Consonni Andrea

Settantanove punti di fuga

Autore: 
Consonni Andrea

Ascolta e riascolta Negative Creep per ridursi al suo stato. Vuole sprofondare nell’assenza di tutto nella quale lui è precipitato, nel vuoto che lo circonderà per sempre. In mano le forbici con le quali ha tagliato i libri che ha dovuto leggere per l’esame. Le getta sul letto senza coperte.
Avanti e indietro, perché la ripetizione disarciona il cervello.
Scarpe piene di scritte che rotolano sul tappeto color panna sfilacciato.
Impronte di lotte furiose, schegge delle bottiglie di birra, in caduta libera le zanzare.  Dieci birre bevute durante la notte, con gli auricolari scocciati alle orecchie, e bere, bere, non dormire mai
” (p. 39). 

“Settantanove punti di fuga”, opera prima di Andrea Consonni, è un noir intelligentemente giocato sulle metamorfosi e sull’instabilità del narratore della vicenda: è romanzo polifonico, che fa dell’eterogeneità delle voci narranti, della non linearità, della frammentarietà i suoi punti di forza; ne deriva una vicenda che – pur fedele agli stilemi e ai dettami del genere – si segue con apprezzabile curiosità, fino all’agnizione finale. 
Il libro è strutturato in un prologo, diciotto capitoli e un epilogo, intervallati dalle cupe illustrazioni di Daniele Grassi; di volta in volta, queste appaiono evocative o allegoriche, andando a costituire un’integrazione del testo, e non sospensione o estraniamento.

Considerando la natura del romanzo, possiamo solo accennare alla trama; starà al lettore scoprire la verità testuale e sfidare le difficoltà e rischiarare le zone d’ombra del libro – qualunque concessione, in questo senso, parrebbe un tradimento all’opera. Dunque mi limito a segnalare che tre sono i protagonisti principali: il trasandato e dimesso investigatore privato Armandi, trentaquattro anni, la scrivania popolata da fumetti e bollette, in piena crisi esistenziale (e sentimentale: ma senza l’interruzione della parentesi avrei scritto un’endiadi). Armandi è infelice, e cosciente di vivere delle disgrazie altrui. Nuova disgrazia: nuovo incarico. Una madre viene a chiedere che indaghi sul figlio ventiquattrenne, scomparso da due mesi. Indizi pochi, confusione parecchia: non ha amici, ha una ragazza che abita fuori. È il principio della storia.
S’alternerà l’io narrante, come s’accennava: incontreremo il giovane vecchio Giuseppe, depresso e avvilito da quando ha perduto il fratello, assassinato; e leggeremo nella mente d’un assassino seriale, “Il Bracconiere”.

Estremamente apprezzabili – e non eccessivamente esibiti – i richiami o gli omaggi letterari: diretti, nel caso di Magris (“Microcosmi”) e Capote (“A sangue freddo”), indiretti, nel caso dei Tiziano Sclavi (s’allude alla vicinanza, estetica e concettuale, tra questo libro e i noir pubblicati dallo scrittore di Broni).
Esplicita è l’adozione dei puntini di sospensione figlia del “racconto emotivo” di scuola céliniana: spiegava l’artista francese, a chi rimproverava questa strategia d’interpunzione: “Vorrà mica rimproverare a Van Gogh le sue chiese tutte sghimbesce? A Vlaminck le capanne sgangherate?... a Bosch i suoi cosi senza capo né cosa?...a Debussy di fottersene delle battute? Idem per Honegger! Ho gli stessi diritti io! No? Ho solo diritto di rispettare le regole?...le stanze dell’Accademia?...disgustoso! (…) I miei tre puntini sono indispensabili! …indispensabili, puttana d’un Dio!... (…) per metterci i miei binari emotivi!...Più facile di così!...sulla massicciata!...capito?...non stan mica su da soli i miei binari…mi occorrono delle traversine!...”(L-F. Céline,“Colloqui con il professor Y”, Einaudi, Torino, 1971; pp. 75-76) – valgano le parole della matrice per interpretare la scelta dell’autore italiano, nel nuovo secolo: non registriamo variazioni rilevanti nell’adozione e nella disposizione dei puntini di sospensione, e immaginiamo sia filologicamente corretto richiamarsi a chi per primo ha sperimentato questa scelta stilistica.    

Lette le parole del maestro, non stupisce che l’epigono nomini, tra gli autori delle stampe incorniciate in una camera, Van Gogh (ma non mancano nemmeno Magritte e Schiele). Dall’avvenuta interiorizzazione, o dal retrogusto caotico-nichilista, vangoghiano e céliniano, originato da una vena francamente espressionista,  non poteva che derivarne, in ambito rock, un richiamo diretto al grande Kurt Cobain: nominato (assieme ai Massimo Volume di Clementi) – non è un caso – proprio per quella “Negative Creep” che sublima il malessere dell’intero album d’esordio, “Bleach”. Una “Symphony of Destruction”: parafrasando Dave Mustaine, sintetizziamo lo spirito dell’opera; “Settantanove punti di fuga” è un romanzo di genere che annuncia e rivela la disperata disillusione che incontreremo nella seconda opera dell’autore, la marcatamente – parrebbe – autobiografica vicenda di “Wrong”. 

Per gli appassionati del noir, e non solo.

Le concentrazioni di gente mi fanno paura.
Io sono vecchio e immortale come ogni cosa che accade, come la marmellata che ondeggia placida nella vasca, come la paura di essere interrogati.
Raccolgo ogni mio passo e lo trito nel mio inceneritore per confondere le acque del computer.
Io sono come le nuvole e le puttane.
Io comincio adesso.
Io sono il paradiso dei diciottenni inebriati di sesso che finalmente ti potranno innaffiare con qualcosa che sia diverso dalle loro esili mani sporche di soldi.
I conigli scappano dalle loro tane e i grilli sono mietuti nell’orzo bimbo e i ghiaccioli e i cornetti e i coni alla fragola e gli aromi e la puzza di sudore e le gite in mare con le barche a vela e le gonadi ingrossate e le viscere tramortite da uno scossone allergico…
Le mie sedie sono una finestra di disperazione
” (p. 91)

*** 

PAROLE D’AUTORE (di Andrea Consonni)

«Di pausa in pausa…ho appena letto una frase di Bertolt Brecht, che fa così:
Se il combattente contro l’ingiustizia è sconfitto,
non è che l’ingiustizia ha ragione,
ma vuol dire solo che siamo troppo pochi
a combattere l’infamia –
e dagli spettatori ci aspettiamo,
che perlomeno si vergognino
”.

Immagini a caso che arrivano al mio cervello da 2046, un’emozione di colori, suoni, storie, corpi, occhi e labbra…un tappeto ghiacciato che si deposita sullo stomaco…e non riesco a smettere di ascoltare l’ultimo di Elliott Smith…From a basement on the hill….il primo pezzo Coast to coast è un’esplosione di dolore….quella canzone è come sto spesso nella mia vita…ci sono delle piccole foto meravigliose nel libretto….Figure 8, in pratica il suo primo disco che ho comprato anni fa, ho sentito che ha venduto 195 mila copie in tutto il mondo... se si pensa a molte cose, alle copertine delle riviste, l’esibizione agli Oscar, da l’impressione di quanto in realtà sia conosciuto……e credo che sia davvero una delle anime più sincere che siano state espresse negli ultimi anni…volevo anche ricordare le botte prese sabato alla manifestazione per la chiusura del lager di Morini….se volete avere qualche notizia in più, andate su www.chiuderemorini.net…torno al lavoro…aspetto risposte…io le tasse non ve le abbasso……consigli, leggete Derek Raymond e cercatevi una splendida videocassetta per Einaudi con il processo ad Eichman, un gerarca nazista, è un documento bellissimo….»
(Andrea Consonni, dicembre 2004).


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Andrea Consonni (1979), scrittore italiano.

Andrea Consonni, “Settantanove punti di fuga”, Besa Editrice, Lecce 2001. 
Disegni di Daniele Grassi.

Articoli e recensioni: StradanoveApprofondimento: Blog dell’autore.

Consonni in Lankelot:


Gianfranco Franchi, “Lankelot”.  20 ottobre 2004.

ISBN/EAN: 
9788849700503

Commenti

Quando avrete letto e apprezzato Wrong, non dimenticate che Andrea è partito da questo libro - e che abbiamo la fortuna e la possibilità di poterne dialogare direttamente con lui a proposito della sua scrittura e delle sue future pubblicazioni.

Peraltro è ancora reperibile:)

Sbagliai! mo cerco la rec giusta, pardon :)

ah ah.

manca da troppo tempo un nuovo libro di Consonni. Va detto.

Mettendola sul ridere: quando sarò morto usciranno postumi, i ricavati tutti a Lankelot. ah ah ah

tra cinquant'anni allora saranno ricchi (e all'epoca, chissà, saranno a lankelot 15.0)

"saranno"? e quando mai Franchi non è pessimista! Sei come Michelangelo Buonarrotti: contava i giorni che gli rimanevano angosciato già a vent'anni. E' morto a 89.

ci penserò io!

[brecht, and] “Se il

[brecht, and] Se il combattente contro l’ingiustizia è sconfitto,
non è che l’ingiustizia ha ragione,
ma vuol dire solo che siamo troppo pochi
a combattere l’infamia –
e dagli spettatori ci aspettiamo,
che perlomeno si vergognino
”.

 

[consonni, spoiler dal nuovo

[consonni, spoiler dal nuovo libro: "la maledizione degli affetti"]

"“Perché non riesco a essere vuoto e indifferente come lo Spazio? Perché le cose mi toccano a questo modo?” scriveva Tommaso Pincio nel suo Lo spazio sfinito. Immaginatevi un Paese da sempre vuoto come lo Spazio ma provate anche a immaginare un delicato rumore assordante sorgere da quel Vuoto, riempiendovi all’improvviso di voci, ricordi, sorrisi, odori, dolori, cantanti morti che suonano nella vostra stanza, fantasmi di soldati che ogni notte si svegliano girando per le strade del Paese, case abbandonate, prostitute bambine, ragazzine che consumano l’ultima estate felice della loro vita, pettegolezzi, stazioni ferroviarie abbandonate. Immaginate di poter abbracciare il Paese che ogni giorno devasta la vostra vite con incubi e tragedie. Immaginate che quel Paese siate voi stessi. Immaginate di volerci giocare e di distruggerlo una volta per tutte liberandovi da una maledizione che grava sul vostro capo ancora prima che voi foste nati. La maledizione degli affetti è tutto questo. Non è l’autobiografia del Paese di Andrea Consonni, non gronda di rimpianti per un’Arcadia perduta e che mai esisterà, non fa sconti a nessuno, semplicemente racconta quello che ognuno di noi ha sfiorato almeno una volta nella sua vita. È un atto d’amore dedicato al silenzio, alle case vuote, ai rifugi segreti, a tutti coloro che hanno sofferto in silenzio e che se ne sono andati. Troppo presto o troppo tardi."

http://www.area51editore.com/it/component/virtuemart/?page=shop.product_...

 [spoiler-consonni] la scheda

 [spoiler-consonni] la scheda tecnica del nuovo libro...

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Andrea Consonni (1979), scrittore lombardo. Ha esordito pubblicando nel 2001 “Settantanove punti di fuga” (Besa Editrice).

Andrea Consonni, “La maledizione degli affetti”, Area 51, 2011.

Approfondimento in rete: Blackmailmag / WRONG: il blog di Andrea Consonni / Su SKYPE con ANDREA CONSONNI [dialogo di FEDERICO MASCAGNI] / Andrea CONSONNI lettore: tutte le sue recensioni su lankelot.

In Lankelot: schede su ANDREA CONSONNI. Dal 2003.

 

(Consonni). prima della

(Consonni). prima della partenza, la mia scheda. ;)

[Consonni] Questa dovrebbe

[Consonni] Questa dovrebbe essere la copertina vera, mica quella brutta faccia:

 

 

 


 

[andrea] appena il server

[andrea] appena il server torna a farci visualizzare l'immagine, prendo e la sostituisco nel pezzo. Per adesso, dalla mia postazione, non si vede. Non è colpa nostra, server guasto. Pazientare...

[79] fatto!

[79] fatto!