De Luca Erri

Il peso della farfalla

Autore: 
De Luca Erri

Erri De Luca prende spunto dai versi della poeta russa Marina Cvetaeva, (poetessa gli piace poco), e scrive a modo suo di quella che lei definiva “legge dell'attrazione celeste”. Parla della spinta che contraddice la forza di gravità, innalzando il vapore acqueo, gli alberi, le preghiere, ma soprattutto le montagne. “Il peso della farfalla”, allora, torna a ribadire l'amore del napoletano per le alture, per quelle cime che gli uomini un tempo destinavano alle divinità e oggi, invece, sfidano dandosi all'alpinismo, ultimo paragrafo della geografia. Perché ha ragione Melville: Colombo ha esaurito il romanzo della Terra. A noi, quindi, restano solo le montagne: territori ostili dove costituiamo specie intrusa cui le forze di natura concedono un temporaneo lasciapassare, con i ghiacciai che hanno saputo mantenerci ospiti, scrollandosi di dosso il concetto di proprietà.

Le pagine di questo libro vengono, così, a sottolineare come in montagna sia più possibile sentirsi nella giusta proporzione nei confronti dell'universo. Raccontano la storia di due vite a margine e del loro nodo, perché i solitari incontrandosi possono sprigionare scintille, “sono una quota sperimentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si richiude”.
Leggendo partecipiamo dell'incontro di un cacciatore con la sua preda, secondo quell'istinto antico che vuole il duello e spinge a misurarsi con l'animale da abbattere per stabilire supremazia, diversamente da quanto invece accade per il pescatore “che non invidia nessuna abilità del pesce (...) ed è predatore che cattura in massa”. Il paragone non stupisce, anzi risulta legittimato dalle affermazioni di De Luca stesso che, in una conferenza, afferma di aver vagamente pensato a “Il vecchio e il mare” di Hemingway durante la stesura del racconto e, tuttavia, ne rimarca in tal modo distanza. Il suo protagonista non ha nulla del 'santo pescatore' sopraffatto dai demoni del mare, è “un ladro di bestiame sotto gli occhi del padrone di tutto (…) cui piace dire di fronte al cielo che cala in terra per la sera, un grazie al capomastro”. È un uomo spigoloso e schivo, che sceglie l'esilio volontario dell'altitudine:“una sola stanza, fuoco e acqua”, in cima a un bosco, come contrappeso ad una “gioventù passata tra i rivoluzionari, fino allo sbando”. Nello scontro con il re dei camosci, è lui ad uscire perdente. Nonostante l'epilogo o forse proprio in virtù di quello, la cui intensità è tutta racchiusa nella poesia simmetrica del titolo che ne è anticipazione e sintesi.
Perché il vecchio bracconiere può anche dimostrarsi abile scalatore, ma “resta incapace dell'intesa dei camosci con l'altezza. Loro ci vivono dentro, lui è un ladro di passaggio”, costretto a riconoscere la superiorità della bestia e conseguentemente consapevole della bassezza insita nella caccia che è agguato da lontano, per tramite di una pallottola.
È un elogio ai camosci, allora, questo inchiostro. Ai loro zoccoli quali dimostrazione ennesima di quell'attrazione opposta, cara alla Cvetaeva. Giacché “gli zoccoli del camoscio sono le quattro dita del violinista. Vanno alla cieca e non sbagliano millimetro. Schizzano su strapiombi, giocolieri in salita, acrobati in discesa, sono artisti da circo per la platea delle montagne. Gli zoccoli del camoscio appigliano l'aria. Il callo a cuscinetto fa da silenziatore quando vuole, se no l'unghia divisa in due è nacchera di flamenco. Gli zoccoli del camoscio sono quattro assi in tasca a un baro. Con loro la gravità è una variante al tema, non una legge”.
Lo stile di De Luca è scarno, asciutto, ruvido più del solito. Racconta due solitudini che scorticano come il silenzio della neve, cui aggiunge, poi, quella del “cirmolo, parente dell'abete, ma più folto di rami e solitario, inadatto al servizio di Natale dei suoi simili decimati nei boschi dei pendii più facili”. Si siede al piede di quell'albero, “medaglia sopra il petto di strapiombi” e si lascia tenere compagnia dall'ombra della sua chioma, perché “gli alberi di montagna scrivono in aria storie che si leggono stando sdraiati sotto”.
Questo libretto ha dentro il vento che scuote gli aghi, ha dentro il fulmine che incendia metà del tronco biforcatosi in due braccia parallele, ha dentro la grandine che è abbraccio di terra e cielo e la semplicità stupenda di chi sa che “nelle imprese la grandezza sta nell'avere in mente tutt'altro”.


EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Erri De Luca(Napoli, 1950), giornalista e scrittore. Ex attivista di Lotta Continua, ex operaio edile. Già collaboratore de “L’Avvenire”, oggi è opinionista de “Il Manifesto”, “Vanity Fair” e de “Il Corriere della Sera”. Traduttore dall’ebraico (da autodidatta). Il suo primo romanzo, “Non ora, non qui” è stato pubblicato da Feltrinelli nel 1989.

Erri De Luca, “Il peso della farfalla”, Feltrinelli, Milano, novembre 2009


De Luca in Lankelot:
ISBN/EAN: 
9788807017933

Commenti

Ho fatto un caos ed ho

Ho fatto un caos ed ho eliminato erroneamente l'articolo con i commenti che c'erano. Mi spiace.

ora rivedo l'articolo di

ora rivedo l'articolo di Angela, ma mancano i commenti:)

ah ok:) c'era Marina che

ah ok:) c'era Marina che diceva che ora De Luca è più vicino al suo amico Corona...

inserisco l'archivio De Luca

inserisco l'archivio De Luca da qui o fai tu?

http://www.lankelot.eu/archivio-articoli

Sì credo di aver combinato io

Sì credo di aver combinato io il guaio. Ora per esempio ho dimenticato il tag "case editrici", ma non mi fa entrare nella pagina per modificare, non c'è proprio il tasto in alto.

Provo io, sperando mi

Provo io, sperando mi ricompaia la scritta per modificare

vai:)

vai:)

Niente.Mi dice che l'ultima

Niente.
Mi dice che l'ultima modifica l'hai fatta tu e non c'è più il tasto.
In alto ci sono tre tasti: VIEW CURRENT - EDIT CURRENT - REVISIONI

Boh!

"edit current" è quella per

"edit current" è quella per modificare:)

Ok, provo.

Ok, provo.

andata?

andata?

Ho inserito l'elenco e

Ho inserito l'elenco e aggiunto i tags mancanti. In homepage il pezzo c'è, ma se clicco sul titolo vedo solo IBS e Libreria Universitaria. E' un problema mio?

idem ora edito

idem

ora edito

ora va:)

ora va:)

Mi dispiace averti dato tutto

Mi dispiace averti dato tutto questo fastidio.
Ma non mi ci raccapezzo granchè.

dai che ora ci prendiamo la

dai che ora ci prendiamo la mano!

Sul libro c'è da dire che

Sul libro c'è da dire che qualcuno in rete accusa De Luca di essersi ispirato ad un altro testo dal titolo: "La forza della natura", di Luisa Mandrino. La storia del cacciatore di De Luca somiglierebbe molto a quella di Franco Miotto, lì raccontata.


http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807017933/Il_peso_della_farfalla/Erri_De_Luca.html

si è mangiato il mio

si è mangiato il mio commento.......

appunto dicevo che in questo libro DeLuca si avvicna al suo amico Mauro Corona. e apprezzavo recensione e tutto.

Scusa Marina, mi spiace.Non

Scusa Marina, mi spiace.
Non conosco Corona, alpinista-scrittore anche lui?

(Franco mi spiace, ma io

(Franco mi spiace, ma io l'articolo non lo vedo. Sono tornata sulla pagina, ho salvato il link a Mentelocale e non so cosa sia successo.)

ho capito io:) c'è un comando

ho capito io:) c'è un comando sulle revisioni per cui se io admin correggo un pezzo di te admin e tu a tua volta lo ricorreggi, io devo "approvarlo".

vedrò di farlo levare

Ahhh l'inghippo c'era!Scusami

Ahhh l'inghippo c'era!
Scusami ti ho fatto impazzire. Sempre gentilissimo. 

affascinante, Angela. Avevo

affascinante, Angela. Avevo scorso le righe della bandella in libreria e mi ero chiesta cosa ne avresti scritto tu.

Sì, Corona è alpinista,

Sì, Corona è alpinista, scultore e arrampicatore, ne ho parlato parecchio qui da noi, anni fa. Con De Luca si conoscono e hanno pure arrampicato insieme.

De Luca. In genere eccellente

De Luca. In genere eccellente scrittura. Mi chiedo come mai sia caduto - resto in argomento alpinistico - sia caduto dicevo sull'insopportabile moda di chiamare ''poeta'' anche le donne. Poetessa. Poetessa, perdincibacco.

copia con dedica. dono

copia con dedica. dono favoloso:)

pubblicamente ringrazio;)

Già arrivato? Wow!! :)

Già arrivato? Wow!! :)

Questo piccolo libro è un

Questo piccolo libro è un incanto e mi piace pensare che De Luca, in qualche modo, abbia voluto affrontare con lo splendido camoscio, possente e integro da una parte, e il cacciatore dall'altra, la sfida tra il bene e il male. E forse è proprio lui, De Luca, questo "uomo spigoloso e schivo..." questo predatore dalla "gioventù passata tra i rivoluzionari, fino allo sbando" che, per espiare errori giovanili "sceglie l'esilio volontario dell'altitudine". E, deliberatamente, si fa "perdente". Sono entrambi solitari i due protagonisti, con una sostanziale differenza: il cacciatore è infelice il camoscio appagato, tant'è che "il peso della farfalla finisce sopra il cuore del cacciatore, vuoto come un pugno chiuso".

"Questo libretto ha dentro il vento che scuote gli aghi, ha dentro il fulmine che incendia metà del tronco biforcatosi in due braccia parallele, ha dentro la grandine che è abbraccio tra terra e cielo...". E qui ti ritrovo, Angela, con la tua scrittura che è musica.

Raffaella

De Luca dice di essersi

De Luca dice di essersi ispirato alla storia di un amico, ma che sottolinei la "superiorità" del camoscio sul cacciatore è palese in più punti, sì.
Sono contenta di ritrovarti, Raffaella.
Quanto alla mia scrittura, è semplicemente grata allo scrittore che più di tutti sa toccarmi nel profondo.