De Gregori Sabina

Banksy. Il terrorista dell'arte

Autore: 
De Gregori Sabina

Long John Silver è nato a Bristol. Bristol è Massive Attack, Bristol è Portishead. Bristol è Banksy. Banksy, originario di Bristol, capitale europea dei graffiti, è un misterioso street artist di fama internazionale, famoso per le sue creazioni satiriche e provocatorie, nemiche del potere, degli status symbol, della guerra, della pena di morte, del militarismo e del consumismo. Banksy è famoso per il suo amore per i figli del popolo e per la sua capacità di restituire bellezza ai quartieri degradati e grigi della società postindustriale. Banksy è apprezzato per le sue incursioni da “vandalo di qualità” in musei, zoo, gallerie. Banksy è conosciuto per i suoi stencil.

il suo maestro nella tecnica dello stencil è stato il vero pioniere dello stencil, Nick Walker, da Bristol. Lo stencil, a differenza dei tag e dei graffiti, ha qualcosa di veramente peculiare: secondo Sabina De Gregori, “gli stencil hanno messaggi diversi e più consapevoli. Chi li esegue e ne immagina la struttura è spesso coscientemente legato al territorio di espressione, cerca di comunicare in modo semplice e chiaro, indaga modi e linguaggi spesso originali e sperimentali”. Non solo. “Con lo stencil, Banksy è capace di raggiungere un meticoloso livello di dettagli, la sua estetica è pulita, leggibile e immediata come quella di un manifesto pubblicitario” (p. 33).
 
L'identità di Banksy è segreta. Quel poco che sappiamo è che, secondo Simon Hattenstone, l'ultimo giornalista riuscito a intervistarlo, nel 2003, “Banksy è bianco, vestito in jeans e t-shirt, ha un dente d'argento, orecchini e una catenina, sembra un incrocio tra l'attore inglese Jimmy Nail e il rapper Mike Skinner, noto con il nome The Streets” (p. 117). Dovrebbe avere trentacinque anni, nel 2010. Questo può bastarci.
 
Segreta è larga parte della sua storia. Meno segrete le sue performance, in tutto il mondo, non senza un cameo a Napoli e qualche apocrifo a Roma. A raccontarne il raccontabile questo studio brioso della storica dell'arte Sabina De Gregori, classe 1982: “Banksy. Il terrorista dell'arte” (Castelvecchi, 2010) è un divertente saggio eccezionalmente illustrato che insegna agli italiani che Banksy va considerato una sorta di Pasquino inglese: “l'arte con cui dissemina le strade è per tutti, si serve di un linguaggio semplice e immediato senza mettere a disagio l'osservatore chiedendogli strumenti di comprensione che non possiede” (p. 152). Non solo. Proprio come Pasquino, “attacca l'ambiente con una precisione militare scegliendo per le sue rappresentazioni eventi e spazi chiave, coinvolgendo le persone e sollecitando il loro senso critico” (p. 153).
 
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Banksy crede in diverse cose. La prima: “Se vuoi dire qualcosa, devi apporre il tuo messaggio dove la gente lo possa vedere. Solo stando in prima linea e dando forza alle tue idee puoi creare qualcosa” (p. 16).
 
La seconda: “Io cerco soltanto di rendere le immagini belle alla vista. Non voglio mostrarmi bello. Non sono alla moda. Le immagini generalmente appaiono migliori di come le eseguo quando le disegno per strada. Ho ovviamente problemi con i poliziotti. D'altro canto la mia è una scommessa simpatica. Sono certo che la realtà potrebbe essere una cocente delusione per i miei fan” (p. 118).
 
La terza: “L'arte mondiale è una grande barzelletta, è una casa di riposo per superprivilegiati, pretenziosi e deboli. L'arte moderna è una disgrazia, mai tante persone hanno fatto uso di tante cose di nessun valore. L'arte moderna è il commercio al mondo in cui è più facile entrare e tirar fuori qualche dollaro” (p. 177).
 
Quella più saggia: “Le persone che davvero deturpano i nostri luoghi sono le compagnie che scarabocchiano con slogan giganti i palazzi e gli autobus cercando di farci sentire inadeguati se non compriamo le loro cose. Si credono capaci di strillare i loro messaggi sulle nostre facce da ogni superficie disponibile, ma a noi non è permesso dare delle risposte. Hanno intrapreso la sfida e il muro è l'arma che abbiamo scelto per difenderci” (p. 179).
E questo è da meditazione, direi.
 
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Non vi rimane che puntare questo indirizzo: http://www.banksy.co.uk/ e andare a dare una ricca occhiata. Subito dopo, buona parte delle vostre ragioni di perplessità e dissenso per le creazioni di tanti street artist mediocri saranno vagamente attutite. Almeno questo. Imparerete a tollerare la bruttezza e l'invadenza suprema di tag e graffiti di ogni ordine e grado. Perché andrete sognando un Banksy per ogni quartiere delle vostre città – e per ogni paese.
Il libro di Sabina De Gregori è un intelligente e colorato viatico alla comprensione d'una visione del mondo e dell'arte che non può non affascinare. Meglio: finisce per circuire.
 
Stuzzicante.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Sabina De Gregori (Ginevra, Svizzera, 1982), vive e lavora a Roma. Laureata in Storia dell'Arte, esordisce in saggistica con questo libro.
 
Sabina De Gregori, “Banksy. Il terrorista dell'arte”, Castelvecchi, Roma 2010. In appendice, bibliografia, articoli di giornale e sitografia.
 
Approfondimento in rete: sito ufficiale di Banksy + wiki su Banksy + la poesia e lo spirito.
 
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Dicembre 2010.
ISBN/EAN: 
9788876154942

Commenti

[banksy. bristol] esordio di

[banksy. bristol] esordio di Sabina De Gregori.

[buttazzi su banksy] 

[buttazzi su banksy]  "Attenzione OFMCTBI: Oggetto Filmico Mica Tanto Bene Identificato. Mai embargo stampa fu più severo come quello imposto sul messaggio esclusivo di Banksy agli spettatori della Berlinale. Il film è già passato al Sundance ma qua ha la sua prima europea, avvolta da fitte spire di mistero. Il press kit non esiste, o meglio son due foglietti spillati che ragazze sorridenti distribuiscono a chi esce dalla sala, e la fila per entrare è tale da richiedere una proiezione gemella in una sala appena svuotatasi. Strano ma vero, Exit Through the Gift Shop non è una bufala. Il documentario risponde a un paio di domande, la prima delle quali è che cos’è la Street Art. In seconda battuta spiega – a chi non lo sappia ancora, povero! – chi è Bansky, e spiega a tutti chi è Thierry Guetta. Di questo c’era effettivamente bisogno. La prima sorpresa è che gli ottantasette minuti del film si concentrano soprattutto su Guetta, ma neanche in questo caso scatta l’allarme bufala. L’ultima domanda a cui risponde Exit Through the Gift Shop, o meglio, che pone con grande franchezza, recita: come si fa a diventare artisti famosi oggi? Dopo aver visto il documentario, si rivelerà un quesito meno ozioso di quanto si creda"

continua qui:

http://www.indie-eye.it/cinema/strana-illusione/exit-through-the-gift-sh...

 

[Banski] Io sono

[Banski] Io sono particolarmente affezionato a questa:

 

[banksy] e questa pure,

[banksy] e questa pure, dai...

[banksy] Ho letto che quando

[banksy] Ho letto che quando ancora non era famoso si è intrufolato alla Tate Gallery piazzando tra un quadro e l'altro dei suoi pezzi.

Gran bella faccia. Tosta.

 

 

 

[banksy] vero:). Nel libro se

[banksy] vero:). Nel libro se ne parla - e non mancano tutta una serie di fermo-immagine relativi alle sue imprese museali. Coraggio da vendere, assolutamente.

[miner, banksy] a proposito,

[miner, banksy] a proposito, benvenuta (benvenuto) su Lankelot.

[Bansky-Cattelan] E'

[Bansky-Cattelan] E' interessante un parallelismo fra questi due artisti. So pochissimo di arte ma mi è capitato più volte di vedere opere di Cattelan (sono fra coloro che ha visto i bambini impiccati) e di assistere alle varie diatribe fra lui e l'amministrazione meneghina, basti pensare solo al dito piazzato in Piazza Affari a Milano. Da profano, l'impressione è che Cattelan sia più un provocatore alla ricerca di scontro-pubblicità e da un certo punto di vista un autore, che seppur provocatore, è comunque ben inserito e aiutato dall'amministrazione. Anche Bansky è ormai un artista affermato, seppure sfuggente, che conosce bene le strategie per "vendersi".

[cattelan-banksy] la persona

[cattelan-banksy] la persona adatta per fare questo parallelismo è il buttazzi. Aspetta che prendo e gli segnalo il tuo intervento

[ot: arrivati i 3 pacchi con i libri?]

[Bansky] Sì, in effetti mi

[Bansky] Sì, in effetti mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse due o tre cose.

(O.T.: ah ah ah, no caro Franco. Dalle mie parti, come succede ormai da 3, 4 anni a questa parte, dal 20 dicembre al 7 gennaio, la posta sparisce, tranne qualche sorpresa. Speriamo che i tuoi pacchi siano una di queste sorprese. Ti dico solo che è disperso pure un pacco per mia sorella. 22 giorni di attesa e chissà dov'è) 

[banksy] adriano intervista

[banksy] adriano intervista Sabina De Gregori per il Paradiso: http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=intervista&Chiave=156

[banksy] Su Match Point di

[banksy] Su Match Point di Allen c'è un cameo di Banksy.La bambina col palloncino.

[banksy, match point] una

[banksy, match point] una buona ragione per rivedere il film di Woody Allen!

[Bansky] Per Feltrinelli è

[Bansky] Per Feltrinelli è uscito in DVD questo film e l'ho trovato molto interessante. 

http://it.wikipedia.org/wiki/Exit_Through_the_Gift_Shop 

[sabina de gregori] l'autrice

[sabina de gregori] l'autrice del saggio ha appena pubblicato il suo secondo libro: "Shepard Fairey in arte Obey", sempre per la Castelvecchi. Si parla di "vita e opere del re della poster art". http://www.insideart.eu/index.php?section=news&idNotizia=75504&idarea=70

[De Gregori] Quell'immagine

[De Gregori] Quell'immagine lì è una copertina di un numero del Courrier International che Eva aveva trovato tempo fa al lavoro. 

[courrier international] non

[courrier international] non conosco la rivista "Courrier International". Com'è? Di cosa si tratta?

[Courrier]

[sab. de gregori] e niente,

[sab. de gregori] e niente, prossimamente on line la mia scheda di lettura. Consigliatissimo, intanto, a chi aveva già apprezzato "Banksy". Stesso impianto, stessa freschezza, stessa apprezzabile accessibilità.