Da Paisà a Salò e oltre è il terzo libro del professor Maurizio De Benedictis pubblicato dalla casa editrice Avagliano, e come il titolo stesso suggerisce si prefigge di analizzare il cinema italiano attraverso un periodo di tempo ben delineato: dal 1946 del capolavoro rosselliniano al 1975 dell’opera postuma di Pasolini. Due film estremamente diversi e lontani nel raccontare la società italiana e differenti soprattutto nel linguaggio – realista il primo, metaforico il secondo – utilizzato per raccontarla.
Ciascuno di questi nomi è portatore di una personalissima visione del mondo – realizzata con l’apporto di influenze reciproche fra sceneggiatori o tecnici del cinema – e l’autore analizza nei minimi dettagli questi universi paralleli che spesso si incontrano, si scontrano o si alternano, cedendo il testimone. L’analisi è infaticabile e certosina, e il lettore ideale può essere il fanatico di cinema o lo studente universitario. Il libro contiene vari saggi scritti separatamente ma “riscritti” in sette capitoli, e questa genesi può rendere comprensibile la grande vastità di informazioni raccolte per il lettore.
Le analisi penetrano nelle filmografie (e nelle bibliografie) degli autori cercando di indagare tutti gli aspetti cardine che possano aver indotto un regista alle proprie soluzioni artistiche. Schematizzarlo con frasi lapidarie sarebbe fine a se stesso (si sa che Fellini è il sognatore, che Sordi è la maschera, che De Sica è il galantuomo e così via), come lo sarebbe riassumere un’enciclopedia. E il paragone non è azzardato: in quasi seicento pagine fittissime il lettore è bombardato da (piacevoli) stimoli alla riflessione, da un lato, e appagato da notizie e citazioni e curiosità di cui forse non aveva mai sentito (una per tutte: De Sica spintonato da una popolana mentre girava un film a Napoli, cosa che lo ha fatto andare su tutte le furie). Ma non è solo un libro sul cinema, in Da Paisà a Salò si parla anche di letteratura (Manganeli è citato spesso), di arte figurativa e, soprattutto, della società italiana, di come essa sia cambiata tra il Dopoguerra e il Boom, fino all’oggi, con le conseguenze che tutti conosciamo.
La parte più interessante è forse quella che si occupa del grande Sergio Citti, erede anti-pasolinano, uno dei grandi autori italiani senz’altro meno noti e meno studiati rispetto agli altri (Fellini è definito “l’uomo di cinema più famoso e premiato al mondo”, pag. 86) e non per questo regista trascurabile.
In conclusione: un testo oceanico, talvolta molto tecnico, senza dubbio “ricco” di storia dell’arte nostrana.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Maurizio De Benedictis è un critico e studioso cinematografico italiano, insegna Storia del cinema a La Sapienza di Roma. Ha già pubblicato Il cinema americano (Newton & Compton, 2005), Acting. Il cinema dalla parte degli attori (Avagliano, 2005) e il romanzo L’estate di Greta Garbo (Avagliano, 2006). È anche autore di programmi e documentari in televisione.
Maurizio De Benedictis, Da Paisà a Salò e oltre, parabole del grande cinema italiano, Avagliano Editore, Roma, 2010.
Luca Martello, aprile 2010.
Commenti
[de benedictis] neo hammer!
[de benedictis] neo hammer!
[deb] aggiungo un paio di
[deb] aggiungo un paio di tags;)
[da paisà] hai scoperto
[da paisà] hai scoperto qualcosa che non conoscevi? Sei già partito in cerca di qualche chicca? dicci dicci
[de benedictis] certo, non
[de benedictis] certo, non essendo molto appassionato di Neorealismo (diciamo pure che fatico tantissimo a vedere i film di Rossellini, ma la sofferenza si estende a tutta la sua opera) ero piuttosto a digiuno riguardo a quel mondo. La mia è una conoscenza molto scolastica, diciamo; già le analisi su Pasolini e Citti mi erano più familiari :)
Mi rendo conto di essere molto ignorante su Eduardo. Ecco, lì devo decisamente rimediare...
[debnd] e allora aspettiamo
[debnd] e allora aspettiamo che questi semi germoglino;)