In Marte Fritz Zorn tratteggia con penna felice e venefica questa anatomia dell'anatema: «Allora il Signore del Cielo rispose a Giobbe e disse: "Non ho creato il coccodrillo? Chi preme in quella doppia dentatura? Chi ha aperto le porte delle sue fauci? Sui suoi denti è deposto l'orrore. Non ho forse creato io il coccodrillo, che in quanto a orrore supera ogni altra cosa? Non può forse il coccodrillo mordere, amputare, mutilare, divorare, distruggere? Come puoi pensare di mettere in dubbio la mia autorità, dal momento che io sono il Signore di tutti questi orrori?" Allora Giobbe rispose al Signore e disse: "Hai ragione. Riconosco che tu sei l'essere più tremendo, più brutale e perverso, più sadico, più ripugnante e malvagio della terra. Riconosco che sei un despota sanguinario, un tiranno che colpisce e uccide ogni cosa. Questo è per me motivo sufficiente per riconoscerti Dio unico e unica fonte di beatitudine e come tale onorarti e lodarti."» [Fritz Zorn, Marte - il cavaliere, la morte e il diavolo, Gabriele Capelli Editore, Mendrisio (CH), 2006, pp. 162-163].
Cioran, con ogni probabilità, avrebbe sottoscritto questa perorazione "demoniaca" ma l'avrebbe resa certamente più elegante ancorché non meno caustica: «Sì, o Signore, tu hai creato il coccodrillo che in quanto a orrore supera ogni altra cosa ma noi ne abbiamo fatte borsette. E pure molto ricercate. Ché come tu ben sai, onnisciente, il denaro è lo sterco del demonio». O forse no. Ma poco importa. Ciò che importa è che Adelphi abbia tributato, in occasione del centenario della nascita del pensatore romeno, del grande bastian-contrario, a tutti i suoi innumerevoli lettori un nuovo cadeau: il Taccuino di Talamanca, frutto di un mese scarso di orribilmente felice villeggiatura sull'isola di Ibiza nell'estate del 1966. Ed in queste annotazioni dal taglio eterogeneo come consuetudine del Nostro ma ancor più frammentarie nell'impianto (poiché spaziano, innescate dal clima mediterraneo, dal bozzetto narrativo alla gnomica più precipuamente cioraniana) l'elemento caratterizzante, il quid che indurrà Cioran a riferirsi nei propri Quaderni al periodo trascorso sull'isola delle Baleari come ad una vera e propria "Notte di Talamanca" (laddove è ben cogente il richiamo all'amato misticismo iberico ed in particolare a Teresa d'Avila ed alla Notte oscura dell'anima di Giovanni della Croce) in quanto, contaminati dalle bellezze della macchia e dagli smaltati splendori del mare i suoi pensieri, già così di sovente rivolti al cupo si colorano di pece e di catrame, quasi a voler calafatare il vascello dello spirito perché prenda il largo e possa tornare ad immergersi nelle brume del Nord in cui meglio si annida il male di vivere o come Lui direbbe: il cafard. «Non bisognerebbe andare in luoghi dove la felicità sembra concepibile» afferma infatti a pagina 40 ma l'intero, esile Taccuino pullula di sferzate meteoropatiche, di digressioni dettate dall'insonnia e dalla crudeltà provocate dalla visione, dall'epifania del Bello, così insostenibili. Un Taccuino che nulla aggiunge alla "teoresi" (se mai gli capitasse di leggere così di sé mi sarei guadagnato il suo imperituro disgusto ma tant'è) cioraniana ma che regala alcuni spunti gustosi (ed inediti, ça va sans dire) di quello straordinario Alceste costretto al passo (del gambero) tra le prime timide orde di turisti sciamanti al sole dell'incoscienza.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
E. M. Cioran (1911 – 1995), filosofo e saggista rumeno.
E. M. Cioran, Taccuino di Talamanca, Adelphi, Milano, 2011.
Traduzione di Cristina Fantechi. Prefazione di Verena von der Heyden-Rynsch.
Prima edizione: Cahier de Talamanca, Gallimard, Paris, 2000.
Per approfondire: EM CIORAN in Lanke + WIKI en
Luca Ormelli, maggio 2011.
Commenti
[cioran] "Ciò che importa" -
[cioran] "Ciò che importa" - scrive Luca - "è che Adelphi abbia tributato, in occasione del centenario della nascita del pensatore romeno, del grande bastian-contrario, a tutti i suoi innumerevoli lettori un nuovo cadeau: il Taccuino di Talamanca, frutto di un mese scarso di orribilmente felice villeggiatura sull'isola di Ibiza nell'estate del 1966."
> Buona lettura!
[cioran] Tutti i riferimenti
[cioran] Tutti i riferimenti bibliografici:
E. M. Cioran, Taccuino di Talamanca, Adelphi, Milano, 2011.
Traduzione di Cristina Fantechi. Prefazione di Verena von der Heyden-Rynsch.
Prima edizione: Cahier de Talamanca, Gallimard, Paris, 2000.
Per approfondire: EM CIORAN in Lanke + WIKI en
[cioran] lo speciale attende
[cioran] lo speciale attende sempre contributi:).
Qui: http://www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=3202.0 lo stato dell'arte. Incluse le prenotazioni ormai forse cadute...
[citati, rigoni, cioran]
[citati, rigoni, cioran] adelphi regala un paio di pdf notevoli: http://www.adelphi.it/evento/23 apparsi su Corriere della Sera e Repubblica...
[cioran, rigoni] - sul
[cioran, rigoni] - sul sodalizio Cioran/Rigoni vi rimando all'eccellente sito di Fabrizio Caramagna dedicato alla teoria e pratica dell'aforisma:
aforisticamente.wordpress.com/2011/04/07/centenario-della-nascita-di-e-m-cioran/
Merita certamente più di un passaggio il grande lavoro che Fabrizio conduce da tempo.
[cahier de talamanca] qualche
[cahier de talamanca] qualche estratto, in lingua originale: http://bernardlherbier.unblog.fr/2011/01/01/l-extraits-de-cahier-de-tala...