Finalmente un grande romanzo fantastico tutto italiano: è in libreria, a circa dieci anni dalla pubblicazione della prima parte, la saga completa del Mangianomi (Salani, 496 pp., euro 16,80) di Giovanni De Feo, scrittore capitolino classe 1973, già Premio Solinas nel 2002, autore, con Marco Chiarini, del recente caso cinematografico L'uomo fiammifero, fiaba salutata da un notevole consenso critico a dispetto della ridotta circolazione della pellicola. Il Mangianomi sembra un curioso cortocircuito tra La storia infinita di Michael Ende, il Calvino della Trilogia dei Nostri Antenati (Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente) e un film d'animazione di Hayao Miyazaki: è un romanzo di formazione allegorico, solo apparentemente facile e immediato, capace di destreggiarsi con coraggio, fantasia e profondità nei sottili confini tra bene e male. È un grande libro sull'identità: sulla possibilità di perderla e di smarrirsi, sulla centralità dell'essenza di un individuo, sul pericolo di dimenticare il proprio nome, la propria storia, i propri ideali, e di diventare altro da sé; oppure, di sparire per sempre. Qualche anno fa, quando le edizioni e/o di Roma pubblicarono la prima parte del libro, parecchi lettori si innamorarono della grazia, dell'intelligenza e della purezza di questa storia; adesso s'è fatta ancora più grande e articolata, tingendosi d'una patina antieroica e drammatica, mantenendo tuttavia la spregiudicatezza e l'ispirazione originarie. Davvero una bella sorpresa, felicemente disorientante. Italianissima, e per questo, naturalmente, molto più emozionante.
Entriamo nel vivo del romanzo [più avanti, spoiler!]. Siamo nel Ducato di Acquaviva. Viviamo in un'epoca in cui s'è persa la capacità di raccontare le storie, e di riconoscere in esse quanto c'è di vero e quanto di inventato. Il Mangianomi s'aggira, nel buio, da un pezzo – e va rubando il nome a qualsiasi persona, e qualsiasi cosa. Quando ruba un nome a una cosa, essa appare diversa a chiunque la veda: irrimediabilmente. È perduta, perché non è più sé stessa. Il solitario cacciatore Magubalik viene ingaggiato dai cittadini per combattere il mostro maligno. Magubalik è un eroe da leggenda, nonostante i suoi vent'anni; è un santo brigante, un formidabile dispensatore di ferite e di benedizioni. Ha un cappello nero calcato sul viso. Due occhi grandi e freddi. Nessuno sa di chi sia figlio; si dice del Marchese, e d'una serva. Ma lui non è né servo né marchese. È uno nato per vivere in disparte. Per starsene nel bosco, e nel bosco cacciare. È un ramingo. Domanda soltanto tre cani, per l'impresa. Perché sa che i cani sono più intelligenti di un cavallo, e più fedeli di un uomo. La prima è una lupa, Uba. È forte. La vince a un brigante. La seconda è un alano, Maag. È veloce. Riesce a domarla, e impara a cavalcarla. Il terzo è un segugio, Lik. Ha un udito straordinario. Magubalik lo salva dalla morte, guadagnando la sua eterna riconoscenza.
Il Mangianomi è un'ombra orrenda, nera, tutta occhi e zanne. Una massa di buio. Non ha dimensioni né forma definita – piuttosto muta forma, perché può assumere quella delle sue vittime. Quando appare, viene come la sera, come un'ombra che si nutre di tutto quel che la circonda. Il cacciatore può perdere il nome; per ritrovarlo, dovrà solo pensare al nome dei suoi tre cani: quei nomi sono come una formula magica. Riesce a vincere il nemico, nello scontro determinante; non lo uccide, semplicemente lo scaccia via, dopo averlo ferito. La sua grandezza sta tutta nella sua compassione. Ed ecco che tutto torna al suo posto, tutto torna ad avere un nome. Eppure, senza una ragione precisa, Magubalik sente la vittoria come un “vino troppo giovane”. Non riesce ad accettarla. E dire che il premio non è solo il denaro; è la giovane figlia del duca, ed è una baronia da governare. Ma può un cacciatore ramingo dimenticare la sua essenza e diventare qualcosa di diverso? Può l'eroe solitario trasformarsi in un saggio e pacato amministratore? Può un guerriero diventare un buon capofamiglia? Il prezzo da pagare è molto caro: l'anarca non può rinnegarsi senza rischiare di autodistruggersi. Passano anni. Il cacciatore e i suoi tre cani sono diventati, nel frattempo, una statua, amata e omaggiata dal popolo. Perché un giorno Mabugalik è sparito. E nessuno più sa che fine abbia fatto. Preparatevi, allora, a scoprirlo: avanzando in una strepitosa caduta negli abissi della psiche del nostro eroe, in un'avventura che va proponendo, man mano, pericolosi e famelici Lupuomini, aggressivi e feroci briganti, stravaganti e misteriosi cantastorie, perdita del nome e assunzione di nuove identità, oscuri pericoli e incredibili rovesci e dolorose scelte di vita. Perché essere sé stessi a volte è un disastro. Ma è un disastro necessario. L'alternativa, la perdita del proprio nome, implica la perdita della propria identità. Ci vogliono anni di dure battaglie per poi ritrovarla, e restituirle un senso. Tanta fatica, e tanta letteratura.
BREVI NOTE
Giovanni De Feo (Roma, 1973), scrittore e sceneggiatore romano. Ha insegnato ad Amsterdam e Londra. Vive e lavora a Genova. Ha scritto “
L'uomo fiammifero”.
Giovanni De Feo, “Il mangianomi”,
Salani, Milano 2010. Per leggere le prime 170 pagine, visitate
questo link.
Prima edizione: “Il mangianomi”, E/O, Roma 2002. Si trattava di un'edizione ridotta, rispetto a questa: l'edizione Salani è completa e definitiva.
In Lankelot: Articoli su GDF.
Prima pubblicazione: Il Secolo d'Italia, 19 giugno 2010, pagine 8 e 9 - copyright Il Secolo d'Italia.
Commenti
[de feo] Finalmente un grande
[de feo] Finalmente un grande romanzo fantastico tutto italiano: è in libreria, a circa dieci anni dalla pubblicazione della prima parte, la saga completa del Mangianomi (Salani, 496 pp., euro 16,80) di Giovanni De Feo, scrittore capitolino classe 1973, già Premio Solinas nel 2002, autore, con Marco Chiarini, del recente caso cinematografico L'uomo fiammifero, fiaba salutata da un notevole consenso critico a dispetto della ridotta circolazione della pellicola
[de feo] uno dei più bei
[de feo] uno dei più bei romanzi fantastici usciti negli ultimi anni in Italia. Godetevelo.
[mangianomi] vi segnalo che
[mangianomi] vi segnalo che si possono scaricare 170 pagine gratis del romanzo
http://www.salani.it/sal-scheda.asp?idlibro=3291&titolo=IL+MANGIANOMI
date un'occhiata!
(Mangianomi) Ne ho lette 100
(Mangianomi) Ne ho lette 100 pagine e poi ho dovuto interrompere per dedicarmi ad altri libri. Lo riprendo a breve, ma mi pare ottimo davvero. Complimenti a De Feo.
[de feo] è un grande
[de feo] è un grande talento:). Fammi sapere sensazioni e via dicendo post lettura. Domenica prox cerco di parlarne anche a radio capodistria...
[radio capodistria, de feo]
[radio capodistria, de feo] Amices! Come ogni 2a e 4a domenica del mese, all’interno dell’AGENDA IN ORBITA su RADIO CAPODISTRIA, ON AIR DALLE H 14 ALLE 14.30 ( www.radiocapodistria.net/ ) sarò ospite di Ricky Russo, living legend, ex calciatore del Chiarbola, speaker e spirito rock triestino, per parlare di libri. Questa volta, ho scelto GAROFALO e DE FEO
DE FEO: Il mangianomi (Salani, 2010) http://www.lankelot.eu/letteratura/de-feo-giovanni-il-mangianomi.html
GAROFALO: Iolavorointivu (Alacran, 2010) http://www.lankelot.eu/letteratura/garofalo-mauro-iolavorointivu.html
BUON ASCOLTO! A DOMENICA!
(Il Mangianomi) Non finirò
(Il Mangianomi) Non finirò mai per ringraziarti di questa splendida segnalazione. Ripreso e e letto tutto d'un fiato giorni fa: libro fantastico. Davvero ricco di spunti di riflessione e di fascinazioni fiabesche d'annata. Peraltro scritto davvero bene e intrecciato ancor meglio. Un lavorone davvero far quadrare tutto così bene. Complimenti a De Feo, che dopo la bella sceneggiatura de "L'uomo Fiammifero" dimostra di avere dei numeri non comuni e di saper padroneggiare il genere come pochi, almeno in Italia. Ottimo il pezzo che hai scritto, Franco, dove individui giustamente i due punti cardine nell'importanza dell'identità e sulla perduta capacità di saper raccontare storie. Questo libro ha dei personaggi magnifici, non solo Maagubalik, ma anche il Contaombre e la guerriera saracena, gli stessi cani e Gattefelippe. Caratterizzazioni psicologiche inusuali per una fiaba, peraltro. Tra l'altro più che a Ende e Miyazaki, la memoria emotiva mi riporta a certe malinconiche fiabe di Andersen (è una suggestione molto personale, la mia). Non ho scritto un mio pezzo perchè il libro mi ispira quasi un saggio (pieno zeppo di spunti pedagogici anche) e sarebbe venuta fuori una recensione fiume, che magari mi riservo per una prossima lettura, che sicuramente ci sarà. Credo lo terrò nella memoria a lungo, il Mangianomi; e a questo punto: voglio conoscere De Feo di persona. Spero mi capiti.
[mangianomi] estremamente
[mangianomi] estremamente felice che ti sia piaciuto - ma non dubitavo, conoscendo un po' i tuoi gusti, e la tua sensibilità. Ti posso promettere che non appena GDF ripassa per Rm ti avverto, ci incontriamo e parlate un po' - sarà contento di conoscerti. A questo punto però aspetto un tuo articolo, magari post seconda lettura: ben venga il saggio-fiume. "Il mangianomi" lo merita. Io dico che potrebbe essere, circolando a dovere, ciò che a suo tempo fu Atreju, per tanti di noi. Ci credo, da sempre. Gli servirebbe un film di Petersen... ma ha davvero tutte le carte in regola, tutte. Grazie per il tuo bellissimo commento.
[de feo-mangianomi] Sabato 29
[de feo-mangianomi] Sabato 29 gennaio 2011
Biblioteca Berio - GENOVA
Spettacolo di mimo e presentazione del romanzo fantasy per ragazzi
IL MANGIANOMI
di Giovanni De Feo
Salani editore
Sabato 29 gennaio 2011 alle ore 16:00 presso la storica Biblioteca Berio di Genova (via del Seminario 16), lo scrittore genovese d'adozione Giovanni De Feo, co-sceneggiatore del film cult L'Uomo Fiammifero, presenta il suo romanzo per ragazzi IL MANGIANOMI (Salani editore), un fantasy horror fiabesco ambientato a Napoli nel Seicento. La presentazione viene accompagnata da uno spettacolo del mimo Enrico De Nicola e delle letture in storytelling a improvvisazione tratte dal libro.
Lo spettacolo, unico nel suo genere, si compone di sette quadri, con effetti di luci: in scena due attori, che alternano narrazione a voce al teatro d’ombra, nel quale le silhouette del mimo creano suggestioni per lo spettatore.
Una terribile minaccia insidia il Ducato di Acquaviva (nel Regno di Napoli del Seicento): è il Mangianomi, una creatura misteriosa e inafferrabile che si aggira nel buio rubando a qualunque cosa il proprio nome. In breve tempo uomini, donne, bambini, animali, ma anche torri, foreste e paesi interi vengono ridotti a vuoti gusci irriconoscibili. L’unica speranza per gli abitanti del Ducato è rivolgersi a Magubalik, un giovane e solitario cacciatore dall’abilità leggendaria, perché sconfigga il temibile mostro. Ma il compito si rivelerà arduo persino per lui, e la caccia al Mangianomi si trasformerà da una pericolosa avventura a una discesa agli inferi, in un’odissea alla ricerca di se stesso. Ambientato in una terra popolata da foreste animate, capricciose eroine, fattucchiere, briganti, cantastorie e lupi gentiluomini, Il Mangianomi è un affascinante viaggio di formazione, epico e avventuroso, in cui amore e memoria illuminano un mondo afflitto da ombre e solitudine.
Ingresso gratuito.
Per informazioni: tel 010 5576010
[giovanni de feo: nuovo
[giovanni de feo: nuovo libro!] dal primo giugno, in tutte le librerie, "L'isola dei Liombruni" [Fazi]. Gran bella notizia:).
Sito WEB del romanzo: http://www.liombruni.com/