Consolo Vincenzo

Nerò Metallicò

Autore: 
Consolo Vincenzo
Quattro piccolissimi racconti, che si leggono rapidamente ma lasciano dentro qualcosina. Vincenzo Consolo è un autore siciliano trapiantato a Milano, famoso soprattutto negli anni Novanta (nel 92 vinse anche il Premio Strega con il romanzo "Nottetempo, casa per casa"). Qui pubblica dei racconti veloci e immediati, per la casa editrice genovese Il Melangolo. È il 1994, due anni dopo la vittoria del premio letterario più famoso di Italia.
 
Il titolo è Nerò metalicò, come il secondo dei quattro brevi storie narrate: storie che non hanno tempo né luogo unico, gravitando tutte in un’area siculo-mediterranea. Scilla e Cariddi, Atene, Salonicco.
L’autore ha una prosa colta, ricca di aggettivi, una scrittura che traccia un solco come un aratro nella terra. E in fondo i racconti non sono poi particolarmente ricchi di spunti e azione. Quello che più si apprezza in Consolo è questa capacità, con la scrittura, di essere essenziale e arzigogolato allo stesso tempo. Ricorda un po’ Gesualdo Bufalino, in qualche passo. Forse perché con lui ha condiviso una terra incredibilmente ricca e incredibilmente povera come quella sicula.
 
Dicevamo, i racconti: sono quattro: "Scilla e Cariddi" narra una storia senza tempo d’amore e gelosia, "Nerò metalicò" una breve vacanza in Grecia, tra mito e realtà. "Il Presepe Naturale" è una storia assurda ambientata in un Medioevo non ben identificato, con frati, ladroni, pastori e colpo di scena. Infine "Il Prodigio", brevissima descrizione di un gioco di prestigio e di un beffardo gioco d’amore.
 
Insomma, questo di Vincenzo Consolo è un libricino minuscolo, ma che comunque ha qualcosa – anche di più da dire: quattro raccontini che si leggono in mezz’ora, ma che rappresentano una mezz’ora spesa bene.

Una bellissima prosa, la sua. Densa, ritmica, incisiva ed elegante. Una lingua antica e moderna insieme, che lascia qualcosa dentro, pronto ad esplodere fuori come magma che risale lungo il camino del vulcano.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Vincenzo Consolo è nato a Sant’Agata Militello (Messina) nel 1933. Dal 1968 ha vissuto e lavorato a Milano, dove è morto nel 2012. Molti dei suoi romanzi sono ambientati in Sicilia.
 
Vincenzo Consolo - Nerò Metallicò,  Il Melangolo, Genova, 1994.


Antonio Benforte

ISBN/EAN: 
8870182355

Commenti

Neo Ant!

"Una bellissima prosa, la sua. Densa, ritmica, incisiva ed elegante. Una lingua antica e moderna insieme, che lascia qualcosa dentro, pronto ad esplodere fuori come magma che risale lungo il camino del vulcano".

Non avrei saputo trovare parole migliori per descrivere lo spettacolo che è la prosa di Consolo.

"una scrittura che traccia un solco come un aratro nella terra."> bella quest'immagine, intensa.

Per me Consolo è Il sorriso dell'ignoto marinaio, un affresco splendido della Sicilia borbonica di metà Ottocento, tra i Borboni e Garibaldi. Nottetempo casa per casa mi è sembrato meno "luminoso" ma confermo (pur non conoscendo questi racconti) sia la vicinanza a Bufalino sia il tuo giudizio di scrittura.

(intanto: archivio Consolo integrato in calce)

"Qui pubblica dei racconti veloci e immediati, per la casa editrice genovese Il Melangolo. È il 1994, due anni dopo la vittoria del premio letterario più famoso di Italia".

> Il Melangolo ha fatto molte scelte meritevoli. Hanno un catalogo che meriterebbe ampio scandaglio...

"Ricorda un po? Gesualdo Bufalino, in qualche passo. Forse perché con lui ha condiviso una terra incredibilmente ricca e incredibilmente povera come quella sicula."

> Ricca e povera. E capace di dare il la a qualcosa di molto lontano dalla nobiltà stilistica e lessicale di Bufalino (o di Piccolo): pensa a Verga, Capuano e compagnia. Curioso, no?

"Una bellissima prosa, la sua. Densa, ritmica, incisiva ed elegante. Una lingua antica e moderna insieme, che lascia qualcosa dentro, pronto ad esplodere fuori come magma che risale lungo il camino del vulcano."

> Leggerò e ne riparleremo.
Grazie, intanto.

Non conosco questi suoi racconti e ti ringrazio per averli posti all'attenzione. Certo condivido il parere sull'estrema ricchezza e povertà di questa terra, vera macerie affrescata. Forse Consolo cede un po' al compiacimento stilistico senza possedere la potenza di altri, ma l'immagine di Palermo-Beirut è parte di me (appunto, in bilico tra retorica, qualunquismo, e potente fotografia dai colori netti). Però, certo, Bufalino remeggia lontano assai.

Marco, (9)

quando tornerai a scrivere qualcosa per noi sarà una festa grande per tutti. La tua scrittura è un'iniezione di sentimento e intelligenza, sempre.

9 - Però, certo, Bufalino remeggia lontano assai.

ehehehe, ho esagerato un po', forse...

>10. onorato io, aspetto io pure che mi esca qualcosa di decente.
>11. mari bellissimi: pure, consolo s'è fatto un bel gommone... certo, il fascino della propulsione a motore s'arresta tra l'efficacia e lo strepito ;-)

copertina!

copertina!

[consolo] aggiorno subito la

[consolo] aggiorno subito la scheda, amice.

[consolo] questa è una di

[consolo] questa è una di quelle che io chiamo grandi perdite. Forse perché ho amato moltissimo tra tante letture proprio Il sorriso dell'ignoto marinaio... Tra l'altro l'anno scorso sono andata a vedere il quadro di Antonello da Messina a Cefalù e non so se per caso o per scherzo, il quadro, che si trova all'interno del museo Mandralisca,  è attorniato da quadri di... ignoti autori.


Consolo nel suo romanzo ricostruisce una Sicilia assolata e vibrante, dove le nuvole del nuovo tempo che verrà si addensano e riversano la rabbia di un popolo che forse non sa bene se quello che sta accadendo - la nascita dell' Italia -  l'ha liberato o l'ha reso ancora più schiavo.

[consolo, "Il sorriso

[consolo, "Il sorriso dell'ignoto marinaio"] ottima Ilde, ti piacerebbe condividere con noi una tua lettura del libro? Ricordo che anche qualche anno fa ce ne avevi parlato. Mi sembra il momento giusto.

[Consolo] eh... l'ho pensato

[Consolo] eh... l'ho pensato anch'io! Grazie per l'incoraggiamento!!!!