Robbins Tom

Coscine di pollo

Autore: 
Robbins Tom

LASCIATEVI SEDURRE.

"Coscine di pollo" di Tom Robbins, copertina della Baldini & CastoldiUna delle letture più belle che ho fatto negli ultimi anni.
Eppure, quando ripenso al libro, la prima cosa che mi viene in mente è la fastidiosa impressione di un racconto kitsch perché il romanzo è percorso da un’ispirazione bizzarra molto forte in grado di spiazzare, ma il suo incontro con una vena schiettamente narrativa, con un istinto fortemente affabulatorio, romanzesco - pur nella stravaganza assoluta di alcuni passaggi e di molta parte dell’intreccio - è riuscito ad ammaliarmi.

Ellen Cherry è una ragazza della provincia americana che si sta dirigendo, just married, a New York con suo marito, Boomer Pateway: lei è una pittrice dilettante che cerca di coronare il suo sogno artistico nella grande città, lui un saldatore molto pratico e un po’ bifolco che segue i “frizzi” della testa della moglie - di cui è follemente innamorato, oltre che perennemente “affamato” -. Viaggiano su un camper che un improvviso quanto inspiegabile flash nella mente di Boomer ha trasformato in una sorta di tacchino arrosto di alluminio: la trovata ha colpito al punto Ellen che ha acconsentito al matrimonio e al susseguente viaggio di nozze sul trabiccolo, nonostante la grettezza di Boomer, la sua ottusità nei confronti dell’arte le avesse fatto credere che, al di là della straordinaria intesa sessuale, non ci potesse essere niente di serio.
A New York Ellen si scontra con la realtà delle gallerie e dei collezionisti e la ritroviamo, avvilita e ormai separata dal marito, a servire ai tavoli di un ristorante. Boomer, invece, per merito proprio di quel camper, è diventato, oltre che la nuova star dei mercanti d’arte, il nuovo amante di un’importantissima gallerista.

Prima però di arrivare alla separazione nella Grande Mela, durante un furtivo rapporto in una grotta, i caldi sposini hanno risvegliato da un sonno millenario due oggetti di un antichissimo culto della Palestina (Bastone Dipinto e Conchiglia Strombo), dando l’abbrivio ad una storia on the road parallela che avrà come protagonisti degli inconsueti personaggi: coscienti infatti di una qualche presenza – non immaginano certo quale – Ellen e Boomer si danno ad una ingloriosa fuga dimenticando sul campo la signorina Cucchiaino, il signor Calzino Sporco e la Scatola di Fagioli (ermafrodito), che si uniranno ai due oggetti sacri nel viaggio verso il nuovo Tempio di Gerusalemme. Mentre i nostri oggetti animati coscientemente cercano di raggiungere la Palestina, Ellen e Boomer, in maniera del tutto imprevista e inconsapevole - per certi versi addirittura contro i loro stessi progetti -, si vedono invischiati, lungo il percorso che li porterà a ricongiungersi, nell’atmosfera fertile e dolorosa del Medio Oriente che farà loro capire…

Attenzione alla quarta di copertina: quando si parla del “romanzo più politico di Tom Robbins” non bisogna pensare ad un libro-denuncia che tratti la controversa situazione di mediorientale, la Palestina è solo un pretesto. Non viene mai rappresentata una situazione storicamente identificabile (che potrebbe essere così oggetto di un reportage giornalistico, di un'indagine o di un'analisi per risalire alle cause storiche della tragedia, magari anche da qui proporre una soluzione ragionevole al conflitto senza fine), Robbins parla di quello che accade in Terra Santa sempre in maniera molto generica ed evasiva, non fornisce mai nomi o date ma si mantiene sul vago, ci dice che c’è stato un attentato, che è stato ucciso un ragazzo, che è scoppiata una bomba… la Palestina dell’antichità è molto più presente di quella odierna.
Il progetto politico alla base del romanzo è un altro, è più ampio, più generale: svelare agli uomini tutte le bugie che si sono raccontati, liberarli da tutte le sovrastrutture (se avesse scritto qualche decennio fa in Europa Robbins avrebbe forse parlato di “falsa coscienza”) che si sono costruiti ingabbiandosi in un sistema che nega loro la felicità, spesso identificata nel libro con la spontaneità sessuale, sfera di dominio femminile, oppressa negata e umiliata dagli uomini che in tutti i tempi e in tutti i luoghi l’hanno temuta e cacciata. Sarà una coincidenza ma il terzo romanzo straniero che si è unito ultimamente alla mia immaginaria classifica non è per niente lontano da queste tematiche, è "Cassandra" di Christa Wolf, decisamente più complesso e penetrante comunque, un altro livello un'altra tecnica.

Non è quindi solo un vezzo l’aver suddiviso il libro in sette veli: sono i sette veli di una danzatrice del ventre che rappresenta la morale che Robbins racconta, una storia che ci guida in una danza passionale, sensuale, seduttrice che piano piano libera la verità svelandola ai nostri occhi: a chiusura di ogni nucleo narrativo la danzatrice lascia cadere un velo che rappresenta una bugia, sette veli sette bugie che imprigionano l’uomo. Rimane così alla fine davanti a noi nuda, senza più difese ma senza più niente da cui difendersi perché ci ha convinto, ci ha avvinto nel suo danzare e, ormai in estasi, a lei debitori e da lei dipendenti, non ci rimane altro da fare che accettare la sua vittoria, accettare le sue carni imperlate di sudore e immergerci in lei dimentichi degli errori del passato.

I primi capitoli risentono un po’ troppo della tesi che Robbins vuole portare agli occhi dei lettori mostrando un’eccessiva vena retorica, oltretutto non è sempre facile accettare, accanto ad una storia tradizionale, i dialoghi tra una scatola di fagioli e un calzino sporco. Con l’infittirsi della vicenda però la narrazione prende il sopravvento e i passaggi retorici si diluiscono - ci si abitua anche agli inconsueti protagonisti - a favore di un testo che, meno esplicito, risulta essere molto più evocativo e ficcante.

L’eccessiva verbosità rappresenta l’altra faccia della medaglia, più difficile a smussarsi infittendosi la boscaglia delle pagine: numerosi rimangono infatti, anche andando avanti nella lettura, gli inserti di storia o le pillole di cultura varia che interrompono lo sviluppo della vicenda principale. Le pause dalla narrazione sono comunque nella maggior parte dei casi delle piccole pietre di pregevole fattura incastonate nella trama, non risulta così affatto spiacevole perdere di vista la nostra “incasinatissima” protagonista per seguire la storia della biblica “prostituta” Jezabel o dei due proprietari dell’I&I Spike Cohen e Roland Abu Hadee, oppure ancora le mille vicissitudini dei popoli palestinesi: Robbins sa essere anche una magnifica Sherazade.

Altro libro che ultimamente ho incontrato sulla strada e mi pare possa reggere il confronto “affabulatorio” con “Coscine di pollo”, oltre alla grandiosa "Cassandra" di cui sopra ma per la quale sento i miei mezzi fortemente limitati per esprimere un giudizio, è “Un anno terribile” di John Fante, ma si tratta di due romanzi troppo lontani tra loro per pensare ad un confronto: quello di Robbins corre dietro a tante vicende rischiando ogni volta di perdersi in ognuna, ma finisce comunque per regalare alla storia un respiro sconosciuto all'altro il quale, invece, sicuro di sé, punta dritto alla meta senza mai un tentennamento o una distrazione, creando un meccanismo ad orologeria che, nella sua brevità, sfiora la perfezione, un brivido che Robbins non sa far assaporare, (pur con tutti i dubbi che Fante lascia rifiutandolo alle stampe per un romanzo, "La compagnia del Chianti", decisamente su altri toni - evidentemente inferiori -).
 

Alla fine “Coscine di pollo” rimane, in un certo senso, da solo, e nella sua unicità non chiede al lettore nient’altro che essere goduto, vissuto, fatto proprio. Assecondatelo e scoprirete un libro insperato.

Buona lettura!

NOTE
 
Thomas Eugene Robbins, detto Tom, scrittore, è nato a Blowing Rock, North Carolina, nel 1936). Vive a Seattle. (fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Tom_Robbins).

Tom Robbins, “Coscine di Pollo”, Baldini & Castoldi, Milano, 2001. Traduzione di Bernardo Draghi. 1° edizione italiana: Leonardo Editore s.r.l., Milano, 1990.

 

ROMANZI
 
(da http://en.wikipedia.org/wiki/Tom_Robbins. Per edizioni e disponibilità consultati il sito www.bol.it e quello della casa editrice www.bcdeditore.it/)
Uno zoo lungo la strada Baldini Castoldi Dalai   1997 (Another Roadside Attraction, 1971),
Il nuovo sesso: cowgirl, Baldini Castoldi Dalai,  1994, attualmente non disponibile  (Even Cowgirls Get the Blues, 1976)
Natura Morta con Picchio Baldini Castoldi Dalai, 1998, attualmente non disponibile (Still Life with Woodpecker 1980)
Coscine di pollo Baldini Castoldi Dalai   1998, attualmente non disponibile(Skinny Legs and All, 1990)
Beati come rane su una foglia di ninfea Baldini Castoldi Dalai, 2000, attualmente non disponibile (Half Asleep in Frog Pajamas, 1994)
Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi, Baldini Castoldi Dalai, 2001 (Fierce Invalids Home from Hot Climates, 2000)
Villa Incognito Baldini Castoldi Dalai 2004, (Villa Incognito, 2003)


ALTRE RECENSIONI SU LANKELOT

Profumo di Jitterburg, di Baol70

APPROFONDIMENTI IN RETE:


Prima revisione da una recensione apparsa sul sito Lankelot.com il 30/08/2004.

ISBN/EAN: 
9788880894148

Commenti

Così, mentre scribacchiavo la bozza su Bianciardi, ho visto che c'era un pezzo su Robbins... e mi sono ricordato

quanto tempo

cmq, messo da parte Bianciardi per stasera, anche se era già tardi, ho ripreso il vecchio Lank, resuscitato il pezzo, corretto qua e là (insomma una lustrata appena) e ho messo dentro, giusto ho cercato di tenere la parte delle note in sintonia col pezzo di Baol (non so se sono riuscito, sono sincero), ho giusto messo il vecchio link che avevo trovato al tempo che fu.

Magari domani do un'occhiatina a qualche link qua e là che ne ho visti un paio interessanti sui simboli... per fortuna che non ho tempo altrimenti Bianciardi ci rimoriva sul pezzo.

Attendo correzioni (e pure le prese in giro dai su, me le merito).

E andiamo!
http://www.lankelot.eu/?biografia=75 adesso appare anche la tua biografia con la foto fittizia. Ottima scelta (non la foto, il ripescaggio dico) e attendiamo Bianciardi.

(poi passo a leggere)

"Il progetto politico alla base del romanzo è un altro, è più ampio, più generale: svelare agli uomini tutte le bugie che si sono raccontati, liberarli da tutte le sovrastrutture (se avesse scritto qualche decennio fa in Europa Robbins avrebbe forse parlato di ?falsa coscienza?) che si sono costruiti ingabbiandosi in un sistema che nega loro la felicità"

Ah, accidenti che progetto. Fosse possibile davvero senza dover tornare all'essenza del linguaggio sarei volentieri primo adepto.
La scheda è estremamente interessante, grazie Emanuele.

(ottimo l'apparato-link)

4. ...l'apparato, lo rivendico con forza, è mio :-). Sulla recensione torno con calma. Intanto plaudo al fatto che lo conosciamo entrambi

Hai ragione, ma Sir Lac ha mantenuto un'antica prassi del .com; in quel periodo ero io a creare quegli apparati o a perfezionarli volta per volta, e ciascuno poteva copia-incollarli sulla successiva pagina dedicata all'opera dell'autore. Il format "edizione esaminata e brevi note" era tendenzialmente ricreato, a differenza dei singoli testi, in sede di impaginazione. Tutto qua:).

sorry :-)

3. ... diciamo che certi progetti sanno sempre di molto utopistico, di 'comune' più che comunità e danno l'impressione di non fare i conti con il reale carattere degli uomini, se tutto fosse così semplice ci sarebbe da chiedersi quand'è che siamo caduti perdendo quel nostro paradiso. Così alla fine, letto il libro, ti accorgi che in realtà gli unici veli che cadono sono quelli dell'autore, che mostra il suo progetto personale la sua utopia, la sua critica storica molto idealizzata e capisci che invece di parlare di Israele e Palestina, ebrei arabi e cristiani non ha fatto altro che parlare di sè. Ma ne ha parlato benino.

Ma tu chiariscimi un po' il 'Fosse possibile davvero senza dover tornare all?essenza del linguaggio sarei volentieri primo adepto'.

5. 6. 7. ... sì sì, l'apparato è tutto di Baol, ero un po' disorientato visto che partivo dall'apparato appunto originale di Lank.com ma alla fine, visto che è stato lui l'apripista, ho cercato di adeguarmici il più possibile, ora lo ripulisco bene 'performandolo' a 'Coscine di pollo'.

Per il resto... leggerò la recensione quando avrò regolato un altro 'Profumo', che è in fila da un po' e mi è costato parecchie nottate. Chissà adesso che vorrà come risarcimento per il lungo abbandono!!

Da una rapida occhiata alle prime pagine di Google non mi pare che in italiano ci sia qualcosa di interessante su 'Coscine di pollo', oltre alla conferma triste che non è più in commercio. Qualcuno ha invece siti da suggerire?

"Con l?infittirsi della vicenda però la narrazione prende il sopravvento e i passaggi retorici si diluiscono - ci si abitua anche agli inconsueti protagonisti - a favore di un testo che, meno esplicito, risulta essere molto più evocativo e ficcante." >> questo è un ottimo passaggio valevole anche per "Profumo...". Probabilmente allora trattasi di una connotazione stilistica del Robbins, e non del mero episodio di un solo romanzo.

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"impressione di un racconto kitsch perché il romanzo è percorso da un?ispirazione bizzarra molto forte in grado di spiazzare, ma il suo incontro con una vena schiettamente narrativa, con un istinto fortemente affabulatorio, romanzesco - pur nella stravaganza assoluta di alcuni passaggi e di molta parte dell?intreccio - è riuscito ad ammaliarmi" >> ecco anche questo mi pare decisamente valevole come sopra.
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Fante? ma lo stesso che ho letto io di "Chiedi alla polvere". No, spero di no. Spero

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P.s.: dopo Robbins, "Cassandra" di Christa Wolf ( anche "Medea" o anche "Il cielo diviso"?)...ragazzo abbiamo più di una comunanza, allora. Di quelle bordeline, dico, non di quelle usuali

11. ... sì sì, lo stesso, ma per ora ho letto solo 'Un anno terribile' e 'La compagnia del Chianti', quello che Fante ha voluto pubblicare a danno del primo nato non regge secondo me il confronto e se il gusto di Fante lo ha fatto scegliere così è possibile che anche 'Chiedi alla polvere' troverò scadente.

Purtroppo della Wolf ho letto solo 'Cassandra' con molto piacere, al momento non me la sento di avventurarmi in un altro suo romanzo, temo di dovermi di nuovo immergermi nella sua scrittura così impegnativa. Robbins e la Wolf sono borderline? Io che credevo che la Wolf fosse un mezzo classico.

12. Classico in Italia non credo. In Germania sicuramente. Pubblica su E/o, si trova al supermercato, ma altrove ho testato che è praticamente ignota. E l'altrove che menziono è comunque uno spicchio abbastanza plausibile su argomenti come questo. A differenza di Fante, per esempio. Lui, dalla "Polvere" al "Chianti", è stranoto. Queste le mie esperienze in rete :-)

***
P.s. Sì la Wolf è molto impegnativa, confermo

Fante adesso è un po' di moda, scemerà, la Wolf invece la sua nicchia credo ce l'abbia ormai, è su un dato abbastanza stabile.

ummm. insomma dite che robbins vale eh? la prima volta l'ho visto a casa, ehm no, non a casa...insomma da una mia amica. poi l'ho incontrato in una libreria nei remainders. ora qui. e sembra notevole. di quelli di cui potrei...che mi potrebbe...insomma. bene, grazie per la segnalazione!!! ciao.

14. nicchia? Lo spero.
15. Robbins? devo ancora decidere. Avevo un sacco di anni di meno quando l'ho letto. Non so. Ha qualcosa. Ma tornerò qui con altre delucidazioni

Una bella lettura sì, decisamente, ma è valido?

...

Diciamo che siamo in un mare infinito di libri e Robbins galleggia molto bene, rispetto alla media può vantare un 7,5 a metterla giù con i voti, ma se lo vedo nell'ottica del manuale di letteratura lo vedo citato solo con un nome in una scheda a lato. La Wolf un paragrafino, 2 3 testi antologizzati ce li vedo, probabilmente Fante avrebbe qualche riga in più rispetto a Robbins ma decisamente meno rispetto alla Wolf, alla lunga la sola tecnica povera di contenuti paga poco. Certo anche troppo se la tecnica ti porta alla fama e quindi richiama l'attenzione, ma Robbins è sicuramente avanti a Fante e dietro alla Wolf. Se dovessi metterlo con alcuni italiani non reggerebbe il confronto però, a prendere i Grandi Vecchi, D'Annunzio e Calvino lo sotterrano, sono i grandi che lo portano in giardino, in fondo 'Coscine di pollo' potrebbe essere anche un racconto, si potrebbe raggiungere forse un risultato analogo con un qualcosa di lunghezza simile a 'il visconte dimezzato' o a 'il cavaliere inesistente'.

Sono stato abbastanza contorto e confusionario? Ti ho fatto desistere?

?Non è quindi solo un vezzo l?aver suddiviso il libro in sette veli: sono i sette veli di una danzatrice del ventre che rappresenta la morale che Robbins racconta, una storia che ci guida in una danza passionale, sensuale, seduttrice che piano piano libera la verità svelandola ai nostri occhi: a chiusura di ogni nucleo narrativo la danzatrice lascia cadere un velo che rappresenta una bugia, sette veli sette bugie che imprigionano l?uomo?.

Questa è una iconografia bellissima, Emanuele!
C?è un?altra danzatrice dei sette veli che conosco, e non è ?del ventre?, e non è la morale di Robbins, come questa da te descritta: quella a cui mi riferisco io chiese in cambio della sua danza la testa di un uomo su di un vassoio d?argento...

Non ho letto questo tuo libro, ma me l?ho assicuro, è certo.

Anche perché ? e lasciamelo dire ? ?coscine di pollo? è una vecchia ninna-nanna dell?800 che le nonne toscane cantavano per far addormentare i loro nipotini:

Fate la nanna, coscine di pollo,
la vostra mamma vi ha fatto un gonnello
e ve l?ha fatto con lo smerlo in fondo,
fate la nanna, coscine di pollo.
ecc. ecc.

Probabilmente Robbins la conosceva.
La tua pagina è molto, molto interessante

Raffaella

"svelare agli uomini tutte le bugie che si sono raccontati, liberarli da tutte le sovrastrutture (se avesse scritto qualche decennio fa in Europa Robbins avrebbe forse parlato di ?falsa coscienza?) che si sono costruiti ingabbiandosi in un sistema che nega loro la felicità, spesso identificata nel libro con la spontaneità sessuale, sfera di dominio femminile, oppressa negata e umiliata dagli uomini che in tutti i tempi e in tutti i luoghi l?hanno temuta e cacciata."
Interessante passaggio, specie per quel che riguarda l'aspetto femminile. Quanto al titolo, devo esser sincera, anche a me ha ricordato quell'antica ninna nanna, di cui conoscevo solo il primo verso.
L'impressione è quella di un libro divertente, ma con discorsi seri alla base, comunque l'autore non lo conoscevo.
*
Fante: Chiedi alla polvere mi è piaciuto, prima o poi leggerò altro di suo.

18... per la ninna nanna lo avevo intuito dalle volte che compariva su Google al posto del libro ma dubito che Robbins la conoscesse, in inglese il titolo è "Skinny legs and all" e le "Skinny legs" sono quelle di una ragazza molto giovane che balla nel ristorante ammaliando gli avventori, più del Superbowls.

19. ... ripeto, discorsi seri sì ma forse non sono molto pratici, non guardano molto agli uomini. Quello che convince di più è la sensualità, non per niente tra le key word ho messo 'erotismo'. Giusto un appunto a riguardo, di tipo storico: mentre qui si parla degli antichi culti in cui le sacerdotesse si davano carnalmente ai 'pellegrini' esaltandole, in 'Giuliano' di Vidal l'imperatore si dimostra molto insofferente nei loro riguardi, notandone il lato più basso e volgare, un po' come Scerbanenco mette in evidenza la parte oscura della prostituzione a Milano (i ricatti, gli omicidi, le violenze,...) e i racconti di Bianciardi l'aspetto più frivolo e da commedia. Non sarebbe male il mondo di Robbins, ma non sarebbe.

a Manue'!

Torna, sta casa aspetta a te...