De Luca Erri

Il cielo in una stalla

Autore: 
De Luca Erri

Erri De Luca chiude il 2008 inaugurando la collana un racconto per Antigone. Scrive pagine che sono nodo a stringere la memoria intima con quella collettiva. Sceglie la terza persona per raccontare suo padre e il ricordo dei milleduecento giorni di guerra gravati sulla gioventù di quegli anni. Lo fissa in quello scorcio di storia, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre del ’43. In quelle settimane eterne, quando “tutto si giocava di ora in ora. Napoli era sotto una gragnuola di bombardamenti aerei, gli alleati erano sbarcati a Salerno, il golfo era minato e i tedeschi rastrellavano gli uomini tra i diciotto e i trentatré”.  
La prosa scarna e profonda, ormai chiara cifra stilistica del napoletano, restituisce l’esperienza vissuta dal genitore e assorbita per ascolto partecipe. Riporta indietro il tempo catturando l’intensità di un intervallo che non è tregua, ma sospensione, incognita, punto interrogativo sul futuro.
Aldo De Luca viene congedato dal fronte in Albania a seguito del bombardamento che ne aveva distrutto la casa in via Crispi, nella Napoli bene. Tuttavia quella che doveva essere considerata disgrazia, fu motivo di salvezza. Smessi i panni da soldato riesce a tornare tra i concittadini, ma il rientro in Italia è gioco a nascondersi. Non combatte, non scala più vette, non bivacca sul bordo del fiume Voiussa. La guerra è finita, ma non è finita. La libertà deve ancora arrivare e per il sottotenente degli alpini, passa per Sorrento. Per una masseria tra noceti e limonaie assieme ad altri quattro ragazzi a dividere il sonno con le vacche. Nel chiuso di una stalla il cui tetto fessurato permette di “sbirciare squarci di astronomia”: quel cielo che dà il titolo al libriccino.  
E non ci sono più distinzioni, si rovesciano le gerarchie. Il padrone diventa debitore verso il fittavolo, perché “quando s’impone la necessità, saltano privilegi e precedenze”. Allora ai cinque si aggiunge un sesto profugo: un anziano ebreo, errante a seguito delle assurde leggi razziali del ’38.
Con lui, Aldo trova “la via per ascoltare e dire”.
Ed è bella la semplicità con cui avviene il confronto.
De Luca descrive gesti e riflessioni.
Racconta il capo coperto e il libro di preghiere lasciato aperto a supplire all’incapacità di parlare con Dio.
Racconta il fascino della diversità che si legge ingenuamente come opposizione. In quell’appartenenza a una separazione, in quell’alfabeto sconosciuto coi caratteri in direzione ostinata e contraria, “più che nero su bianco, nero su vuoto”.
Racconta il peso di una clandestinità vecchia duemila anni, e l’insostenibilità di una fuga di pochi giorni. Racconta “la preghiera del viaggio” e il bacio al suolo di sassi. Quasi a salutare la terra promessa, quella Capri conquistata remando, spalle alla meta e sguardo a “scandire la distanza dalla terraferma prigione e prigioniera”. Quell’isola già raggiunta dal Charleston degli occupanti americani di cui portava il sangue.
Lontano dalle fiamme che incendiavano Napoli.
Lontano dagli “altri italiani che in quegli stessi giorni tentavano mosse di libertà salendo in montagna a fare la guerra clandestina in bande armate”.
Per molti avvio, per lui, invece, addio alle armi. Con la schiuma del mare a togliergli di dosso battaglie e ferite, dandogli in cambio rammarico e domande trasmesse in eredità ad un figlio che ha fatto fatica a scordare, scontando così il debito inestinguibile col passato.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Erri De Luca
 (Napoli, 1950), giornalista e scrittore. Ex attivista di Lotta Continua, ex operaio edile. Già collaboratore de “L’Avvenire”, oggi è opinionista de “Il Manifesto”, “Vanity Fair” e de “Il Corriere della Sera”. Traduttore dall’ebraico (da autodidatta). Il suo primo romanzo, “Non ora, non qui” è stato pubblicato da Feltrinelli nel 1989. 


Erri De Luca, “Il cielo in una stalla”, Infinito edizioni, Roma, dicembre 2008
Pp. 32


Approfondimento in rete: scheda Infinito /intervista su Panorama / Adnkronos 

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De Luca Erri, Mirabassi Gabriele, Testa Gianmaria - Chisciotte e gli invincibili - AngelaMigliore
De Luca Erri, Mirabassi Gabriele, Testa Gianmaria - Chisciotte e gli invincibili - Grattarola
De Luca Erri, Sarajlic Izet - Lettere fraterne - AngelaMigliore


Angela Migliore,
 dicembre 2008

ISBN/EAN: 
9788889602478

Commenti

Trovato a Napoli nella mia passeggiata annuale a Port'Alba.

Bellissima pagina, Angela, come sempre intensa, concentrata, essenziale e necessaria (sai che sei tra le mie preferite quindi non posso davvero lesinare gli apprezzamenti). Hai un dono di sintesi straordinario.

Di Erri De Luca ho letto solo Montedidio. Credo che nessuno meglio di un suo conterraneo possa coglierne ogni sfumatura. Che vuoi, Angela, da quassù Napoli è un mondo altro. Mi piace leggere autori di questa straordinaria città dove una mia nonna friulana mi raccontò di aver trascorso gli anni migliori della sua vita (e non certo tra gli agi, era allieva infermiera nel 1940-41), ma alla fine mi resta sempre un che di incomprensibile e di incompreso.

Bello questo racconto raccontato, questo tramandare una memoria ancora viva che non è (solo) invenzione.

Grazie per la tua pagina e tanti auguri di un nuovo anno ricco di novità bellissime.

"Racconta il fascino della diversità che si legge ingenuamente come opposizione. In quell?appartenenza a una separazione, in quell?alfabeto sconosciuto coi caratteri in direzione ostinata e contraria, ?più che nero su bianco, nero su vuoto?."

> Puro De Luca.
Hai fatto un lavoro fantastico, in questi anni: abbiamo, credo, l'opera omnia del tuo bravo conterraneo. Onore al merito.

2- Ilde, grazie.
Adoro i tuoi commenti. Sono sempre patecipi, danno sapore alla pagina, impreziosendola.
Napoli è un mondo altro, verissimo. E capisco bene la sensazione di comprensione mai completa da parte dei non napoletani. Io, invece, ho la fortuna di leggere De Luca da conterranea in esilio e certe sfumature appaiono inevitabilmente più intense.
E' un privilegio, per questo cerco di condividerlo qui su Lankelot e sono contenta del confronto con lettori come te.
Montedidio è bellissimo, ma difficile per una non napoletana. Lì si respira la città contratta e nervosa in tutte le pagine. Spero incrocerai ancora De Luca, inutile dirti che credo ne valga la pena!!

Augurissimi anche a te! E speriamo in un 2009 generoso!

3- Sì, è un racconto che sa di Napoli, di guerra e di ricordo condiviso. In pieno stile De Luca, hai ragione.
Ci tengo a condividere il piacere della lettura dei suoi libri, qui su Lankelot. E' un modo per ringraziare del dono e cercare di estenderlo ad altri potenziali lettori...
Per l'opera omnia manca ancora qualche sparuto titolo, ma conto di farcela a mettermi in pari. Intanto aspetto il nuovo romanzo in uscita per la metà di gennaio.
Grazie a te, sempre!