Costantini Laura, Falcone Loredana

Intervista

Autore: 
Costantini Laura, Falcone Loredana

Chi sono Laura Costantini e Loredana Falcone?

Laura: Dunque, vediamo. Sono una che ama scrivere e che ha deciso di farne un mestiere. Poiché guadagnarsi da vivere facendo lo scrittore in Italia è quasi un’utopia, ho optato per il lavoro più simile: giornalista. Ma continuo a dire che sono una scrittrice con l’hobby del giornalismo. Attualmente lavoro per il programma di RaiUno “La vita in diretta”, ma ho iniziato sulla carta stampata spaziando dai quotidiani (Il Secolo XIX) ai settimanali (Oggi, Chi, Visto, Stop, Novella 2000).

Lory: Io non ho un curriculum altrettanto interessante. Sono appassionata di storia, mi sono laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ma non ho voluto saperne di insegnare. Il mio sogno è sempre stato quello di scrivere e ho fatto in modo di non ritrovarmi tra coloro che, alla presenza di uno scrittore, dicono con aria ispirata: “Sa, anch’io avrei voluto scrivere…”. Vuoi scrivere? Scrivi!

Da quanto tempo lavorate insieme, e come è maturata questa scelta?

Lavoriamo insieme da moltissimi anni (non ci chiedete quanti, perché non si chiede l’età a delle signore) ed abbiamo iniziato sui banchi del liceo (classico, ovviamente). E’ lì che ci siamo conosciute ed abbiamo scoperto di avere questa passione in comune.

Avete mai litigato? Perché?

Altroché se abbiamo litigato, sia per motivi personali (siamo molto diverse e quindi la pensiamo in modo opposto su parecchi aspetti della vita), sia per motivi professionali. Capita di non trovarsi d’accordo sugli sviluppi di una trama e ognuna delle due difende a spada tratta il proprio punto di vista. Ma non abbiamo mai lasciato tramontare il sole su uno scontro. E riusciamo sempre a trovare il giusto equilibrio nelle vicende dei nostri personaggi.

Una curiosità che mi assilla da sempre, quando leggo libri scritti a quattro mani, è la modalità di lavoro degli autori: qual è il vostro iter nella stesura?

Questa domanda è quella più gettonata ogni volta che presentiamo un libro (e di presentazioni, in giro per l’Italia, ne abbiamo fatte più di qualcuna). Ci rendiamo conto che risulta difficile capire il meccanismo, ma in realtà non c’è niente di complicato: ci incontriamo una o due volte a settimana, ci sediamo davanti al computer e, semplicemente, scriviamo.


L’ultima vostra fatica letteraria, "Le colpe dei padri", avete deciso di pubblicarla a puntate su un blog. Qual è stata la molla che ha fatto scattare in voi la consapevolezza che ormai non ha più senso pubblicare i libri su carta?
Tutti coloro che seguono il mondo letterario avranno letto la notizia pubblicata in questi giorni secondo la quale in Italia vengono stampati qualcosa come 40 titoli al giorno. Quaranta! Un’enormità, un oceano di carta nel quale è quasi impossibile ottenere visibilità per il proprio prodotto. Perché l’editoria com’è concepita oggi ha ridotto la creazione letteraria a questo: un prodotto.
Noi abbiamo già pubblicato su carta tre romanzi:
“New York 1920 – Il primo attentato a Wall Street”, un romanzo storico sull’emigrazione italiana e sulle difficoltà di integrazione.
“Eibhlin non lo sa…”, un romanzo fantasy intorno alla figura di una strega irlandese dei giorni nostri.
“La guerra dei sordi”, un romanzo sul conflitto tra ebrei e palestinesi con particolare attenzione al momento dell’assedio subito da Arafat nel 2002. (Quest’ultimo deve ancora essere presentato al pubblico)
Tutti e tre sono acquistabili solo online, in quanto la casa editrice Maprosti e Lisanti (www.maprostielisanti.it) non ha una distribuzione e questo, ovviamente, non ci facilita le cose.
“Le colpe dei padri” era stato sottoposto all’attenzione di una casa editrice che lo aveva trovato interessante, ma a patto che accettassimo di pagare un contributo per la pubblicazione. In quel momento, oltretutto, sulla blogosfera era in corso un dibattito (è sempre in corso, per la verità) sul perché e per come uno scrittore voglia essere pubblicato. La decisione è stata presa come risposta a queste domande oziose: uno scrittore vero scrive per essere letto, tutto il resto conta ben poco (fama, soldi, successo). Quindi abbiamo voluto dimostrare, sulla nostra propria pelle, la validità di quanto affermavamo e abbiamo messo online il nostro romanzo inedito.

Sono molti ormai gli scrittori, anche celeberrimi, che hanno preferito pubblicare i propri libri on line: secondo voi potremmo arrivare a un punto in cui l’editoria cartacea scomparirà per fare spazio a questo nuovo modo di pubblicare libri?

Crediamo, piuttosto, che si arriverà ad una coesistenza. Il libro fatto di carta e inchiostro esercita un enorme fascino su coloro che amano leggere. E possiamo constatarlo anche dai commenti che riceviamo su “Le colpe dei padri”. Sono in molti a chiederci perché non lo abbiamo pubblicato su carta e molti altri preferiscono stamparlo, piuttosto che leggerlo sullo schermo. I tempi non sono ancora maturi per il predominio degli e-book, anche se a nostro parere i libri virtuali sono un esperimento molto interessante e destinato a conquistarsi un proprio spazio in tempi rapidi.

Ci parlate del vostro libro, della trama, di quando l’avete scritto? Potete fornire ai lettori il link dove leggere questo romanzo?

Si tratta di una saga familiare che abbiamo ambientato nel Wyoming. Anche questa scelta è stata oggetto di critiche in quanto sembra che agli scrittori “esordienti” sia richiesto di scrivere esclusivamente storie ambientate in Italia perché, pare, così sono costretti a scrivere di cose che conoscono. Un’ottica che definire miope ci pare riduttivo. Siamo due accanite lettrici di narrativa americana, ci siamo formate leggendo Steinbeck, Faulkner, Tennessee Williams e la storia narrata nel nostro romanzo non avrebbe avuto senso in un altro contesto geografico, pur essendo una vicenda legata al dolore del ricordo, al rimpianto del tempo perduto, al marcio che può nascondersi all’interno di un nucleo familiare.
Il romanzo era nel cassetto da un paio di anni e siamo felicissime del riscontro che sta ottenendo su http://lestoriedilauraetlory.splinder.com

ISBN/EAN: 
000

Commenti

Ave, Francesco!
Grazie per il nuovo contributo. Ho inserito i tags e adattato il titolo (va scritto sempre minuscolo). A domenica per i miei commenti!

Benissimo intanto vi copio incollo questa notizia relativa le autrici.

Carissimi,
vi comunichiamo che il giorno 15 ottobre sul blog http://lauraetlory.splinder.com si terra' la presentazione online del romanzo LA GUERRA DEI SORDI dedicato a Rachel Corrie, pacifista americana che ha dato la vita per la liberta' del popolo palestinese.
Vi alleghiamo la copertina con la preghiera di darne notizia sui vostri siti.
Grazie,
Laura e Lory

Allora:
Laura scrive: "Attualmente lavoro per il programma di RaiUno ?La vita in diretta?, ma ho iniziato sulla carta stampata spaziando dai quotidiani (Il Secolo XIX) ai settimanali (Oggi, Chi, Visto, Stop, Novella 2000)."

> Non è proprio un curriculum letterario. Diciamo che diverse tra quelle testate fanno parte di quelle che non leggeremmo nemmeno sotto tortura.

Lory invece sembra parte della oscura tribù dei letterati e degli storici di formazione. Mi sembra più vicina a quel che cerchiamo:
"Sono appassionata di storia, mi sono laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ma non ho voluto saperne di insegnare."
> Peccato non abbia insegnato. Se era appassionata, avrebbe dato molto alla causa.

"Tutti coloro che seguono il mondo letterario avranno letto la notizia pubblicata in questi giorni secondo la quale in Italia vengono stampati qualcosa come 40 titoli al giorno. Quaranta! Un?enormità"

> Come no. Ma facciamo distinzioni: non è tutta narrativa, non è tutta poesia. C'è saggistica, manualistica, trattatistica; letterature varie (giuridica, etc). Il dato - preso con tanta libertà - è fuorviante.
A questo s'aggiunga - che so - chi si autopubblica tramite i tanti piccoli editori a pagamento.

Le case editrici piccole e medie, di qualità e indipendenti, esistono appositamente per fare selezione. Non facciamo confusione:)

"In quel momento, oltretutto, sulla blogosfera era in corso un dibattito (è sempre in corso, per la verità) sul perché e per come uno scrittore voglia essere pubblicato.

> Blogosfera? Se ne parla da decenni, ovunque siano scriventi e scrittori. A volte, mescolati.

"Secondo voi potremmo arrivare a un punto in cui l?editoria cartacea scomparirà per fare spazio a questo nuovo modo di pubblicare libri?"

> Impossibile. E sai perché? Perché nessuno conserva i volantini.
L'oggetto libro - meglio quando l'edizione è di pregio - non è l'oggetto monitor. L'e-book non ha attecchito - come medium "evolutivo" rispetto al libro - già diversi anni fa. Oggi circola come sponsor per la pubblicazione. Cartacea.

Non mi sembra il mistero di Fatima;)

"Siamo due accanite lettrici di narrativa americana, ci siamo formate leggendo Steinbeck, Faulkner, Tennessee Williams e la storia narrata nel nostro romanzo non avrebbe avuto senso in un altro contesto geografico,"

> E due righe dopo scopriamo il contrario: "pur essendo una vicenda legata al dolore del ricordo, al rimpianto del tempo perduto, al marcio che può nascondersi all?interno di un nucleo familiare".

Evviva:).

E bravo Francesco.

Ma "La vita in diretta" è quello di Cucuzza?

E' ancora vivo, Cucuzza?

Ti confondi con Gigi Sabani... L'erede di Noschese...

è vero. è vero.
perdonate l'estraneità al tubo (catodico) :)

Lsura Costantini mi ha chiesto di inserire questo commento.
Io lo faccio senza esprimere il mio parere, faccio solo una raccomandazione: attenzione a giudicare le persone senza conoscerle.

"Sono andata a leggermi i commenti lasciati dai frequentatori di Lankelot sotto l'intervista che ci hai fatto e devo dire che sono rimasta piuttosto delusa dal tono usato da Gianfranco Franchi, il titolare, che senza conoscerci, soprattutto senza essere neanche passato a leggere qualcosa in più di nostro, ha tranciato ironici (meglio sarcastici) giudizi circa il mio lavoro, il mio curriculum e quanto dichiarato nell'intervista. A parte che non vedo la contraddizione tra l'essere debitrici della letteratura americana di Steinbeck e Tennessee Williams e il trattare temi legati alle tragedie che possono nascondersi all'interno di famiglie apparentemente felici ed irreprensibili (il tutto riferito a LE COLPE DEI PADRI). A parte che non ci trovo niente di vergognoso nell'aver scritto per Novella2000, Stop e altri rotocalchi che il signor Franchi non leggerebbe neanche sotto tortura (parole sue). A parte che quello è il mio percorso professionale e non il mio curriculum letterario (nel caso vorrei conoscere il suo). A parte che lavorare per LA VITA IN DIRETTA non è un'infamia da nascondere se non in ambienti pseudo-letterari che poi, quando sfornano il librettino di turno, vengono da me a pietire la recensione e la presentazione in studio insieme a Michele Cucuzza (che si, è vivo, gode di buonissima salute e scrive cose di pregio, ovviamente per chi sa leggere). A parte tutto questo, trovo molto democratico il fatto che per poter rispondere a questo attacco immotivato si debba iscriversi al sito Lankelot. Ho fatto l'errore di provarci, ma ripensandoci bene, non ho alcuna voglia di figurare in quel blog collettivo che, detto tra noi, mi sembra abbia mancato di rispetto anche a te con un ironica battuta circa la felicità della tua scelta di intervistarci. Ti sarei grata, quindi, se volessi postare questa e-mail come commento in quel di Lankelot e, soprattutto, ti sarei grata se evitassi di riportare me e Lory in casa di persone che, evidentemente, non hanno il dono dell'ospitalità.
Grazie,
Laura"

Francesco (e Laura),
non giudico nessuno. Ho commentato - liberamente, democraticamente - le dichiarazioni rilasciate. Mi spiace per la delusione, mi spiace per la difficoltà di iscrizione (l'iscrizione è libera, facile e immediata; la mia email è pubblica), non mi spiace per quel che ho scritto.
Il mio percorso è altrettanto pubblico; le mie dichiarazioni, di norma, sono adeguatamente argomentate; qui direi che c'è chi si è risentito per qualcosa che somiglia a "impressioni negative".
Ahimè, il web non nasce per la comunicazione di massa, ma per le interazioni e gli approfondimenti. Serve al confronto.
Non mi sembra di aver parlato delle loro opere: correttamente, ho parlato delle loro dichiarazioni. Se si preferisce il silenzio ai commenti non condivido.

Saluti,
gf

ummmm. io credo, gf, che qui tu abbia un pochetto sbagliato. Nell'intervista le due autrici non parlano di curriculum letterario, ma semplicemente dicono il loro lavoro. Tu parli di curriculum letterario quando, mi pare, l'autrice in questione stesse parlando del suo curriculum in generale. Essendo giornalista ha lavorato in quotidiani e periodici. Punto.
Sul dibattito sul perché e come uno scrittore venga pubblicato, già le autrici avevano detto che è questione dibatutta e sempre in corso, e si riferivano in particolare ad una discussione sorta su altri siti, e blog (blogosfera, parola brutta ma entrata in uso da tempo). Se non mi sbaglio, su vibrisse (che ogni tanto, così, prende una discussione, magari non nuova, ma la ripropone per vedere se e come le cose cambiano). Per carità, né nuova o chi sa, però non è che stessero dicendo chi sa cosa.
Anche quando tu dici di non aver parlato delle loro opere...beh, hai detto che, in base a dove hanno lavorato Laura (e non a cosa ha scritto) e Lory, la seconda la reputi più adatta a "ciò che cerchiamo". Come dire che la prima non la vuoi qui. Non hai parlato di cosa ha scritto Laura, ma ne hai fatto una valutazione in base al suo posto di lavoro, e questa è la cosa che mi ha dato più fastidio (e, mi pare, abbia dato fastidio anche a lei).
Non è vero che non hai giudicato, dato che una la reputi "più vicina a quel che cerchiamo" e l'altra, in base ad un curriculum che "non è un curriculum letterario", sembri reputarla meno (molto meno, dal giudizio che dai sulle testate e sulla trasmissione tv).
Magari sono stato un po' confuso (scritto questo commento in due pezzi), ma spero di no;-)
ciao, a presto!!!
Il festival di Pisa si avvicina, mi pare;-)
ndr

Eh, d'accordo... ma vedi: certe pubblicazioni credo andrebbero lucchettate e nascoste, mai firmate. Figuriamoci rivendicate. Io avevo notato che la collega diceva: "Io non ho un curriculum altrettanto interessante." e volevo semmai difendere lei. E' quello il c/v interessante, quello della studiosa e dell'artista che non ha potuto vivere di quel che amava: non di chi ha scritto, perdonami, su "Stop". Sarà senza dubbio persona esimia e valida: quel giornale - quei giornali - personalmente li trovo pericolosi per l'intelligenza.
E per la civiltà di una nazione, dovrebbero circolare in 1000 copie, numerate, distribuite ad hoc tra chi proprio non resiste di fronte ai pettegolezzi sui c.d. "vip".

Ciò detto, sì, ci si vede a Pisa.

Sai bene quanto tengo ai laterali, agli obliati, agli emergenti e ai mai emersi. Ma se il precedente dell'attività artistica, ancora tutta da valutare, è "Novella 2000", scusami ma recedo da ogni interesse. Pregiudizi? Chiamali come vuoi. Io pur di non dimenticare chi ero levavo ore al giorno per leggere e scrivere articoli veri:).
E non potrei campare lavorando per certi progetti, o certi testate. E' un problema mio, eh? Tanto che ho preferito fare il copy che il giornalista, qualche anno fa. Mantenendo due binari diversi nella mia vita. Senza confonderli.

Ave!

(e non dimenticare che sono in minoranza. Guarda le tirature di quei periodici, e pensa come siamo ridotti noi, a fare le capriole per difendere la possibilità di vivere decorosamente dedicandoci alla cultura e alla Letteratura, senza scorciatoie...)

Gianfranco, è di sicuro un problema. Ma ti faccio un altro esempio, in un altro campo.
George Clooney. Afferma che fa i blockbuster come Ocean's thirteen etc, perché con uno di quelli si paga quattro o cinque Michael Clayton, o Good night, and good luck.
L'esempio è ovviamente esagerato, però credo possa essere plausibile qualcosa del genere. Scrivere per certe testate per permettersi una certa libertà altrove.
Altro esempio: vari scrittori americani hanno scritto per il cinema, pur di campare. Ce ne sono di esempi che, fatte le debite proporzioni, possono aiutare a comprendere certe posizioni.
è un problema che tocca tutte le persone che vogliono scrivere, e che ognuno cerca di risolvere nel modo che reputa migliore (che può essere anche scrivere qualcosa di valido su certe testate, mettere in certi periodici o in tv qualcosa con del sale in zucca, cercare di innalzare, per quanto uno possa, la pubblicazione su cui scrive).
Ci sono tanti modi. Ecco.
notte!

A me Cucuzza fa ridere e non smetterò di scherzarci su. Certo nonna non la pensa come me.

E non dimentico che sei in minoranza, ma non dimentico che la minoranza, da sola, dà o meno la ragione.
Nel caso in questione, mi è sembrato che il modo di porre la tua minoranza fosse errato. Tutto qua.
Per me, tu e Laura, di fronte ad uno stesso problema, avete trovato soluzioni diverse. E non riesco a dire questa è meglio o peggio dell'altra, perché non so come le avete portate avanti. Non so in che modo lei ha scritto per il quotidiano ed i settimanali, né so come tu hai fatto il copy (o meglio, posso cercare di capirlo da quello che tu mi dici), e queste per me sono informazioni fondamentali.
Le intelligenze vanno protette e difese anche in Novella 2000. Perché non ho idea di come ci siano capitate, ma se ci sono, vorrei salvaguardarle;-)

Allora, vedi, rischiamo di dire che un'autrice che non conosciamo se non per questa intervista da anni pensa di fare come Orson Welles: filmacci per finanziare grandi film. Te la senti? :)

....da sola, NON dà, o meno, la ragione.
avevo dimenticato un non. ma si capisce????

20. Scrivi alla Redazione portando questo frammento: ingaggio sicuro!
(magari ci passerai i tiff di qualche bonazza.)

O, che so, il bazooka di Montezemolo pre-fotoritocco.

Dico solo, prima leggiamola.

Come no. Ma io ho 400 arretrati. Mi arrivano 2 libri al giorno. Sono esausto. Adesso arrivano anche da Lulu. Nessuno mi paga per leggere, lo faccio per amore. Do la priorità a una che scriveva su Stop, quando mi aspettano morti che non hanno voce da decenni o giovani che si smazzano per uscire con dignità e con un piccolo editore? No. La darei volentieri alla sua socia.
Spero che assieme scrivano capolavori mondiali, così mi morderò le mani al pensiero d'aver perduto l'anteprima.

23. la mia ragazza è gelosa, eh;-)
26. dai la priorità a chi vuoi, non è questo. io dò la priorità a foster wallace, che non è morto, né più tanto giovane, né si smazza, ma mi fa sorridere e pensare ogni volta che ne apro una pagina.
(per pisa preferisci spada, sciabola o fioretto?? così mi preparo;-)

:))).
A Pisa ci divertiamo. Ti porto qualcosa.
Una decina di cose su cui lavorare, sia assieme sia tu da solo.