Milo De Angelis è una delle voci più significative della poesia italiana contemporanea. In effetti, è così. Il poeta milanese può contare su un seguito notevole. Sono, infatti, numerosi i poeti della generazione successiva che vedono nella sua opera un punto di riferimento.
Questo dovrebbe bastare a consacrare la sua poesia. Ma così non è. Non siamo entusiasti del suo modo di scrivere versi. Questo è l’anello che non tiene di tutta la sua produzione poetica.
Già dall’esordio di Somiglianze, De Angelis sceglie la via comoda del minimalismo estetizzante, osserva le cose della quotidianità con misurato e ragionato distacco.
Il poeta si affaccia dalla sua finestra sull’esistenza, ma nei suoi versi si guarderà bene dal lasciarsi coinvolgere dalla passione che l’anima delle cose richiede. Fedele al freddo calcolo delle parole ricercate, la sua poesia sposa la descrizione della realtà. De Angelis non osa andare oltre il pronunciabile, e la sua arte poetica finisce per essere un mero esercizio di scrittura che si compiace nel formalismo. Il risultato è un verso stilisticamente perfetto ma vuoto nei contenuti.
Quello che è mancato a Milo De Angelis, e ai suoi epigoni, è il coraggio di andare oltre l’estetica della bella parola. La sua poesia non va al cuore delle cose, perché essa è inibita dal minimalismo di uno stile costruito su troppi artifici. Anche nel suo nuovo libro, Quell’andarsene nel buio dei cortili (Mondadori, pagine 83, 14 euro), il discorso non cambia.
Il vuoto e il niente nascosti nelle dinamiche del presente sono i temi principali della raccolta. Ma anche in questo libro, la lingua di Milo De Angelis non cerca lo slancio necessario di una partecipazione collettiva. Il poeta con una proverbiale freddezza si limita a contemplare in maniera distaccata il suo personale attraversamento nell’oscurità dei cortili.
De Angelis non va mai oltre il mero atto di descrivere la provvisorietà della condizione umana. Quello che manca è il coinvolgimento del sentire: la forma perfetta dei suoi versi non cede mai il passo al contenuto.
“Non ho saputo capire / non so ancora / se l’incrocio dei pali / è legno o leggenda / se i baci sono freddi / nella mia poesia o nel primo grado / delle labbra sigillate, / se l’amore passa senza suono / tra i corpi nudi / che nessuna ombra custodisce”.
Questa poesia sembra un’ammissione di colpa. Il poeta dichiara apertamente di essere l’artefice di una poesia fredda che si realizza nella costruzione perfetta di versi che stanno bene tra loro. Quello che manca è il coraggio di coinvolgere se stesso e il lettore nella materia della propria scrittura.
De Angelis dovrebbe scoprire l’autenticità e liberare i suoi versi, prigionieri di un’esperienza descrittiva. Quell’andarsene nel buio dei cortili non sta nelle cose del quotidiano, ma sta sopra le cose insieme al suo autore che come un guru si affaccia sul mondo per riassumere l’ “alfabeto del momento”. In poesia l’esperienza ha un senso se il poeta con tensione lirica partecipa al suo attraversamento.
Per fare questo è necessario guadare il fiume della vita, magari rischiare anche di affogare. Milo De Angelis si è fermato da tempo sulla riva, e nella sua poesia si limita a raccontare le correnti che scorrono. Quello che gli manca è il coraggio di nuotare.
Edizione esaminata e brevi note
Milo De Angelis (Milano, 1951), poeta italiano e traduttore.
Milo De Angelis, “Quell’andarsene nel buio dei cortili”, Mondadori, Milano, 2010
Per approfondire: WIKI it
Nicola Vacca, dicembre 2010, per Lankelot.
Commenti
[De Angelis] Il nuovo libro
[De Angelis] Il nuovo libro di Milo De Angelis...
[milo de angelis] quando una
[milo de angelis] quando una stroncatura è così educata, equilibrata e ben scritta, si trasforma istantaneamente in una segnalazione: riesce a incuriosire, ti assicuro. Grazie Nicola, ottima condivisione. Fossi De Angelis sarei contento, giuro.
[De Angelis[] Ci sono diversi
[De Angelis[] Ci sono diversi modi di stroncare. La stroncatura può anche essere cattiva.L'importante è che sia sempre argomentata...
[De Angelis]
[De Angelis] Grazie,Nicola.
Un articolo molto bello e ben calibrato.
Condivido quello che dici su De Angelis:una forma poetica bella esteticamente,ma descrittiva,fredda,a tal punto che non coinvolge il suo sentimento e quello degli altri. Caratteristica di molta poesia contemporanea.
[De Angelis] Cara Sandra,
[De Angelis] Cara Sandra, hai perfettamente ragione. Per fortuna ci sono ancora poeti che credono nella poesia vera.