Le storie nate dalla penna di Jonathan Coe colpiscono sempre in positivo per perfezione stilistica e geometria narrativa, con quel concatenarsi e ricostruirsi di episodi, di destini incrociati e storie collegate tra di loro a mano a mano che la trama si sviluppa attraverso le pagine dei suoi libri. La sua è una capacità quasi unica, nel panorama letterario contemporaneo, di creare romanzi che non solo appassionano, ma che sono strutturati in maniera pressoché perfetta, con il cerchio che mirabilmente si chiude mirabilmente proprio all’ultima riga dell’ultima pagina. In questo breve romanzo, “L’amore non guasta”, del 1989, la prosa dello scrittore inglese non sembra ancora aver raggiunto il livello di perfezione letteraria de “La famiglia Winshaw” o de “La casa del sonno”, ma risulta sempre splendida e coinvolgente, riuscendo a ricreare una splendida storia di storie sovrapposte, di vite che si incontrano e si scontrano sospinte da un destino spesso beffardo e cinico, impossibile da evitare.
Il romanzo è del 1989, il suo secondo libro dopo l’esordio con “The accidental woman” (Donna per caso) del 1987: l’autore ha soltanto 28 anni, quindi, quando lo scrive, ma già sembra uno scrittore maturo e consapevole dei propri mezzi. Un autore che gioca con gli artifici narrativi, con le parole messe in fila, l’una dopo l’altra, per emozionare e coinvolgere il lettore in modo sempre più travolgente, fino all’inaspettato – ma in qualche modo anticipato lungo tutto il racconto – epilogo. E quando il libro finisce, quando svoltiamo l’ultima pagina ci accorgiamo che la storia di Robin Grant, laureato a Cambridge, da anni è al lavoro su una presunta tesi di dottorato a Coventry, mai letta né vista da nessuno, è una storia d’amore, di dolore, di odio, di lotta nei confronti della vita, con eccezionali richiami politici alla società inglese di fine anni Ottanta devastata dalla signora Thatcher.
È una storia governata dal caso, da un destino che spesso sa e sembra voler prendersi gioco delle persone. È una storia d’amore impossibile, di parole non dette, o di troppe parole dette con troppa violenza. La storia di uno studente che, pur laureato da tempo, non è ancora pronto ad affrontare la vita, la attende indeciso e impaurito, incapace di portare a termine i propri studi ed affacciarsi sul mondo reale, abbandonando la realtà ovattata e protettiva dell’università di Coventry. Robin è uno studente disordinato e sciatto, indeciso sul futuro del suo rapporto con la ragazza indiana Aparna e dei suoi sentimenti nei confronti di Kate, vecchio amore perso nel tempo ed ora legato all’ex amico Ted, mai rivelato, ma forse la vera causa del suo male interiore, del suo vivere passivo e ricalcitrante, della sua insofferenza nei confronti della fine degli studi. Paura di crescere? Paura di sbagliare?
Cosa blocca Robin, cosa manca alla sua vita. Forse un tocco d’amore (“Touch of love” è il titolo inglese del libro). Un po’ d’amore sarebbe utile per tirarlo fuori da questa spirale di confusione mentale, ma è proprio lì che la situazione di Robin si fa più complessa e difficile, senza soluzione. Lui è ancora innamorato di Kate, inconsapevole ragione del suo malessere, ora sposata con Ted, vecchio collega universitario e amico di entrambi, ai tempi del college. Un uomo mediocre ma equilibrato, poco portato per la cultura ma concreto, positivo, abile venditore inserito nel sistema capitalista, non un reietto come lui, amante dei lugubri bar di periferia, intellettuale disagiato ed emarginato, scrittore frustrato e autobiografico che riversa nei suoi quattro quaderni rossi i suoi sentimenti e la sua concezione del mondo sottoforma di ambigui e affascinanti racconti.
Il ricordo di questo amore del passato è ciò che, in fondo, lo tormenta impedendogli di avviare una relazione con Aparna, gli impedisce di vivere in maniera normale, magari concludendo gli studi e iniziando a lavorare. A questo problema sentimentale si aggiunge lo sviluppo di una causa giudiziaria ai suoi danni: è accusato di molestie ad un bambino, ma si tratta soltanto di un terribile equivoco, voluto da un destino beffardo, a trascinare Robin in un processo pesante e diffamatorio, che darà un ulteriore colpo alla sua vita squassata. Si ritroverà con una pesante accusa alle spalle, obbligato a difendersi grazie all’aiuto dell’avvocato Emma, combattivo legale – costretta a confrontarsi con un mondo di uomini sempre profittatori e sbruffoni – con un matrimonio allo sfascio.
La storia di Robin, dal 17 aprile al 19 dicembre del 1986, è la parte finale di una vicenda umana complessa e sfuggente, che vede al centro un uomo solo, distrutto, intellettualmente valido ma incapace di relazionarsi con la società che lo circonda, di accettare le regole del gioco della vita. Preferisce quindi rinchiudersi in se stesso, sfuggire i rapporti interpersonali, i legami sentimentali, ripensare ad un passato che non tornerà più, ad una donna che non ha mai afferrato veramente, e che non potrà mai essere sua.
Robin, per questo motivo, progressivamente matura la sua scelta estrema, il suo gesto definitivo, il suo ultimo punto al suo ultimo racconto.
Il breve romanzo di Coe conquista per la sofisticata architettura narrativa e la profonda psicologia dei personaggi principali. Il romanzo si sviluppa su due piani paralleli: le vicende reali di Robin, Ted, Emma e Hugh (amico d’università di Robin) e le storie uscite dalla penna dello stesso Robin, quattro racconti che si inseriscono nell’intreccio narrativo completandolo e ampliandolo, fornendo nuovi spunti e anticipazioni sul carattere e la personalità di questo strano dottorando. Questo fino al drammatico epilogo, alla chiusura del cerchio, attraverso il quale il protagonista della vicenda comprenderà quale sia l’unica strada da seguire. Scegliere ciò che in tutti i suoi racconti, in un modo o nell’altro, sembra sempre il tema ricorrente, la sola e unica soluzione: il suicidio.
“L’amore non guasta” è un romanzo che è possibile leggere a più livelli: ad un primo, in superficie, come la vicenda di un uomo solo e innamorato, incapace di metabolizzare il fatto che il suo vecchio amore sia sposato con un amico insignificante e culturalmente povero. Scendendo più in profondità, però, è possibile ritrovare tutta l’insicurezza e la consapevolezza, da parte di uno studente brillante, che la fine degli studi sarà solo il primo capitolo di una storia difficile e ricca di ostacoli, dove poco conterà la cultura, ma soprattutto la capacità di integrarsi nel sistema sociale. E non manca il riferimento alla situazione politica inglese della metà degli anni Ottanta, con la politica della Thatcher che sta distruggendo il paese quasi come le bombe tedesche, quarant’anni prima.
Il risultato è un racconto bello e appassionante, primo accenno di quello splendido caleidoscopio di storie, vite, intrecci e misteri che saranno i successivi romanzi dell’autore, da “La casa del sonno” a “La famiglia Winshaw”. Come al solito lo scrittore incanta con la sua scrittura filmica, capace di ricreare atmosfere, figure e personaggi quasi come se fossero proiettati sullo schermo. Una scrittura avvolgente e coinvolgente, che sfrutta in pieno tutte le sfumature della lingua, gli artifici narrativi, e in questo caso si avvale dell’ottima traduzione di Domenico Scarpa.
“L’amore non guasta” è uno splendido romanzo, un libro che appassiona dalla prima all’ultima pagina. E Jonathan Coe, senza alcun dubbio, uno dei più brillanti e coinvolgenti scrittori contemporanei.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Jonathan Coe (Birmingham, 1961), musicista, giornalista, critico letterario, biografo e scrittore britannico. Ha studiato nel Trinity College di Cambridge e si è laureato presso la Warwick University, dove ha insegnato Poesia Inglese. “Donna per caso” è stato il suo primo romanzo. Ha raggiunto il definitivo successo con “La famiglia Winshaw” e “La casa del sonno”.
Jonathan Coe, “L’amore non guasta”, Feltrinelli, Milano 2000.
Traduzione di Domenico Scarpa. Prima edizione: “A Touch of Love”, Duckworth, 1989.
Approfondimento in rete: intervista a Jonathan Coe.
Commenti
Da questo libro è possibile misurare tutta la maturazione successiva di Coe. Senza gli innesti politici sarebbe stata una storia, pur intensa, ma monodimensionale, al limite anche, forse, ombelicale.
La tua recensione è davvero eccellente.
L'ombelico è l'origine del mondo. Scriveremo romanzi che neghino l'origine per restituirla al sogno.
chi conferma la fase calante di Coe? Gli ultimi due non li ho letti, ma me ne hanno parlato male...
un libro che mi prestarono.
non mi piacque troppo, ma dopo lessi La famiglia Winshaw, e lì, beh.
un libro strano.
probabilmente sono troppo sensibile a questa storia, ecco.
'mmazza quanto è insulso Prima che la pioggia cada... chi l'ha letto?
Io no, mi spiace:). Conservo ancora ottimi ricordi di JC...
[coe] "sulromanzo" scrive del
[coe] "sulromanzo" scrive del suo nuovo libro: "I segreti di Maxwell Sim":
http://sulromanzo.blogspot.com/2010/08/i-segreti-di-maxwell-sim-di-jonathan.html