Consonni Andrea

Wrong

Autore: 
Consonni Andrea

“Guarda la faccia di Baricco, guarda la faccia di tutti i fantastici scrittori italiani, guarda che belle facce di culo, col capello mediamente non curato, lo sguardo volutamente assassino, la battuta pronta o la posa da dandy. Non ce n’è uno che non faccia una citazione che conosce solo lui, non ce n’è uno che al primo libro non parli dei dischi rock che gli hanno cambiato la vita e che al secondo già cominciano ad inserirti una frase di Leopardi, Cechov e compagnia bella. Dovrebbero imparare da Carver, dal suo modo di scrivere nello stesso tempo di Cechov e sigarette, di alcool e solitudine, di vita e morte. Dovrebbero imparare da Carver che essere scrittori non significa essere più intelligenti degli altri” (p. 85)

“Wrong” è un romanzo nichilista, nell’accezione che il concetto ha assunto dalla seconda metà dell’Ottocento in avanti: ossia disperato, e fedelmente rappresentativo d’un atteggiamento di rivolta totale. Convenzionalmente, registriamo l’incarnazione – nel protagonista del romanzo – di ateismo, immoralismo, pulsioni distruttive e autodistruttive; a illuderci che si tratti di un sentimento nuovo ed esclusivamente contemporaneo, l’ambientazione (hinterland brianzolo) e una serie di richiami espliciti a personaggi del mondo politico, letterario, giornalistico e catodico di differente spessore e rilievo.   
L’impatto – a questo proposito – è più prossimo ad una prosa welshiana – o a certa aggressiva narrativa di Palahniuk (trasparenti omaggi al suo notevole “Fight Club”) che alla recente produzione italiana; da un certo punto di vista, questo romanzo costituisce l’analogo – ma da una prospettiva piccolo borghese (o proletaria, ammesso che questa definizione, pur spogliata dalla primigenia valenza ideologica, abbia ancora senso) – di quel grido di dolore, di disperazione e di autodistruzione che si poteva distinguere nell’esordio di Paolo Mascheri, “Poliuretano”. 

Accompagna questo livido sconforto esistenziale una lingua che sembra potersi contraddistinguere per due aspetti fondamentali: in prima battuta, è priva di qualunque freno inibitorio – sia esso estetico, etico, o almeno limitato o circoscritto da un contesto: il vuoto descritto dal narratore in prima persona è maledetto e oltraggiato da un lessico condito da volgarità e trivialità talmente reiterate e – a volte – gratuite da assicurare al lettore l’impressione che l’artificio è stato meditato e avallato, confidando forse in una maggiore fedeltà al parlato (di certi contesti, e determinati ambiti) della quotidianità, o in uno choc che però – congetturiamo – può riguardare una frangia di lettori che difficilmente, di norma, s’avvicina a questo tipo di narrativa. Difficilmente, ed erroneamente: perché l’impressione – una volta chiuso il libro – è quella d’aver testimoniato una rappresentazione di malessere esistenziale, dettato da vuoto ideologico, franca e umana opposizione al neo-sfruttamento dei lavoratori nelle aziende e nelle fabbriche, aporia ideologica o fideistica, disgregazione del sistema dei valori e negazione d’ogni principio: immaginiamo che tanti uomini politici, e tanti intellettuali, avrebbero un gran bisogno di confrontare i loro pre-giudizi con chi giudica norme e consuetudini di questa vita, e questo sistema stesso, questo sistema tutto, un inferno; e si sgretola, giorno dopo giorno, soffocando nella decadenza e nella fatiscenza, come la sua nazione: che gaia, arrogante e incosciente s’avvia alla rovina.

È un romanzo che potrebbe costituire un piccolo caso letterario: qualora venga letto con un taglio sociologico, o esistenzialista, o politico. E questo al di là del suo valore estetico, pure almeno apprezzabile (a dispetto della trasandatezza dell’edizione, e dell’inadeguato editing; spiace doverlo segnalare, ma certe incurie sono eccessive e danneggiano l’artista: ingiustamente): è un documento della tenebra che soffoca quella parte della nuova generazione che vorrebbe credere, ma non può più credere in nulla; non in una chiesa, non in un partito, non nei sentimenti. È la generazione che vive tra le rovine del sogno, e soltanto intuisce utopia; utopia che si giura perduta per sempre, e rimane – come idea – a distruggere l’ipotesi che si adotti altra, ed edonistica (ad esempio) partecipazione e interazione con l’alterità.

L’incipit squassa. “Non me ne frega un cazzo” – scrive il narratore. E giù una sequenza di concetti: e una valanga di parole. Futuro, amici, nemici: niente, tutto morto. Andrea si sveglia e si sente morto. Si reputa una persona disgustosa: pensa che dovrebbe essere rispettoso, e uccidere tutti.
È un metro e settantotto per cinquantotto chili; non basta, vuole diventare uno scheletro senza più imperfezione. L’imperfezione è carne e sangue: la carcassa dello spirito. Che pure s’è dimenticato: qui – apparentemente – si nega del tutto. Andrea vuole farsi “male vero”, mangiarsi (p. 23). Non vuole un lavoro migliore, una fidanzata comprensiva: non vuole accontentarsi di volere (p. 38).

La sua esistenza è vuota. Non accade niente.
Penseremmo: quel che è accaduto in passato ha cristallizzato le sue percezioni, sospendendole in una depressione e in una disperazione che sembrano non avere altra consolazione che non sia il martirio del proprio corpo, la volgarità detta per provocare o per cercare – chissà – di scuotere un ambiente che dorme; altro sollievo che non sia il rock, o la lettura del divino Drieu La Rochelle. E la solidarietà – quasi animalesca, per quanto istintuale e fondamentalmente immotivata: tutta epidermica – della sorella, Sarah. Che sta con uno dei – riconoscibilissimi – pseudo-alternativi che infestano piazze e concerti. Un tizio che si diletta a pestarla non appena contraddetto, rimanendo – è ovvio – impunito; e poi pontifica, grottesco, uncinato a un’ideologia sconfitta, umiliata e morta.

Andrea – ed ecco la prova della resistenza della sua intelligenza al nulla che va annichilendolo – osserva, legge e ascolta molto. Nega il sistema, ma del sistema sa molto: ha maturato giudizi pure estremi, e non va lesinandoli; è sprezzante nei confronti di De Carlo (p. 10), di Moretti – “idiota che si scopa la vespa” (p. 11), di Olmi (“scassapalle”), dei nuovi “noir” italiani (“schifosi”), dei P.O.D. (p. 19: e varie e molteplici sono le bastonate a MTV), del “fascista da salotto” Rossella (p. 31), dell’ambizione alla sodomia della Senette (p. 32), della “merda” che ha scritto Culicchia dopo “Bla, bla, bla” (p. 65), dei telegiornali da “regime sudamericano” di Fede (p. 32). Insomma: il sistema che si critica è fin troppo famigliare: è stato studiato, indagato, analizzato e adesso viene sommerso da schiette palate di merda.

Chi salva Andrea? Un amico che rispetta, Carlo; la sorella, Sarah; i nonni, che hanno trasmesso qualche valore – e l’epica della Resistenza – senza che questo sia più vivo, perché il narratore non crede più in niente; si fa di tutta l’erba un fascio, Rossella e Gramsci, Culicchia e Baricco, lavoro interinale e rivendicazioni politiche: tutto al rogo. No future.

Da leggere. Brucia.    


PAROLE D’AUTORE (di Andrea Consonni)

Ossessione. John Wayne in Sentieri Selvaggi, Céline in gabbia alla fine della guerra, Mussolini appeso a testa in giù a piazzale Loreto e la mia voglia di staccargli la testa, di prenderla e di correre fino a casa, accarezzare nonna e dirgli “Guarda! Lo stronzo che ha spedito tuo marito in Germania ora è qui. Puoi usarlo come orinatoio”. Ossessione. Non dormire per mesi interi, a dieci anni, le tabelline imparate a memoria, i morti di tumore impilati sugli scaffali. Cumuli di ossa ogni volta che chiudevo gli occhi. Le mani che ora puzzano di proteggi-filetto, utilizzato nel montaggio dei serbatoi Ducati. Ossessione. I tre chilometri di macchina per arrivare al lavoro. Il blu del telone del camion che guido due volte al giorno per consegnare pezzi di moto e manici di padelle. Ossessione. L’Ospedale dove lo zio è morto con la tromba in mano, il fegato scoppiato di domenica pomeriggio. Il centro commerciale dove hanno appeso Gesù Cristo con le mutande abbassate e i ministri con camicia nera, rossa e verde salutano feti che già conoscono il passo dell’oca. Ossessione. Sveglia su un lettino d’ambulanza, una flebo scavata in vena, l’infermiere fatto di coca che mi prende a pugni, la mia mano che gli stringe la gola. “Chi ti ha dato il permesso di salvarmi la vita?”. Un negozio in fiamme. Il monologo in replay di uno schizofrenico con una telecamera in mano che spiega al mondo cosa è giusto e cosa non lo è. La gente ascolta con le orecchie targate Mediaset. Ha paura del silenzio. I soffitti scrostati. Le zanzare che riposano sulle tende. Ossessione. Rivoluzionari.  Controrivoluzionari. Costruirei immensi forni crematori, ai meccanismi di accensione, Drieu e Charles. Gatti e alieni si accoppiano in piscina. Cacciaviti, scarpe con la suola bucata in pieno inverno perché mio padre di non ne aveva più, senza lavoro e addormentato sul divano da 6 mesi. Ossessione. Strade vuote di provincia, fuochi artificiali, bancarelle con dolci e tiro al bersaglio. La bocca cucita dalle vostre parole, passi inerti. La voglia di cambiamento ridotta a un’asta di ferro scaraventata contro la prima macchina incontrata sul cammino. Gocce di sudore che crollano a terra aprendo fosse di aerazione. WRONG è un cumulo di immondizia che custodisco nello stomaco. È il disprezzo giusto e sacrosanto, perché di sacrosanto a questo mondo non c’è proprio nulla” (Andrea Consonni, settembre 2004).


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Andrea Consonni (1979), scrittore italiano. Ha esordito pubblicando nel 2001 “Settantanove punti di fuga” (Besa Editrice).

Andrea Consonni, “Wrong”, Il Foglio Editore, Piombino 2003.

Articoli e recensioni: Stradanove / Pulp
Approfondimento: Blog dell’autore.


Gianfranco Franchi, “Lankelot”. 23 settembre 2004.

ISBN/EAN: 
9788888515397

Commenti

"L?incipit squassa. ?Non me ne frega un cazzo? ? scrive il narratore. E giù una sequenza di concetti: e una valanga di parole." (sono stata descritta così un'infinità di volte da chi, davvero, mi conosce.) Futuro, amici, nemici: niente, tutto morto. Andrea si sveglia e si sente morto. Si reputa una persona disgustosa: pensa che dovrebbe essere rispettoso, e uccidere tutti." (... o suicidarsi! e sono io. ma non ho le palle neanche fisicamente, purtroppo. allora, meglio ri-trovarsi?)

ho una gran voglia di leggerlo. dove lo trovo?
(il sito della casa editrice è off.)

http://www.ilfoglioletterario.it/

questo è il sito della casa editrice...

*

Andrea è tra noi già dai tempi di Lankelot.com: qui lo trovi a questo url:
http://www.lankelot.eu/?biografia=99

Altrimenti, il blog, Wrong;) http://www.wrong-.splinder.com/

Capisco lo spirito del romanzo e l'incendio che ha animato lo scritto di Andrea, pur sentendomi distante da alcune sue considerazioni. Tra le parole d'autore c'è un passo particolarmente fastidioso, perlomeno per me:

" Mussolini appeso a testa in giù a piazzale Loreto e la mia voglia di staccargli la testa, di prenderla e di correre fino a casa, accarezzare nonna e dirgli ?Guarda! Lo stronzo che ha spedito tuo marito in Germania ora è qui. Puoi usarlo come orinatoio?.

Mi limito a dire che se l'avessi pronunciato a parole - almeno fino a qualche tempo fa - in mia presenza fisica avremmo avuto a che discutere. Forse, non solo a parole. Ma siccome faccio sforzo di tolleranza mi limito a esprimere tutto il mio disgusto e nulla più. E mi dispiace che scrivi queste cose sul sito.

perfetto. se non riuscirò... (so na pippa a comprà in rete) chiederò una copia con autografo.

... per quanto riguarda la testa di mussolini.. (scusami, leon) eh, io c'avrei giocato, pure, a pallone. o forse a bocce? con tante altre...

che fai, provochi? Mi sembra assai indelicato dopo quello che ho scritto. Spero sia solo una battuta, altrimenti dimostreresti molta purilità e scarsa intelligienza.

Beh, se usavi le bottiglie si poteva fare una partita a boowling. Era senza capelli, sarebbe venuto bene :) Vabbè, dai, si cade troppo in basso. Specie se a Federico dà fastidio - non posso manco optare per Giovanni Paolo II sennò ci si incazza da altre parti... Che palle la libertà di pensiero! (potendo tornare alla rivoluzione francese, sai quante bocce potevamo avere a disposizione! E mi sa che pure i Maya praticavano il calcio coi crani...)

Appunto.

e no, Epic. D'accordo sulla libertà di pensiero (oramai conosco il tuo sense of humor;)). Ma le offese sono un discorso altro. Le cose scritte da Andrea e, forse, anche da SGA, sono proprio offese. E poi non mi va di spiegare perchè è un fatto cosi personale per me. Chiedo solo di usare giusti toni. Giudicate Mussolini, giudicatelo male quanto volete, ma argomentando su fatti. Le offese no! Io non mi permetto di farlo nemmeno col mio peggior nemico.

Massì, appunto.

Qui si parla del libro! C'è il forum per gli off topic.

Si, ma resta il fatto che ciò che ha scritto Andrea sta qui. Era mio dovere stigmatizzare la cosa. Se vorrà poi rispondermi altrove può tranquillamente farlo. Nessun problema. Ma se risponde qui è logico che ne parli qui. Dove sono le sue parole, appunto.

Maddai, quella di sga è solo una battuta anarcoide, per tale va presa. Su Consonni non mi pronuncio, sarà lui a rispondere e ad argomentare. Su, su, si calmino le acque. E' Dio che lo vuole.

Deus Vult! Longo è lo cammino / ma grande è la meta! / Longo è lo cammino! / Seguiamo il profeta!

Fiat Voluntas Dei

appunto. (scusami, leon. l'hai letto? non volevo provocare. assolutamente! e neanche creare una polemica politica. sapevo di colpirti e non volevo. ma è più forte di me a volte dire quello che mi passa per la testa! è una colpa?) c'avevo pensato al boowling... ma le bottiglie mi piace di più spaccarle! (più che calcio non era una specie di squash?)

Non ti preoccupare SGA, è tutto ok;)

?innanzitutto vorrei ringraziare chi ha ripostato la recensione di Wrong?grazie davvero?sono passati ormai 3 anni, penso, da quel libro?e ne sono molto distante, quando ci penso, ho molta rabbia, per come poteva essere ripulito meglio?insoddisfatto?non so nemmeno se lo si possa definire libro?alcune volte ritengo che lo si possa avvicinare, con le dovute distinzioni, alle pagine nere di Leo Malet, quelle che qualcuno definisce bassa letteratura?di serie B?ma in generale la serie B non mi è mai dispiaciuta?la serie Z come Ed Wood?che dire, mi ritraggo da qualsiasi discussione su quanto ho scritto?distante dal rispondere, parlare delle mie pagine?mi ritraggo?vivo isolato e molte volte lo considero tempo sprecato che si potrebbe impiegare in qualcos?altro?comunque?visto che ci siamo, allora, per quanto riguarda la figura mitologica derisa, ho contenuto a stento qualche risata?non voglio offendere nessuno?ma mi risuona alquanto fuori luogo l?incazzatura per un dittatorello dallo sguardo alla soldatino Playmobil?davvero?questo lugubre attaccamento a figure da operetta, che per Dio furono/sono novità assolute nello star system della storia, mi risulta del tutto alieno?siano essi Benito, Stalin, Fidel, Mao, Tatcher?da anarchico (definizione riduttiva, ma è l?unica che riesco a trovare nell?orrore delle definizioni) ho un rigurgito di fronte a qualsiasi struttura imposta?comandanti, leader maximi, parole forti?sì, sono felice di Piazzale Loreto, e penso lo sia stato anche lui?anche esteticamente mi fa star bene?mai pittore o fotografo avrebbe scelto un soggetto/fondale migliore?è la ferocia che mi risuona nel cuore alla Pate Bateman che mi fa sussultare di gioia e leccarmi i baffi di fronte alle immagini truci di quel genere?sorrido poi di pseudo dittatori da operatte che al dittatore non potevano nemmeno baciare i piedi, tanto erano servi dell?altrui nascosto dentro e fuori la folla?ho un rapporto strano con queste camicie nere?odio ma stretto contatto per ricordi, sangue, carne?.la mia vecchia postina fu amica di Severgnini che intratteneva un rapporto epistolare col Duce?sono cresciuto con i suoi racconti, con la sua figura lesbica accettata con timore dai suoi camerati, la sua fuga rocambolesca in Svizzera e poi ancora più lontano, con tutti gli che per sua ammissione aveva razziato?fu lei a macchiarsi di azioni infami nei confronti della mia famiglia?ma comunque sia ho sempre avuto più rispetto di lei di molti altri in camicia rossa o nera?(vedi come i fascisti furono anche ladri di simbologia, appropriandosi pure del nero)?sto accumulando ricordi senza senso?ma che non vogliono distogliere dal punto, se non aggiungere?.quel cranio pieno di urina, rispose alla mia bisnonna che per lettera si era lamentata di non poter sfamare i 7 figli?col marito socialista in sanatorio?le fu data risposta, il Podestà trasferito e il marito picchiato a sangue in corsia?il libro è uno mio sfogo?è una terra bruciata intorno, è un punto di vista che può sembrare distorto, ma che non fa sconti a nessuno e tanto meno a me stesso?l?ho scritto in poco tempo, pochissimo tempo?per non uccidermi e non uccidere?è una strada fuori asse?un inseguimento improprio di Celine e Drieu de La Rochelle che mi hanno accompagnato mentre ero alle scuole medie?sono i miei fari accessi?ma non li avrei mai seguiti in quella deriva?una deriva personale che è il percorso di solitudini estreme?tanto rumore per una testa mozzata?è ancora troppo poco quella testa?credimi?si può fare di peggio?dentro e fuori noi stessi?non ce l'ho con te Leon, capisco bene che sentirsi offesi è una brutta cosa, ma tira un sospiro di sollievo...dai...ci offriremo una birra...e un piatto di fettuccine.....dai...poi mi potrai avvelenare...

Ma che avvelenare! Fai talmente tanta cofusione in quello che dici che è difficile seguire il filo. In ogni caso il tono mi disturba ma non posso impedirti di usarlo. Amo Drieu e Céline, con Céline ci son cresciuto e vedo che tu cerchi di emularne lo stile a tre puntini. Ciò attenua parzialmente il mio disappunto e crea un senso di quasi disagio nel risponderti: come può un amante di Céline (tra i cinque autori che mi hanno maggiormente formato la coscienza) avermi destato questo senso di ostilità? Certo, anche Céline evoca un senso di forte attrazione/opposizione con le sue parole. Noto l'influenza in ciò che scrivi. Nella fattispecie hai trovato la mia opposizione per un semplice motivo: la figura di Mussolini, e non starò qui ad elencartene i motivi intimi, è una figura a me molto vicina, quasi familiare. Pertanto, ti renderai conto del mio sussulto di rabbia nel leggere quelle parole. Perchè si può criticare, certo criticare, ma usare quella metafora... Ancor di più trovano il mio profondo disagio le parole che usi su P.le Loreto: quell'immagine mi è rimasta dentro come uno strazio insopportabile. Ha generato in me odio nei confronti di chi ha compiuto quella barbarie. Non amo le dittature e posso capire che il personaggio Mussolini, inquadrato nell'ottica Mussolini uguale dittatura, è assai controverso. Ma ho la presunzione di essere veramente ferrato sul personaggio (ne leggo da quando ero bambino: a casa mia ci sono centinaia di libri sull'argomento) da poter scinder l'uomo, lo statista dalla contingenza della storia. E, pur volendolo considerare alla stegua dei vari Hitler, Stalin, Castro, Mao, Pinochet, Saddam e compagnia, fu il dittatore più a misura d'uomo che la storia contemporanea ha conosciuto. Il fascismo è stata la dittatura più sociale tra tutte. E questo è un dato incontestabile.

Fuori da ciò, non posso accettare la birra perchè forzatamente astemio da sette anni. Però nessun problema ad incontrarti (sei romano come me, no?): se mi regali il tuo libro rinuncio alla disfida:) Anch'io mi definisco anarchico (ancorchè con un background culturale politicamente molto definito e inequivocabile)per comodità di linguaggio. Amo Céline (considero "Viaggio al termine della notte" il capolavoro del Novecento) e, avendo inteso il senso di disagio contenuto nel tuo scritto, non credo di esserti cosi lontano. Ti sorprenderesti, visto il presupposto con cui, virtualmente, ci siamo conosciuti...

...eh no, non son romano...del profondo bruttissimo nord.....quindi...ma il proposito di tornare a roma è sempre presente...chissà.......mi sa comunque, che mi avrebbero messo a raccogliere grano...ehm......per i tre puntini...allora su tante cose, sì apprezzo Celine, ma i puntini li usavo già alle elementari, con somma ira della mia maestra...

va bene... ma quando passi per queste vie... voglio il libro.

(si vede che lo spirito di Céline ha trovato dimora in te bambino. Immagino l'orrore della maestra...)

...come faccio per il libro....tra un po' prevedo che non andrà fuori catalogo......incredibile.....

mi dispiace che vada fuori catalogo. Nonostante tutto, il taglio dell'opera mi incuriosiva. Peccato.

...basta che ne compri un centinaio di copie....

...una te la compro volentieri se me la rimedi in qualche modo...cento sono un pochino troppe. Sai...non sto gran che a finanze...

... ancora non è fuori catalogo! l'ho ordinato sul sito della casa editrice, due mesi fa. (è stata dura... eh! è arrivato solo oggi. ma, solo e tutta, colpa delle poste italiane, napoletane in particolare!) tornerò... dopo la lettura. ; )

eh, sì. brucia. fa male. ti colpisce dritto allo ?stomaco?, almeno il mio. (un dolore familiare, comunque) ho (ri)trovato: la mia aggressività, rabbia, il mio disprezzo per gli esseri (inferiori) che mi stanno intorno, vomito e lacrime? voglia di spaccare tutto e farla finita, kurt e molto altro.

a pelle ho scelto come sottofondo massimo volume e sigur ros? trovati nelle ultime pagine. perfetto. ; )
adesso, ASSOLUTAMENTE, mi tocca il ?Poliuretano?.

Complimenti per le splendide scelte;). Questi sono i libri da leggere, questi i narratori veri degli anni Settanta. Grande Sga.

Franchi, Raffa, ma una copia come si fa a rimediarla? Idem per "Poliuretano".

IBS è infallibile ma costa un botto di spese di spedizione e ha tempi non proprio brevi.
C'è solo un sistema invincibile: scavalcare le librerie e scrivere direttamente agli editori.
Nella fattispecie:

Andrea Consonni, Wrong: http://www.ilfoglioletterario.it/wrong.htm
e vai ad "Acquista".

Paolo Mascheri, Poliuretano: http://www.pendragon.it/acquisti.html istruzioni per l'uso:)

...beh, grazie di tutta questa attenzione......il libro dovrebbe riuscire nell'anno nuovo con una nuova veste...e ripulita........un po' sistemati alcuni errori.......quindi, boh, vedete voi...al massimo....le spedisco nell'etere....

cavolo!! sono contenta. l'errore che più m'ha fatto saltare i nervi (o girare i coglioni) è stato lo scambio Vera/Sarah finale. (mica era voluto? non dirmelo...)

... invece, dimmi urbino fa davvero così schifo?! (m'hanno proposto di andarci a vivere... ; ) )

...lì, non rispondo almeno ti saltano i nervi.......
urbino, è una bellissima città, strade strette, un incanto artistico...la conosco bene...ma quei giorni...ti giuro, quei giorni, era un mostro........con innesti di uomini nel proprio corpo....

ti so cadute le braccia, vero?! ce l'avevi un cestino, sotto?!

il mostro è dentro di noi. (ormai, lo so) ed è quello che mi preoccupa... ; )(entro fine gennaio lancerò i dadi per urbino... vedremo...)

Non solo WRONG non va fuori catalogo, ma facciamo una seconda edizione in veste grafica molto più bella. E' uno dei nostri libri più belli.

Gordiano Lupi

Grandissima notizia:). Ottima scelta.

Nuova edizione? Giusto giusto non l'avevo ancora comprato. Altro ordine da fare, dunque.

?passo da queste parti?.e leggo?non riesco tanto ad intervenire?.ma poi ho letto il pezzo di Gianfranco su Disorder?.una riflessione costante?riappropriarsi delle parole?del bianco sulle pagine che si rimpicciolisce e demolisce ventricoli?polmoni esausti di cenere del sottoscritto?riprendersi un libro come wrong?.ributtarlo in pasto alla propria assenza?.il desiderio di una terapia che è assenza di spiegazioni plausibili?cancellare un?immagine troppe volte odiate?.odiare?il verbo di carne di putrefatta che si scontra con l?innominabile?stravolgere il passato per chiudere col futuro che mi ero prefissato?qualcuno qui ha visto la copertina del nuovo wrong?nera?buia?con un volto spezzato a metà?rovine?la luce grigia?.ripulire dialoghi?un libro sbagliato ma non m?importa?ripulire le imperfezioni ma non cambiare nulla perché non ha senso?.perché ti porta a quello?perché ogni giorno mi conduco ad ogni fallimento?anche la morte è stata una delusione??e portarlo in giro nella maniera più comunicativa possibile?.m?interessa che qualcuno si possa sentire Robert di Io sono leggenda?un sopravvissuto destinato alla morte in un mondo nuovo dove per te non c?è spazio?passato-presente-futuro in una serie di fotogrammi sbiaditi?.e ritornare a scrivere?essenza della scelta?tornare a far fluire parole nelle vene?.hai tempo, qualcuno potrebbe dire?.quale tempo???.ritrovare le pagine?.un flusso continuo?e se i puntini di sospensione sono dominio di qualcun altro?io non sono quell?altro?.fare i conti con le ferite?.non scrivo per dimenticare ma per cercare altro dolore?quando di quello presente non ne ho abbastanza?un pozzo continuo con le pareti a forma di labirinto?la solitudine delle mie occhiaie è ora che venga placata?

Dico solo che l'ho comprato, e messo in libreria, nel ripiano delle cose da leggere. Prima o poi mi cadrà in braccio, ma attento. So essere impietosa :))

(aspetto con gioia questa seconda edizione per tante ragioni. Non vedo l'ora;) )

mi sa che consonni insieme a mascheri vennero a bazzano a fare una lettura però forse mi confondo. c'era solo mascheri.

[consonni, attesa] secondo me

[consonni, attesa] secondo me il primo a scrivere del nuovo libro di AC sarà Federico.

[Attesa, Consonni] Qui si

[Attesa, Consonni] Qui si attende la mail per averlo!! (-: Sussu!!

[La maledizione degli

[La maledizione degli affetti] Recensione o non recensione, l'importante è che troviate in queste nuove pagine qualcosa da conservare, qualcosa da tenervi stretto. ciao

(la maledizione degli

(la maledizione degli affetti). Non ho avuto ancora il piacere e l'onore di accostarmi ai tuoi scritti, e me ne dispiace. Non so se partire da qui, o andare indietro. E l'ultimo passaggio della presentazione lo sento molto mio.

[consonni, wrong] approfitto

[consonni, wrong] approfitto della circostanza per ricordare che è sempre in circolazione questa edizione EIF: http://www.ibs.it/code/9788888515397/consonni-andrea/wrong.html con quarta franchiota, che insomma - era scritta con molto trasporto.

[La maledizione - Movi]

[La maledizione - Movi] Grazie Movi, ho scoperto che i miei libri si trovano abbastanza facilmente se li ordini su internet. Posso solo dire che questo ebook pone, almeno per me, le basi per qualcosa che verrà in futuro. Una sorta di stacco, che magari all'esterno si noterà poco, ma per quanto mi riguarda lo è decisamente.

[Consonni - LMDA] Ce l'ho!!!

[Consonni - LMDA] Ce l'ho!!!

[consonni, lmda] e com'è?

[consonni, lmda] e com'è? dicci!