Cilento Antonella

Intervista

Autore: 
Cilento Antonella

Spinoso argomento di discussione e di frequenti dibattiti sia nel mondo del web che in quello della carta stampata sono i corsi di scrittura creativa ormai diffusissimi in tutto il territorio nazionale; da quelli elementari che si praticano talvolta anche nelle scuole superiori per insegnare ai ragazzi a scrivere, a quelli più “complessi” che si svolgono in circoli culturali e luoghi istituzionali.
Sono nate anche vere e proprie scuole di scrittura.
Davvero si può insegnare a scrivere? Quali sono gli scopi e la finalità del corso di scrittura?

Sono queste e altre le domande rivolte ad Antonella Cilento scrittrice napoletana finalista del Premio Calvino e vincitrice del Tondelli e autrice di numerosi libri.
La Cilento è un’esperta in materia perché gestisce dal 1993 un corso di scrittura (http://lalineascritta.it
) a Napoli e dal 2002 altri in tutta Italia.
Spero che scaturisca un interessante dibattito sull’argomento.

Francesco Giubilei
http://caffestorico.splinder.com

 

Quando e come è nata in lei l’idea di fare un corso di scrittura creativa come "La linea scritta"?

Lalineascritta è nata nel 1993 a Napoli ed è ora giunta al 14° anno di attività. L’idea è nata per offrire un servizio e uno spazio a chi si occupava di scrittura in una città dove, all’epoca, non c’era offerta, informazione o luogo di scambio per gli appassionati di letteratura. Con il tempo la scuola si è strutturata in numerosi corsi di vario livello ed è diventata quel che oggi è, una delle più antiche scuole-laboratorio d’Italia con al proprio attivo cinquanta allievi ogni anno, più alcune centinaia di allievi in scuole pubbliche, associazioni e altre sedi ogni anno. Conta ormai dalle sue origini migliaia di frequentanti di varia provenienza e formazione, offre corsi annuali, stages residenziali, corsi per insegnanti e studenti in tutt’Italia, è gemellata con la scuola Le Scimmie dell’UPAD di Bolzano di cui ho la direzione scientifica da oltre due anni.

Si può insegnare a una persona a scrivere, basta davvero pagare una quota d’iscrizione?

E’ ovvio che non basta. Si insegna ad allenarsi, si insegna a stimolare l’immaginazione, si insegna anche a costruire una tecnica, ma non certo a diventare scrittori… Bisogna intendersi su quel che significa scrivere: per la maggior parte delle persone che vengono in laboratorio c’è una passione per la lettura che si alimenta con lo scambio di gruppo e c’è un’abilità dell’uso della scrittura espressiva che si accresce con il lavoro del laboratorio. Qualcuno arriva dotato di una autentica vocazione e allora il lavoro di chi insegna consiste nel valorizzare quel talento, nel farlo allenare, nel farlo crescere e indirizzare perchè scopra da sé la propria strada. Dunque, non si insegna la vita, che è la causa della scrittura, ma si insegna la tecnica della narrazione e ciascuno la usa in proporzione alle proprie abilità e alla propria determinazione. Il talento è necessario, l’allenamento indispensabile.

In un suo intervento sul blog Letteratitudine ha scritto che il corso di scrittura è una sorta di palestra, un modo di tenere la mano in allenamento, quanto può servire questo allenamento a un aspirante scrittore?

Moltissimo. Conosco numerosi aspiranti autori, e anche alcuni autori editi, che non si sono mai disciplinati alla scrittura e non lavorano sulla scrittura, ma pensano che scrivere sia solo buttare giù. La letteratura è una questione molto seria e prevede grande allenamento. Ma anche chi non ha aspirazioni, nel corso del laboratorio si impegna tanto e ottiene risultati: la costruzione del racconto, l’abilità a distinguere dettagli e caratteristiche, la capacità di individuare un personaggio e così via. Chi fa sport si allena, chi danza si allena, chi suona si allena e anche chi dipinge: perché chi scrive no? E’ sempre stato e sempre sarà così.

 

C’è qualche persona che dopo aver partecipato a uno dei suoi corsi di scrittura ha avuto successo nel mondo dell’editoria?

Ormai numerosi. Molti finalisti del Premio Calvino: Viola Rispoli, Antonella Del Giudice che ha pubblicato con Avagliano l’ottimo romanzo "L’ultima papessa", Rossella Milone, che oggi conduce con me i laboratori, ha pubblicato con Avagliano "Prenedetevi cura delle bambine", una notevole raccolta di racconti e presto si rivedrà sugli scaffali per Einaudi, Giusi Marchetta fresca finalista del premio, Bruno Galluccio in uscita per Einaudi
con le sue poesia il prossimo anno, Roberta Scotto che ha pubblicato con Zandegù. Chi ha avuto maggiori risultati ha frequentato, non a caso, per
numerose annualità il corso, acquisendo un vero e proprio metodo che ha prodotto risultati narrativi assai diversi fra loro ma tutti molto solidi e di cui non possono che essere orgogliosi tanto gli autori quanto la maestra…

Come risponde a chi accusa ai corsi di scrittura di essere futili trovate commerciali e che non servono poi gran che?

Non sanno spesso di che si tratta e non ne hanno mai frequentati. Ovviamente posso rispondere solo dei corsi che tengo o di alcuni colleghi di cui conosco l’assoluta serietà. Se è vero che ci sono degli improvvisati in giro, è altrettanto vero che le scuole di più antica data in Italia offrono percorsi serissimi e da cui poi ognuno può trarre vantaggio a seconda della direzione che decide di far prendere alla propria passione.

Cos’è per lei la scrittura?

E’ la mia religione, la ragione della mia vita, la mia unica vocazione, il tempo assoluto del pensiero e del fare. E’ il tramite che utilizzo per far vivere i miei sogni. E’ lo strumento di costruzione che meglio conosco e che pratico instancabilmente e sempre senza essere compiutamente soddisfatta del risultato, come è giusto che sia.

ISBN/EAN: 
9788882465094

Commenti

Benvenuto, Francesco!
Cerco di reimpaginare l'articolo. 5 minuti e sistemo...

done. A più tardi per i commenti.

Francesco, sei davvero giovanissimo: leggo nel tuo blog che hai 15 anni, esattamente la metà di me. Mi fa piacere ospitare un giovane così brillante qui, in Lankelot. Spero che il confronto e la permanenza siano fertili per tutti. Benvenuto davvero.
Tenevo a dirtelo, prima di tutto.

"Il talento è necessario, l?allenamento indispensabile".

> e sin qua ci siamo. Ti premetto che, in linea di principio, la mia posizione è di relativa contrarietà ai corsi di scrittura. Si fondano su due richieste: quella di diversi autori inediti, che tendono a ritenere che si tratti di tecniche di avvicinamento alla pubblicazione, e quella di diversi autori editi - parlo in generale, non della Cilento - che di qualcosa dovranno pur campare.
Una delle tragedie del nostro tempo è che niente è mutato, rispetto ai secoli scorsi, per quanto riguarda la "difficoltà di vivere di scrittura". La nostra lingua non è parlata in tutto il mondo, la nostra letteratura ha perso prestigio; le copie effettivamente vendute per i romanzi italiani hanno la ridicola media di 4500.
Considera che i diritti d'autore variano, di norma, tra il 5 e l'8 percento, sino a che non si arriva - di rado - ad alto livello...

Mi complimento con te per l'intervista, Francesco. Lieto che tra noi ci sia un ragazzo cosi giovane. Mi pongo gli stessi auspici di Franco, spero ti troverai bene da queste parti.

Sostiene la Cilento: "Chi fa sport si allena, chi danza si allena, chi suona si allena e anche chi dipinge: perché chi scrive no? E’ sempre stato e sempre sarà così".

> Come no. Ma perché allenarsi pagando xxx o xxxx euro per iscriversi a un corso? Studiare Letteratura al Liceo e all'Università è più intelligente e più economico: approfondire e crearsi percorsi personali, fondandosi magari su grandi manuali di Storia della Letteratura, come quello del Flora, è più appassionante. Insegnano i maestri che hanno scritto grandi opere, basta voler leggere e voler approfondire. E quindi sperimentare, e confrontarsi con altri letterati. Senza pagare.

interessante. su varie cose sono d'accordo con l'intervistata. non mi piace molto quando parla di "scuole di più antica data", prima di tutto perché i primi anni '90 non mi sembrano così "antichi", e secondo perché l' "antichità" non è sempre coincidente con qualità, serietà, etc. ecco, l'uso di "antica data" mi pare eccessivo.
e finisco qua.

"Chi ha avuto maggiori risultati ha frequentato, non a caso, per
numerose annualità il corso, acquisendo un vero e proprio metodo".

> Straordinario: la scrittura come meccanismo fordista.

L'autrice parla con amore della scrittura.
Non dubito che possa insegnare questo amore, e insegnare delle tecniche. Dubito che sia l'unica strada, o la "scorciatoia", per intenderci. Cautela...

Lupi ha scritto un libro notevole sulle scuole di scrittura, ora te lo linko:
http://www.lankelot.eu/?p=1808

e qui trovi il seguito, "Nemici miei":
http://www.lankelot.eu/?p=1838

grazie per il contributo.

6. gianfranco, è vero quello che dici. ma non sono molte le persone che hanno imparato ad imparare. ci vuole predisposizione personale, e dei maestri. il corso di scrittura, se è un buon corso, a mio parere, insegna a leggere criticamente. cosa che, nella scuola, non viene fatto. si studia senza quasi mai mettere in discussione. ti viene spiegato, magari, ma in modo poco approfondito, vuoi anche solo perché il programma della materia è lungo e bisogna toccare tutti gli argomenti. nei corsi di scrittura, viene dedicato del tempo alla lettura ed al confronto tra le scritture. in un modo che, magari, non viene fatto altrove. e questo mi sembra importante.

sul pagare. beh. che dire? che per me ci dovrebbero essere nella scuola? nelle università??

tutto questo nasce dal voler riempire i bambini di nozioni, e non di metodi, non di basi. si è scoperto che l'età dell'infanzia è quella in cui si può apprendere di più (pare) e allora via con tutte le materie possibili e impossibili. ma un bambino ha bisogno di fondamenta su cui costruire la propria cultura, non dati immessi come in un computer.
ecco.

Concordo, e la soluzione me la proponi tu. Deve necessariamente essere istituzionale; che dalle carenze istituzionali derivino integrazioni private è pericoloso. Prima di tutto perché tutti noi siamo convinti che istruzione e cultura debbano essere pari e uguali per tutti...

le porte devono essere le stesse.
i sentieri diversi.

La mia opinione sui corsi di scrittura è nota e coincide con quella di Gordiano Lupi. Se a scuola hai studiato bene, non per il voto, ma per il piacere di sapere, il corso di scrittura è superfluo. Inoltre, in questi corsi c'è un rischio non da poco: il riflesso dell'insegnante sull'allievo fa sì che si giunga all'omologazione. Che poi dai corsi di scrittura della Cilento siano usciti autori che hanno raggiunto una certa fama - ma che per questo non vuol dire che son bravi - non significa assolutamente niente, visto che i migliori scrittori non hanno mai seguito uno di questi corsi.
Per la preparazione è fondamentale la scuola, la quale dovrebbe incaricarsi di spiegare al giovane allievo cosa leggere e come leggere. Io sono stato fortunato, perchè ho avuto un insegnante di italiano che era anche un saggista abbastanza conosciuto e lui mi ha insegnato come leggere con spirito critico.
Sarà comunque un caso, ma da quando sono fioriti questi corsi di scrittura ho notato un generale appiattimento nei lavori degli autori che, spesso, detto per inciso, anche se famosi scrivono da cani.

Intanto complimenti a Francesco, che giovanissimo com'è ha già una maturità straordinaria. Ti segnalerò ai miei alunni, più vecchi di te ma ahimé meno motivati.
Domani, tempo permettendo rileggo con calma e mi aggancio al dibattito.

io credo che, nei confronti dei corsi di scrittura, non ci debba essere parere negativo a priori. questi corsi, esattamente come le lezioni a scuola, dipendono da chi li gestisce (nel caso della scuola, da maestre/i e prof). per cui, parlarne male in generale, a mio avviso, è sbagliato. nella scuola, inoltre, aldilà della predisposizione, competenza, dell'insegnante (e non è poco da trovare, purtroppo) ci sono anche programmi, e tutto un apparato burocratico che, invece di puntare sulla qualità, punta più che altro sulla quantità e la frammentazione degli insegnamenti.
i corsi di scrittura, con tutti i loro difetti, e ci sono, possono, oggi, non essere superflui. dipende dalle persone che li tengono, e da coloro che ci vanno. ci sono ottimi insegnanti e pessimi studenti, e viceversa. bisognerebbe sempre segnalare e i corsi validi, e quelli non validi. a dispetto delle nostre posizioni di partenza.

su 13. "i migliori scrittori non hanno mai seguito uno di questi corsi." prima di tutto, quali sono i "migliori scrittori"? inoltre, si parla di a) scrittori italiani, oppure b) si parla dell'intero mondo letterario? perché certo nel caso b) la questione non è scontata.

In Facoltà, Lettere Moderne, facevano parte degli esami a scelta vari moduli di tecnica di scrittura. Ne ho seguito uno e si trattava di grammatica, scrittura burocratica e nulla di creativo. In quest'ambito è stato non inutile, nel senso che ha elencato ed esposto numerose norme comuni, basta. C'era anche quello specifico di Creativa ma non ho voluto. Anch'io sono scettico, sia perché gli scrittori "maestri" sono derivazione dell'attuale editoria, sia perché ognuno di loro porta con sé, quasi sempre, una visione fin troppo personale della letteratura, e si corre il rischio d'imporsi specifici punti di vista. Leggere col proprio criterio credo sia più stimolante, impossibile di pseudo-truffe e più aperto al dialogo con se stessi.

Però non per questo è pacifico stabilirne una non opportunità, chissà che si becchi la sorpresa (ma io non ci sgancerei un centesimo comunque).

Come ho già detto molte volte, non sono contrario ai corsi di scrittura, ma sono contrario al denaro che ci gira intorno. Mi sta bene il corso fatto per socializzare e imparare qualcosa insieme. Non mi sta bene lo scrittore che campa di corsi di scrittura e che ne fa una professione. Ognuno ha le sue idee. Ho smesso da un pezzo di scannarmi su queste faccende. Io non faccio corsi di scrittura, nè da docente, nè da allievo. Come allievo del liceo classico ero bravino. Ho sempre avuto 8 - 9 in italiano. Non vedo cosa dovrei andare a imparare adesso da Paolo Nori e soci...

Gordiano Lupi

A onor del vero molto dipende dall'insegnante e il fatto che possa anche esser un buon scrittore non implica necessariamente che sia un buon maestro. Senza far nomi conosco un paio di scuole di scrittura dove gli insegnanti dovrebbero andare prima loro a scuola, mentre, per la verità, ho sentito parlar bene di quello della Cilento.
Ed è vero che i migliori non hanno mai seguito questi corsi, perchè per migliori non intendo i più noti e quelli che vendono di più, ma gente fuori dai canoni tradizionali, che "sa scrivere come si deve e con una forte personalità" e non come invece fanno quelli ammaestrati.

Più che dei corsi di scrittura penso siano utili dei corsi di lettura, perchè la maggior parte degli italiani non sa leggere, non riesce a soffermarsi sulle cose effettivamente importanti che nel loro insieme danno valore all'opera. Quando uno sa leggere e si diletta a leggere opere di grandi autori classici recepisce quel che conta e poi riesce anche in parte ad avvalersene quando scrive.

Scusate se intervengo solo ora ma non ero in casa.
Innanzitutto ho segnalato l'intervista sul mio blog personale http://francescogiubilei.splinder.com
Ringrazio Gianfranco per il caloroso benvenuto, lo stesso vale per Leon.
Ho letto il libro di Gordiano "Quasi quasi faccio anch'io un corso di scrittura" e l'ho anche recensito, ottimo libro.
Sul dibattito nella scuola mi sento interpellato in prima persona.
L'anno scorso ho fatto la seconda LICEO SCIENTIFICO (non ho detto istituto per lo sviluppo stradale) ed ho letto che le migliori scuola d'Italia sono nella mia provincia Forlì-Cesena, quindi io frequentando il liceo scientifico di Cesena dovrei far parte di un'elite.
Fatta questa premessa.
Il programma di seconda prevede di fare i Promessi Sposi, bene io in italiano avevo una suplente ed abbiamo fatto 10 capitoli in tutto l'anno.
Ecco questo è il modo in cui vengono educati i giovani italiani.
Risultato?
Tutti i miei amici non li hanno letti e io durante l'estate ne ho letto circa un capitolo al giorno.
Quindi non vedo il modo per imparare la letteratura alle superiori come spera Gianfranco.
Thomas, grazie mille.
Per quanto riguarda il mio giudizio sui corsi di scrittura non mi esprimo e sapete perchè?
Non ho mai partecipato a uno di questi e di solito non parlo per sentito dire, sono una sorta di Tommaso, vedere per credere, o meglio vedere per farmi un mio giudizio.
Tutti sparlavano di Moccia ma io sono sempre stato zitto, finchè non ho letto un suo romanzo, ora posso esprimere il mio parere, se volete sentirlo.

(Benvenuto ancora... ma Moccia no, danke. Non su Lankelot. L'ho letto quando girava in fotocopie tra gli amichetti di Roma Nord, profondi anni Novanta... la merda rimane merda)

Quindi sei una sorta di precursore!
Sono d'accordo con te merda è e merda resta.
Giuro che quando sento le ragazze parlare di Moccia e cose varie mi viene male, davvero.
Però è anche interessante discuterne, ma non in questo luogo.

20. bravo Francesco e benvenuto. continua così, e. si impara da ogni cosa, anche dai cattivi esempi. ciao.

Oltretutto, se guardi in archivio, qualche eroe ci ha pensato:

http://www.lankelot.eu/index.php/2006/11/15/moccia-federico-tre-metri-so...
Baol sul libro di Moccia

http://www.lankelot.eu/index.php/2006/09/16/lucini-tre-metri-sopra-al-ci...
gf sul film di Lucini

(precursore? :) Era in mano a tante ragazzine di Vigna Clara... se uscivi con loro te ne parlavano - ridendoci su...
Io abito a Roma Ovest e non gradivo:).

http://www.lankelot.eu/index.php/prova/

qui trovi tracce sul dna del sito: ossia, sui testi che andiamo cercando;)
Laterali, obliati, censurati, mai emersi, non ancora emersi...

L'intervista è davvero interessante, altrettanto i commenti letti fin qui. Personalmente, mi piace poco l'idea stessa del corso di scrittura creativa. Dice bene la Cilento, si può insegnare la tecnica, ma il talento, come del resto la creatività nel senso più alto del termine, sono doti di natura. Quindi concordo con chi sottolinea l'importanza dell'istruzione PUBBLICA. E'la scuola, infatti, a dover offrire gli strumenti per padroneggiare realmente quella che si definisce la lingua madre. E' la scuola a dover dare le giuste coordinate per uno studio che si possa considerare critico e soprattutto a dover sottolineare, attraverso percorsi adeguati, quanto la scrittura sia imprescindibilmente frutto della lettura. Chi scrive troppo spesso non legge, chi legge nella gran parte dei casi non sa andare oltre la storia. Il guaio è che scrivere è un'arte e a parer mio un insegnante, anche dotato non può far altro che istruire, cosa ben diversa dal forgiare artisti.

In sostanza credo sia presuntuoso il fine stesso dei cosiddetti corsi di scrittura creativa. Al di là della mera acquisizione dello strumento, quello con la scrittura è un rapporto personalissimo, impossibile da standarizzare. Ognuno segue la propria inclinazione, la propria sensibilità e la propria intelligenza. Non riuscirò mai a dar credito a nessuno di questi corsi, a prescindere dalla loro serietà, ma proprio per l'obiettivo che si prefiggono. Ho saltato le regolari tappe scolastiche, figuriamoci i corsi di scrittura. Non credo di esagerare ribadendo di aver imparato più qui, che sui banchi di liceo e università. E lo dico da pessima studentessa, ora insegnante.

27. da un certo punto di vista, Angela, è presuntuosa qualunque persona dica di essere capace di insegnare qualcosa a partire dal fatto che lei sappia fare quella cosa. o lei sappia cose intorno a quella cosa. io credo che ognuno cerchi di fare il meglio che può, ecco. La Cilento ha cominciato nel 1993, ed essendo del 1970, vuol dire che si è messa ad insegnare a 23 anni. probabilmente è un'esperienza che le è servita anche per migliorare la sua, di scritture.
poi, io credo che una persona abbia anche bisogno di essere stimolata. non siamo tutti uguali. tu pensa solo a questo posto. voglio dire, se non ci fosse questo, ne avremmo cercato altri. nelle nostre città, paesi, forse non ce n'è uno uguale. e siamo qui anche perché ci stimola, il leggerci e commentarci. e se uno trova dei buoni stimoli in una scuola di scrittura, beh, meglio per lui. io ce li ho trovati. e li ho trovati anche in mailing list, dove a volte capitava di discutere dei testi che si mandavano, e proporre punti di vista diversi, commentare, cercare di capire i motivi per cui un testo ci piace, o meno. e queste sono cose che io ho fatto al corso di scrittura teatrale cui ho partecipato. e non c'era presunzione in chi insegnava (semmai in chi lo dirigeva), erano solo persone con un'esperienza maggiore della nostra e che cercavano di farci vedere non solo quello che avevamo scritto, ma anche quello che avremmo potuto scrivere.
Torno al corso di scrittura. Se venisse qua, che so, un david foster wallace, a fare un intervento sulla scrittura, credo cercherei il modo di andarci. e se ci fosse il modo, nell'occasione, di mettersi in contatto con lui, forse ne approfitterei. ma anche solo ascoltarlo, sarebbe una lezione di scrittura. leggerlo, anche. ma a cosa mi servirebbero, tutte queste cose? a capire.
non ad avere successo nello scrivere.
ma a capire come leggere.
allora nelle scuole di scrittura ci sono sempre più persone che si incontrano. alcune sono gli insegnanti. altre sono gli alunni.
e c'è un rapporto che si crea. e il rapporto può essere sano, o malato. e non dipende mai da una sola delle due parti.
mi sa che ho ripetuto cose già dette?? boh.
è che non riesco a vederle così male, le scuole di scrittura.
vabbuò.

"se uno trova dei buoni stimoli in una scuola di scrittura, beh, meglio per lui. io ce li ho trovati. e li ho trovati anche in mailing list, dove a volte capitava di discutere dei testi che si mandavano, e proporre punti di vista diversi, commentare, cercare di capire i motivi per cui un testo ci piace, o meno. e queste sono cose che io ho fatto al corso di scrittura teatrale cui ho partecipato. e non c’era presunzione in chi insegnava (semmai in chi lo dirigeva), erano solo persone con un’esperienza maggiore della nostra e che cercavano di farci vedere non solo quello che avevamo scritto, ma anche quello che avremmo potuto scrivere".

Non lo so, Andrea. Penso sia presuntuoso credere di poter insegnare un'arte a chiunque versi un tot all'anno. Intendevo questo. Si possono fornire indicazioni, occasioni di dialogo, rotte interpretative, sono d'accordo. Una sorta di circolo culturale, di cenacolo letterario, o nel nostro caso di agorà virtuale, non un corso di scrittura creativa. Forse mi sbaglio, ma non riesco a pensarla diversamente.

Beh. Esistono le Accademie d'arte, esistono le scuole cinematografiche, esistono le scuole attoriali. E queste sono arti che si insegnano a chi versa un tot all'anno. Spesso a numero chiuso. Come la Holden.
La scrittura cinematografica e quella teatrale, ad esempio, sono diverse dalla scrittura di saggi. La scrittura di saggi è diversa di quella dei racconti, o dei romanzi. La scrittura di poesia altrettanto. Poi si citeranno miriadi di eccezioni. Eh.
Suonare, è un'arte. Io posso pagarmi un insegnante privato, più o meno bravo, che instaura con me un tipo di rapporto che, a priori, non so come sarà. è un'arte, suonare. è un'arte dipingere. è un'arte recitare. è un'arte dirigere gli attori, un'arte la fotografia etc.
la scrittura, pure un'arte.
io non so quale tipo di rapporti si instaurano in ogni "scuola di scrittura" o "corsi di scrittura" italiani. ci sono rapporti sani, e rapporti malati, dicevo anche prima.
Io mi chiedo come mai uno non possa mettere a frutto, per vivere, le capacità che ha. In un paese in cui c'è un fortissimo analfabetismo di ritorno, in cui la scuola non riesce ad essere incisiva, se queste scuole possono contribuire in qualche modo, ben vengano.
Tutto dipende dalle persone che le tengono, e da quelle che ci vanno. Un idiota, a parer mio, è meglio che vada in una scuola di scrittura, piuttosto che in Parlamento. Viviamo in un paese in cui il lavoro intellettuale non viene tenuto in conto per niente, ed è un lavoro che prosciuga, mentre ai Costantino e ai Corona...ai Borghezio e...boh. No, davvero, non lo so. Mah.
E a scuola si dovrebbero imparare varie arti, fra cui quella della lettura, che è un'arte, e la scuola si paga, la scuola è pubblica, per tutti, ed è giusto, e si ha la presunzione di insegnare arti.
Borges, mi pare, lo dicesse, i buoni lettori sono più rari dei buoni scrittori.
Non lo so, Angela, davvero. Per me dipende davvero tutto dalle persone, e dai rapporti che si creano fra queste. E niente. Direi che la pensiamo in modo diverso, eh? ;-)
ciao, notte;-)
ndr

Ben vengano i corsi di scrittura, se fanno avvicinare la gente alla scrittura ma ancora di più alla Lettura/Letteratura. Perchè allora non organizzare dei corsi di lettura? Non sono un romantico, ma non riesco proprio a vedere la scrittura come uno sport, un racconto da portare il mercoledì successivo come trenta giri di campo.
Può essere utile un orientamento se si vuol diventare sceneggiatore, giornalista, imparare insomma a scrivere testi specifici.
Ma pagare 700 (settecento!!!) euro per un corso di scrittura è una sciocchezza. Forse l'intervistata si riferisce a quelle scuole nelle quali, prima di imparare a scrivere - qualunque cosa voglia dire - si impara a fare le giuste conoscenze. Vedi la Baricco School. Pace.