Compagno Giuliano

In alto a destra

Autore: 
Compagno Giuliano

La politica italiana della Seconda Repubblica è impazzita come la maionese. Capirci qualcosa, nell’epoca della post-ideologia, è davvero difficile. Nel centrodestra le acque sono agitate. Berlusconiani e finiani sono arrivati alla resa dei conti. Gianfranco Fini è stato messo alla porta. Fuori dal Pdl ha dato vita ai gruppi parlamentari di Futuro e libertà per l’Italia. Intorno alla figura del presidente della Camera si muove un’area eterogenea di intellettuali e uomini di penna che hanno servito al loro leader una strana idea di destra che loro chiamano maggioritaria ( che vorrà dire, nessuno lo sa).Una cosa è certa, questi pensatori hanno preparato tutti gli strappi di Fini e i suoi sfondamenti a sinistra. Dalle colonne del Secolo d’Italia a Fare Futuro, è stato un continuo elaborare di schizofreniche cavalcate e di voli pindarici verso una nuova idea di destra che vuole andare oltre la destra (di questo ho ampiamente parlato insieme a Carlo Gambescia nel libro A destra per caso)
Il capolavoro politicamente si è compiuto in un’inspiegabile piattaforma programmatica di nuovi principi, che per il momento ha portato questa cosiddetta “nuova destra” - che abbraccia tutto e il contrario di tutto - verso posizioni di sinistra, che il líder maximo Gianfranco Fini quotidianamente esterna quando esibisce in ogni dove la sua nuova versione libertaria e legalitaria.
A pochi giorni dal divorzio , l’allegra brigata di pensatori e pretoriani, che ragionano per conto e per nome di Fini, hanno pensato a un manifesto politico per raccontare, secondo loro, i tre anni che hanno sconvolto la politica.
In alto a destra ( a cura di Giuliano Compagno, Coniglio editore, pagine 287, euro 14) è la sintesi del fascismo immaginario di coloro che si definiscono “ teste libere pensanti”. E su queste fondamenta hanno edificato il “neofuturismo saggio di Gianfranco Fini”, che piace molto alla sinistra.
Dall’ideologia all’immaginario per costruire una nuova destra che va oltre gli schemi e approdare nel limbo del nulla dove i Simpson vanno a braccetto con i diritti umani. L’immaginazione, quindi, è andata al potere anche a destra per approdare nel nulla del postmodernità dove si può affermare e negare tutto nello stesso momento.
Sentite cosa scrive Luciano Lanna: “ In realtà, il passaggio dal primato dell’ideologia a quello delle immagini e delle sensazioni estetiche va inquadrato nel contesto delle dinamiche specifiche della postmodernità, in cui le scelte individuali, le motivazioni simboliche e gli stessi meccanismi d’identificazione e di partecipazione politico-culturale non scaturiscono da processi razionali ma da stratificazioni profonde e complesse, innervate nelle dinamiche spontanee della società civile e operanti in prima battuta nel mare aperto delle mentalità e dell’immaginario collettivo”.
Tanto rumore per nulla in questo linguaggio impoverito da strutturalismi intellettualoidi da cui si deduce che il nuovo corso della destra finiana si arrampica sugli specchi di una truffa premeditata di un pensiero politico che si contamina del peggio che è sopravvissuto al crollo delle ideologie.
Per questi signori la buona politica (sempre e comunque antiberlusconiana, come insegna Alessandro Campi) passa per una confusione ibrida di ruoli e di valori, che trovano la loro casa nel superamento di tutte le categorie del politico.
Gianfranco Fini, che è risaputo, non essere una grande intelligenza, forse non avrebbe osato la sfida assurda della destra immaginaria e maggioritaria senza la premeditazione di questi scrittori e giornalisti, che hanno la presunzione di essere creativi e innovativi limitandosi a mettere insieme un “subbuteo delle idee” più antipolitiche che politiche, in nome di un pensiero che naviga verso un’utopia onirica indistinta, piuttosto che verso una culturale concretezza dell’agire.


Edizione esaminata

“In alto a destra. Attorno a Fini: Tre anni di idee che hanno sconvolto la politica”. A cura di Giuliano Compagno, Coniglio editore, Roma, 2010

Nicola Vacca, per Lankelot, Agosto 2010

ISBN/EAN: 
9788860632722

Commenti

[Compagno] Sui limiti, anche

[Compagno] Sui limiti, anche gravi, di Fini "statista", credo possano essere molti a concordare. Il parlarsi addosso e la creazione di miti fasulli è cosa comune nella politica italiana e non riguarda solo il post-fascista Fini, tanto amato - strumentalmente - da una sinistra che non sa e non vuole fare opposizione e preferisce appaltarla ad un'ipotetica destra decorosa e moderna, quanto odiato da chi non ha mai digerito le sue svolte, magari pure poco sincere, relative alla democrazia, parlamentarismo, rapporti col fascismo etc etc.

Premesso questo e ribadendo che la critica a Fini è più che legittima e sicuramente piena di buone ragioni, mi lascia perplessa la chiusa con la "culturale concretezza dell'agire".

Sarà che io, come altri qui dentro, siamo appassionatamente e convintamente antiberlusconiani, ma non vedo come si possa rimanere nei confini del "politico" ed appunto di una concretezza "distinta", non prendendo le distanze da un premier che ha fatto della confusione dei ruoli e dell'onirico (uso termini della recensione) la propria caratteristica della sua "discesa in campo" (e salvezza dalla galera).

Non so se onirico possa essere sinonimo di balle, ma sarei orientato per intenderla così.

Potremmo semmai dire che Fini non ha le carte in regola per rappresentare una destra decente.

Troverei decisamente più complicato contestargli la sua volontà di una destra distinta e distante da quella attualmente al governo.

[Compagno]: vero mi dimentico

[Compagno]: vero mi dimentico sempre di mettere le parentesi (!)

[nicola] sono in ferie, ma

[nicola] sono in ferie, ma faccio un'eccezione per questo articolo. Che mi sembra - vorrai perdonarmi - nuovamente, terribilmente, incresciosamente e gratuitamente cattivo. Non credo ci sia molto da aggiungere. Sono tra quanti pregano che Berlusconi e il berlusconismo (gasparriani inclusi, larussiani inclusi) tornino quanto prima a essere un ricordo, e non da ieri. Che da sinistra, da destra o dal centro vengano ad animare il dibattito idee nuove, meno nuove, etc, poco importa. Importa liberarci di questa anomalia e tornare a una vera vita politica, nel massimo rispetto delle istituzioni. Torno in ferie.