Ho letto in giro che alcuni critici definiscono Il gioco preferito di Leonard Cohen un tipico romanzo di formazione.
Chi l’ha scritto non è che ci abbia poi capito tanto, secondo me. In ogni caso, ognuno legge un libro e ne ricava sensazioni ed impressioni uniche e particolari. Ma secondo me, quello di Cohen non può essere ridotto ad un semplice romanzo di formazione.
E’ un romanzo di ricordi, innanzitutto. E di esperienze.
Poi, è un inno alla giovinezza, all’amore, al sesso e alle donne.
E’ un libro che sembra una canzone, così come le sue canzoni, spesso, sembrano provenire da poesie o romanzi.
Un libro che parte quasi a bassa voce, per poi diventare quasi un grido all’amore impossibile, o all’impossibilità di trovare l’amore.
Il giovane canadese Lawrence Breavman, nato a Montreal, è senza dubbio l’alter ego di Cohen, amante delle donne e delle belle lettere. Ebreo, innamorato della scrittura, desideroso d’arte, affamato di lettere e di cultura.
Ma è anche un giovane disadattato, triste e confuso nel passaggio dall’adolescenza alla maturità.
Negli anni che lo separano dal diventare uomo, Breavman-Cohen crescerà con l’amico Krantz, perderà il padre, si separerà dalla madre.
Andrà a vivere a New York, coltivando varie esperienze e la sua, prorompente e innata, passione per la scrittura.
Poesie, schizzi, frammenti, idee. Versi per le donne, incontrate, conosciute, amate. Rime per i corpi femminili, accarezzati, annusati, posseduti.
Baci rubati, baci dati con passione. Notti e giorni intere trascorse in un letto in una stanza umida, che grazie all’amore può sembrare una reggia.
Le descrizioni delle manie, delle paure, delle ansie e dei comportamenti del giovane che inizia a capire il mondo, ne è terrorizzato ma – allo stesso tempo – affascinato, ci riportano uno stile di scrittura profondo e ricercato.
Nessuna parola sembra lasciata al caso, e la traduzione di Chiara Vatteroni dosa splendidamente aggettivi, verbi, espressioni più raffinate.
C’è un lungo filo che lega i vari momenti della vita del giovane Breavman: l’amore per la poesia, per la parola scritta, per le belle lettere. Il ragazzo che si appresta a diventare uomo sente esplodere dentro di sé la passione per la scrittura, per il verso. Parole dedicate alle sue amanti, alle sue scoperte. La sua mente instancabile non si ferma e viaggia attraverso le parole e le lettere, perché è soltanto sul foglio bianco che riescono a prendere forma i suoi reali sentimenti, il suo animo. Al contrario, Breavman nei rapporti interpersonali e amorosi sembra quasi incapace, disadattato, emarginato. Non ci sono donne che comprendano il suo animo, e solo Krantz riesce a capire e sopportare il suo status di artista maledetto.
E così la sua vita, le vicende che segnano il suo ingresso nel mondo dei grandi, sono quasi una serie di piccoli racconti, tutti dotati di senso anche da soli: il suo rapporto con la madre, le riflessioni sull’ebraismo, la passione per l’ipnosi e i suoi “usi poco ortodossi”, la scoperta del sesso e dell’amore, l’incontro con Shell, suo unico amore. la passione per le altre donne, la vita a New York, il campeggio con Krantz, l’incontro con la morte, sono tutti episodi che è possibile separare ed apprezzare ugualmente.

Il libro uscì in America nel 1964 e in Italia nel 1975 per Longanesi, e consacrò Cohen come uno dei più promettenti scrittori canadesi. Era il suo esordio letterario (a parte precedenti libri di poesie), dopo il quale virò prepotentemente verso la musica, trasferendo la sua poetica e la sua visione del mondo all’interno delle canzoni, a partire dal 1967.
Il libro ha comunque molti richiami alla musica e alle canzoni, disseminate qua e là tra le pagine. Ed è come se le varie sequenze – quasi filmiche - che Cohen crea con le parole, siano spesso corredate da un sottofondo musicale. Alle volte jazz, qualche altra blues.
Un romanzo musicale, questo di Cohen, che fa della parola colta e ricercata una delle sue principali caratteristiche.
Un romanzo carico di amarezza, nostalgia e – perché no – un’ironia inaspettata che si coglie solo ad un livello più approfondito di lettura.
Un romanzo d’esordio che quasi si perde nella sterminata produzione poetica e musicale dell’artista canadese, ma che sorprende per la maturità di scrittura – Cohen lo scrive a ventott’anni – e l’eleganza stilistica.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Leonard Cohen (Montreal, 1934), cantante, poeta e romanziere canadese.
Il Gioco preferito è il suo romanzo d’esordio, pubblicato nel 1963. Assente nelle librerie italiane per quasi trent’anni (prima edizione: Longanesi), è stato ripubblicato da Fazi Editore nel 2002.
Approfondimento in rete
Cohen sulla wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Cohen
Sito di Cohen
http://www.leonardcohen.com/
Alcuni passi del libro
http://tecalibri.altervista.org/C/COHEN-L_gioco.htm
Antonio Benforte, dicembre 2007
Commenti
Grande Antonio!
L'esordio di Leonard Cohen mancava del tutto... ottima scelta;)
"E? un romanzo di ricordi, innanzitutto. E di esperienze.
Poi, è un inno alla giovinezza, all?amore, al sesso e alle donne.
E? un libro che sembra una canzone, così come le sue canzoni, spesso, sembrano provenire da poesie o romanzi.
Un libro che parte quasi a bassa voce, per poi diventare quasi un grido all?amore impossibile, o all?impossibilità di trovare l?amore."
> Conservo da anni questo libro, con una bella dedica.
E penso: prima o poi trovo il coraggio, prima o poi trovo il coraggio, prima o poi...
"Nessuna parola sembra lasciata al caso, e la traduzione di Chiara Vatteroni dosa splendidamente aggettivi, verbi, espressioni più raffinate."
> Sempre bello vedere evidenziato il ruolo del traduttore. Danke...
"Il libro uscì in America nel 1964 e in Italia nel 1975 per Longanesi, e consacrò Cohen come uno dei più promettenti scrittori canadesi. Era il suo esordio letterario (a parte precedenti libri di poesie), dopo il quale virò prepotentemente verso la musica, trasferendo la sua poetica e la sua visione del mondo all?interno delle canzoni, a partire dal 1967. "
> Ma i suoi versi sono rimasti inediti, in Italia? Non ricordo mica...
Un gran bel romanzo, davvero.
L'energia degli schiavi, minimum fax, 2003
Il gioco preferito, Fazi, 2002
Book of Mercy - Libro della misericordia, Supernova, 2000
Stranger Music, Baldini & Castoldi, 1997
Questi i libri di Cohen tradotti in italiano. L'energia degli schiavi e Book of Mercy dovrebbero essere poesie.
fico... memorizzo:). Ave e danke, Antonio.
Stranger Music sono canzoni e poesie. poesie tratte da varie raccolte poetiche. Cohen ha iniziato come poeta negli anni '50, iniziando, mi pare, la carriera accademica, poi ha scritto due romanzi (che han venduto quel milione e mezzo di copie in totale) quindi la musica, di cui aveva già avuto esperienza più giovane in un gruppo di amici.
E un paio di mesi fa è uscito un altro libro. 'spetta.
Il libro del desiderio - Mondadori 2007, poesie e disegni.
ciao;-)
il quadro si completa:)
e io che pensavo lo amassimo solo per i dischi. I Remember You Well In The Chelsea Hotel...
Famous Blue Raincoat.
It's four in the morning, the end of december
Im writing you now just to see if youre better
New york is cold, but I like where Im living
Theres music on clinton street all through the evening.
I hear that youre building your little house deep in the desert
Youre living for nothing now, I hope youre keeping some kind of record.
Yes, and jane came by with a lock of your hair
She said that you gave it to her
That night that you planned to go clear
Did you ever go clear?
Ah, the last time we saw you you looked so much older
Your famous blue raincoat was torn at the shoulder
Youd been to the station to meet every train
And you came home without lili marlene
And you treated my woman to a flake of your life
And when she came back she was nobodys wife.
Well I see you there with the rose in your teeth
One more thin gypsy thief
Well I see janes awake --
She sends her regards.
And what can I tell you my brother, my killer
What can I possibly say?
I guess that I miss you, I guess I forgive you
Im glad you stood in my way.
If you ever come by here, for jane or for me
Your enemy is sleeping, and his woman is free.
Yes, and thanks, for the trouble you took from her eyes
I thought it was there for good so I never tried.
And jane came by with a lock of your hair
She said that you gave it to her
That night that you planned to go clear
http://it.youtube.com/watch?v=9aRKZFR5imM