“Sono sicuro che le foto di questo libro potranno notevolmente contribuire ad orientare un gran numero di interessati verso un paese finora sconosciuto ma in possesso di sconfinate risorse umane e materiali” scriveva Maxim Mauritsson, sacerdote cattolico, medico ed economista nel gennaio di quattro anni fa nella prefazione al libro fotografo di Ignacio Maria Coccia dedicato a Kyiv. Qualche mese prima il giovane fotografo spagnolo, suo ospite nella capitale ucraina nei giorni della Rivoluzione Arancione, aveva immortalato in scatti di rara bellezza la vita quotidiana di tanti ucraini. Le sue fotografie documentavano la realtà di un paese pressoché sconosciuto agli europei che con estrema difficoltà cercava di garantirsi un futuro emancipandosi dal giogo imperiale della Russia. Un paese che aveva affidato a Victor Yushchenko e a Yulia Tymoshenko le proprie speranze di riscatto. Oggi, mentre la stampa italiana, provinciale e faziosa, recita il de profundis della Rivoluzione Arancione citando le continue liti tra Presidente e Primo Ministro, omettendo di sottolineare che il lascito straordinario ed indelebile di quell’esperienza è stata l’effettiva apertura della società e l’effettiva democratizzazione del paese, il libro di Coccia assume un valore storico-documentaristico fondamentale. Racconta, attraverso immagini davvero toccanti, l’Ucraina povera e depressa lasciata in eredità dal regime di Kuchma. “Il 26 Dicembre 2004 – scrive ancora padre Maurittson – avvenivano contemporaneamente due fatti importanti: il maremoto nel sudest asiatico e la votazione definitiva (dopo due precedenti) del presidente Ucraino. Il primo fatto ha scosso la coscienza del mondo intero. Il secondo ha rivelato a tutto il mondo la volontà ferrea del popolo ucraino (da non confondere con il popolo russo) di difendere i propri diritti ad esistere in piena libertà democratica in un paese ex-sovietico che per parecchi anni dopo l’indipendenza, riconquistata nel 1991, ha sofferto ogni sorta di soprusi ed oppressioni. Intercettazioni di conversazioni da parte dei servizi segreti, l’eliminazione di giornalisti troppo indiscreti, la chiusura di stazioni radiofoniche e televisive contrarie al governo corrotto dell’allora presidente Leonid Kuchma”.

Mercati all’aperto, stazioni di metropolitana, bambini di strada, pazienti di ospedali, interni di abitazioni, matrimoni, vecchie automobili: lo sguardo attento e penetrante di Ignacio Maria Coccia documenta minuziosamente un’Ucraina che in Italia quasi nessuno ha avuto il coraggio di raccontare.
NOTE
Ignacio Maria Coccia è nato a Madrid nel 1974, dopo numerosi viaggi tra Spagna e Italia si stabilisce ad Ascoli Piceno dove attualmente vive. Nel 1998 frequenta l’Istituto Europeo di Design di Roma e nello stesso anno comincia a lavorare come assistente nel mondo dello spettacolo. Nel 2003 entra a far parte dell’Agenzia fotogiornalistica Grazia Neri. Nel 2004 realizza un delicato quanto penetrante reportage in Ucraina, documentando il paese durante la rivoluzione arancione e dal quale ne scaturisce la pubblicazione di un libro fotografico, Ucraina,ritratto di un paese. Nel Dicembre del 2007, a poche settimane della dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte del Kosovo, realizza il reportage Kosovo, luci dell’ultimo inverno un viaggio attraverso tutta la regione kosovara, tra la grande maggioranza di etnia albanese e la ristrettissima minoranza serba. Nel 2008 viene invitato ad esporre le sue fotografie sul Kosovo al Festival Internazionale di Fotoreportage di Roma. I suoi reportage vengono pubblicati su importanti riviste nazionali e internazionali: D, la repubblica delle donne, National Geographic, Sportweek, Le Monde, Cosmopolitan, Finalcial Times, SonntagsZeitung, L’espresso, Panorama, Jakc.
http://www.ignaciococcia.com/index.html
Ignacio Maria Coccia - Ucraina, ritratto di un paese, PDC Editori, 2005
Per richiedere il libro: http://www.pdceditori.it/ o info@ignaciococcia.com
Massimiliano Di Pasquale

Commenti
neo MAX!
http://www.ignaciococcia.com/bio.html sito ufficiale COCCIA
foto incluse;)
grazie mon ami! Adesso il pezzo è completo
ecco, l'Ucraina è un paese vasto e da scoprire quasi per intero.
Cara Marina, io ci sto lavorando da tempo. E spero tra poco potrai vedere i primi frutti di questo lavoro, vero gianfranco??
speriamo;).
io ci provo, vediamo un pò
bene, attendiamo. ;)
Io finora ho conosciuto alcune donne immigrate dall'Ucraina.
http://www.lankelot.eu/index.php/2007/10/09/deresh-ljubko-kult/
intanto, Deresh e Oksana Zabuzhko:
http://www.lankelot.eu/index.php/2008/10/19/zabuzhko-oksana-sesso-ucrain...