Le attività procedono febbrili quaggiù e sono state mitigate da un bel volo di trasferimento da ... a... (omissis) e comunque nell'area Sud di questo particolarissimo Paese. Il territorio ammirato dalla cabina di pilotaggio è apparso in tutto il suo fascino, lasciando intravedere villaggi montani già innevati, fino ad agglomerati più o meno vasti di abitati costituiti da case semplici che confondi col terreno, del colore di questi monti impossibili da controllare e/o conquistare, dove puoi nascondere di tutto. Una sorta di mistico "Viaggio a Kandahar" che vista dall'alto sembra un formicaio inaccessibile... dove le case sono appiccicate l'una all'altra, come appoggiate: si sostengono a vicenda. Le case e il pensiero della casa ti prendono, ogni tanto, e ti riportano lontano, fino a coprire con la tua fantasia, in un nanosecondo, quei chilometri che "il totem" sa rammentarti con monotona cattiveria. Ne puoi essere colpito, o fare finta di nulla ma lui è sempre là.
La casa equivale alla famiglia e - con concatenazioni semplici - alle mamme, ai parenti, agli amici. Già, cosa fa la tua famiglia mentre tu sei qui, quanto la tua forza le manca, quanto del tuo vigore di soldato ha svuotato quell'alcova che tu proteggi, quando ci sei, e che nessuno può violare? La voce della compagna che col suo calore e il suo abbraccio ti stringe con amore, il sorriso e la battuta allegra del figlio (soffre ma non lo dirà mai), il bacio di un genitore, l'abbraccio emozionato di colui che con onore ti chiama "amico fraterno", perchè non c'è nessuno come te... come te... e loro, tutti loro lo sanno. Ma in realtà cosa possono sapere di te, nonostante tutto, quando dietro al tuo sorriso a volte è fortissimo il mistico richiamo ad essere un soldato.
La tua famiglia ha, per inciso, diverse difficoltà e senza enumerarle tutte, in fondo è come una bilancia che è stranamente sconnessa, che non trova il suo punto d'equilibrio, che non capisce ed a volte si arrovella non sapendo che tu cerchi quel sottile e intenso piacere di vivere l'avventura e l'adrenalina... l'arma o l'aiuto, l'umanità da condividere in posti lontani, il dare significato al tuo lavoro. Ma loro sono lì ed in fondo ti sanno sostenere, lo fanno da anni e soffrono in silenzio, sapendo che un giorno potrai di nuovo riempire il vuoto lasciato. Non avrà mai una medaglia la tua famiglia, non andrà mai in licenza senza di te, la tua famiglia, ma se essere eroi vuol dire affrontare ogni giorno con quotidiana pazienza attendendo un tuo segno, il suono della tua lontana voce, ecco che probabilmente gli eroi sono a tanti chilometri da te, e forse il "totem" che ogni giorno tu incroci, ti ricorda in quale direzione li potrai ritrovare un'altra volta, ed ancora un'altra, solo come gli eroi sanno fare.
Con amore profondo C...
DEDICATO ALLA MIA FAMIGLIA ...
P.S. Thanks to Annie Lennox per la colonna sonora di questa nota: "Tell me why".
Commenti
La differenza tra scrivere per inventare e scrivere perchè lo senti/vivi/provi, abbatte il tempo, non solo, se scrivi di getto e senza correzioni non devi pensare a chi può leggerlo ma scrivi perchè non importa chi leggerà. Se ci sarà una persona, una sola che potrà capire l'intensità dello scritto, avrai comunque trasmesso le giuste emozioni.
Saluti.
(grazie per questa nuova, toccante e intensa testimonianza. Si sente che scrivi con l'anima. Merci).
Davvero intense e sentite le tue considerazioni. Ti fanno onore, al di là di ciò che rappresenti, e della contingenza in cui scrivi.
In bocca al lupo!
Léon
(un pensiero alle famiglie eroiche che attendono il ritorno dei soldati. Non manca molto. Forza e Onore.)