Cosa significa convivere con la vergogna? Da dove proviene questo sentimento, cosa lo scatena, cosa può lavarlo via? In questo romanzo il premio Nobel J.M. Coetzee ci descrive una storia di soprusi e violenza in Sudafrica. Il protagonista del libro è il professore universitario David Lurie: cinquantenne, divorziato, ancora piacente, colto, si divide tra i corsi di comunicazione all’università e gli appuntamenti più o meno settimanali con una prostituta. Ma, a un certo punto, il professore smette di frequentare la donna a pagamento e rivolge le sue attenzioni a una giovane studentessa. Non può farci nulla, e per lui in fondo non c’è niente di male. Si sente ancora giovane, ancora cacciatore, ancora virile e potente. Corteggia e poi porta a letto una sua giovane, bella e timida studentessa, trent’anni in meno di lui: Melanie Isaacs. La storia, che dovrebbe e potrebbe essere di quelle “da una botta e via”, si trasforma in tutt’altro, sfugge al loro controllo e soprattutto diventa di dominio pubblico.
Il professore viene denunciato dalla ragazza, anche sotto pressione della famiglia, viene accusato di aver falsificato dei compiti scritti e di molestie sessuali e portato davanti a una commissione di inchiesta universitaria. Ammette la sua colpevolezza senza mezzi termini e senza trattare, un po’ per sfida, un po’ perché non trova giuste le accuse, un po’ per orgoglio maschile – come se la sua fosse stata una pulsione irrefrenabile, animale, per questo giusta e impossibile da controllare. E subisce una punizione esemplare: rimosso dall’insegnamento, il professore decide di scomparire nella remota provincia sudafricana, per un po’. Pensa che potrebbe fargli bene andare a trovare sua figlia, Lucy, che vive in un paesino lontano dalla città, e dedicarsi a un’opera musicale ispirata a Lord Byron.
Arrivato dalla figlia, una solare hippy lesbica che vive in una fattoria, coltivando l’orto e vendendo prodotti al mercato, per il professor Lurie inizia una nuova vita: ritmi lenti, distacco dal mondo, contatto con la natura, fin quando la vita di padre e figlia viene scossa da un evento terribile: tre uomini irrompono nella loro casa, violentano la figlia e gli sfigurano il volto, bruciandolo.
Cosa fare, ora? Come reagire in una terra e in un luogo dove sembrano vigere altre leggi, dove una donna sola non può e non vuole denunciare la violenza, per non essere emarginata da tutti? È una vergogna, una vergogna incancellabile ma impossibile da svelare. Deve restare nascosta, taciuta, solo mormorata, per poter continuare a vivere in un mondo che è distante anni luce dalla città civilizzata. Questo è il prezzo da pagare per la figlia, per poter avere la propria autonomia in quelle terre. E così la vita del professore cambia di nuovo, si scontra con la figlia che non vuole denunciare chi l’ha violentata, e anzi rinuncia a combattere per ciò che è giusto, perdendo allo stesso tempo l’entusiasmo e la vitalità del passato.
Così Lurie si deve scontrare nuovamente contro i meccanismi della vergogna, questa volta non personale, ma della figlia, e allo stesso tempo contro le leggi non scritte di un paese che sembra distante da noi, ma in realtà è più vicino di quanto si possa immaginare (quante violenze taciute accadono, in Occidente, ogni giorno?). Il distacco dalla figlia e dal mondo della provincia, il ritorno alla città che continua a tenerlo ai margini, la definitiva presa di coscienza di trovarsi in una sorta di limbo sociale dal quale non c’è possibilità di uscita, è solo l’ultimo passo del professore verso la più completa delle sconfitte umane.
Vergogna di Coetzee è un libro incredibilmente pessimista, senza speranza. Narrato con un equilibrio e una profondità sorprendenti, ci mostra una faccia della società che può sembrare distante da noi, appartenente a un Sudafrica lontano ma è invece generalizzabile a gran parte dei contesti storici e culturali moderni.
Quante violenze accadono quotidianamente, senza che le donne che le subiscono denuncino l’accaduto? È una vergogna spesso impossibile da lavare via, e il silenzio diventa l’unica strada. Coetzee queste cose le sa e descrive in modo magistrale le vicende di un padre e una figlia imbrigliati nelle regole di due mondi così vicini e così lontani tra loro: in uno la violenza e la lussuria hanno portato alla distruzione della carriera di un professore universitario, mentre nell’altro la violenza, taciuta, appare per la donna che l’ha subita l’unica salvezza per continuare a vivere. Non certo una lettura semplice, Vergogna è un libro crudo, devastante e doloroso, che non lascia spazio all’ottimismo e testimonia, in modo netto ed efficace, l’assurdità del mondo, dei suoi protagonisti e delle sue regole
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE :
John Maxwell Coetzee, Vergogna, Einaudi 2005
John Maxwell Coetzee è nato a Città del Capo nel 1940 e ha vinto per due volte il Booker Prize. Nel 2003 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura. I suoi romanzi più noti sono “Aspettando i barbari”, “Vergogna”, “Nel cuore del paese”, “Gioventù”, tutti pubblicati in Italia da Einaudi.
Antonio Benforte, 2011
Per approfondire: COETZEE in Lanke.
Commenti
[Vergogna] Bellissimo libro
[Vergogna] Bellissimo libro Antonio, condivido. Proprio da "Vergogna" consigliatomi da Eva è iniziato il mio avvicinamento all'autore sudafricano.
[coetzee] grosso ant! Carico
[coetzee] grosso ant! Carico in home, e aggiungo subito l'archivio:
Per approfondire: COETZEE in Lanke.
[cutzìa] mi dicono dalla
[cutzìa] mi dicono dalla regìa che il cognome del più grande autore vivente si pronuncia "cutzìa". (rima)
[còzzii] io sapevo "còzzii".
[còzzii] io sapevo "còzzii". Comunque sì, finora non mi ha davvero mai deluso. A casa ho Nel cuore del paese, sarà la mia prossima lettura.
["Vergogna" di Coetzee]
["Vergogna" di Coetzee] Copertina ripristinata: pardon, era caduta assieme a un server di passaggio. Chiedo scusa: ma non era colpa nostra, come redazione. Ora è tutto ok.