Coccioli Carlo

Davide

Autore: 
Coccioli Carlo

“Ascolta: io Davide, messia, re d'Israele, la notte scorsa ho fatto un sogno. Ho sognato che volavo sopra i monti della Giudea, luminosa trasparenza. Non che mi fossi trasformato in angelo o in aquila: restavo l'uomo che sono. Ma un vigore incomparabile mi circolava di nuovo nelle membra, sicché con l'agitare le braccia mi tenevo sospeso sulle gialle solitudini. Le rotondità del paesaggio, col bizzarro fatto di concepirle soffici quando nessuno più di me ne conosce la durezza, m'introducevano nel corpo una frenesia di piacere. Potente di rifiorita potenza, sentivo crescermi tra le cosce la capacità, e l'indicibile godimento, di fecondare la terra” (Incipit di “Davide”).

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“Davide” [1976] di Carlo Coccioli è una massimalista, lirica e spirituale biografia romanzata del monarca che regnò quarant'anni su Israele: raccontata in prima persona, con perfetta e tutta letteraria adesione empatica; un po' come accadde, due anni più tardi, ne “La gloria” di Berto, laddove a parlare era Giuda. Perché Davide? Coccioli l'ha scelto nella convinzione che “in Davide, figlio d'Isai, vissuto tremila anni fa in Terra Promessa, non manca nessuna delle frontiere dell'uomo universale ed eterno, e pertanto moderno, nostro contemporaneo”: così glossava nella Nota, in appendice. Il romanzo conferma questa visione, trasformandola in approccio; è un grande romanzo esistenzialista e psicologico, un'opera concentrata sui conflitti interiori, sulla meditazione profonda sul senso di tutto; della vita, di Dio, dello spazio, del tempo.
 
Davide è vecchio: perfettamente cosciente che è difficilissimo essere uomo. Si sente scisso tra un'anima sensitiva e una spirituale, Davide intelligenza e Davide istinto. Un Davide ragione e un Davide istinto, allora, “sfiorante l'angelo il primo, quasi coincidente il secondo con l'animale” (p. 284). Ha perso interesse in troppe cose, figurarsi per lo scontro tra i suoi figli Salomone e Adonia, il saggio e il bello. Già uomo di guerra, agogna l'avvento del Messia per eccellenza, l'uomo della pace. E intanto cerca Dio, consapevole che “nulla è impossibile per questa terra sgabello dei piedi tuoi”.
 
Padre forse di quattrocento figli (“li amo tutti, siccome sono belli e nonostante siano, in maggioranza, dei lazzaroni”), ricorda i giorni della sua giovinezza, giovinezza di pastore con la passione del canto (alle stelle) e della fionda: “Ero ciò che oggi sono, ero ciò che oggi non sono più” (p. 39). Cantava, perché cantare era come pregare. Davide pregava molto.
 
Ricorda lo scontro con Golia (“l'ottusità della sua mente era incommensurabile”), ribadendo d'aver vinto perché lui era intelligenza; ricorda le battaglie contro i Filistei, pensando d'aver finito per amare ciò che odiava, perché nonostante il suo orrore per il sangue aveva capito d'aver bisogno di distruggerli; racconta il suo tenero amore proibito per Gionata; insegna il suo supremo amore per Gerusalemme; ricorda le battaglie, le angosce, le stragi, i giorni di pace e di amore, le preghiere.
 
Ripete spesso le parole sante, per santificare il tempo e lo spazio. Esse sono: “Ascolta, Israele: l'Eterno è il nostro Dio, l'Eterno è uno”. La sua anima ha sempre sete di Dio: il suo corpo domanda Dio come “terra brulla e arsa e senz'acqua”. Morirà sazio di giorni, di ricchezza e di gloria, dopo sette anni di regno su Ebron e trentatre su Gerusalemme, vecchio e felice. E s'addormenterà nella Città di Davide.
 
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“Non avevo un momento di tranquillità spirituale se non nell'astratta purezza del deserto. Il vuoto Ti somiglia: il Tuo soffio è più percettibile del vuoto. Nel volare Tuo sul deserto, Ti percepivo. Dove pare che non ci sia nulla, ci sei Tu: hai la passione del nulla” (p. 193).
 
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Quel che più emoziona e quasi schiaccia, a trentacinque anni di distanza dalla prima pubblicazione del romanzo, è la potenza, l'intelligenza e la letterarietà della scrittura di Carlo Coccioli; una magnifica iniezione di stile, di classe e di conoscenza. Coccioli viveva al di là e al di fuori dell'ambiente letterario italiano, ben lontano, spesso, dal nostro territorio; perfettamente trilingue, aveva successo e popolarità in Messico e in Francia, spesso più che dalle nostre parti; la sua religiosità, e la sua spiritualità, stridevano forte contro l'egemonia culturale dell'epoca. Non può essere rimosso e rimosso non sarà; va restituito agli scaffali delle librerie e delle biblioteche dei contemporanei presto e bene, con una massiccia operazione di analisi e ri-presentazione dei suoi scritti. Coccioli può diventare un modello letterario, libertario, spirituale e intellettuale di primissimo livello.
 
Chi volesse scoprirlo può partire da questo “Davide”, recentemente e degnamente ripubblicato da Sironi, sotto l'illuminata egida di Giulio Mozzi. Buon viaggio.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Carlo Coccioli (Livorno, 1920 – Città del Messico, 2003), scrittore italiano poliglotta. Laureato in Lingue e Letterature camito-semitiche a Napoli, passò l'adolescenza tra Bengasi e Fiume. Ha combattuto nella Resistenza [Medaglia d'Argento]. Ha vissuto a Parigi dal 1949 al 1953, quindi è stato in Messico.
 
Carlo Coccioli, “Davide”, Rusconi, Milano 1976. Quindi, Mondadori 1989; Sironi, 2009.
 
In Lankelot: articoli su Carlo Coccioli.
 
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Maggio 2010
ISBN/EAN: 
978-88-518-0114-4

Commenti

“Davide” [1976] di Carlo

“Davide” [1976] di Carlo Coccioli è una massimalista, lirica e spirituale biografia romanzata del monarca che regnò quarant'anni su Israele: raccontata in prima persona, con perfetta e tutta letteraria adesione empatica;

[coccioli] da leggere.

Otiima segnalazione.

Otiima segnalazione. Gianfranco,Coccioli è uno di qugli irregolari che hanno fatto vero il Novecento letterario di cui parlavamo l'altro giorno .Marsilio sta per pubblicare anche Requiem per un cane.Arriva in questi giorni.

[coccioli] ho letto, sì:). E

[coccioli] ho letto, sì:). E non vedo l'ora di leggerlo. Ho avuto la fortuna di ritrovare, nella biblioteca di mio padre, questa vecchia edizione Rusconi. E' un libro notevole davvero, e degno d'essere interiorizzato da tutti.

Requiem è un libro

Requiem è un libro belllissimo come tutti gli atti d'amore. Sono sicuroti piacerà.

[coccioli] aspetto con vivo

[coccioli] aspetto con vivo entusiasmo, Nick.

[coccioli] " "Nei miei libri

[coccioli] " "Nei miei libri parlo solo di Dio". E la cultura italiana lo emarginò - era il titolo di questo vecchio articolo che vi segnalo:

http://www.ilgiornale.it/cultura/nei_miei_libri_parlo_solo_dio_e_cultura...

Nella biblioteca del genitore

Nella biblioteca del genitore devo avere dei suoi romanzi editi parecchi anni fa per la Vallecchi, ma ancora non mi sono cimentato. Provvederò.

Se non ricordo male anche il Coccioli uomo doveva avere avuto qualche problema......e difatti mentre scrivevo ho visto i link che hai postato.

[coccioli] sono sicuro che ti

[coccioli] sono sicuro che ti piacerà, Lupo!

[Coccioli] questo era nella

[Coccioli] questo era nella lista degli speciali e l'avevo votato, magari alla fine, perché in effetti mi sembrava interessante.

Il re Davide: una figura dominante, direi e per nulla facile. Gli sono attribuiti moltissimi salmi, tra l'altro.

[coccioli] è un artista di

[coccioli] è un artista di eccezionale interesse e - non da oggi - scarsa circolazione. Mozzi racconta da qualche parte di aver ricostruito l'opera omnia di CC per bancarelle; qualcosa vorrà dire. Avevo proposto anche la sua candidatura, per futuri speciali, anche per questa ragione. E proprio come nel recente caso di Comisso, per dire, ho cominciato a seminare prima per sondare le reazioni:)

[Coccioli] Interessantissimo.

[Coccioli] Interessantissimo. Il re Davide, eh... che fa ammazzare il marito dell'amante per potersela sposare e lascia che i figli gli facciano guerra (e che vengano uccisi). Questo è il Davide uomo. Poi c'è il Davide "eletto", "scelto" per diventare il capostipite della stirpe che darà al mondo Gesù, il figlio di Dio, Dio stesso fatto uomo. Mica una robetta da niente... Ha scritto tra i Salmi più belli (praticamente ne ha scritti la metà) e ha saputo riconoscere che la propria forza e la propria grandezza non erano di origine umana. Insomma, un personaggio veramente straordinario.


Qui però immagino che tutta la storia biblica sia mediata dalla letteratura, e va benissimo. Se lo stile è quello da te entusiasticamente descritto allora merita senza dubbio!

[coccioli]  è una bella

[coccioli]  è una bella mediazione, riuscita, intensa, trascinante. Lo stile è il punto di forza di Coccioli: ha una scrittura carica, massimalista, e tuttavia mai artificiosa; ricercata, ispirata. Mi piacerebbe molto studiare qualcosa ancora di suo. Tengo d'occhio le bancarelle - in attesa della nuova edizione Marsilio del "requiem per un cane". In biblioteca c'è tutto, lo so:).