sono brava come te. Mancano le pagine su "In alto a sinistra", "L'ultimo viaggio di Sindbad", su quelli a tema religioso, sulle traduzioni dall'ebraico, ma soprattutto sui titoli pubblicati per piccoli editori. Alcuni sono delle vere e proprie chicche per i cultori :) Vorrei riuscire a scriverne, specialmente vorrei portare qui su Lankelot i cinque microlibri della collana Storie in trentaduesimo, pubblicati da Dante & Descartes. Prima o poi...
Sono contenta abbia apprezzato il dono, ci speravo.
Grazie per i bei commenti.
[de luca] grazie ancora a te
[de luca] grazie ancora a te per dono & scheda:). Dai che l'opera omnia a firma Migliore sarà una chicca. Già adesso è un lavoro superlativo...
[De Luca] Se lo dici tu... :)
[De Luca] Se lo dici tu... :)
[Il peso della farfalla]
[Il peso della farfalla] Anche a me è piaciuto molto. Pensa, invece, che nella recensione per Fahrenheit, la Mancuso critica questo passo aspramente! De gustibus...
[mancuso] ma lei è una che
[mancuso] ma lei è una che scrive di cinema, non di letteratura. Sbaglio? Mi pare di no. C'è solo un Fofi, fin qua - in attesa di Martello, a quei livelli - capace di avere la stessa capacità critica per cinema & letteratura. La Mancuso faccia cinema. E lo faccia bene, e tutti le saremo molto grati.
[Mancuso] Ti riporto il link.
[Mancuso] Ti riporto il link. Io non la conoscevo affatto, troppo ignorante, mea culpa. Resta il fatto che, da semplice lettrice, non condivida la sua critica. http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=310255
Scomparso l'articolo a
Scomparso l'articolo a seguito di una modifica. Mi spiace, ma non so come mai sia successo di nuovo. Era da un po' che non mi capitava...
[edl] è qui;)
[edl] è qui;)
[edl] Grazie sempre!
[edl] Grazie sempre!
[angela-de luca] Angela, da
[angela-de luca] Angela, da quale libro mi consigli di cominciare con De Luca?
[De Luca - epicentro] Io ho
[De Luca - epicentro] Io ho cominciato da "Il contrario di uno", ma il mio preferito è "Tu, mio". Partirei dal secondo :)
[luca, angela] "tu mio"
[luca, angela] "tu mio" sarebbe anche la mia risposta - ma ho letto la metà dei libri di EDL letti da Angela...
[De Luca] Grazie Angela,
[De Luca] Grazie Angela, grazie Franks! Vado a prenderlo subito; domani De Luca viene a Sassari e non voglio andare ad ascoltarlo del tutto impreparato :) (Angela qui su Lanke hai praticamente fatto una mega tesi di laurea su di lui :))
[De Luca] Ci sei andato
[De Luca] Ci sei andato vicinissimo. :) Se avessi finito Lettere, l'idea era proprio quella di provare a scriverla su De Luca la mia tesi. Ma visto che ho abbandonato gli studi, l'anno scorso Movida mi ha consigliato di provare a scrivere un saggio su di lui. A me sta bene scriverne qui e sapere che le mie recensioni siano servite ad incuriosire e ad avvicinare a De Luca, quanti, nel corso di questi anni, son passati su Lankelot :)
[de luca] chiaramente l'ho
[de luca] chiaramente l'ho perso...